Via libera Ue al mais transgenico

Mais Herculex Rw entra in Europa. Si tratta del mais transgenico 59122 che potrà essere commercializzato secondo quanto deciso ieri dalla Commissione Ue che ha dato il via libera anche alla barbabietola da zucchero gm (H7-1) e ad altri due mais ibridi biotech (il 1507xnk603 e il 603xmon810).

Le voci del disaccordo subito si sono fatte sentire, agli ambientalisti agli agricoltori. Legambiente parla di una “decisione gravissima” e invoca il principio di precauzione: "Vengono autorizzati oggi, ad uso alimentare e mangimistico, alimenti di cui non si conoscono ancora i rischi per la salute umana e animale. Mentre è chiaro il pericolo di contaminazione che le colture geneticamente modificate rappresentano per la biodiversità. Chiediamo al governo italiano d'impegnarsi alla testa di una maggioranza che parli forte e chiaro, rispecchiando il volere dei cittadini italiani ed europei”. Per la Confederazione Italiana Agricoltori la decisione della Commissione “non ha un carattere democratico e che non tiene conto delle indicazioni che vengono da istituzioni importanti come il Parlamento europeo. Misure del genere vanno contro le aspettative dei consumatori europei che più volte si sono espressi contro le colture transgeniche”.
Sempre in tema di Ogm si è ieri pronunciata anche l’Aiab, ma su una notizia diversa da quella del via libera europeo. L’Associazione ha espresso solidarietà alla famiglia di Valmir Motta, il contadino brasiliano ucciso dalla milizia della multinazionale biotech Syngenta, durante un’azione di protesta contro le coltivazioni Ogm in Brasile.

Domenica scorsa – racconta in una nota - un gruppo di 150 contadini del Movimento Sem Terra, ha occupato alcuni campi della Syngenta nello stato del Paranà, con l’obiettivo di trasformarli in un centro Ogm-free per l’agroecologia. La milizia della multinazionale ha risposto all’occupazione con le armi. Diversi contadini sono stati feriti, Valmir Motta è rimasto ucciso. “Estendiamo il nostro sentito supporto ai contadini feriti e al Movimento Sem Terra, che da anni si batte per il diritto alla terra di chi la coltiva. L’obbiettivo dei contadini che hanno occupato il terreno – ha detto Cristina Grandi presidente del Consiglio direttivo federale di Aiab – era di difendere un sistema agricolo che offre scelto di vita e possibilità anche per i piccoli coltivatori e per l’ambiente. Sono gli stessi obbiettivi che persegue il movimento biologico con mezzi differenti”.

Via | Help Consumatori

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