Mesi fa parlavamo della saturazione di anidride carbonica che si sta osservando negli oceani del sud.
Gli oceani sono da sempre dei serbatoi naturali di CO2. L’abc dell’oceanografia ci insegna che, sommando tutti i processi fisici, biologici e chimici, il bilancio tra CO2 sottratta e quella presente in atmosfera è negativo. Ne manca una parte che in gergo è definita CO2 missing, questa parte la troviamo nei fondali oceanici sotto forma di ione bicarbonato(CO3–) che tramite reazioni chimiche ha la capacità di fissare la CO2.
Nel corso dello svolgimento del forum sul futuro delle barriere coralline a Canberra (Coral Reef Futures 2007), studiosi australiani hanno parlato del problema dell’acidità che causa la morte di barriere coralline e di plancton.
Malcom McCulloch ha dichiarato che l’acidità dei mari non è aumentata nel giro di secoli ma solo in poche decine di anni ed a una velocità maggiore nei mari più freddi, confermando quello che altri studiosi affermavano mesi fa (direi anche che alcuni già ne parlavano anni fa).
Ora il problema per molti potrebbe essere messo da parte perché tanto noi non viviamo di barriere coralline e plancton, ma purtroppo per quelle persone il problema ricade anche su di noi.
Difatti coralli e plancton sono alla base della catena alimentare dei mari e come ci spiega Ove Hoegh-Guldberg dell’università del Queensland: più CO2 c’è nell’aria più aumenterà anche nei mari impedendo sempre più la formazione scheletrica di coralli, plancton e alghe rosse calcaree.
Se la concentrazione di CO2 nell’aria dovesse arrivare a 500ppm (parti per milione) la calcificazione degli scheletri sarebbe impossibile.
I dati, ottenuti da carote di ghiaccio nell’Antartide in uno studio del 2006, ci dicono che ad oggi abbiamo nell’aria una concentrazione di 385ppm di anidride carbonica, concentrazione che è aumentata di 30ppm in 1000 anni, di cui la metà negli ultimi 17!!!
Se coralli, plancton e alghe rosse sparissero, con essi sparirebbero animali in una catena infinita poiché in natura tutto è collegato e di conseguenza anche noi avremmo seri problemi di sopravvivenza. (es. i krill (zooplancton) vengono mangiati da balenottere azzurre e comuni, pinguini, foche, albatri, cefalopodi, pesci, gli stessi krill sono ghiotti di fitoplancton la catena è lunghissima(ora anche l’uomo vuole i krill come pranzo) e se muoiono i krill muore l’ecosistema marino e muore anche quello terrestre)
Gli scienziati hanno fissato un limite insuperabile di 445-550ppm per evitare l’inimmaginabile. Cercare di non aumentare ancora il livello di anidride carbonica credo sia alla base della protezione non solo di piante o animali, ma della vita in generale. Perché Gaia si sa di estinzioni ne ha viste tante, ha alzato le spalle e ha ricominciato a creare nuove vite, ma noi non siamo indistruttibili!
» Gli oceani sono acidi, i coralli muoiono sul CorSera
» Acid Ocean warning from ARC
» Southern Ocean Nears CO2 Saturation Point su IPS
chube
19 ott 2007 - 18:32 - #1Esattamente quanto ripeto da tempo. Il più grande pericolo per l’uomo non si è ancora manifestato ma qualcosa si sta muovendo. Gli equilibri oceanici sono così delicati che basta una minima variazione di ph per comprometterne gli ecosistemi ed in larga parte noi “terricoli” dipendiamo ad essi.
A volte penso che sia troppo tardi, abbiamo già immesso una tale quantità di co2 nell’atmosfera che gli oceani in superficie ne sono già saturi, il loro ph aumenta minando la vita che custodiscono. Saranno necessari secoli se non millenni per riequilibrare la situazione. Nel mentre la maggior parte delle forme di vita soccomberanno. Sappiamo che è già successo in precedenti estinzioni di massa ma mai così rapidamente, quanto ci attende è un’incognita.
Francesca
20 ott 2007 - 15:53 - #2La vita è nata in mare e ogni volta che succedeva qualcosa sulla terra ci rimetteva la vita in un rapporto tipo 70%in terra 30%in mare di estinzioni.
Il tutto poi ripartiva dal mare,almeno cosi è per quello che ho studiato fin ora.
Quindi è ovvio che la cosa migliore per noi è quella di salvaguardare il pianeta,a meno che non preferiamo estinguerci.
Gli oceani assorbono meno CO2 del previsto
23 ott 2007 - 12:33 - #3[…] Gli oceani sono i più importanti raccoglitori di emissioni di CO2, assieme alla biosfera terrestre. Raccolgono una quantità pari al 50% di tutte le emissioni. Se questa tendenza si conferma nel tempo, gli scienziati asseriscono che i livelli di CO2 atmosferica crescerebbero molto più velocemente del previsto, accelerando così il riscaldamento globale. Questo andamento potrebbe portare gli oceani a saturazione e, di conseguenza, a riflettere la CO2 in eccesso nell’atmosfera. […]
Gli oceani assorbono meno CO2 del previsto | auto
01 nov 2007 - 13:24 - #4[…] Gli oceani sono i più importanti raccoglitori di emissioni di CO2, assieme alla biosfera terrestre. Raccolgono una quantità pari al 50% di tutte le emissioni. Se questa tendenza si conferma nel tempo, gli scienziati asseriscono che i livelli di CO2 atmosferica crescerebbero molto più velocemente del previsto, accelerando così il riscaldamento globale. Questo andamento potrebbe portare gli oceani a saturazione e, di conseguenza, a riflettere la CO2 in eccesso nell’atmosfera. […]