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9 errori scientifici nel documentario di Al Gore

Pubblicato: sabato 13 ottobre 2007 da lumachina

Una scomoda verità contiene alcuni scomodissimi errori, secondo quanto stabilito da un giudice britannico che ha bollato il documentario di Al Gore come fazioso e ne ha sconsigliata la visione non filtrata agli scolari.

Ci eravamo già lamentati della mancanza di riferimenti bibliografici quando e’ uscito il film, riferimenti che non erano presenti nemmeno on line. E’ stata proprio la mancanza di riferimenti scientifici a far perdere di credibilità al documentario.

Un governatore scolastico si e’ ribellato al pacchetto scolastico, proposto dal dipartimento dell’istruzione, in cui era inclusa Una scomoda verità. Il pacchetto sui cambiamenti climatici era stato inviato alle scuole superiori britanniche, nell’ambito del programma per il decennio dell’educazione sostenibile dell’ONU. Stewart Dimmock ha sporto denuncia ritenendo il testo non politicamente neutrale e ha vinto.

Ecco i punti contestati:

  1. Gore parla delle carote di ghiaccio in cui si leggerebbe l’aumento dell’effetto serra dovuto alla CO2 negli ultimi 650.000 anni, mentre sarebbe riferibile solo agli ultimi 800-2000 anni.
  2. Il livello dei mari crescerà di 7 metri, quando si scioglieranno i ghiacci, ma Al Gore include nel conto anche quelli della Groenlandia, che impiegheranno centinaia di anni a sciogliersi, quindi il dato crea allarmismo ingiustificato.
  3. Nel film si afferma che alcune isole del Pacifico si sono spopolate per via dell’innalzamento del livello del mare, ma non ci sono prove.
  4. Non ci sono prove certe che correlino lo scioglimento delle nevi sul Kilimanjaro al riscaldamento globale.
  5. Non ci sono prove certe che l’uragano Katrina sia stato causato dal riscaldamento globale.
  6. Non ci sono prove certe che il prosciugarsi del Lago Chad sia causato dal riscaldamento globale.
  7. Non ci sono prove certe che lo sbiancamento dei coralli sia causato dal riscaldamento globale.
  8. Infine non ci sono prove scientifiche che gli orsi polari anneghino per via dello scioglimento dei ghiacci, solo la notizia dell’affogamento di 4 orsi dopo una tempesta.

» Inaccuracies in Al Gore’s An Inconvenient Truth on The New Party

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35 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di rutto

    rutto

    13 ott 2007 - 01:29 - #1
    1 punto
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    …e non ci sono prove certe che la co2 sia responsabile dell’innalzamento della temperatura…e non ci sono prove certe che berlusconi e’ di discendenza divina…

    questi errori non mi sembrano errori ma solo pretesti (poveri) per cercare di screditare qualcuno…
    ma si potevano impegnare un po’ di piu’…

  • Profilo di Nirvene

    Nirvene

    13 ott 2007 - 07:08 - #2
    2 punti
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    Forse Al Gore ha semplicemente peccato di eccesso di entusiasmo, cmq al di la degli errori un problema ecologico c’è.
    A volte un po di allarmismo serve per mettere sul chi va la e ad adottare misure utili piu rapidamente.

  • Profilo di Marco-TO

    Marco-TO

    13 ott 2007 - 08:22 - #3
    2 punti
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    ahahah non ci sono prove certe… mai sentito parlare del principio di massima precauzione?
    Se lo utilizzi per un impianto industriale, a maggior ragione devi utilizzarlo per il Clima, la macchina più complessa che abbiamo ma senza quella, senza una sua stabilità, la vita dell’uomo non sarebbe possibile.
    L’Uomo ha bisogno del Pianeta Terra, la Terra può fare a meno dell’Uomo.

    Le lobby nuclear-carbonifere pro-CO2 stanno semplicemente facendo il loro lavoro di disinformazione e screditamento.
    Mi chiedo sempre se queste persone abbiano figli e nipoti…

  • 0 punti
    Up Down

    […] [via ecoblog] […]

  • vhemt

    13 ott 2007 - 10:33 - #5
    0 punti
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    Comunque Al Gore premio nobel, mi sembra un tantino esagerato!

  • Profilo di genare

    genare

    13 ott 2007 - 11:07 - #6
    -3 punti
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    È bello che lumachina pubblichi questo tipo di post: avvicinamento l’ecologia dalla cognizione scientifica del fenomeno “riscaldamento globale”. Far uscire l’ecologia dall’ambito “ideologico” farebbe bene veramente alla causa.

    Che ci piaccia o no i fatti sono proprio questi: non ci sono prove certe che il riscaldamento globale sia causa dell’attività umana!

    Vero o non che sia, bisogna sicuramente promuovere uno sviluppo alternativo della società: se la CO2 non riscalda il clima sicuramente crea tanti altri effetti negativi (tumori, malattie apparato respiratorio, ecc. ecc.)

    La scienza è l’unica che può aiutarci perché in questo momento ci sono due lobby che si scontrano, e noi siamo nel mezzo: ecco perché il rigore scientifico è fondamentale. Il “Verde fuori ma Rosso dentro (ma sempre più spesso anche Nero)“, non aiuta nessuno!

    @rutto: bene, vedo che hai centrato il mio discorso, quelli come te rovinano la causa ambientalista.

    @Nirvene: Il problema ecologico esiste, ma non avendo una precisa cognizione scientifica sul fenomeno sarebbe bene investire molte risorse in ricerca scientifica, energia alternative ma soprattutto in nuovi modelli di vita: “Come vivere con il cambiamento climatico?”. L’allarmismo crea solo confusione ed alimenta le menti guerrafondaie (di guerre ce ne sono tanti tipi): l’allarmismo è il padre del NaziComunismo!

    @Marco-TO:il nucleare non emette CO2 e se fondamentalmente non sarebbe inutile per la crescita dell’economia (fa guadagnare zero una volta incluso nel costo lo stoccaggio dei rifiuti) sarebbe l’ideale: aspettiamo la fusione. Per la lobby del Carbone chiedi a Legambiente: conoscono bene De Benedetti, lui ne sa qualcosa! Comunque non vanno a braccetto, anzi sono concorrenti in Italia. Oltre ai no per salvaguardare i tuoi figli dovresti darmi un’alternativa, ma non parlarmi di solare che ora non può essere considerato un’alternativa. Speriamo che Rubbia continui le sue ricerche, magari fuori dall’Italia dove ha maggiori risorse, ma ci vorranno almeno 30 anni! Il geotermico in Italia potrebbe dare più soddisfazioni.

    @vhemt: quoto in pieno, poi con questi errori marginali è assurdo! Poi usando hardware Mac è grandioso!

  • […] […]

  • marino

    13 ott 2007 - 14:00 - #8
    1 punto
    Up Down

    “Che ci piaccia o no i fatti sono proprio questi: non ci sono prove certe che il riscaldamento globale sia causa dell’attività umana!”

    Nel post si parla d’altro: un conto è affermare che ci sono inesattezze nei dati, un altro è affermare che tutto quello che viene detto è cacca. ed è quello che stai cercando di fare te.
    2700 climatologi sono d’accordo sul riscaldamento globale causato dall’aumento di gas serra. aumento di origine antropica. chi è che ti nutre la mente, Zichichi?

    “Vero o non che sia, bisogna sicuramente promuovere uno sviluppo alternativo della società: se la CO2 non riscalda il clima sicuramente crea tanti altri effetti negativi (tumori, malattie apparato respiratorio, ecc. ecc.)”

    Almeno da un certo punto in poi noto che inizi a ragionare. Finchè la co2 tocca te e i tuoi familiari sei favorevole a una sua riduzione, se tocca il pianeta “non ci sono prove bla bla”. Troppo facile così però, non credi? e anche se la co2 verrà drasticamente ridotta salterai fuori tu a dire che il riscaldamento globale sta comunque avanzando. Bella scoperta, l’ecosistema è complesso e anche se adesso riduciamo i gas serra possono anche passare centinaia di anni prima che si inizino a vedere i primi minimi effetti.

    “La scienza è l’unica che può aiutarci perché in questo momento ci sono due lobby che si scontrano, e noi siamo nel mezzo: ecco perché il rigore scientifico è fondamentale.”

    Non ci vuole la scienza per capire che siamo in un sistema finito dove le risorse sono finite. A questo punto ogni spreco (wattora sprecati nell’illuminazione con lampadine a incandescenza, riscaldamento a manetta perchè la strada per arrivare al maglione è troppo lunga, climatizzatore settato su 15°C, auto per compiere 500 metri) va condannato. la scienza se doveva fare qualcosa l’ha già fatta, basta inneggiare la scienza appena possibile solo perchè non ci si vuole schiodare dal divano.

    “@Nirvene: Il problema ecologico esiste, ma non avendo una precisa cognizione scientifica sul fenomeno sarebbe bene investire molte risorse in ricerca scientifica, energia alternative ma soprattutto in nuovi modelli di vita: “Come vivere con il cambiamento climatico?”.”

    Energie alternative per cosa? Per poter continuare a sprecare? Se si imparasse a consumare intelligentemente, non avremmo un così disperato bisogno di energie alternative che piovono dal cielo.
    Hai bisogno di scienziati per capire come si vivrà con il riscaldamento globale? Hai bisogno di scienziati che ti inventino la tuta per stare fresco pur continuando a inquinare?

    “L’allarmismo crea solo confusione ed alimenta le menti guerrafondaie (di guerre ce ne sono tanti tipi): l’allarmismo è il padre del NaziComunismo!”

    E tenere tutti all’oscuro di tutto crea solo ignoranza e possibilità ai potenti che se ne sbattono di tutto questo di starsene protetti.

    “@Marco-TO:il nucleare non emette CO2 e se fondamentalmente non sarebbe inutile per la crescita dell’economia (fa guadagnare zero una volta incluso nel costo lo stoccaggio dei rifiuti) sarebbe l’ideale: aspettiamo la fusione.”

    Si aspetta e spera. Con il petrolio che sta finendo col cavolo che fai ricerca sulla fusione, col cavolo che costruisci centrali a fusione.

    “Oltre ai no per salvaguardare i tuoi figli dovresti darmi un’alternativa, ma non parlarmi di solare che ora non può essere considerato un’alternativa. Speriamo che Rubbia continui le sue ricerche, magari fuori dall’Italia dove ha maggiori risorse”

    l’alternativa è ridurre i consumi energetici, iniziando dagli sprechi. non ce ne sono altre di soluzioni, ma nessuno vuole ficcarselo in testa e cambiare abitudini, hanno paura che il loro tenore di vita così si abbassi.
    Invece di sperare in rubbia in ficosecco e pincopallino che ti convince che presto ci trasferiremmo tutti su marte per ricominciare da capo, riduci i consumi.

