Acqua in bottiglia di mais, non di plastica

bottiglia Sant'Anna in PLA, biodegradabile dal maisLe bottiglie di PLA, ovvero di "plastica" ricavata dal mais invece che dal petrolio, potrebbero arrivare sugli scaffali il prossimo gennaio grazie all'interessamento di un imbottigliatore delle Alpi Marittime. L'acqua Sant'Anna sarà distribuita in bottiglie di PLA, biodegradabili al 100% in 80 giorni, e la cui produzione produce il 50% di emissioni in meno, rispetto al PET.

Negli Stati Uniti c'era già Biota, ad essere venduta in una bottiglia di PLA e l'esperienza è stata sfruttata con una collaborazione tra la Sant'Anna e la canadese Husky, specializzata nelle macchine che trasformano le fialette di PLA (meno ingombranti da trasportare) in bottiglie. Le bottiglie arrivano infatti alle sorgenti in forma compatta, vengono poi modellate da un getto di aria calda che le gonfia, dando loro la forma finale in cui le conosciamo. Le nuove bottiglie costeranno un po' di più rispetto a quelle tradizionali, ma essere i primi a proporle sul mercato italiano potrebbe essere un buon vantaggio competitivo, specie in questi tempi in cui la sensibilità dei consumatori per gli impatti ambientali dei prodotti acquistati è in costante aumento.

Su Acquisti Verdi c'è una interessante intervista in cui Alberto Bertone illustra le strategie di risparmio energetico messe in atto nelle varie fasi di imbottigliamento e distribuzione dell'acqua. Ve ne riporto un passaggio: "Per quanto riguarda la distribuzione Sant'Anna sta passando a bottiglie quadrate per risparmiare il 20% di spazio.
Da un po' di tempo stiamo utilizzando il laser per incidere il Pet senza usare più l'inchiostro che presupponeva un maggiore utilizzo di petrolio.
Abbiamo in atto processi per migliorare l'avvolgimento del film di plastica con cui teniamo i bancali: con l'acquisto recente di un nuovo macchinario riusciamo a stirare al massimo il film risparmiando oltre il 50% di plastica...

All'inizio è stato un investimento piuttosto imponente, ma in un paio d'anni stiamo già ammortizzando la spesa, unendo quindi quello che è il risultato economico a quello ambientale. Anche sul fronte energetico abbiamo diversi progetti in cantiere, in particolare sfrutteremo l'energia solare e quella idroelettrica, oltre ad una forte attenzione dello sfruttamento della luce naturale all'interno di tutto lo stabilimento, dove cerchiamo di sensibilizzare al risparmio delle risorse primarie anche i nostri operai.
Dal lato della distribuzione cerchiamo sempre, quando possibile, di privilegiare i trasporti via ferrovia, che pensiamo sia comunque il futuro per tutti. Abbiamo inoltre un sistema interno di riciclo delle acque di scarto ed evitiamo l'uso di prodotti chimici sulle acque in perdita. Stiamo cercando di essere attenti alla luce diretta".

Via | Acquistiverdi

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