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Pacciamatura contro l'erosione: usi del fieno in Islanda

Pubblicato: 20 ott 2007 da lumachina

Commenti dei lettori

paglia e fieno aiutano la formazione dei suoli. foto TigerzeyeIl fieno sminuzzato e lasciato sul posto favorisce la formazione di suoli su terreni degradati.
Gli islandesi hanno scoperto il trucco mentre cercavano di disfarsi del fieno marcio, spandendolo sul terreno.

Il fieno veniva tagliato e protetto con una pellicola plastica per essere usato nelle stalle, ma alcuni uccelli, attratti dal sapore della plastica, la rompevano col becco e aprivano dei fori da cui entrava l’acqua piovana, che faceva marcire il contenuto. Il fieno non era più utile e si e’ visto che nei luoghi in cui veniva gettato si formava un suolo molto più velocemente che altrove.

Il metodo funziona talmente bene che gli agricoltori si sono attrezzati con una macchina che sminuzza il fieno e lo lancia sulle scarpate, fino a 30 metri di altezza, andando a formare uno strato facilmente colonizzabile da parte delle piante pioniere. La Biskupstunga Re-vegetation Association e’ stata finanziata con un fondo di 88.000 euro, raccolti tassando i sacchetti di plastica.

L’erosione del suolo e’ iniziata in Islanda con il taglio degli alberi (per farne legna da ardere) e il pascolo del bestiame. Si e’ provato a fermarla utilizzando il Leymus arenarius (lyme grass, usata per stabilizzare le dune) e introducendo una specie canadese, il Lupinus nootkatensis, e si e’ visto che nella maggior parte dei casi questa specie sparisce una volta avviata la normale successione per lasciare spazio alle specie locali. Talvolta, invece, si stabilizza con popolazioni numerose che non lasciano entrare altre piante.

L’esperienza con il fieno sta facendo scuola e vanno a studiarla in Islanda fin dall’Uganda e dalla Mongolia.

Via | IPS

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5 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di Nirvene

    Nirvene

    20 ott 2007 - 07:54 - #1
    1 punto
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    Interessante, anche noi dovremmo mandare qualcuno a verificare i risultati di questo metodo dato che l’Italia non e esente dal problema.

  • Profilo di Quartz

    Quartz

    20 ott 2007 - 14:26 - #2
    1 punto
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    Interessante si, ma mi sembra un po’ la scoperta dell’acqua calda :)
    E’ inquietante che non ci si sia arrivati prima…

  • er monnezza

    20 ott 2007 - 14:54 - #3
    0 punti
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    @Quartz
    Se si tratta della “scoperta dell’acqua calda” perché non l’hai scoperta prima tu, la brevettavi e ti facevi un sacco di soldi? :P

  • Profilo di Franny

    Franny

    20 ott 2007 - 15:27 - #4
    1 punto
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    In realtà, in Italia si fa già qualcosa di simile, ricoprendo le scarpate in erosione con un impasto di terriccio e germogli di erba. Non ci si fanno i soldi perchè non è applicabile ovunque.

  • 0 punti
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    […] In scìa al post sulle automobili vorrei sottolineare brevemente un concetto chiaro per gli addetti ai lavori (non a tutti purtroppo) ed invece in balìa di mode e sedicenti esperti per gli “esterni” e per gli “iniziati”. Il design non ha bisogno di essere bello o brutto. Deve essere GOOD. Questa “definizione” nasce da metà secolo XX circa, dagli scritti di MaxBill (Form…) e da diversi movimenti che avevano come fine la persecuzione della funzione piuttosto che ingraziarsi il pubblico con ammiccamenti in uso da ormai troppo tempo. In quel periodo infatti in america era in auge lo streamlined, uno stile che usava decorare ogni oggetto con forme di aerei in stile anni 20, decò, Gotham City per intenderci. La rivoluzione modernista ha pulito le forme assumendo una posizione nuova, che si riassume in un leitmotiv stra-abusato: FORM FOLLOW FUNCTION. La fine del modernismo coincide con le rivoluzioni new-wave (glam, punk e quella roba giovanilistica lì :D) e le sicurezze razionalistiche vacillano a favore di nuovi decorativismi, eclettismi che volevano riposizionare l’uomo e la sua creatività come centro della produzione. Ma siamo in un periodo dove ci sono altri problemi e gli oggetti non sono più specchio di se stessi (cosa che continua in una visione consumistica: vedi i vari Saloni Ufficiali etc etc) e sarebbe più opportuno che chi ha il potere di scrivere sulle più importanti riviste d’opinione al mondo perda un po’ del suo tempo per pigiare nella testa delle persone quelle che sono le necessità del BUON DESIGN (non BEL DESIGN) oggi. In questo spazio sarei contento di consigliare i visitatori di questo blog ad una visione più attenta, sostenibile e divulgativa delle problematiche di oggi. Quindi segnalo due siti (ecofriend.org e ecoblog.it) per cercarvi le vostre notizie e divulgarle il più possibile. Su Goldworld ne abbiamo già parlato, ma non bisogna smettere mai…. Segnalo anche Good Magazine, poi articoli tipo questo oppure questo, questo e soprattutto questo. […]