  • Marcoscan

    13 ott 2007 - 15:59 - #9
    1 punto
    Up Down

    Piccola osservazione. Invece di citare come unica fonte un partito decisamente anti-Gore, forse era meglio leggersi la sentenza e scoprire che le cose non sono proprio come sono state riportate.

    “Mr Downes (chi ha intentato la causa) produced a long schedule of such alleged errors or exaggerations and waxed lyrical in that regard. It was obviously helpful for me (sta parlando il giudice) to look at the film with his critique in hand.

    In the event I was persuaded that only some of them were sufficiently persuasive to be relevant for the purposes of his argument, and it was those matters - 9 in all - upon which I invited Mr Chamberlain to concentrate. It was essential to appreciate that the hearing before me did not relate to an analysis of the scientific questions, but to an assessment of whether the ‘errors’ (notare le virgolette!) in question, set out in the context of a political film, informed the argument on ss406 and 407. All these 9 ‘errors’ that I now address are not put in the context of the evidence of Professor Carter and the Claimant’s case, but by reference to the IPCC report and the evidence of Dr Stott. (ovvero: le segnalo non perchè siano sbagli scientifici, ma perchè non sono in pieno accordo con le opinioni dell’IPCC e nel contesto del film potrebbero risultare fonte di disinformazione, tenendo conto della natura informativa dell’opera)”.

    Tra questi nove presunti “errori”, alcuni sono legati a cattive interpretazioni di ciò che ha detto Gore e a nuovi studi che all’epoca del film non erano stati pubblicati.

  • Profilo di Miky23

    Miky23

    13 ott 2007 - 18:05 - #10
    1 punto
    Up Down

    Io avrei da ridire sul primo punto contenstato… Newton ha pubblicato nel marzo del 2006 questo articolo: http://newton.corriere.it/PrimoPiano/News/2006/03_Marzo/27/carota.shtml

  • Profilo di ciquta

    ciquta

    14 ott 2007 - 01:11 - #11
    1 punto
    Up Down

    Ma l’alta corte britannica, così pignola nel cavillare sulle incertezze del documentario di un ex senatore, cosa diceva al tempo in cui Regan, da presidente in carica, puntualizzava che la causa dell’inquinamento erano le piante morte?!??!?

    Così, giusto per capire eh…

  • Profilo di genare

    genare

    14 ott 2007 - 11:23 - #12
    0 punti
    Up Down

    Nel post si parla d’altro: un conto è affermare che ci sono inesattezze nei dati, un altro è affermare che tutto quello che viene detto è cacca. ed è quello che stai cercando di fare te. 2700 climatologi sono d’accordo sul riscaldamento globale causato dall’aumento di gas serra. aumento di origine antropica. chi è che ti nutre la mente, Zichichi?

    Vedo che giungi a conclusioni affrettate senza un minimo di senso critico. Questa è diffamazione! Perché tra dire che “non ci sono prove certe che il riscaldamento climatico sia causato dall’uomo” e dire che “io ho detto che tutto quello che c’è scritto è cacca” ce ne passa! 2700 climatologi, 3.500 scienziati, 20.000 medici: numeri, solo numeri! Confutabili in qualsiasi momento con altrettanti numeri: solo un assaggio al quale tu potresti rispondermi con un altro generando solo confusione con chi i dati veri non è in grado di interpretarli. Fino a giungere parlare di Illuminati che dirottano le menti delle persone per non far sapere la verità (si esistono anche queste persone) Ma come mai tutte queste incertezze? Forse perché la meteorologia e la climatologia allo stato attuale della conoscenza non possono essere considerate scienze esatte? Poi tra parlare di inesattezze e dire lanciare un allarme sullo scioglimento dei ghiacciai della Groenlandia ce ne vuole! La mente me la nutro da solo: il concetto di dio e di società l’ho lasciato da parte molto tempo fa. Io sono individuo me ne vanto di esserlo. Non ho bisogno ne di dei, miti o modelli. Sicuramente ci sono persone che hanno la mia stima ed una di queste è proprio Rubbia, non ci uniscono gli studi, io sono un matematico che studia la comunicazione uomo-macchina e lui un fisico, premio nobel, che ha dedicato i suoi studi alla fonti energetiche, ma il suo modo di portare avanti le ricerche. Il suo metodo. Ed è dalle sue stesse parole che le energie alternative non sono ancora pronte per sfamare la richiesta energetica mondiale. Ripeto: un premio nobel, proprio come Al Gore, ma non credo possano esserci paragoni. In merito a Zichici non mi interessano tutte le persone che provengono dalla galassia degli ex DC, ma ripeto: io non mi precludo mai nulla ed i miei occhi sono sempre aperti. Le sue considerazioni, il fatto che i rapporti sul clima e le previsioni a lungo termine vengano fatte su modelli in cui i nodi fondamentali sono costituiti da variabili e non su costanti, sono da tenere conto. Io non vado dietro a Zichici ma tu probabilmente campi a pane e Beppe Grillo: l’uovo in mezzo ai due cellulari è riuscito cuocersi?

    Almeno da un certo punto in poi noto che inizi a ragionare. Finché la co2 tocca te e i tuoi familiari sei favorevole a una sua riduzione, se tocca il pianeta “non ci sono prove bla bla”. Troppo facile così però, non credi? e anche se la co2 verrà drasticamente ridotta salterai fuori tu a dire che il riscaldamento globale sta comunque avanzando. Bella scoperta, l’ecosistema è complesso e anche se adesso riduciamo i gas serra possono anche passare centinaia di anni prima che si inizino a vedere i primi minimi effetti.

    Ripeto: non ci sono prove che il riscaldamento climatico sia generato dalla attività umana, come non ci sono prove il suo contrario. Così lo preferisci? Ti propongo una mia opinione (ponderata naturalmente, non ideologizzata), per quanto te ne possa interessare: il riscaldamento globale ha una componente derivata dalle attività umane. Dobbiamo azzerarla, è fondamentale farlo, ma non potremmo dirci salvi una volta fatto (come razza dico, per noi sarà difficile vedere effetti positivi). Tu però sei talmente fondamentalista che sei giunto a giudicare il mio io ed il mio contesto di vita fino al mio nucleo familiare. Non lo are più altrimenti mi fai inca**are veramente.

    Non ci vuole la scienza per capire che siamo in un sistema finito dove le risorse sono finite. A questo punto ogni spreco (wattora sprecati nell’illuminazione con lampadine a incandescenza, riscaldamento a manetta perchè la strada per arrivare al maglione è troppo lunga, climatizzatore settato su 15°C, auto per compiere 500 metri) va condannato. la scienza se doveva fare qualcosa l’ha già fatta, basta inneggiare la scienza appena possibile solo perchè non ci si vuole schiodare dal divano.

    E tu chi sei per dirlo che non lo faccio? Tu chi sei per arrivare a giudicare il mio comportamento e stile di vita? Giudizi affrettati: tipico dei fondamentalisti religiosi e politici. L’informazione prima di tutto! Informazione spicciola è meglio, visto che non siamo tutti Einstein. Poi io il mio piccolo contributo lo faccio ogni giorno, ma non mi metto scriverlo ed elencarlo! Non servirebbe, è una cosa mia importante e da non trascurare, ma non da esserne vanesi. E non solo io, ma tutta la mia famiglia. E non ora, che sta diventando una moda, ma da sempre!!! Mio padre mi ha cresciuto con certi principi e non per tirchieria, ma proprio perché lo spreco è una pratica non consona per la nostra famiglia. Certo siamo anche consapevoli che molte delle nostre azione quotidiane sono per coscienza, rasentano l’utopia perché basta vedere il comportamento dei cittadini della mia città (Roma) e pensare a moltiplicarlo per tutte le città del mondo e soprattuto quelle nei paesi in via di sviluppo.

    Energie alternative per cosa? Per poter continuare a sprecare? Se si imparasse a consumare intelligentemente, non avremmo un così disperato bisogno di energie alternative che piovono dal cielo. Hai bisogno di scienziati per capire come si vivrà con il riscaldamento globale? Hai bisogno di scienziati che ti inventino la tuta per stare fresco pur continuando a inquinare?

    Te lo ripeto “Hadolf Benedetto Stalin XVI”: nuovo stile di vita, nuovi comporamenti, considerano l’abbassamento dei consumi, tecnologie per la cattura della CO2. Io non voglio continuare ad inquinare, ma allo stato attuale della ricerca scientifica si può solo fare questo! Se tutte le persone di questo mondo imparassero a vivere con il minimo indispensabile l’inquinamento continuerebbe. Perché fondamentalmente il problema è uno ed uno solo: siamo troppi, ma ancora si fanno politiche per il sostentamento familiare. Due persone devono fare due persone, massimo, una è meglio. Nei paesi occidentali lo abbiamo capito, ma non del tutto, ma prima che il concetto arrivi a tutto il mondo? Certo io non proporrò mai il controllo delle nascite: istruzione ed informazione bastano da sole. Senza quelle ogni altro provvedimento è dittatura.

    E tenere tutti all’oscuro di tutto crea solo ignoranza e possibilità ai potenti che se ne sbattono di tutto questo di starsene protetti.

    All’oscuro? Io sento parlare solo di questo e sono uno che la televisione la guada massimo un’ora a settimana!

    Si aspetta e spera. Con il petrolio che sta finendo col cavolo che fai ricerca sulla fusione, col cavolo che costruisci centrali a fusione.

    Si probabilmente è troppo ottimistico credere nella fusione, o almeno lo è ora, ma sicuramente non è il solare che può aiutarci in questo momento!

    l’alternativa è ridurre i consumi energetici, iniziando dagli sprechi. non ce ne sono altre di soluzioni, ma nessuno vuole ficcarselo in testa e cambiare abitudini, hanno paura che il loro tenore di vita così si abbassi. Invece di sperare in rubbia in ficosecco e pincopallino che ti convince che presto ci trasferiremmo tutti su marte per ricominciare da capo, riduci i consumi.

    Quoto tutto, non capisco perché tu dai per scontato che non lo faccia. Essere a favore delle droghe leggere non significa per forza di cose farne uso, credere che il cambiamento climatico non sia generato totalmente dall’attività umana non fa di me un violentatore della madre terra. Ma tu, ripeto, non mi conosci, ma fai del tutto per identificarmi e costruirmi dentro un modello di uomo. Ti prego non fare considerazioni sul mio stile di vita perché non lo conosci. I consumi devono essere ridotti, ma per informazione d istruzione, non imposizione! Se io scelgo di non prendere la Coca Cola dal distributore automatico per le sue schifezze sindacali lo faccio per mia scelta, non perché tu la Coca Cola hai vietato di mettercela. Riesci a capirlo? Anche perché con le leggi, basta uscir di casa e veder il comportamento delle persone, non si cambia nulla! Guarda il nuovo codice della strada ad esempio: obbliga le persone a non tenere la macchina ferma ed accesa per poter avere refrigerio con l’aria condizionata: sai quanti ne vedo ogni giorno, lo fanno i stessi vigili urbani? Con le leggi e le restrizioni imposte non si combina nulla!

