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Ecosistema Urbano 2008, sulla sostenibilità ambientale le province italiane restano immobili

Pubblicato: lunedì 15 ottobre 2007 da viviana

Ecosistema Urbano 2008 Si chiama Belnomi il capolouogo più sostenibile d’Italia. Non l’avete mai sentito nominare? Infatti non esiste, Belnomi è un acronimo che Legambiente ha coniato per il rapporto Ecosistema Urbano 2008, presentato oggi a Roma, per indicare la città capoluogo di provincia che vorrebbe, un esempio di sostenibilità ambientale e qualità della vita. Belnomi vuoli dire: la zona a traffico limitato di BErgamo (più di 40 mq per abitante), il verde urbano di Lucca (45 mq a testa), il riciclaggio dei rifiuti di NOvara (al 67%), l’offerta di trasporto pubblico di Milano e il basso inquinamento atmosferico i Isernia. Belnomi, la città ideale insomma, con grandi spazi verdi, aria pulita, poco traffico e pochi rifiuti, città che però non esiste.

Acronimi a parte, la vera classifica l’ha vinta Belluno, seguito da Bergamo e Mantova. Ultimi tre posti per Frosinone, Benevento e Ragusa. Ma Belluno ha vinto senza eccellere in nessuna delle categorie di indicatori utilizzati per stilare questa classifica di sostenibilità. Ovvero, a vincere in realtà è il generale immobilismo delle amministrazioni pubbliche a fare qualcosa per migliorare la qualità della vita in città.


Qualche dettaglio in più. La qualità dell’aria, cosa a cui i cittadini si dimostrano più sensibili, non migliora. Il biossido di azoto nel 55% dei casi è superiore ai limiti, male se la passano anche le polveri sottili, che risoltano sopra i livelli di allarme per la salute in 40 città.
Altro tasto dolente, la mobilità urbana. L’Italia ha il maggior numero di auto procapite d’Europa, siamo a 62 auto per 100 abitanti, mentre il trasporto pubblico rimane poco utilizzato, forse perchè poco efficiente? (lo dice una che abita a Roma e spende metà della sua vita alle fermate degli autobus aspettando il miracolo di vedere un autobus arrivare…)

I consumi elettrici domestici in città aumentano, alla faccia di Kyoto e dei cambiamenti climatici. Qualche pannello solare o pala eloica in più qua e là, ma poca roba rispetto agli standard di altre grandi città europee.
Si continuano a sprecare litri e litri d’acqua a causa della rete messa male, siamo a una perdita di oltre il 30% dell’acqua immessa in rete persa in oltre 2/5 dei capoluoghi italiani. Trovo poi assurdo che grandi città come Firenze, Napoli, Palermo e Catania ancora non depurino tutte le loro acque di fogna ma ne lascino correre a mare circa un terzo senza fare nulla.
Parlando di rifiuti, nei capoluoghi di provincia si producono oltre 610 kg a testa, e se ne riciclano solo 120. Aumenta però leggermente il dato della raccolta differenziata (21,9 rispetto a 21,7%), fenomeno che, salvo qualche esempio, continua ad essere quasi esclusiva delle città del nord.

Per tirarci su di morale parliamo di qualcosa che va bene, oltre a Belnomi. Aosta e altre 16 città hanno raggiunto il 100% della depurazione delle acque di fogna, Viterbo perde solo il 4% di acqua dalla rete idrica, Mantova ha quasi 30 metri di piste ciclabili per abitante, Potenza ha la concentrazione di azoto più bassa nell’aria e Agrigento i consumi idrici domestici più bassi.
Ottimi risultati, ma a dire il vero non mi sono bastati a tirarmi su di morale.

via | Legambiente

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6 commenti

Commenti dei lettori

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  • Proust...

    15 ott 2007 - 12:45 - #1
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    mmm qualche perplessità su queste classifiche mi sorge se devo dirla tutta.

    Ragusa secondo loro è la città peggiore d’Italia? io ci son stato quest’estate e non solo non mi è sembrata la peggiore, ma anzi un posto stupendo: raccolta differenziata, giardini curatissimi, pannelli solari, mezzi pubblici puntuali, fontanelle ovunque… non capisco
    Gela allora cos’è? Oo

    anche milano che vince sulla mobilità mi lascia un po’ basito…

  • viviana..

    15 ott 2007 - 14:17 - #2
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    un paio di precisazioni
    Milano è stata indicata come prima per la OFFERTA di trasporto pubblico, e la cosa mi trova d’accordo soprattutto perchè faccio il confronto con Roma ogni mattina…
    La classifica prende in considerazione solo i capoluoghi di provincia, e considera una certa quantità di parametri quantitativi e qualitativi che rappresentano i diversi aspetti della sostenibilità ambientale. Se vuoi i dettagli su Ragusa te li estrapolo. A volte bastano pochi valori molto negativi per compromettere il buon risultato in altri settori, ma se uno è ultimo in classifica un motivo ci dovrà pur essere!

  • Proust...

    15 ott 2007 - 14:32 - #3
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    si si sicuramente hai ragione, posso anche immaginare quali possono essere i valori molto negativi di Ragusa:

    piste ciclabili inesistenti, grazie, la pendenza media è di 30%, ci son più scale che strade…

    o ancora poco verde pro-capite, anche qui bisogna vedere, è una città di pietra costruita su un grosso sasso arido. però quello che c’è è tenuto in modo impeccabile e la gente lo usa, in altre città un abitante può avere anche 500 metri quadri di verde a disposizione, ma se è tenuto male e non ci va mai è come non averlo…

    anche i mezzi pubblici immagino siano un aspetto importante, Ragusa è una città stretta e lunga, una o due linee di bus sono perfettamente sufficienti, se la città è molto larga serve una rete più fitta.

    detto questo, son sicuro che i calcoli son fatti bene, ma non è detto che i parametri siano universalmente adattabili, mi spiace perchè Ragusa tra le città che ho visto in Italia non la metto sicuramente all’ultimo posto come “qualità della vita”…anzi, rischia di essere nelle prime 5 della mia classifica ;-)

  • 02blog

    19 ott 2007 - 16:10 - #4
    0 punti
    Up Down

    […] […]

  • Profilo di jakke

    jakke

    13 ott 2008 - 20:33 - #5
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    ma la classifica intera dove si puo’ vedere? E soprattutto sono riportati i parametri e rispettivi valori? Tanto per capire un po’ di più

  • montegrillo

    14 ott 2008 - 14:18 - #6
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    belluno sara pure la prima in classifica ma la sera non c’è un cazzo da fare , dove sono i locali x divertirsi??? chiedevi questo: come mai a belluno si vedono solo anziani e bambini giovani??? la risposta è semplice perchè la gente dai 18 anni ai 30 anni è costretta a spostarsi…..

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