L'azoto che nuoce alle piante

L'azoto fa male alle piante Foto di Thejaswi Secondo uno studio inglese del Dipartimento di Scienze Biologiche dell'Open University, l'azoto depositato sui campi sarebbe responsabile della riduzione della biodiversità, o perlomeno in parte: sembrano infatti essere più suscettibili a tale forma di inquinamento i fiori di campo e le specie a foglia larga.

Lo studio rientra nel progetto BEGIN (Biodiversity of European Grasslands - the Impact of atmospheric Nitrogen deposition) che ha analizzato 70 praterie in nove paesi europei evidenziando questo inaspettato rapporto tra sedimentazione dell'azoto e perdita di biodiversità.
In Gran Bretagna, in zone con un tasso di deposito variabile tra i 5 ed i 35 kg di azoto per ettaro ogni anno, la scomparsa delle piante ha riguardato il 25% delle specie.

L'origine dell'azoto "in eccesso" è principalmente imputabile all'attività antropica: i maggiori responsabili sono l'agricoltura e l'utilizzo di combustibili fossili.
Sembrano essere maggiormente colpiti i terreni acidi, condizione tipica di aree nordiche o di ambienti montani, con climi freddi o caratterizzati dall'accumulo di sostanza organica.

Al momento gli studi stanno verificando se detto fenomeno avvenga anche in altri Paesi e sono alla ricerca di una modalità per tutelare la biodiversità.
Infatti la deposizione di azoto, modificando la composizione delle essenze presenti, innesca squilibri che potenzialmente possono portare all'estinzione di diverse specie.

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