A Porta a Porta la polemica dei vegetariani sulle mele del Trentino

Scoppia la polemica a Porta a Porta durante la puntata dedicata alle diete vegetariane da titolo: "La guerra delle diete: vegetariani contro carnivori”. A confrontarsi vegetariani e carnivori, ma tra vegetariani scoppia la polemica contro i produttori di mele del Trentino. A fornire l'assist (lo trovate nel video dopo il salto al tempo 1:02) è Marc Mességué ospite in studio che parla della presenza dei pesticidi che contaminano erbe, ortaggi e frutta. A quel punto risponde Leonardo Pinelli pediatra e vicepresidente della Società scientifica nutrizione vegetariana che dice:

C’è una zona, in Italia, in cui si producono mele utilizzano fino a 36 diversi trattamenti a base di pesticidi, peraltro in piena regola considerati uno per uno. Ma in quella stessa zona si registrerebbero aumenti delle leucemie infantili.


Ma a svelare la zona d'Italia non è Pinelli, bensì Sergio Marini presidente nazionale di Coldiretti che dice:

Trentino.



Ebbene poco dopo telefona Lorenzo Dellai presidente della Provincia di Trento che smentisce l'accusa e dice:

Non so quali siano gli obiettivi di chi dice questo e perché lo faccia. Siamo molto orgogliosi delle nostre mele e del nostro ambiente: questa è una denuncia totalmente falsa. Siccome però non è la prima volta che la sentiamo, proprio negli ultimi anni abbiamo intensificato gli strumenti di monitoraggio e controllo dei prodotti e le nostre mele risultano avere indicatori che sono infinitamente sotto ogni ragionevole limite. E non mi riferisco al limiti di legge. Abbiamo svolto controlli sul nostro ambiente, sia rurale sia abitato, due ricerche negli ultimi tre anni, e non è risultato assolutamente nulla, anche incrociando tutti i dati storici con i fenomeni legati alle malattie delle persone che vivono e abitano nel nostro territorio. Tutto questo è totalmente falso. Tuttavia non ci accontentiamo: siamo un po’ asburgici, quindi non solo rispettiamo le regole, ma vogliamo migliorarle. E quindi devo dire che sta crescendo in Trentino l’area dei produttori che usano metodi biologici. Non solo: con il nostro istituto agrario di ricerca siamo stati i primi nel mondo a realizzare la mappatura genetica del melo e stiamo usando queste nuove conoscenze per puntare a obiettivi ancora più ambiziosi. So che quando si parla di salute delle persone bisogna essere molto rigorosi, dunque non mi limito a dire che non è vero, ma smentisco categoricamente queste affermazioni, fino a prova del contrario. E vorrei che tutti quanti, soprattutto chi svolge professioni giustamente ritenute importanti dalla comunità, usassimo un po’ più di cautela ed equilibrio quando parliamo di un territorio come il nostro, che da sempre si impegna sul tema della salute e della qualità.

Via | Corriere ortofrutticolo
Foto | TVblog

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