Rifiuti di Roma: dopo gli annunci del commissario straordinario Sottile sale la protesta

Ci sono voluti meno di 30 minuti dall'annuncio del commissario all'emergenza rifiuti di Roma Goffredo Sottile, che due giorni fa ha prorogato la discarica di Malagrotta ed autorizzato l'invaso ai Monti dell'Ortaccio, per far scattare in allarme tantissimi cittadini della Valle Galeria, subito riversatisi in strada per protestare contro quella decisione ed arrivati a bloccare la circolazione sulla via Portuense.

Già nella serata del 27 dicembre, e nell'intera giornata del 28 dicembre, i comitati di cittadini hanno immediatamente reagito all'annuncio organizzandosi attivamente nella protesta; una protesta alla quale si è unito l'annuncio del sindaco Gianni Alemanno, che ha dichiarato:

Chiediamo al Commissario di sospendere la decisione in attesa di acquisire i nuovi poteri che sono stati previsti nel decreto sviluppo. In questo decreto, infatti, il Commissario potrà decidere in ambito regionale l’individuazione non solo del sito provvisorio, ma anche di quello definitivo.

Una solidarietà, quella del sindaco, immediatamente rispedita al mittente dagli stessi comitati, consapevoli che le responsabilità sono di tutti, anche del sindaco che ha scelto di non decidere, scaricando tutte le responsabilità sulla Provincia:

Comprendo che il Commissario ha dovuto operare in assenza di una decisione da parte dell’amministrazione guidata da Zingaretti, che avrebbe dovuto oggettivamente indicare i diversi siti in un ambito territoriale ottimale esteso a tutta la provincia di Roma, ma non è accettabile che la scelta ricada ancora una volta nell’area di Valle Galeria. Come Roma Capitale abbiamo sempre sottolineato l’assenza di siti idonei nel territorio comunale e proprio per questo ci attendavamo un’analisi puntuale sulle altre possibilità offerte nell’ambito di tutti i comuni della Provincia di Roma.

Uno scaricabarile che non funziona, visto che il Piano rifiuti (per chi l'ha letto, un'accozzaglia di incongruenze inconsistenti e parzialmente non in linea con le normative italiane ed europee sullo smaltimento rifiuti) è della Regione Lazio e considerato che sono di Ama gli unici due impianti di Tmb (uno non funzionante e l'altro a rischio chiusura) esistenti, la stessa Ama che fa fallire miseramente la raccolta differenziata, soffocandola sotto il 26%.

Ha invece così commentato il commissario all'emergenza Goffredo Sottile:

Se l’ho fatto è perché non avevo alternative. Era una scelta necessaria, inevitabile. Qui si parte da un presupposto sbagliato. Si pensa chissà quali disastri porti una discarica. Non è vero: se la discarica è gestita bene, sottoposta a controllo sociale, non succede niente, basta con il demonizzare le discariche. Ora Manlio Cerroni, il proprietario del terreno, si deve mettere sotto e lavorare sodo. Il via libera definitivo comunque è condizionato alla presentazione di un modello idrogeologico stilato da un’università pubblica che certifichi che la discarica non comporterà inquinamento delle acque

Università che verrà scelta dallo stesso Cerroni, lo stesso Cerroni proprietario di Malagrotta, del Consorzio Co.La.Ri. (sotto numerose luci della magistratura romana, con un amministratore delegato, Francesco Rando, indagato per associazione a delinquere, estorsione, truffa e traffico illecito di rifiuti) e con le numerose criticità sullo stesso sito, che dista 700 metri da Malagrotta e poggia sopra una falda acquifera, come Malagrotta.

La scelta di non scegliere che la politica ha portato avanti per 30 anni costringe oggi a forzare la mano con colpi di teatro poco democratici e fortemente sensazionalistici, nella speranza che vada tutto per il meglio: la carta del bando Ama per l'esportazione dei rifiuti (non fattibile, infatti la gara è andata deserta), il peregrinare negli anni da un sito all'altro nella ricerca della discarica perfetta in una delle aree archeologiche più ricche del mondo (il Lazio), dove l'unica alternativa seria è la differenziata anche per questo motivo, le forzature istituzionali e i veleni ambientali arricchiscono quei soliti noti che è ormai diventato impossibile scomodare.

Con gli impianti di Tmb Ama praticamente fermi al palo, senza investimenti in programma (nonostante Ama volesse stanziare 100 milioni per l'esportazione, la stessa cifra con cui si potrebbe far partire la differenziata su tutto il territorio di Roma) e con un monopolista che si occupa di smaltimento è evidente che è lo stesso Cerroni a tenere costantemente la lupa capitolina al guinzaglio.

Foto | Daniela Gentili su Facebook

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