Logo Blogo

Delta del Po, quale il limite tra sviluppo e ambiente

Pubblicato: 22 ott 2007 da marco

Commenti dei lettori

Vista dall'alto del Delta“Il delta del Po in equilibrio tra sviluppo e ambiente”. Questo il titolo del forum “Delta 2007″ organizzato da Confindustria Rovigo, all’autodromo di Adria, a cui ho partecipato giovedì scorso. Alla fine dei conti però, ho sentito parlare molto di sviluppo, poco di ambiente. Il delta del Po è una magnifica realtà, creata anche grazie agli interventi dell’uomo, che l’han resa negli anni vivibile e fruibile, fin dai temi della Repubblica di Venezia.

L’occasione del forum è servita per parlare ancora una volta dei due progetti che renderanno la zona del delta il nuovo polo energetico italiano. La già discussa riconversione della centrale elettrica da olio combustibile a carbone, presentata dall’amministratore delegato dell’Enel Fulvio Conti, e la costruzione di un rigassificatore off-shore a 16 km dalla costa, presentato da Schott Miller, amministratore delegato della GNL Adriatic (tra i cui azionari spiccano la Exxonmobil e la Edison). Non un accenno al fatto che il progetto della centrale è stato bloccato e che, poco tempo fa, il sito del rigassificatore è stato sequestrato dai carabinieri del NOE.

E’ vero che l’Italia è in debito energetico. Siamo affamati di energia e ancora troppo dipendiamo da Paesi esteri per l’approvvigionamento delle materie prime. E l’energia costa così sempre di più (il barile è arrivato a 90$!). Ma perchè nessuno ha parlato di energie rinnovabili, di fotovoltaico, solare termico, eolico? Non una parola. Intanto fuori dai cancelli la popolazione manifestava.

Interessante l’intervento di Emerte Realacci che afferma: “Dobbiamo fare delle scelte, ma queste devono essere giuste. Per quanto riguarda la centrale a carbone, siamo troppo indietro sugli accordi di Kyoto e se non li rispetteremo - continua - ci saranno delle grosse penali da pagare”. Almeno ha preso gli imprenditori veneti per le tasche.

Più tardi Emma Marcegaglia, vicepresidente di Confindistria dichiara: “Abbiamo bisogno dell’ambientalismo vero, che tiene alla tutela dell’ambiente, dobbiamo spazzare via l’ideologismo”. Interviene anche Luca Cordero di Montezemolo, presidente di Confidustria, che di rincalzo afferma: “In Italia c’è una politica ambientale vecchia. Dobbiamo ritornare a parlare di nucleare, spingendo la ricerca e gli investimenti e poi cercare il consenso politico”. Intanto se ne va a fare un giro per l’autodromo con una Cinquecento tutta rivestita di pelle di pitone, dentro e fuori.

L’unica buona notizia sembra venire dallo sviluppo turistico a cui si vuole puntare: un rilancio di una delle zone a più elevato pregio naturalistico, rispettando il territorio e le sue tradizioni. Si valorizzeranno la vacanza naturalistica, evitando così l’insensata urbanizzazione di quest’area, ma puntando su strutture che rispettino anche il territorio e l’ambiente circostante.

foto | Rudi

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (nessun voto)
condividi condividi
5 commenti

Commenti dei lettori

Nascondi commenti anonimi
  • Profilo di Fabio A.

    Fabio A.

    22 ott 2007 - 12:03 - #1
    1 punto
    Up Down

    Kansas Turns Down Coal Power Plant Because of CO2 Emissions

    An article in the Washington Post reports, on what could be a major decision in the fight against global warming, that the Kansas Department of Health and Environment became the first government agency in the United States to cite carbon dioxide emissions as the reason for
    rejecting an air permit for a proposed coal-fired electricity generating plant, saying that the greenhouse gas threatens public health and the environment.

    >>>continua>>>

    TRADUZIONE

    Lo stato del Kansas (USA) rigetta una centrale a carbone a causa delle emissioni di CO2

    Un articolo del Washinghton Post riporta, nell’ambito di quella che potrebbe essere una decisione fondamentale nella battaglia contro il
    riscaldamento globale, che il Dipartimento della Salute e dell’Ambiente del Kansas è diventata la prima agenzia governativa degli Stati Uniti a
    citare le emissioni di anidride carbonica come la ragione per la quale è stato rigettato un permesso per la costruzione di una centrale
    elettrica alimentata a carbone, dicendo che il gas serra pone una minaccia per la salute e per l’ambiente.

    >>>continua… in inglese>>>

  • Profilo di chube

    chube

    22 ott 2007 - 12:38 - #2
    1 punto
    Up Down

    Cercare sensibilità ambientale e tutela dei beni comuni ad un convegno organizzato da confindustria lo trovo un paradosso. Da quanto leggo, si tratta palesemente di un’operazione di facciata il cui fine è continuare a distruggere una delle più importanti zone umide europee.

    Si è detto che si vuole puntare sul carbone e nucleare. Il primo perché economico e consente di produrre energia a basso prezzo. Ma il conto salirà di molto quando giungeranno le sanzioni per il mancato rispetto delle quote di emissione. Solitamente questi costi sono equamente distribuiti ai cittadini tramite lo stato, contrariamente al principio di chi inquina paga. Il nucleare perché rappresenta una lucrosa vacca da mungere, direi come minimo 10 anni (se non 15) per sviluppare nuove centrali, poi viene la gestione e decommissione. Interventi sostenuti dallo Stato che rappresentano un affare colossale per gli industriali, poco conta la tutela dell’ambiente e dei cittadini.

  • ecoblog

    22 ott 2007 - 15:39 - #3
    0 punti
    Up Down

    […] […]

  • Profilo di planetx

    planetx

    23 ott 2007 - 11:11 - #4
    1 punto
    Up Down

    strucioloooooo ragazzi strucioloooo se mi vedesse lucignolooooo

    sti burattini senza fichi di politici… non credo si debba commentare oltre no? :-P

  • Adria | No al carbone

    29 nov 2007 - 17:43 - #5
    0 punti
    Up Down

    […] E allora perché basta un’esplosione su un metanodotto ucraino per metterci in mutande? Semplice, perché quel gas non lo possiamo usare. E’ bloccato per legge, quindi ci troviamo a dover costruire rigassificatori per importare il gas via nave, oppure a costruire metanodotti che collegano il Maghreb con la Sardegna e la Toscana. La cosa buffa è che il metano si trova proprio sotto al punto in cui vogliono costruire un rigassificatore, e cioè vicino al delta del Po! [fonte ecoblog]. […]