Si, hanno le celle frigorifere nella prigione di Opera, vicino Milano, e le usano i carcerati per tenere al fresco il gelato.
Ingredienti locali, non geneticamente modificati, saranno la base del gelato. Hanno scelto la via artigianale, escludendo le polverine, per produrre questo gelato a chilometri zero, ovvero fatto con un occhio di riguardo all’ambiente, evitando di far percorrere chilometri e chilometri al latte e alla frutta prima di arrivare nei coni della gente. Meno traffico significa meno emissioni inquinanti, meno rumore, meno gas serra e meno spese.
A produrlo saranno inizialmente 6 detenuti del reparto di massima sicurezza, che stanno seguendo un apposito corso di formazione. In seguito se ne aggiungeranno altri 4, che lavoreranno in due turni. Il progetto si chiama “Aiscrim, prigionieri del gusto” con un gioco di parole in inglese tra I scream (io urlo) e ice cream (gelato alla crema). A seguirlo e’ Jobinside, che promuove i lavori socialmente utili.
Il gelato sarà in vendita a partire dal prossimo febbraio e stanno pensando anche a linee di produzione alla soia o al latte di capra.
Via | NewsFood
Nirvene
22 ott 2007 - 09:30 - #1Mi piace questa iniziativa.
Invece di lasciare i detenuti a poltrire o a seguire corsi di criminalita avanzata, gli si da la possibilità di fare e imparare qualcosa, che potrebbe tornargli utile una volta usciti, se oltretutto tutela l’ambiente tanto di guadagnato.
ciquta
22 ott 2007 - 10:51 - #2Mi pare di aver sentito che anche nel carcere di Padova dei detenuti si sono specializzati in prodotti di pasticceria con risultati d’eccellenza.