Agromafie e capolarato esplodono al Nord Italia con 400 mila contadini in semi-schiavitù

La Flai Cgil - Federazione lavoratori agro industria, ha presentato il primo rapporto su Agromafie e capolarato in Italia prodotto dall'Osservatorio Placido Rizzotto, dove sono snocciolate cifre che fanno inorridire e riflettere. La prima scoperta è che il caporalato non è una prerogativa delle regioni del Sud ma secondo le 14 regioni analizzate e le 65 province il fenomeno è in crescita presente anche nelle campagne del Nord e Centro Italia e registrato in Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Veneto e Lazio.

Vittime del caporalato l'esercito di 400 mila lavoratori agricoli invisibili che lavorano in un regime di semi schiavitù il che porta danni al fisco pari a 420 milioni di euro l'anno. Ma lo0 sfruttamento del lavoro non produce solo mancate entrate al fisco ma spesso si affianca a altri reati anche di tipo mafioso come usura, estorsioni, sofisticazioni alimentari, falsa concorrenza. E il giro d'affari al nero si aggira tra i 12 e i 17 miliardi di euro pari al 10% di tutto il PIL (possiamo definirlo così?) delle criminalità organizzate e mafie.

La magistratura però non sta a guardare e le confische disposte dal 2008 a oggi sono cresciute del 65% ma purtroppo solo il 4% delle imprese rientra nella legalità.

Ai contadini schiavi i caporali sottraggono mediamente il 50% della quota reddito che:
mediamente percepiscono un salario giornaliero che si attesta tra i 25 Euro e i 30 Euro, per una media di 10-12 ore di lavoro, tutto nell'illegalità comunque nel sommerso parziale. I caporali, però, impongono anche le proprie tasse giornaliere ai lavoratori: 5 euro per il trasporto, 3,5 euro per il panino e 1,5 euro per ogni bottiglia d'acqua consumata. Da Gennaio a
Novembre del 2012 sono 435 sono le persone arrestate per: riduzione in schiavitù (Art. 600), tratta e commercio di schiavi (Art. 601), alienazione e acquisto di schiavi (Art. 602). Dall'entrata in vigore della norma che istituisce il reato di caporalato (art. 603bis del c.p. - introdotto dal D.L. 13 agosto 2011, n. 138) le persone denunciate o arrestate sono solo 42. La metà degli arresti al centro-nord.

Come possiamo noi consumatori non alimentare con i nostri acquisti l'illegalità? Acquistando direttamente dai produttori, parlando con i contadini, facendoci raccontare le loro storie e conoscere i campi in cui lavorano; ci possiamo affidare ai G.A.S. i Gruppi di acquisto solidale, che cercano il contatto diretto per noi; possiamo scegliere prodotti equo solidali e anche biologici. Insomma le possibilità che ci sono offerte per non essere complici dell'illegalità sono tante ma dobbiamo imparare a riappropriarci della nostra volontà di celta.

Via | ItaliaFruit, Flai
Foto | Courtesy Flai Cgil

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