Acqua all'arsenico, nel Lazio c'è chi tenta di mettere una pezza

Abbiamo scritto numerose volte sull'acqua all'arsenico che viene erogata dai rubinetti di alcune zone del Lazio: in deroga legislativa da 11 anni, dal 1 gennaio verrà revocata la potabilità in tutti quei comuni dove si superano i limiti di legge.

Tralasciando i danni che i cittadini potrebbero avere subito negli ultimi anni, dove l'acqua era potabile solo per effetto dell'innalzamento dei livelli tollerati di arsenico nelle acque e grazie alle deroghe alle normative, il problema potrebbe diventare davvero grande: il problema arriva fino alle porte di Roma, nel Comune di Civitavecchia, dove tuttavia il sindaco Pietro Tidei sta effettivamente tentando di fare qualcosa.

Dal 1 gennaio infatti non sarà più possibile potabilizzare le acque in deroga e i comuni dovranno organizzarsi, installando in breve tempo impianti di dearsenificazione (e spendendoci soldi che, spesso, non hanno o hanno vincolati dal Patto di Stabilità).

Tra due settimane la concentrazione del metallo nell'acqua non dovrà essere superiore ai 10 microgrammi per litro: si calcola che solo nel Lazio circa 1 milione di persone potrebbero restare senza acqua (la situazione più critica nell'Alto Lazio, ma anche in provincia di Latina (dove è stato persino presentato un esposto in Procura) la situazione è delicatissima.

Come fare?

Le alternative sono fondamentalmente due: emettere un'ordinanza di non potabilità o trovare una soluzione; il sindaco di Civitavecchia Tidei ha optato per la seconda opzione, facendo appello all'Autorità Portuale affinchè quest'ultima investa una cifra di circa 3/400mila euro per l'acquisto di un dearsenificatore provvisorio e permettere ai cittadini civitavecchiesi di bere tutelando il loro diritto alla salute, cosa che negli ultimi 10 anni non è avvenuta.

Un'operazione che, qualora l'Autorità Portuale rispondesse prontamente ed in maniera positiva, ha delle tempistiche non esattamente celeri: l'installazione e l'avviamento del dearsenificatore non potrà avvenire prima di metà febbraio e, almeno fino a quella data, i disagi saranno notevoli.

Nelle zone del Medio Tirreno, il consorzio idrico nel quale è presente Civitavecchia, verranno installate cinque fontanelle (3 per l'acqua naturale 2 per quella effervescente) alle quali i cittadini avranno libero e gratuito accesso: d'altra parte, pagano già le bollette sulla fornitura (fino ad oggi di acqua considerata velenosa per legge): 600 litri d'acqua a cittadino, al Comune questa operazione costerà 20mila euro.

Successivamente dovremo procedere all'acquisto di un dearsenificatore molto più grande, grazie al quale forniremo acqua pulita senza ombra di arsenico: costerà 8 milioni di euro, stiamo cercando di capire come stanziarli

ha spiegato Pietro Tidei.

Via | Ansa

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