    Ora dai, aspetto il tuo nuovo GIUDIZIO circa la vita mia e quella della mia famiglia, anche dei miei amici ecc. ecc. Fai pure, ci ho fatto il callo.

  • Profilo di Fabio A.

    Fabio A.

    14 ott 2007 - 12:41 - #13
    1 punto
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    @ Genare

    “Che ci piaccia o no i fatti sono proprio questi: non ci sono prove certe che il riscaldamento globale sia causa dell’attività umana!”

    Assolutamente falso. E’ un dato di fatto che i livelli di CO2 sono aumentati a causa dell’attività umana, negli ultimi 100 anni. E’ un dato di fatto che i livelli di metano nell’aria a causa di allevamenti di animali sono aumentati, per mano dell’uomo. E’ un dato di fatto che la CO2 è un gas serra ed è un dato di fatto che il metano è un gas serra ancora più potente.

    E’ un dato di fatto che eventi esterni, come il sole e le sue radiazioni, non possono influire che in maniera del tutto minimale all’aumento della temperatura terrestre.

    Ergo, ne consegue, che l’innalzamento della temperatura terrestre negli ultimi decenni è causato indiscutibilmente dall’azione umana.

  • Profilo di Miky23

    Miky23

    14 ott 2007 - 15:25 - #14
    0 punti
    Up Down

    E allora sarebbe una cosa fighissima staccare con le fonti fossili e vedere chi ha ragione…. Tanto alla fin fine male non fà, dal punto di vista ambientale!

  • Profilo di alemari1986

    alemari1986

    14 ott 2007 - 16:17 - #15
    -3 punti
    Up Down

    Rispondo innanzitutto a Fabio A.
    Assolutamente falso è quello che lei sostiene!
    Che significa “è un dato di fatto”? Ci sono scienziati che non sono d’ accordo sul fatto che l’ aumento di concentrazione di CO2 nell’ atmosfera sia legato principalmente alle attività antropiche. Questo dovrebbe bastare per tutti. Ci sono invece dati scientifici che indicano che l’ immissione di gas serra ad opera dell’ uomo incide al massimo per il 4% sulla temperatura globale. Per chi non ci crede, cito

    http://www.oism.org/pproject/

    Comunque sia, io non voglio certo dubitare della competenza degli scienziati che asseriscono che l’ aumento della concentrazione di gas serra nell’ atmosfera è principalmente conseguenza delle attività antropiche, ma non posso accettare questa affermazione solo sulla base del fatto che loro ne sanno più di me. Questo perché altri scienziati la pensano diversamente. Io e la maggior parte di coloro per i quali questi problemi sono decisamente troppo ostici, possiamo soltanto attendere che il fenomeno sia compreso meglio in futuro, esattamente come è avvenuto per altre discussioni scientifiche in passato. Per esempio, oggi non c’ è una maggioranza di fisici che ritiene valida la teoria elettromagnetica di Maxwell a fronte di una minoranza di scettici che ne dubita, dal momento che ci sono fenomeni non spiegabili, o comunque non perfettamente inquadrabili, da detta teoria. Oggi la sola teoria dei fenomeni elettromagnetici è quella di Maxwell la cui validità è garantita dal 100% dal 100% dei fisici. Il fatto è che non è sempre stato così. C’ è stato un tempo in cui si conosceva molto meno dei fenomeni elettrici e magnetici; i fisici quindi si muovevano ancora in un paesaggio nebbioso, per cui facevano supposizioni, esperimenti, elaboravano teorie, raccoglievano dati, ecc. Era una cosa perfettamente normale, e lo è ancora adesso, essere in disaccordo sulla spiegazione di questo o quel fenomeno. Solo il tempo, accompagnato da una sempre più profonda conoscenza dei fenomeni in esame, renderà più sostenibili e giustificabili certe tesi piuttosto che altre. Il dibattito sui fenomeni climatici è a questo punto; è la prima cosa di cui bisogna rendersi conto. Qualcuno obietterà che lo studio sul clima è vecchio di più di 50 anni. Ma è soltanto in tempi molto recenti che si sono messi a punto gli strumenti tecnologici per la rilevazione di molteplici tipi di dati quantitativi sulle diverse variabili in gioco. In una scienza come la fisica però, storicamente, la raccolta di dati per l’ esatta inquadratura quantitativa di un fenomeno è una delle prime fasi dello studio de fenomeno stesso. Solo in un secondo momento si vanno a studiare le interazioni tra e diverse forze in gioco e a formulare ipotesi sulle loro dinamiche. Anche a chi non ne sa nulla di clima e di fisica in generale, non appare un po’ prematuro ritenere non solo di aver compreso tutto su di esso ma addirittura pretendere di poterlo controllare e di sapere cosa occorre fare in proposito?
    E poi c’ è una questione di importanza fondamentale. Ma quali sono gli strumenti che permettono lo studio dei fenomeni climatici? Come fanno, insomma, quelli del meteo a prevedere il tempo? E perché le previsioni del tempo sono valide solo per tre giorni? Quello che permette, in generale, lo studio di fenomeni naturali e complessi come il clima è l’ elaborazione di modelli matematici che esprimono relazioni tra certe variabili che si vanno a considerare, e relative al fenomeno stesso. Questi modelli, basati su entità matematiche dette “equazioni differenziali”, possono essere più o meno complessi in dipendenza del tipo delle suddette relazioni, che possono essere “lineari”, “quasi-lineari”, “non-lineari”, “fortemente non-lineari” e di ancora altri tipi. Un fenomeno “lineare”, per intenderci, è tale per cui ad una piccola perturbazione dei dati iniziali fa seguito un evoluzione del fenomeno stesso diversa dalla precedente, ma caratterizzata da piccole variazioni. I modelli che abbiamo (per ora) a disposizione sui fenomeni climatici sono “equazioni differenziali alle derivate parziali non lineari fortemente accoppiate”, molto complessi e risolubili solo con una certa approssimazione che fa uso di una tecnica detta “dei parametri liberi”. Senza dilungarmi troppo, mi limito a dire che, purtroppo, dà adito a molta arbitrarietà nei risultati. A questo proposito si può consultare:

    http//www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=154074&Print=5

    http://www.sanpaolo.org/fc05/0545fc/0545fc94.htm

    La conclusione di questo discorso è che ogni allarmismo di questo tipo è (ancora e forse per un bel pò) del tutto ingiustificato perché non giustificato scientificamente.
    Infine ora vorrei rispondere a genare;
    vorrei sapere su che basi asserisce che su questo pianeta siamo troppi. Perché siamo troppi? Chi lo dice? Mi può dimostrare scientificamente che è così? Perché se non può farlo (e credo proprio che sia così) la sua è soltanto un opinione, neanche troppo seria, a mio dire. Analizziamo la situazione con calma: previsioni demografiche basate su modelli e statistiche, indicano che saremo in 9 miliardi tra una quarantina d’ anni, è vero. Ma è anche vero che si ritiene che tale fenomeno (la crescita demografica) stia subendo un processo di smorzamento di questa crescita e che raggiungerà il proprio equilibrio proprio attorno a cifre simili. Inoltre, così come aumenta la popolazione mondiale, aumentano le risorse che essa utilizza per il sostentamento. Per esempio, i rendimenti dei terreni agricoli, in 100 anni aumentati di parecchio. In futuro poi, l’ utilizzo delle moderne biotecnologie permetterà, sempre per quanto attiene al cibo, di rendere molte colture più resistenti a eventuali siccità, parassiti, sbalzi di temperatura, con un sempre minore uso di pesticidi e affini. Chiaramente, ci saranno dei problemi da affrontare, come ce ne sono adesso e come ce ne sono sempre stati in passato, ma è sbagliato, secondo me, sostenere che la causa di tutti i problemi dell’ uomo è l’ uomo stesso. Anche storicamente, in epoche in cui c’ erano quantità di persone molto inferiori a quelle attuali, la gente aveva sempre “problemi di ogni tipo”, spesso molto simili a quelli attuali, e se ne lamentava sempre incolpando di qua e di là. Per un approfondimento di queste tematiche, consiglio di leggere i libri di Riccardo Cascioli e Antonio Gaspari, “Le Bugie degli Ambientalisti I” e “II”. Sono libri molto ben documentati, fanno sempre riferimento alle fonti da cui prendono informazioni, e svolgono un’ eccellente sintesi alla potata di tutti di molti temi.

  • Profilo di alemari1986

    alemari1986

    14 ott 2007 - 16:18 - #16
    -3 punti
    Up Down

    Rispondo innanzitutto a Fabio A.
    Assolutamente falso è quello che lei sostiene!
    Che significa “è un dato di fatto”? Ci sono scienziati che non sono d’ accordo sul fatto che l’ aumento di concentrazione di CO2 nell’ atmosfera sia legato principalmente alle attività antropiche. Questo dovrebbe bastare per tutti. Ci sono invece dati scientifici che indicano che l’ immissione di gas serra ad opera dell’ uomo incide al massimo per il 4% sulla temperatura globale. Per chi non ci crede, cito

