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Veleno agli orsi d'Abruzzo: forse e' un pastore

Pubblicato: 18 ott 2007 da lumachina

Commenti dei lettori

carcassa di orso avvelenato nel parco d'AbruzzoSi pensa che sia stato un pastore ad avvelenare gli orsi e gli altri animali morti nei giorni scorsi nel Parco Nazionale d’Abruzzo. Il tg2 riferisce che il sospettato numero uno era già noto alle guardie e che alla base del suo gesto ci sia il rancore nei confronti del parco, più che verso l’orso Bernardo o un suo simile.

I veterinari hanno ricostruito i tre giorni di agonia impiegati da Bernardo per morire. Nausea, vertigini, paralisi. Gli investigatori hanno trovato una damigiana contenente tracce di un antiparassitario abbandonata vicino ad un ruscello e pare siano risaliti a chi si sospetta abbia imbottito di un potente pesticida le carcasse di pecora usate per somministrare il veleno agli animali. Le indagini del corpo forestale sono ancora in corso e dal parco d’Abruzzo arriva un invito ad aspettare i risultati delle ricerche.

Adesso non mi interessa fare nomi (fino alla conclusione del processo sono tutti innocenti), ma ragionare sui sentimenti di possesso della Natura che possono spingere un uomo a compiere simili azioni. Il pastore pensa che sia suo diritto pascolare ovunque, anche nel parco. Il pastore cova rancore nei confronti delle guardie che lo beccano e lo sanzionano. Il pastore si vendica avvelenando gli animali protetti, che sono la ragione per cui esiste il parco.

Al pastore non interessa che quel parco esista perché a tantissime altre persone importa che ci sia. Le leggi, che sono espressione dei valori della maggioranza, gli impediscono di fare quello che vuole e lui, invece di andarsene via o di cambiare le leggi, decide di combatterle a modo suo. Illegalmente.
Trovo questo modo di agire molto primitivo, antisociale e, fondamentalmente, poco proficuo. Se tutti ragionassero come lui, in poco tempo non ci sarebbero più boschi, o pascoli.

» Orsi avvelenati: si cerca un pastore Montagna TV
» Un pastore dietro la strage degli orsi La Stampa

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7 commenti

Commenti dei lettori

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  • lorella_fly

    18 ott 2007 - 16:49 - #1
    -1 punto
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    Assolutamente non è un comportamento da giustificare ma.. se avesse provato a manifestare? qualcuno gli avrebbe dato ascolto?

  • Berto85

    18 ott 2007 - 19:53 - #2
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    Purtroppo in Italia molti ragionano ed agiscono in tal senso. Anche chi non vuole far passare una ferrovia sotto casa sua e blocca le strade fa la stessa cosa..

  • vfew

    19 ott 2007 - 09:55 - #3
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    macche macche , i colpevoli sono semrpe nei ranghi alti. come quelli che incendiano i boschi!Nn sono pastori o cacciatori, ma esperimenti chiari x modificare il clima.Credete che i pastori-piromani siano andati in grecia ad appicare fuochi? Macche , tutte mosse politiche !

  • 0 punti
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    […] […]

  • Stefano2

    19 ott 2007 - 10:05 - #5
    1 punto
    Up Down

    Io sono abruzzese e conosco alcuni dei temi che girano intorno ai parchi nazionali…
    Alcune delle persone che lavorano in quelle zone tendono ad accumulare malcontento a causa del delle varie zonizzazioni e delle restrizioni. Inoltre la presenza umana si trova “troppo” a contatto con la natura determinando incotri meravigliosi quanto odiati da alcuni.
    Infatti non sono rari i racconti di orsi che vagano per un paese smangiucchiando qui e la….oppure di cinghiali che scendono nei campi devastando tutto credendo di aver trovato il paradiso eh eh. E’ stato fatto addirittura uno studio economico sui danni da cinghiale per poi valutare la possibilità di avere rimborsi.
    C’è anche un’associazione che pagava i danni economici causati da Bruno…
    Non sono per nulla d’accordo con azioni di avvelenamento o simili. Quello che dimentichiamo troppo spesso è che siamo noi uomini gli ospiti non gli animali…Comprare un terreno non significa nulla in termini naturali e universali. Ha un significato solo umano…
    Scusate mi sto dilungando…
    Riassumo: Non sono d’accordo con le azioni di avvelenamento o uccisione degli animali che vengono considerati invasori. Non sono del tutto d’accordo con la gestione dei parchi. (Ma vorrei far notare il “del tutto”).

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