Salviamo le Comunità montane di pianura!

Comunità montane di bassa quota: si riduce il taglio in Finanziaria 2008E' questo il grido che pare levarsi dalle aule del Parlamento italiano, sempre pronte a difendere a spada tratta sprechi e sperperi di ogni tipo. D'altronde le Comunità montane sono enti importanti: la legge dice che nascono "per la valorizzazione delle zone montane". Sono quindi un baluardo a difesa del nostro patrimonio naturalistico d'alta quota e della vivibilità dei monti.

Certo, bisognerebbe intendersi sulla definizione di "alta quota" e di "monti". I giornalisti del Corriere della Sera Rizzo e Stella infatti, nel loro famoso libro intitolato "La Casta", facevano sommessamente notare che in Italia esistono Comunità montane pianeggianti, come quella della Murgia Tarantina a 39 m slm o quella della Riviera (!!) di Gallura a Olbia, in Sardegna. Il problema che sollevavano Rizzo e Stella è che queste Comunità "farlocche" sottraggono risorse alle zone che montagnose lo sono veramente.

Un'osservazione talmente ineccepibile che il governo aveva deciso di inserire in Finanziaria un criterio altimetrico per individuare le Comunità montane. Il testo approvato dal Consiglio dei ministri aboliva così le "Comunità montane" sotto i 600 m slm per le Alpi e sotto i 500 m slm per gli Appennini.

Adesso che la Finanziaria è in discussione in Parlamento, questo criterio altimetrico non sembra però mietere consensi fra i deputati. Si preferisce lasciare alle Regioni l'onere di stabilirlo. Proprio a quelle stesse Regioni che hanno creato le Comunità montane pianeggianti. Ma il relatore della Finanziaria Giovanni Legnini rassicura contribuenti e montanari DOC sul fatto che la stretta ci sarà comunque: si stabilirà che le Comunità montane non potranno comprendere meno di 7 comuni (invece dei 3 attuali) e saranno esclusi i comuni sopra i 15'000 abitanti ed i comuni costieri. Insomma, a farne le spese saranno quelle povere Comunità montane di pianura che - essendo composte da meno di 7 municipalità - non hanno comuni vicini da aggregare che soddisfino i nuovi requisiti.

Il risultato è che si avrà un taglio previsto di 80 Comunità montane invece delle 103 che sarebbero saltate con la proposta governativa e che non verrà posto un argine alla creazione di nuove Comunità di "bassa quota". Il relatore della Finanziaria però sottolinea che anche per le Comunità che rimangono ci sarà un taglio nei componenti delle assemblee e degli organi esecutivi ed un taglio delle indennità. Siccome i tagli alle Comunità balneari servivano ad abolire i ticket sanitari, al momento le commissioni parlamentari si stanno occupando di tagliare altrove. D'altronde l'obiettivo è nobile: reperire le risorse che servono a salvare le Comunità montane di pianura.

Non è dunque ancora detta l'ultima parola: l'esame parlamentare continua, il governo si dice indignato di questo "smontaggio" e si saprà com'è andata a finire solo a Finanziaria 2008 approvata. Io avrei una proposta di compromesso fra governo e Parlamento. Invece di eliminare le Comunità montane "basse", perché non gli si cambia direttamente nome? Chiamiamole "Comunità pianeggianti". In questo modo verrebbe eliminata ogni contraddizione in termini e sarebbero tutti contenti: governo, Parlamento, Comunità montane e anche Rizzo e Stella. Il fatto è che la pianura è vittima di un'ingiusta discriminazione. E' forse colpa sua se deve "travestirsi" da montagna per ricevere un pò di soldi pubblici? (foto Wikipedia Italia)

Via | Il Sole 24 Ore del 19/10/2007, pag. 2

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