    http://www.oism.org/pproject/

    Comunque sia, io non voglio certo dubitare della competenza degli scienziati che asseriscono che l’ aumento della concentrazione di gas serra nell’ atmosfera è principalmente conseguenza delle attività antropiche, ma non posso accettare questa affermazione solo sulla base del fatto che loro ne sanno più di me. Questo perché altri scienziati la pensano diversamente. Io e la maggior parte di coloro per i quali questi problemi sono decisamente troppo ostici, possiamo soltanto attendere che il fenomeno sia compreso meglio in futuro, esattamente come è avvenuto per altre discussioni scientifiche in passato. Per esempio, oggi non c’ è una maggioranza di fisici che ritiene valida la teoria elettromagnetica di Maxwell a fronte di una minoranza di scettici che ne dubita, dal momento che ci sono fenomeni non spiegabili, o comunque non perfettamente inquadrabili, da detta teoria. Oggi la sola teoria dei fenomeni elettromagnetici è quella di Maxwell la cui validità è garantita dal 100% dal 100% dei fisici. Il fatto è che non è sempre stato così. C’ è stato un tempo in cui si conosceva molto meno dei fenomeni elettrici e magnetici; i fisici quindi si muovevano ancora in un paesaggio nebbioso, per cui facevano supposizioni, esperimenti, elaboravano teorie, raccoglievano dati, ecc. Era una cosa perfettamente normale, e lo è ancora adesso, essere in disaccordo sulla spiegazione di questo o quel fenomeno. Solo il tempo, accompagnato da una sempre più profonda conoscenza dei fenomeni in esame, renderà più sostenibili e giustificabili certe tesi piuttosto che altre. Il dibattito sui fenomeni climatici è a questo punto; è la prima cosa di cui bisogna rendersi conto. Qualcuno obietterà che lo studio sul clima è vecchio di più di 50 anni. Ma è soltanto in tempi molto recenti che si sono messi a punto gli strumenti tecnologici per la rilevazione di molteplici tipi di dati quantitativi sulle diverse variabili in gioco. In una scienza come la fisica però, storicamente, la raccolta di dati per l’ esatta inquadratura quantitativa di un fenomeno è una delle prime fasi dello studio de fenomeno stesso. Solo in un secondo momento si vanno a studiare le interazioni tra e diverse forze in gioco e a formulare ipotesi sulle loro dinamiche. Anche a chi non ne sa nulla di clima e di fisica in generale, non appare un po’ prematuro ritenere non solo di aver compreso tutto su di esso ma addirittura pretendere di poterlo controllare e di sapere cosa occorre fare in proposito?
    E poi c’ è una questione di importanza fondamentale. Ma quali sono gli strumenti che permettono lo studio dei fenomeni climatici? Come fanno, insomma, quelli del meteo a prevedere il tempo? E perché le previsioni del tempo sono valide solo per tre giorni? Quello che permette, in generale, lo studio di fenomeni naturali e complessi come il clima è l’ elaborazione di modelli matematici che esprimono relazioni tra certe variabili che si vanno a considerare, e relative al fenomeno stesso. Questi modelli, basati su entità matematiche dette “equazioni differenziali”, possono essere più o meno complessi in dipendenza del tipo delle suddette relazioni, che possono essere “lineari”, “quasi-lineari”, “non-lineari”, “fortemente non-lineari” e di ancora altri tipi. Un fenomeno “lineare”, per intenderci, è tale per cui ad una piccola perturbazione dei dati iniziali fa seguito un evoluzione del fenomeno stesso diversa dalla precedente, ma caratterizzata da piccole variazioni. I modelli che abbiamo (per ora) a disposizione sui fenomeni climatici sono “equazioni differenziali alle derivate parziali non lineari fortemente accoppiate”, molto complessi e risolubili solo con una certa approssimazione che fa uso di una tecnica detta “dei parametri liberi”. Senza dilungarmi troppo, mi limito a dire che, purtroppo, dà adito a molta arbitrarietà nei risultati. A questo proposito si può consultare:

    http//www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=154074&Print=5

    http://www.sanpaolo.org/fc05/0545fc/0545fc94.htm

    La conclusione di questo discorso è che ogni allarmismo di questo tipo è (ancora e forse per un bel pò) del tutto ingiustificato perché non giustificato scientificamente.
    Infine ora vorrei rispondere a genare;
    vorrei sapere su che basi asserisce che su questo pianeta siamo troppi. Perché siamo troppi? Chi lo dice? Mi può dimostrare scientificamente che è così? Perché se non può farlo (e credo proprio che sia così) la sua è soltanto un opinione, neanche troppo seria, a mio dire. Analizziamo la situazione con calma: previsioni demografiche basate su modelli e statistiche, indicano che saremo in 9 miliardi tra una quarantina d’ anni, è vero. Ma è anche vero che si ritiene che tale fenomeno (la crescita demografica) stia subendo un processo di smorzamento di questa crescita e che raggiungerà il proprio equilibrio proprio attorno a cifre simili. Inoltre, così come aumenta la popolazione mondiale, aumentano le risorse che essa utilizza per il sostentamento. Per esempio, i rendimenti dei terreni agricoli, in 100 anni aumentati di parecchio. In futuro poi, l’ utilizzo delle moderne biotecnologie permetterà, sempre per quanto attiene al cibo, di rendere molte colture più resistenti a eventuali siccità, parassiti, sbalzi di temperatura, con un sempre minore uso di pesticidi e affini. Chiaramente, ci saranno dei problemi da affrontare, come ce ne sono adesso e come ce ne sono sempre stati in passato, ma è sbagliato, secondo me, sostenere che la causa di tutti i problemi dell’ uomo è l’ uomo stesso. Anche storicamente, in epoche in cui c’ erano quantità di persone molto inferiori a quelle attuali, la gente aveva sempre “problemi di ogni tipo”, spesso molto simili a quelli attuali, e se ne lamentava sempre incolpando di qua e di là. Per un approfondimento di queste tematiche, consiglio di leggere i libri di Riccardo Cascioli e Antonio Gaspari, “Le Bugie degli Ambientalisti I” e “II”. Sono libri molto ben documentati, fanno sempre riferimento alle fonti da cui prendono informazioni, e svolgono un’ eccellente sintesi alla potata di tutti di molti temi.

  • Profilo di alemari1986

    alemari1986

    14 ott 2007 - 16:21 - #17
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    Prima ho sbagliato a digitare l’ indirizzo del sito che citavo; è:

    http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=154074&PRINT=S

  • Profilo di alemari1986

    alemari1986

    14 ott 2007 - 21:46 - #18
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    cito questo sito perché ritengo che possa far comprendere meglio, a un livello accesssibile a tutti, molti argomenti inerenti alle tematiche ambientali. Lasciatemi solo dire che il mondo non sta così male come molte persone amano farci credere; certo, non è neanche il paradiso terrestro, ma molti allarmismi sono ingiustificati perché non giustificati scientificamente.

    http://www.galileo2001.it/materiali/archivio.php

  • plutonash

    15 ott 2007 - 10:12 - #19
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    alemari1986 ahahah, Franco Battaglia!
    quello del “il carbone non è nocivo e ci salverà tutti” :-
    quello che a braccetto con veronesi (un oncologo) ha ribadito al governo e presidente della repubblica l’importanza del nucleare in italia. non mi esprimo sul nucleare, ma certe cose mi piacerebbe che le esprimesse uno studioso di fonti energetiche e non un oncologo.
    tornando a battaglia, io invece ti invito ad andare sul forum http://energierinnovabili.forumcommunity.net/ e fare una ricerca con key “franco battaglia”.

  • Profilo di alemari1986

    alemari1986

    15 ott 2007 - 13:36 - #20
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    rispondo a plutonash.
    Preferirei che mi dicessi direttamente cosa dovrei sapere sul prof. Battaglia. Potresti mandarmi anche gli indirizzi dei siti delle informazioni a cui fai riferimento? Grazie!

  • edo81

    19 ott 2007 - 16:43 - #21
    1 punto
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    Mah il documentario di Gore l’ho visto e per me non ha NULLA di scientifico: fa dei rapporti causa effetto campati in aria, cita in continuazione scienziati di cui non dice il nome men che meno esplica i loro esperimenti o la metodologia con cui sono giunti a certe conclusioni. Sicuramente dobbiamo inquinare meno per tantissimi motivi (per primo la diminuzione della biodiversità, su questo Gore ha ragione ma non c’era certo bisogno di lui per scoprirlo), ci sono per fortuna dei seri progetti di decrescita per un diverso modo di intendere lo sviluppo fatti da scienziati veri con studi veri (esempio Capra si occupa da 20 anni di queste cose). Ma a parte un messaggio generale di fondo il documentario di Al Gore è assolutamente propagandistico, allarmista e fatto solo per la sua campagna elettorale… Inquinare e soprattutto consumare meno è sicuramente il percorso giusto, Al Gore dal suo Suv e con la sua casa da 40 stanze non penso possa rappresentare questo modello: chissà dove ha investito i suoi soldi e chi sono i suoi amici… immagino tutti volontari umanitari.

  • edo81

    19 ott 2007 - 16:57 - #22
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    riguardo poi allo studio di un sistema complesso come quello di Gaia vorrei fare un esempio: oggi ci sono diversi software per prevedere il comportamento di sistemi, ad esempio un motore d’auto. Noi lo progettiamo, inseriemo delle variabili e delle costanti nel modello e vediamo il risultato. Del motore consciamo praticamente tutto visto che lo abbiamo fatto noi, ma nonostante questo a volte il motore si rompe. Riusciamo a fare degli errori su un modello così semplice in cui conosciamo perfettamente le parti e i materiali. Pensate cosa voglia dire studiarte un sistema complesso come il clima, dove non conosciamo completamente le parti men che meno come queste siano in relazione fra loro (non completamente almeno). Sbagliamo lòe previsioni del tempo da qui a 2 giorni ma siamo certi di cosa succederà fra 30 anni… Ripeto che la mia non è una divesa al nostro stile di vita e di abuso di consumo a cui sono profondamente contrario ma semplicemente non voglio cadere in certe generalizzazioni su argomenti così delicati. Sulle politiche energetiche più che cercare una alternativa al petrolio la strada è quella di trovare più altrenative producendo l’energia in modo distribuito da diverse fonti a seconda delle circostanze e ovviamente sprecandone meno…

  • Profilo di Francesca

    Francesca

    20 ott 2007 - 20:54 - #23
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    Beh spero solo che il mio ultimo articolo sulla CO2 chiarisca un pò le idee sul problema CO2 e su chi è più giusto dare la colpa.

    Per quanto riguarda il punto 3 cito un mio articolo http://www.ambientemare.splinder.com/post/13140552#more-13140552

    Per il punto sulla mortedegli orsi polari ci sono articoli che parlano chiaramente di morti di cuccioli di foca causate dal fatto che le mamme non trovando posto sulla “terra ferma” li facevano direttamente in mare condannandoli alla morte.

    Insomma mi si puo dire tutto quello che vi pare ma il riscaldamento globale è causato dall’aumento di gas serra,tra cui la CO2 che è sui 385ppm oggi, nel 1800(non ricordo bene l’anno)era sui 300ppm,il metà dell’aumento è avvenuto negli ultimi 17anni e questi sono dati scientifici.
    Ora è vero che nel corso della sua vita Gaia ha già avuto fenomeni di glaciazioni e di aumenti di gas serra dovuti però a ben altri motivi(naturali)e che comunque sono avvenuti in molti anni(milioni nella maggior parte)mentre ora tutto è stato accellerato e la causa non è naturale perchè in tutti gli anni che ha la terra mai c’è stata un accellerazione cosi.
    Lo ripeto qui,noi abbiamo il dovere di diminuire il più possibile la CO2 perchè se supererà le 450ppm potremo anche infilarci da soli in un vulcano in eruzione perchè tanto la nostra fine è segnata.
    E il perchè è spiegato nell’ultimo articolo di venerdì pesce.
    Ricordatevi che Gaia sopravvive sempre siamo noi che ci rimettiamo.

