California in fiamme. Pedagogia delle catastrofi

incendi a San Diego in California su googlemapsLa California brucia ormai da giorni. Caldo, siccità, vento e progettazione urbanistica hanno contribuito al mix micidiale che ha portato alla dichiarazione dello stato di super calamita naturale. Un milione di sfollati e un miliardo di dollari di danni potrebbero essere la seconda lezione del corso di "pedagogia delle catastrofi", dopo quella dell'uragano Katrina.

Da applicare nell'immediato ci sono i capitoli su come organizzare la protezione civile, come far funzionare la logistica degli aiuti, ... e stavolta la gente autogestisce l'informazione con twitter (#sandiegofire) e googlemaps, segnalando strade chiuse, località da evitare.

Da tenere a mente per le scelte politiche ed economiche future c'è il problema del clima che cambia. Io non vi dirò che gli incendi sono colpa del cambiamento climatico e, quindi, dello stile di vita sconsiderato degli statunitensi. Non sono un predicatore apocalittico della Natura vendicatrice.
Vi dico solo che, secondo me, dopo questa esperienza la gente della California leggerà con più attenzione le notizie sul clima e le assocerà ad eventi traumatici vissuti in prima persona. Pensare che le estati potranno essere più calde di ora, che potrebbe mancar loro l'acqua o la corrente elettrica, o che gli incendi potrebbero essere più frequenti e più devastanti nel presente, invece che in un lontano ed ipotetico futuro, potrebbe avere effetti migliori delle fotografie di bambini africani con le mosche in faccia o a grafici che mostrano ipotetici scenari futuri.

E' triste pensare che servano le catastrofi per farci superare la soglia di inerzia mentale che ci impedisce di usare l'intelligenza di cui l'Homo sapiens va fiero per passare dalla lettura degli allarmi alle azioni per scongiurarli.

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