L'acidità dei mari aumenta

effetti dell'acidificazione degli oceani sulla catena alimentare. foto mdove64Mesi fa parlavamo della saturazione di anidride carbonica che si sta osservando negli oceani del sud.

Gli oceani sono da sempre dei serbatoi naturali di CO2. L'abc dell'oceanografia ci insegna che, sommando tutti i processi fisici, biologici e chimici, il bilancio tra CO2 sottratta e quella presente in atmosfera è negativo. Ne manca una parte che in gergo è definita CO2 missing, questa parte la troviamo nei fondali oceanici sotto forma di ione bicarbonato(CO3--) che tramite reazioni chimiche ha la capacità di fissare la CO2.

Nel corso dello svolgimento del forum sul futuro delle barriere coralline a Canberra (Coral Reef Futures 2007), studiosi australiani hanno parlato del problema dell'acidità che causa la morte di barriere coralline e di plancton.

Malcom McCulloch ha dichiarato che l'acidità dei mari non è aumentata nel giro di secoli ma solo in poche decine di anni ed a una velocità maggiore nei mari più freddi, confermando quello che altri studiosi affermavano mesi fa (direi anche che alcuni già ne parlavano anni fa).

Ora il problema per molti potrebbe essere messo da parte perché tanto noi non viviamo di barriere coralline e plancton, ma purtroppo per quelle persone il problema ricade anche su di noi.
Difatti coralli e plancton sono alla base della catena alimentare dei mari e come ci spiega Ove Hoegh-Guldberg dell'università del Queensland: più CO2 c'è nell'aria più aumenterà anche nei mari impedendo sempre più la formazione scheletrica di coralli, plancton e alghe rosse calcaree.
Se la concentrazione di CO2 nell'aria dovesse arrivare a 500ppm (parti per milione) la calcificazione degli scheletri sarebbe impossibile.

I dati, ottenuti da carote di ghiaccio nell'Antartide in uno studio del 2006, ci dicono che ad oggi abbiamo nell'aria una concentrazione di 385ppm di anidride carbonica, concentrazione che è aumentata di 30ppm in 1000 anni, di cui la metà negli ultimi 17!!!

Se coralli, plancton e alghe rosse sparissero, con essi sparirebbero animali in una catena infinita poiché in natura tutto è collegato e di conseguenza anche noi avremmo seri problemi di sopravvivenza. (es. i krill (zooplancton) vengono mangiati da balenottere azzurre e comuni, pinguini, foche, albatri, cefalopodi, pesci, gli stessi krill sono ghiotti di fitoplancton la catena è lunghissima(ora anche l'uomo vuole i krill come pranzo) e se muoiono i krill muore l'ecosistema marino e muore anche quello terrestre)

Gli scienziati hanno fissato un limite insuperabile di 445-550ppm per evitare l'inimmaginabile. Cercare di non aumentare ancora il livello di anidride carbonica credo sia alla base della protezione non solo di piante o animali, ma della vita in generale. Perché Gaia si sa di estinzioni ne ha viste tante, ha alzato le spalle e ha ricominciato a creare nuove vite, ma noi non siamo indistruttibili!

[Francesca Pratali]

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