  • Profilo di alemari1986

    alemari1986

    22 ott 2007 - 15:41 - #24
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    Rispondo a Francesca.
    Eppure molti scienziati ritengono che le cose non stiano affatto così. Non è vero che il riscaldamento globale, fenomeno di cui alcuni dubitano persino l’ esistenza, è causato da un aumento della concentrazione di gas serra in atmosfera. Non è provato almeno. Inoltre, che significa “tutto è accelerato”? La conoscenza che abbiamo dei fenomeni che tu citavi ci descrive globalmente come sono andate le cose. Non sappiamo con precisione come e in che velocità in una certa area sia avvenuto il cambiamento climatico dal caldo al freddo e viceversa. E poi dove sarebbero le prove di questa accelerazione? Che la riduzione delle emissioni di gas serra debbano essere ridotte il più possibile, è sempre la solita minestra del protocollo di Kyoto, che scientificamente si basa su aria fritta. Proporrei prima di comprendere bene i fenomeni climatici (obiettivo necessario ma molto ambizioso oltre che a lungo raggio) e poi, semmai, di decidere cosa fare. Allarmismi di questo tipo sono già stati diffusi in passato e si sono rivelati clamorosamente falsi. Cerchiamo di non ripetere gli errori che abbiamo fatto, almeno

  • Profilo di Francesca

    Francesca

    23 ott 2007 - 20:54 - #25
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    @alemari1986
    Rispondo alle domande che hai fatto.
    Per quanto riguarda il cambiamento climatico rispetto alla CO2 ti posso dire che in qualsiasi testo di chimica ambientale leggi chiaramente che l’aumento dei gas serra porta squilibri ambientali,sono successi in passato,non mi chiedere le date ma è stato dimostrato che quandola CO2 è aumentata sopra i 500ppm(arrivata mi pare a 1000)si è assistiti a una estinzione della maggior parte delle specie presenti.
    Quindi dire che L’aumento dei gas serra non porta a cambiamenti climatici mi sembra assurdo proprio perchè è già successo.
    Parlo di accellerazione perchè da quel poco che si sa del passato si è arrivati a capire che i fenomeni di cambiametno avevano determinati tempi,piuttosto lunghi,mentre oggi dall’era industriale esattamente l’aumento della CO2 è accellerato e questo, secondo quello che già è successo, porta degli squilibri.
    Sta di fatto che gli oceani ne sono pieni e molte specie marine stanno morendo a causa di questo(e questo è stato dimostrato anche recentemente).
    Io non credo che sia sempre la solita aria fritta,gli studi vanno avanti sia per quanto riguarda il passato sia per il presente,tempo fa ho trovato un libro dove facevo tirocinio del 1985 che diceva che continuando ad inquinare avremmo aumentato la CO2 nell’ambiente e questo avrebbe portato a molti cambiamenti climatici,se non ricordo male il libro era del professor Sansoni dell’ARPAT.
    Beh devo ammettere che non c’è andato per niente lontano visto che,dati di oggi, dicono che metà dell’aumento della CO2 dai 300 ai 385ppm è avventa negli ultimi 17anni, visto che specie marine tropicali hanno sempre più invaso il mediterraneo(io studio l’alga tossica Ostreopsis ovata)e hanno o stanno facendo sparire molte specie insieme con l’aumento della Temperatura marina e della CO2 che ha saturato gli oceani….
    Insomma mi potete dire che è aria fritta,che ne è già stato parlato,ma i dati non sono per niente confortanti.Gaia ha sempre avuto momenti di glaciazioni o surriscaldamenti ma come è stato dimostrato sono avvenuti per determinate cause,cause che possocome no risuccedere,ma noi diciamolo,stiamo dando una mano all’aumento di CO2 e non parlo solo di auto ma anche di industrie etc
    Lo ripeto Gaia ha assistito a tutte le estinzioni del passato e come sempre è ripartita da ciò che era rimasto,la terra sopravvivera sempre magari non ci saranno più delfini o avvoltoi,ci saranno altri animali e vegetali,ma il problema è che magari un giorno non ci sarà nemmeno più l’uomo,noi magari saremo già morti ma sinceramente ai miei figli e nipoti vorrei poter assicurare una vita in cui non debbano rinunciare a tutto per colpa nostra che non siamo capaci nemmeno di fare 100metri senza auto.

    Comunque se non l’hai mai letto ti consiglio un libro “il mondo d’acqua” di Frank schatzing è una sorta di avventura dalla nascita di gaia ad oggi e…. Spiega citando vari studiosi come è nato il pianeta,come siamo nati noi e perchè il nostro futuro è legato a quello del mare.
    Sono sicura che ti piacerà e che risponderà a molte domande che anch’io mi sono fatta.

    Ah,magari la teoria della CO2 e del riscaldamento globale,può non essere vera,ma….tu hai il coraggio di far finta che non esista questa ipotesi?Io no.

  • Profilo di alemari1986

    alemari1986

    23 ott 2007 - 23:06 - #26
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    Rispondo a Francesca;
    leggo:

    Per quanto riguarda il cambiamento climatico rispetto alla CO2 ti posso dire che in qualsiasi testo di chimica ambientale leggi chiaramente che l’aumento dei gas serra porta squilibri ambientali,sono successi in passato,non mi chiedere le date ma è stato dimostrato che quandola CO2 è aumentata sopra i 500ppm(arrivata mi pare a 1000)si è assistiti a una estinzione della maggior parte delle specie presenti.

    A dir la verità si sa di per certo che la conquista della terraferma da parte degli organismi vegetali è avvenuta in periodi in cui la concentrazione di CO2 nell’ atmosfera era molto superiore a quella attuale. Le prime piante crebbero con una concentrazione di CO2pari a 6000 parti per milione(ppm), cioè una concentrazione 20 volte superiore a quella attuale. Al contrario, si è scoperto che che ci sono alcune piante che muoiono se la concentrazione di CO2 è inferiore a 100 ppm. Studi recenti stanno rendendo sempre più attendibile l’ ipotesi che le piante prosperino quando c’ è più anidride carbonica nell’ aria. Per esempio, il prof. Sherwood Idso del Dipartimento dell’ Agricoltura ha affermato che “riesaminando 342 studi condotti su questo argomento, è stato dimostrato che aumentando di 300 ppm il contenuto di anidride carbonica nell’ aria, da 350 a 650ppm, il tasso medio di crescita delle 475 varietà di piante studiate è incrementato di oltre il 50%. Una crescita della CO2 fino a 2250 ppm ha accresciuto la produttività del 165%”. Puoi controllare su:

    Sherwood B. Idso, “Plant Responses to Rising Levels to Atmospheric Carbon Dioxide” in “The Global Warming Debate” pubblicato da “The European Science and Environment Forum (ESEF), Bourne Press Limited, Londra 1996

    Studi diversi confermano quanto la CO2 porti beneficio anche all’ agricoltura. Per Silvan Wittwer, professore di orticoltura all’ università di stato del Michigan, un raddoppio della CO2 accelererà la crescita della flora del 52%. Puoi controllare su:

    S.H. Wittwer, “The Global Environment: It’s Good for Food Production in State of Climate Report”, New Hope Environment Service, Western Fuel Association, p. 12

    Secondo un altro studio, l’ incremento dell’ efficienza dell’ utilizzo dell’ acqua da parte delle piante renderà più economico l’ utilizzo dei sistemi di irrigazione e permetterà di sviluppare tecniche agricole più efficienti anche nelle zone in cui le precipitazioni sono scarse. Puoi controllare su:

    J.T. Baker e L.H. Hallen, “Assessment of the Impact of Rising Carbon Dioxide and other Potential Climate Changes on Vegetation” in “Environmental Pollution”, n. 83/1994, pp. 223-235.

    In Olanda l’ utilizzo della CO2 nelle serre ha avuto inizio diversi anni fa ed è ora utilizzata dalla maggioranza degli agricoltori. A un raddoppio della concentrazione di CO2 è corrisposto un aumento della crescita delle piante del 25%. Alcuni agricoltori hanno provato a triplicare la concentrazione di CO2 raggiungendo un aumento della produzione del 40% e, riultato sorprendente, usando meno acqua. Puoi controllare su:

    J. Hemsley, “Carbon Dioxide as a Resource for Industry and Agricolture ” in “The Global Warming Debate” ecc. (come sopra), pag. 38

    Studi come questi indicano che si può pensare alla CO2 come a un fertilizzante naturale dei più efficaci. Perché ti ho citato questi esempi? Perché, come sanno tutti coloro che hanno qualche rudimento di biologia, la flora rappresenta oltre il 97% delle specie viventi sulla terra. Quindi, tenendo presente i dati di poco fa, come è stato possibile assistere “a una estinzione della maggior parte delle specie presenti”? In realtà le specie viventi hanno rischiato più volte di scomparire dalla faccia della terra, ma sempre per via di eventi per i quali la variazione di CO2 nell’ atmosfera è solo una delle tante variabili in gioco. Continuo a leggere:

    Quindi dire che L’aumento dei gas serra non porta a cambiamenti climatici mi sembra assurdo proprio perchè è già successo.

    Quello che è già successo im passato, è che il clima è cambiato, spesso molto radicalmente, e su questo siamo d’ accordo. Volevo solo ricordare che quella della concentrazione di gas serra in atmosfera come causa del cambiamento climatico è solo un ipotesi (ancora). Anche debole, tra l’ altro, come puoi verificare, per esempio, sui siti che ho citato nei miei precedenti interventi. Tra l’ altro, dal momento che il contributo da parte delle attività umane alle emissioni di gas serra incide sul clima per meno del 4%, ci indica che se è corretta questa ipotesi, dobbiamo considerare altri contributi, che però sono naturali. Continuo:

    Parlo di accellerazione perchè da quel poco che si sa del passato si è arrivati a capire che i fenomeni di cambiametno avevano determinati tempi,piuttosto lunghi,mentre oggi dall’era industriale esattamente l’aumento della CO2 è accellerato e questo, secondo quello che già è successo, porta degli squilibri.

    Il fatto che sia aumentata l’ anidride carbonica più o meno velocemente, però, non ci permette di asserire che ciò porta ad una accelerazione nei fenomeni climatici, per la stessa ragione di poco fa. Inoltre quali sarebbero questi squilibri del clima? Poi:

    Sta di fatto che gli oceani ne sono pieni e molte specie marine stanno morendo a causa di questo(e questo è stato dimostrato anche recentemente).

