Delta del Po, quale il limite tra sviluppo e ambiente

Vista dall'alto del Delta"Il delta del Po in equilibrio tra sviluppo e ambiente". Questo il titolo del forum "Delta 2007" organizzato da Confindustria Rovigo, all'autodromo di Adria, a cui ho partecipato giovedì scorso. Alla fine dei conti però, ho sentito parlare molto di sviluppo, poco di ambiente. Il delta del Po è una magnifica realtà, creata anche grazie agli interventi dell'uomo, che l'han resa negli anni vivibile e fruibile, fin dai temi della Repubblica di Venezia.

L'occasione del forum è servita per parlare ancora una volta dei due progetti che renderanno la zona del delta il nuovo polo energetico italiano. La già discussa riconversione della centrale elettrica da olio combustibile a carbone, presentata dall'amministratore delegato dell'Enel Fulvio Conti, e la costruzione di un rigassificatore off-shore a 16 km dalla costa, presentato da Schott Miller, amministratore delegato della GNL Adriatic (tra i cui azionari spiccano la Exxonmobil e la Edison). Non un accenno al fatto che il progetto della centrale è stato bloccato e che, poco tempo fa, il sito del rigassificatore è stato sequestrato dai carabinieri del NOE.

E' vero che l'Italia è in debito energetico. Siamo affamati di energia e ancora troppo dipendiamo da Paesi esteri per l'approvvigionamento delle materie prime. E l'energia costa così sempre di più (il barile è arrivato a 90$!). Ma perchè nessuno ha parlato di energie rinnovabili, di fotovoltaico, solare termico, eolico? Non una parola. Intanto fuori dai cancelli la popolazione manifestava.


Interessante l'intervento di Emerte Realacci che afferma: "Dobbiamo fare delle scelte, ma queste devono essere giuste. Per quanto riguarda la centrale a carbone, siamo troppo indietro sugli accordi di Kyoto e se non li rispetteremo - continua - ci saranno delle grosse penali da pagare". Almeno ha preso gli imprenditori veneti per le tasche.

Più tardi Emma Marcegaglia, vicepresidente di Confindistria dichiara: "Abbiamo bisogno dell'ambientalismo vero, che tiene alla tutela dell'ambiente, dobbiamo spazzare via l'ideologismo". Interviene anche Luca Cordero di Montezemolo, presidente di Confidustria, che di rincalzo afferma: "In Italia c'è una politica ambientale vecchia. Dobbiamo ritornare a parlare di nucleare, spingendo la ricerca e gli investimenti e poi cercare il consenso politico". Intanto se ne va a fare un giro per l'autodromo con una Cinquecento tutta rivestita di pelle di pitone, dentro e fuori.

L'unica buona notizia sembra venire dallo sviluppo turistico a cui si vuole puntare: un rilancio di una delle zone a più elevato pregio naturalistico, rispettando il territorio e le sue tradizioni. Si valorizzeranno la vacanza naturalistica, evitando così l'insensata urbanizzazione di quest'area, ma puntando su strutture che rispettino anche il territorio e l'ambiente circostante.

foto | Rudi

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