Rifiuti di Roma, lo Stato d'emergenza decreta nuove emergenze

Come fare ad evitare una procedura d'infrazione e una multa da 280milioni di euro l'anno? Semplice: con un decreto legge, anche a Camere sciolte, affinchè in Lazio e Campania torni la legalità relativamente al ciclo dei rifiuti.

Paradossale vero? Eppure è ciò che sta pensando il Ministero dell'Ambiente per evitare il salasso multimilionario di Bruxelles:

potrebbe esserci l’esigenza di un decreto legge ad hoc per evitare di pagare queste sanzioni. Sempre se ci sarà un decreto, adesso non posso dirlo, ma il governo può emanare decreti legge anche dopo lo scioglimento delle Camere.

ha spiegato il ministro Corrado Clini.

Va sempre, vista la disinformazione dilagante, sottolineato che sul tema rifiuti nel Lazio e in Campania il governo ha ben poche responsabilità se rapportate a quelle della politica che ha amministrato queste regioni per anni (dagli Storace ai Bassolino, dai Marrazzo ai Caldoro); oggi il governo affronta l'urgenza, quella legata al tempo (che non si compra nè di dilata), quella vera: sotto il j'accuse dell'Europa ci sono le discariche (il metodo più gettonato per smaltire i rifiuti in Italia), le scarse percentuali di raccolta differenziata e di recupero energetico, il "caso Roma" ed il "caso Campania".

Monetizzando si tratta di un affare (quello europeo, perchè il business qui è molto più ricco) da 280milioni, che l'Italia si vedrebbe sanzionare per le criticità sopraelencate:

È necessario adottare misure urgenti a livello nazionale che erano all’esame del Parlamento e rischiano di essere vanificate per la chiusura anticipata della legislatura; l’emergenza rappresentata dalle procedure di infrazione potrebbe autorizzare l’emanazione di un decreto legge con misure urgenti.

è quanto si legge in una nota del ministro Clini, che non ha lesinato un vero e proprio "sfogo" (probabilmente il culmine della sua esperienza da ministro, spesso intralciata da gestioni precedenti, quando era direttore generale, assolutamente poco virtuose): sulle discariche il Ministro sostiene la necessità di una procedura d'emergenza che consenta il risanamento di quei siti fortemente contaminati (come Malagrotta nel Lazio o Chiaiano in Campania) in modo da concluderlo entro l'anno 2013.

Un obiettivo pretenzioso ma che rappresenta l'unica soluzione anti-multa; contestualmente però è chiaro che l'innalzamento delle percentuali di differenziata gioca un ruolo chiave per risolvere il problema delle discariche: diminuire i rifiuti che finiscono smaltiti a Malagrotta (come tal quale, in barba a qualsiasi normativa italiana e comunitaria) diminuisce anche l'inquinamento: per legge, entro i prossimi 22 giorni la differenziata nei comuni italiani dovrebbe arrivare al 65% (risate dal pubblico):

Nonostante i grandi progressi (le discariche sono passate da 5mila a 214), c’è ancora molto da fare, e alcune Regioni hanno accumulato ritardi gravi anche per l’uso non efficiente delle risorse finanziarie disponibili e per il ricorso a procedure “barocche” di autorizzazione degli interventi necessari.

si legge nella nota del Ministro che, sulla differenziata, ha spiegato:

L’emergenza rappresentata dalle procedure di infrazione, qualora il Parlamento non fosse in grado di aggiornare la normativa, potrebbe autorizzare l’emanazione di un decreto legge con misure urgenti. Tra queste, oltre un vincolo generalizzato per la raccolta differenziata a carico delle autorità competenti, sostenuto da sanzioni a carico degli amministratori inadempienti, e la previsione di impiego degli impianti fuori regione per il recupero di materia e di energia dai rifiuti in impianti a tecnologia complessa per tempi limitati all’adeguamento dei singoli sistemi regionali e a condizione di non pregiudicare la corretta gestione dei rifiuti nelle regioni di destinazione. Peraltro già oggi il recupero energetico dei rifiuti urbani indifferenziati non è sottoposto ad alcun vincolo territoriale.

Scripta manent.

Via | Ministero dell'Ambiente

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