    Le estinzioni sono fenomeni molto spesso del tutto naturali. Ci sono sempre state specie in declino e specie in ascesa, e sempre ci saranno. Non dico che l’ uomo si sia sempre comportato bene nei confronti del mare, ma non è sempre colpa sua ogni volta che i biologi registrano un calo di questa o quella specie. Tra l’ altro, se, come molti pensano, i fenomeni climatici e tutto il resto non sono influenzati granché dall’ uomo, allora la morte di molte specie marine è una cosa del tutto naturale. Comunque sia, nell’ ottobre del 2003 sono stati presentati allo Smithsonian Institute di Washington i primi risultati del più grande programma di censimento della vita marina mai realizzato dall’ uomo. Partito nel 2000, il programma “Census of Marine Life” (COML) impegna 300 scienziati in 53 nazioni. Il lavoro dovrebbe concludersi nel 2010 e i risultati ottenuti sinora sono già “straordinari”, così dicono. Finora sono state rinvenute 160 nuove specie di pesci ogni anno, con una media di tre alla settimana. A queste vanno aggiunte 1700 nuove specie di piante e animali. Vedi su:

    Giovanni Caprara, “grandi misteri degli abissi: scoperte 5000 specie ignote”, “Corriere della Sera”, 25 Ottobre 2003, p. 32

    Secondo i risultati di un indagine riportata su “Science” e riferita anche da “Scienza”, nonostante la crescita dell’ attività di pesca nell’ oceano pacifico, le popolazioni di sardine e acciughe sarebbero in aumento. Era nota una certa ciclicità nella loro presenza, ma in questo caso sembra che la causa sia un lieve aumento della temperatura delle acque, che ha favorito un accentuato sviluppo. Nella stessa indagine si evidenzia come la variazione termica favorisca la crescita anche di altre specie. Puoi vedere:

    “Sardine e acciughe in aumento”, “Scienza” - “Corriere della Sera”, 13 Gennaio 2003, p. 26

    Infine, si ritiene che su questo pianeta vivano pù di 14 milioni di specie, di cui ne conosciamo solo 1,75 milioni. Di certo ci sono specie che si stanno estinguendo, ma molte di più sono quelle che non conosciamo ancora e tante sono quelle che pensiamo estinte e che invece sono vive e vegete.

    Io non credo che sia sempre la solita aria fritta,gli studi vanno avanti sia per quanto riguarda il passato sia per il presente,tempo fa ho trovato un libro dove facevo tirocinio del 1985 che diceva che continuando ad inquinare avremmo aumentato la CO2 nell’ambiente e questo avrebbe portato a molti cambiamenti climatici,se non ricordo male il libro era del professor Sansoni dell’ARPAT.
    Beh devo ammettere che non c’è andato per niente lontano visto che,dati di oggi, dicono che metà dell’aumento della CO2 dai 300 ai 385ppm è avventa negli ultimi 17anni, visto che specie marine tropicali hanno sempre più invaso il mediterraneo(io studio l’alga tossica Ostreopsis ovata)e hanno o stanno facendo sparire molte specie insieme con l’aumento della Temperatura marina e della CO2 che ha saturato gli oceani….
    Insomma mi potete dire che è aria fritta,che ne è già stato parlato,ma i dati non sono per niente confortanti.Gaia ha sempre avuto momenti di glaciazioni o surriscaldamenti ma come è stato dimostrato sono avvenuti per determinate cause,cause che possocome no risuccedere,ma noi diciamolo,stiamo dando una mano all’aumento di CO2 e non parlo solo di auto ma anche di industrie etc

    Ho già parlato dell’ impatto delle emissioni di origine antropica nell’ atmosfera. L’ aria fritta a cui mi riferivo specificatamente, è il contenuto del famoso Protocollo di Kyoto, una bufala colossale. Esiste una dichiarazione scientifica in cui si esprime la sua più completa inutilità e non-valenza; anche questa è su un sito che ho messo in evidenza nei miei interventi passati. Continuo a leggere:

    Lo ripeto Gaia ha assistito a tutte le estinzioni del passato e come sempre è ripartita da ciò che era rimasto,la terra sopravvivera sempre magari non ci saranno più delfini o avvoltoi,ci saranno altri animali e vegetali,ma il problema è che magari un giorno non ci sarà nemmeno più l’uomo,noi magari saremo già morti ma sinceramente ai miei figli e nipoti vorrei poter assicurare una vita in cui non debbano rinunciare a tutto per colpa nostra che non siamo capaci nemmeno di fare 100metri senza auto.

    Che gli italiani non sappiano fare nulla senza auto, sono pienamente d’ accordo. Permettimi però di rassicurarti: è ancora troppo presto per preoccuparsi eccessivamente di estinzioni, catastrofi naturali e ecc. Semplicemente perché non abbiamo ancora in mano abbastanza per poterlo dire. Questo non significa, ovviamente, che possiamo infischiarcene di tutto e tutti, inquinando di quà e di là. Dobbiamo solo renderci conto che il mondo si trova in una condizione migliore di quanto non pensiamo e impegnarci affinche questo stato migliori sempre di più. Infine:

    Ah,magari la teoria della CO2 e del riscaldamento globale,può non essere vera,ma….tu hai il coraggio di far finta che non esista questa ipotesi?Io no.

    No, io non faccio finta che non esista l’ ipotesi del riscaldamento globale. Io non faccio finta che sia una verità o, come si dice nel mio ambiente (matematica), un “teorema”. Quì non si tratta di coraggio; si tratta di capire, di mettere da parte tutte le impressioni che abbiamo da “ciò che ci appare”, e comprendere “ciò che effettivamente è”.

  • Profilo di Francesca

    Francesca

    24 ott 2007 - 16:30 - #27
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    Per prima cosa mi scuso di aver detto estinzione di specie senza specificare quali.Ovviamente parlavo nella maggioranza dei casi di animali.
    La CO2 farà bene alle piante e all’agricoltura ma come ho scritto in un articolo sull’acidificazione dei mari,è dimostrato che distrugge specie animali e come ho scritto in quell’articolo,con l’aumento sopra i 500ppm di CO2 nell’aria si assiste all’impossibilità di calcificazione delle strutture scheletriche per coralli,plancton etc chesono la base della catena alimentare marina(dimostrato da studiosi proprio qualche giorno fa al coral reef futures 2007).
    In mare tutte le specie sono collegate fra loro,se l’uomo per un qualsiasi motivo condanna una specie all’estinzione,i biologi troveranno per forza un cambiamento nelle specie che si alimentavano o che alimentavano la specie estinta,e la cosa continua in una catena,poichè strati superficiali e strati abissali sono in stretto contatto cosi come le varie specie tra loro(http://www.ecoblog.it/post/4365/anche-gli-abissi-soffrono-per-i-cambiamenti-climatici per fare un esempio).
    Per quanto riguarda le acciughe e sardine io guardo al nostro mare e questo articolo http://www.ansa.it/ambiente/notizie/notiziari/natura/20070629140834352743.html non è cosi confortante.
    Comunque il tuo dire è ancora troppo presto per preoccuparsi eccessivamente di estinzioni, catastrofi naturali e ecc. Semplicemente perché non abbiamo ancora in mano abbastanza per poterlo dire…
    permettimi di dire che non abbiamo allora nemmeno abbastanza dati per dire che sia il contrario visto che come tu stessa hai affermatogli studiosi non sono d’accordo ma si dividono tra i due pensieri.
    Sai in cosa sbaglinel dire che il mondo si trova in una situazionemigliore di quanto pensiamo e non perchè questa frase sia o no vera,ma nel fatto che il mondo “gaia” sta comunque sempre bene è lei che ci ha dato mododi vivere, è lei(con il nostro aiuto o no)che ci puo eliminare,ma lei rimarrà sempre lei(a meno di una sua esplosione che per ora vedo remota),siamo noi e le altre specie animali e non(non tutti i vegetali stanno bene con la CO2 alta)che rischiamo di scomparire è questo che bisogna capire,insomma la catena alimentare la conosciamo tutti senza la base è difficile che si creino le parti successive.
    Il punto è che io e te possiamo continuare all’infinito a discutere dell’argomento,citando studiosi su studiosi,ma entrambi rimarremo sulla nostra teoria(nessuna delle due è sbagliata non ci sono abbastanza prove per affermarlo).
    Io mi baso su ciò che ho studiato,su ciò che ho visto(dati),su ciò su cui ho lavorato,non ho la verità in tasca ma permettimelo nemmeno tu.
    Quindi io basandomi su ciò che non appare ma che è affermo determinate cose,ovviamente quello che tu dici,come quello che hanno detto molti altri,mi fa riflettere ma non avendo la possibilità di dire chi ha ragione e chi no,rimango sulla mia idea che il surriscaldamento globale esiste ed è provocato dai gas serra emessi dalla terra e dall’uomo,faccio ciò che è in mio possesso per cercare di limitare i danni che posso fare all’ambiente e di conseguenza alla vita e poi chi vivrà vedrà:-)

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    Francesca

    24 ott 2007 - 16:31 - #28
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    Per prima cosa mi scuso di aver detto estinzione di specie senza specificare quali.Ovviamente parlavo nella maggioranza dei casi di animali.
    La CO2 farà bene alle piante e all’agricoltura ma come ho scritto in un articolo sull’acidificazione dei mari,è dimostrato che distrugge specie animali e come ho scritto in quell’articolo,con l’aumento sopra i 500ppm di CO2 nell’aria si assiste all’impossibilità di calcificazione delle strutture scheletriche per coralli,plancton etc chesono la base della catena alimentare marina(dimostrato da studiosi proprio qualche giorno fa al coral reef futures 2007).
    In mare tutte le specie sono collegate fra loro,se l’uomo per un qualsiasi motivo condanna una specie all’estinzione,i biologi troveranno per forza un cambiamento nelle specie che si alimentavano o che alimentavano la specie estinta,e la cosa continua in una catena,poichè strati superficiali e strati abissali sono in stretto contatto cosi come le varie specie tra loro(http://www.ecoblog.it/post/4365/anche-gli-abissi-soffrono-per-i-cambiamenti-climatici per fare un esempio).
    Per quanto riguarda le acciughe e sardine io guardo al nostro mare e questo articolo http://www.ansa.it/ambiente/notizie/notiziari/natura/20070629140834352743.html non è cosi confortante.
    Comunque il tuo dire è ancora troppo presto per preoccuparsi eccessivamente di estinzioni, catastrofi naturali e ecc. Semplicemente perché non abbiamo ancora in mano abbastanza per poterlo dire…
    permettimi di dire che non abbiamo allora nemmeno abbastanza dati per dire che sia il contrario visto che come tu stessa hai affermatogli studiosi non sono d’accordo ma si dividono tra i due pensieri.
    Sai in cosa sbaglinel dire che il mondo si trova in una situazionemigliore di quanto pensiamo e non perchè questa frase sia o no vera,ma nel fatto che il mondo “gaia” sta comunque sempre bene è lei che ci ha dato mododi vivere, è lei(con il nostro aiuto o no)che ci puo eliminare,ma lei rimarrà sempre lei(a meno di una sua esplosione che per ora vedo remota),siamo noi e le altre specie animali e non(non tutti i vegetali stanno bene con la CO2 alta)che rischiamo di scomparire è questo che bisogna capire,insomma la catena alimentare la conosciamo tutti senza la base è difficile che si creino le parti successive.
    Il punto è che io e te possiamo continuare all’infinito a discutere dell’argomento,citando studiosi su studiosi,ma entrambi rimarremo sulla nostra teoria(nessuna delle due è sbagliata non ci sono abbastanza prove per affermarlo).
    Io mi baso su ciò che ho studiato,su ciò che ho visto(dati),su ciò su cui ho lavorato,non ho la verità in tasca ma permettimelo nemmeno tu.
    Quindi io basandomi su ciò che non appare ma che è affermo determinate cose,ovviamente quello che tu dici,come quello che hanno detto molti altri,mi fa riflettere ma non avendo la possibilità di dire chi ha ragione e chi no,rimango sulla mia idea che il surriscaldamento globale esiste ed è provocato dai gas serra emessi dalla terra e dall’uomo,faccio ciò che è in mio possesso per cercare di limitare i danni che posso fare all’ambiente e di conseguenza alla vita,attuo il comportamento che reputo più giusto nei confronti di chi mi ospita qui(la terra) e poi chi vivrà vedrà:-)

