Festival Cinemambiente - report in tempo (quasi) reale n° 4

oil crash

Ultimo giorno qui al festival di Cinemambiente per il vostro inviato speciale.
Lunedì 15 è stata davvero una bella giornata anche se gli stand della polenta erano ahimé chiusi... (ho ripiegato per una trasferta ad Eataly (dove ho rimediato la connessione per postarvi il resoconto di domenica). Cibo a parte qua al festival ci siamo davvero divertiti.

Subito alle 16:30 si è iniziato con un resoconto sul bellissimo progetto di una ONG italiana ad Ouagadougou in Burkina Faso: un impianto di raccolta e stoccaggio dei rifiuti di materia plastica (vera e propria piaga da quelle parti) di cui vedro’ di fornirvi qualche ulteriore dettaglio prossimamente.

Subito dopo cambio di sala per vedere il curioso documentario il palazzo sul “mostro” di Corviale della periferia Romana, un intera città racchiusa in un megalitico edificio (tra l’altro non finito) di cemento.

verso le 17 è giunto il dilemma: restare a vedere l’interessante documentario Zdroj sulla situazione petrolifera in Azerbaijan o immergersi nella visione del documentario Street boulder sul nuovo fenomeno delle scalate urbane? . Per ovvia deformazione hobbystica ho optato per il secondo e da “buon” ecologista non me ne sono pentito più di tanto anche perché il documentario sulle tarantole umane urbane è stato davvero divertente.

A seguire è stata la volta del documentario greco Delta-Oil's dirty business sulla allucinante situazione ambientale umanitaria nel delta del niger causata dalle compagnie petrolifere (tra cui l’orgoglio nazionale ENI).

In prima serata è stato presentato uno dei film più attesi (in concorso): A crude Awakening sul picco del petrolio e conseguenze: un must see per ogni treehugger che si rispetti.
Ultimi documentari del festival che ho visto, entrambi notevoli per tematiche e per realizzazione, sono entrambi italiani: Panchevo e la vita come viaggio aziendale . Il primo sul disastro ecologico umanitario di Panchevo (località industriale serba) che vanta il triste primato di città più inquinata di Europa (con soglie di tossicità dell’aria fino a 190 volte superiori al livello critico). Il secondo, molto simpatico, sul fenomeno dei viaggi aziendali, miraggio lavoratore medio nell'era del boom economico.

a presto con il resoconto finale e le impressioni (per quello che possano contare sul festival)

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