Coltivare il riso con meno acqua

piantagione di riso. Foto |IRRILa notizia proviene quasi in contemporanea da due dei più grandi produttori e consumatori di riso del mondo: India e Cina. In entrambi i Paesi, che stanno affrontando una grave carenza idrica, si sta cercando di rimediare coltivando il riso senza un utilizzo massiccio di acqua.

Lo sapevate che il riso non è una pianta acquatica ma viene sommerso per controllare le erbacce? Provate a pensare a quanta acqua viene utilizzata ogni anno. Ecco che Cina ed India, per vie diverse, stanno studiando il modo di coltivare il riso in modo non tradizionale.

Come? In India, grazie ad uno studio del Wwf, verrà sperimentato il Sri (System of Rice Intensification), un metodo che garantirà una resa superiore del 30% usando il 40% in meno d'acqua. In pratica il cereale viene coltivato in terreni ricchi di nutrienti e non allagati, assicurando spazi più larghi alle piante, che così hanno meno competizione per le risorse e crescono meglio, senza l'utilizzo in massa di fertilizzanti chimici.


Stesso tema, diverso il metodo. In Cina si sta pensando di puntare alla coltivazione del riso esattamente come vengono cresciuti sia il frumento che le altre colture. In questo caso tocca all'Irri (International Rice Research Institute) il primato del progetto. La Cina sta affrontando una crisi idrica senza eguali, mentre la richiesta di riso cresce esponenzialmente, calcolando una crescita del 20% entro il 2030. Si parla di una riduzione dell'uso d'acqua adirittura del 50-70%.

Viene facile immaginare i vantaggi di questo tipo di colture: oltre al notevole risparmio idrico, ci sarà più sicurezza alimentare per la popolazioni asiatiche. Inoltre col metodo testato in India, calano pure le emissioni di metano e, per un campo coltivato di un ettaro, c'è bisogno di 5 Kg di sementi contro i 60-70 Kg tradizionali.

Via | Ansa

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