  • Profilo di Francesca

    Francesca

    24 ott 2007 - 18:07 - #29
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    http://www.greenreport.it/contenuti/leggi.php?id_cont=10114

    Quest l’ho trovato ora ora,direi che è un passo in avanti e abbastanza importante per quanto riguarda il fattore dei gas serra che portano cambiamenti climatici.

  • Profilo di Francesca

    Francesca

    24 ott 2007 - 18:11 - #30
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    http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/Sempre_più_veloce_l_accumulo_di_gas_serra/1315407

    Anche questo è interessante.Come vedi ogni studioso e ogni studio porta nuovi risultati e a volte diversi tra loro.

  • Profilo di alemari1986

    alemari1986

    24 ott 2007 - 22:08 - #31
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    Sul fatto che nessuno dei due ha ragione, sono pienamente d’ accordo, né potrebbe essere altrimenti. Quello sui fenomeni climatici è un dibattito scientifico molto vecchio ma ancora lungi dall’ essere concluso. Il motivo per cui sostengo le mie ragioni è costituito principalmente dalla loro validità scientifica, che però non ci permette ancora di tirare conclusioni soddisfacenti. In tutta sincerità, però, le ritengo probabili anche per un altro motivo. Non so se sai che non è la prima volta che il mondo è percorso da questo tipo di allarmismi. Solo che altre volte tali preoccupazioni si sono rivelate del tutto infondate. Per esempio, come nota un famoso climatologo, Craig Bohren, docente emerito della Pennsylvania State University, “è difficile non essere scettici quando si nota che i maggiori propugnatori della tesi del riscaldamento globale sono gli stessi che non molto tempo fa agitavano lo spettro del raffreddamento globale”. “Il caso più clamoroso è quello di Steven Schneider: circa trent’ anni fa era in prima fila a lanciare l’ allarme per un’ imminente età glaciale. Allora la responsabilità era di particelle immesse nell’ atmosfera dalle attività umane. Non c’ è dubbio che qualunque sia il cambiamento climatico (se ci sarà, lo aggiungo io) lui potrà dire correttamente di averlo previsto”. Si può consultare il sito:
    http://www.usatoday.com/tech/columnist/aprilholladay/2006-08-07-global-warming-truth_x.htm

    Schneider peraltro, è stato anche tra i consiglieri del presidente Bill Clinton, ma certamente non è stato l’ unico “allarmista di professione”, dal raffreddamento al riscaldamento. Per esempio Nigel Calder, celebre divulgatore scientifico, scriveva in un suo libro nel 1977: “il pericolo di una nuova era glaciale risulta ora più minaccioso e incombente di quanto gli esperti non avessero temuto pochi anni or sono.” Si può controllare su Nigel Calder, “La Macchina del Tempo - Meteorologia e Glaciazioni”, Zanichelli, 1977. Basterà sinteticamente citare un esemplare articolo apparso sul settimanale americano “Newsweek” il 28 aprile 1975, dal titolo “The Cooling World” (”Il Mondo in Raffreddamento”). Il tono dell’ articolo è lo stesso cui siamo abituati oggi: “C’ è ormai l’ evidenza di cambiamenti drammatici del clima sulla terra e che questi cambiamenti porteranno a una drastica diminuizione della produzione di cibo, con serie implicazioni politiche per quasi ogni nazione sulla terra”. I cambiamenti sono evidenti, le conseguenze catastrofiche. E, ovviamente, l’ articolo si premura di sottolineare che nella comunità scientifica “il consenso è pressoché unanime”. Stesse identiche frasi che sembrano riprese dai giornali delle ultime settimane, solo che allora si parlava della prossima “età glaciale”. Identico è però l’ obiettivo: convincere l’ opinione pubblica che ci saranno inevitabili catastrofi (il crollo della produzione di cibo con conseguenti carestie, scomparsa di tantissime specie, milioni di morti per fame e ovviamente guerre) a meno che non si intervenga in tempo con politiche ambientali mirate. Ecco le previsioni su cui gli scienziati erano “pressoché unanimi”. Tutto ciò non va certo a favore dell’ ipotesi del riscaldamento globale, ma di certo non dimostra la sua falsità. Non so se è corretto, come tu dici, “credere comunque nel riscaldamento globale”, mi sa di “atto di fede”, e nella scienza ciò è blasfemia. Io consiglierei di basarsi sulla validità dell’ IPOTESI del riscaldamento globale, perché ancora di ipotesi si tratta. Però certo, ancora il discorso è vincolato a una certa arbitrarietà. E di certo io non ho la verità in tasca. Comunque sia, vorrei ricordare che le cose in discussione sono due:

    1) Esiste o no il riscaldamento globale? Nel senso che il pianeta sta subendo un aumento delle temperature dovuto a qualcosa di preciso, oppure fa tutto parte del ciclo naturale? La domanda ha senso in quanto in passato la terra ha conosciuto periodi molto più caldi e molto più freddi di quelli odierni, ben prima che l’ uomo potesse sentirsi in colpa per qualcosa.

    2) Se esso esiste e non fa parte del normale ciclo naturale (se è qualcosa di “anomalo”, in un certo senso), la causa è l’ uomo? Perché se l’ aumento delle temperature è dovuto al sole, per esempio, o alla radiazione cosmica o a entrambi o a chissà che altro e l’ uomo non influisce, allora tutte le morti di quegli animali, che dici tu, non possono essere certo imputate a noi. Certo non potremo rallegrarcene, ma se è la natura stessa a condannare molti animali, che dobbiamo farci?

    Comunque sia, il dibattito è per ora arrivato a un punto che ora, per chiarezza, illustrerò. Ha ricordato uno dei maggiori climatologi mondiali, Richard S. Lindzen, che “il consenso scientifico esiste veramente, per quanto con alcune riserve, solo su questi tre punti:

    1) La temperatura media è sempre mutevole; negli ultimi 60 anni a volte è aumentata e a volte è diminuita. Nell’ ultimo secolo è aumentata probabilmente di una quantità compresa tra 0,4°C e 0.15°C. C’ è stato quindi un moderato riscaldamento globale.

    2) La CO2 è un gas serra e un suo aumento dovrebbe contribuire ad un aumento delle temperature. Un suo raddoppiamento aumenterebbe del 2% l’ effetto serra, dovuto principalmente al vapore acqueo e alle nubi.

    3) E’ possibile che le attività dell’ uomo siano responsabili del recente aumento di CO2, sebbene altri fenomeni naturali possano causare dei cambiamenti della CO2.

    E’ possibile controllare su Richard S. Lindzen, “alcune riflessioni di politica climatica” in “21mo Secolo - Scienza e Tecnologia” no.3-2005, pp. 3-6. Come si vede, non solo il consenso è su pochi punti di base, ma è anche pieno di condizionali. Per esempio, precisa ancora Lindzen, affermare la possibilità di una responsabilità dell’ uomo nell’ aumento di CO2, non significa affatto che questo sia decisivo: “Non ci sono dubbi che l’ influenza dell’ uomo dovrebbe esistere, ma i livelli di questa influenza potrebbero essere impercettibili”. Inoltre, è assolutamente certo che gli stessi modelli matematici per la previsione del clima “non riescono a simulare correttamente gli effetti del vapore acqueo”, per cui i risultati a cui giungono sono necessariamente errati “di un intero ordine di grandezza maggiore rispetto a quello di un raddoppio della CO2″. Secondo Lindzen, non ci sono basi scientifiche che giustifichino i continui allarmi, che hanno allora evidenti motivazioni politiche. L’ adozione del Protocollo di Kyoto ne è una clamorosa conferma: “Quì infatti esiste un accordo scientifico rigoroso sul fatto che anche un completo rispetto degli accordi di Kyoto non avrebbe alcun impatto discernibile sul clima, indipendentemente da quello che sul clima si crede.

  • Profilo di alemari1986

    alemari1986

    24 ott 2007 - 22:08 - #32
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    Sul fatto che nessuno dei due ha ragione, sono pienamente d’ accordo, né potrebbe essere altrimenti. Quello sui fenomeni climatici è un dibattito scientifico molto vecchio ma ancora lungi dall’ essere concluso. Il motivo per cui sostengo le mie ragioni è costituito principalmente dalla loro validità scientifica, che però non ci permette ancora di tirare conclusioni soddisfacenti. In tutta sincerità, però, le ritengo probabili anche per un altro motivo. Non so se sai che non è la prima volta che il mondo è percorso da questo tipo di allarmismi. Solo che altre volte tali preoccupazioni si sono rivelate del tutto infondate. Per esempio, come nota un famoso climatologo, Craig Bohren, docente emerito della Pennsylvania State University, “è difficile non essere scettici quando si nota che i maggiori propugnatori della tesi del riscaldamento globale sono gli stessi che non molto tempo fa agitavano lo spettro del raffreddamento globale”. “Il caso più clamoroso è quello di Steven Schneider: circa trent’ anni fa era in prima fila a lanciare l’ allarme per un’ imminente età glaciale. Allora la responsabilità era di particelle immesse nell’ atmosfera dalle attività umane. Non c’ è dubbio che qualunque sia il cambiamento climatico (se ci sarà, lo aggiungo io) lui potrà dire correttamente di averlo previsto”. Si può consultare il sito:
    http://www.usatoday.com/tech/columnist/aprilholladay/2006-08-07-global-warming-truth_x.htm

    Schneider peraltro, è stato anche tra i consiglieri del presidente Bill Clinton, ma certamente non è stato l’ unico “allarmista di professione”, dal raffreddamento al riscaldamento. Per esempio Nigel Calder, celebre divulgatore scientifico, scriveva in un suo libro nel 1977: “il pericolo di una nuova era glaciale risulta ora più minaccioso e incombente di quanto gli esperti non avessero temuto pochi anni or sono.” Si può controllare su Nigel Calder, “La Macchina del Tempo - Meteorologia e Glaciazioni”, Zanichelli, 1977. Basterà sinteticamente citare un esemplare articolo apparso sul settimanale americano “Newsweek” il 28 aprile 1975, dal titolo “The Cooling World” (”Il Mondo in Raffreddamento”). Il tono dell’ articolo è lo stesso cui siamo abituati oggi: “C’ è ormai l’ evidenza di cambiamenti drammatici del clima sulla terra e che questi cambiamenti porteranno a una drastica diminuizione della produzione di cibo, con serie implicazioni politiche per quasi ogni nazione sulla terra”. I cambiamenti sono evidenti, le conseguenze catastrofiche. E, ovviamente, l’ articolo si premura di sottolineare che nella comunità scientifica “il consenso è pressoché unanime”. Stesse identiche frasi che sembrano riprese dai giornali delle ultime settimane, solo che allora si parlava della prossima “età glaciale”. Identico è però l’ obiettivo: convincere l’ opinione pubblica che ci saranno inevitabili catastrofi (il crollo della produzione di cibo con conseguenti carestie, scomparsa di tantissime specie, milioni di morti per fame e ovviamente guerre) a meno che non si intervenga in tempo con politiche ambientali mirate. Ecco le previsioni su cui gli scienziati erano “pressoché unanimi”. Tutto ciò non va certo a favore dell’ ipotesi del riscaldamento globale, ma di certo non dimostra la sua falsità. Non so se è corretto, come tu dici, “credere comunque nel riscaldamento globale”, mi sa di “atto di fede”, e nella scienza ciò è blasfemia. Io consiglierei di basarsi sulla validità dell’ IPOTESI del riscaldamento globale, perché ancora di ipotesi si tratta. Però certo, ancora il discorso è vincolato a una certa arbitrarietà. E di certo io non ho la verità in tasca. Comunque sia, vorrei ricordare che le cose in discussione sono due:

    1) Esiste o no il riscaldamento globale? Nel senso che il pianeta sta subendo un aumento delle temperature dovuto a qualcosa di preciso, oppure fa tutto parte del ciclo naturale? La domanda ha senso in quanto in passato la terra ha conosciuto periodi molto più caldi e molto più freddi di quelli odierni, ben prima che l’ uomo potesse sentirsi in colpa per qualcosa.

    2) Se esso esiste e non fa parte del normale ciclo naturale (se è qualcosa di “anomalo”, in un certo senso), la causa è l’ uomo? Perché se l’ aumento delle temperature è dovuto al sole, per esempio, o alla radiazione cosmica o a entrambi o a chissà che altro e l’ uomo non influisce, allora tutte le morti di quegli animali, che dici tu, non possono essere certo imputate a noi. Certo non potremo rallegrarcene, ma se è la natura stessa a condannare molti animali, che dobbiamo farci?

    Comunque sia, il dibattito è per ora arrivato a un punto che ora, per chiarezza, illustrerò. Ha ricordato uno dei maggiori climatologi mondiali, Richard S. Lindzen, che “il consenso scientifico esiste veramente, per quanto con alcune riserve, solo su questi tre punti:

    1) La temperatura media è sempre mutevole; negli ultimi 60 anni a volte è aumentata e a volte è diminuita. Nell’ ultimo secolo è aumentata probabilmente di una quantità compresa tra 0,4°C e 0.15°C. C’ è stato quindi un moderato riscaldamento globale.

    2) La CO2 è un gas serra e un suo aumento dovrebbe contribuire ad un aumento delle temperature. Un suo raddoppiamento aumenterebbe del 2% l’ effetto serra, dovuto principalmente al vapore acqueo e alle nubi.

    3) E’ possibile che le attività dell’ uomo siano responsabili del recente aumento di CO2, sebbene altri fenomeni naturali possano causare dei cambiamenti della CO2.

    E’ possibile controllare su Richard S. Lindzen, “alcune riflessioni di politica climatica” in “21mo Secolo - Scienza e Tecnologia” no.3-2005, pp. 3-6. Come si vede, non solo il consenso è su pochi punti di base, ma è anche pieno di condizionali. Per esempio, precisa ancora Lindzen, affermare la possibilità di una responsabilità dell’ uomo nell’ aumento di CO2, non significa affatto che questo sia decisivo: “Non ci sono dubbi che l’ influenza dell’ uomo dovrebbe esistere, ma i livelli di questa influenza potrebbero essere impercettibili”. Inoltre, è assolutamente certo che gli stessi modelli matematici per la previsione del clima “non riescono a simulare correttamente gli effetti del vapore acqueo”, per cui i risultati a cui giungono sono necessariamente errati “di un intero ordine di grandezza maggiore rispetto a quello di un raddoppio della CO2″. Secondo Lindzen, non ci sono basi scientifiche che giustifichino i continui allarmi, che hanno allora evidenti motivazioni politiche. L’ adozione del Protocollo di Kyoto ne è una clamorosa conferma: “Quì infatti esiste un accordo scientifico rigoroso sul fatto che anche un completo rispetto degli accordi di Kyoto non avrebbe alcun impatto discernibile sul clima, indipendentemente da quello che sul clima si crede.

  • Billigim

    04 gen 2008 - 20:52 - #33
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    Non mi piace fare polemiche ma credo che è inevitabile pensare che sono le attività umane a contribuire al riscaldamento globale: la relazione tra quantità di co2 e aumento della temperatura è palese: è da parecchi anni che gli scienziati avvertivano di fare qualcosa ma adesso si cominciano a vedere gli effetti ma credo che non sarà di certo l’uomo a risolvere il problema. Forse la Terra senza di noi starebbe meglio!

  • SaLvIaMoIlNoStRoPiAnEtA

    15 gen 2009 - 22:29 - #34
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    mi seccava leggere tutti i vostri commenti… anche perchè non ho tempo dato che domani ho proprio un tema di italiano e devo ancora studiare… molto probabilmente il mio tema sarà sull’inquinamento, sullo sviluppo sostenibile e sul documentario di al gore…. perciò ho bisogno di documentarmi meglio… PERCHè L’ARGOMENTO-CLIMA LO TROVO ESTREMAMENTE IMPORTATE!!! Se queste cose non ci vengono insegnate fin da giovani, se cominciamo a dire “vabbè che m’importa tanto tra 2000 anni non ci sarò” allora siamo veramente EGOISTI!!! Se pensiamo “dicono sempre che il cambiamento climatico non è immediato quindi io non ne sarò coinvolto” oltre ad essere estremamente egoisti, saremmo anche ENORMEMENTE IGNORANTI!!!!! Perchè il cambiamento climatico non si può prevedere… è una catastrofe che ci piomberà improvvisamente addosso! Il nostro pianeta è la cosa più importante che abbiamo… NON DISTRUGGIAMOLO solo perchè abbiamo la voglia di divertirci! Perchè gettare le cartacce a terra se abbiamo il secchio della spazzatura a dieci pasi di distanza?
    I discorsi fatti da coloro a cui fa scomodo, appunto, conoscere questi fatti, non devono influenzarci minimamente… Prima che cittadini del nostro Paese, siamo cittadini del Pianeta Terra. Prima di dire che non possiamo non emettere nell’aria l’anidride carbonica e i gas CFC perchè sarebbe un conseguente stop alle fabbriche, al consumo e allo sviluppo economico del nostro paese dobbiamo pensare che se distruggiamo il nostro Pianeta, non esisteranno più nè le fabbriche, nè lo sviluppo …. che senso ha? che senso ha, ditemi voi, distruggere questo posto solo perchè, attualmente ci fa comodo così? Non trovo nessuna ragione valida…
    Vogliamo parlare di Al Gore? Bene, PARLIAMONE:
    Cazzate che il documentario non è attendibile, scusando la parola! Perchè? Ecco la risposta: il documentario può avere fonti non del tutto sicure, ma non c’è niente di veramente sicuro in questo mondo… Però stiamo parlando di un argomento importante giusto? E, direte voi, in fatto di argomenti importanti deve essere TUTTO sicuro, no? Forse si, ma come ho già detto, Madre Natura non ha mai detto che la Groenlandia si sciogliera tra 2000 anni… Domani potrebbe anche decidere che è stufa di noi e del nostro egoismo e dire ” Mah, oggi faccio sciogliere 70 tonnellate di ghiaccio in poche ore…. oggi mi va di far innalzare la temperature nel giro di poche ore… ” Chi glielo vieta?
    Potremmo farlo NOI. Non con il progresso o con la tecnologia, ma con il buon senso di capire che anche una piccola azione che potremmo compiere noi, potrebbe beneficiare a tutta l’umanità. Non credo che Al Gore abbia fatto la situazione troppo tragica, credo che abbia parlato della REALTà, di come stanno veramente le cose…
    Se anche Al Gore non si meritava il premio nobel perchè non ha fatto un documentario perfetto, se lo merita assolutamente perchè è stato uno dei pochi a interessarsene a così grandi linee. Mai nessuno ha parlato così apertamente del problema che incombe minaccioso su di noi. Mai nessuno ha reso la questione COMPLETAMENTE PUBBLICA. Tutti dicono ” mi dispiace dell’inquinamento… potrei voler fare di più… mi interesso dell’argomento…” ma, parliamoci chiaro, chi mai si è girato il mondo fino all’estremo nord per far sapere a tutti che stiamo esagerando? Nessuno.
    E con questo torno alla mia ricerca.
    GRANDE AL GORE

  • klj

    30 gen 2009 - 13:01 - #35
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    per capire se una informazione è vera bisogna analizzare “informatore”..che interessi potrebbe facendo girare l’info vera o falsa? ci vuole molta cautela valutando intenzioni di una persona perché le informazioni su questa persona possono essere diffuse da un informatore con interessi poco puliti..insomma questo mondo dei”TROPPi” mi provoca um mal di testa..troppe informazioni, troppi interessi, troppo inquinamento ,troppa politica,troppi bisogni,troppi soldi,troppi vestiti,troppa pubblicità,troppi pensieri…esiste ancora semplicità da qualche parte?
    forse è l’unica rispota a tutti i problemi..la sempicità…?

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