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Cemento, sempre e solo cemento

Pubblicato: 30 ott 2007 da Luca

Commenti dei lettori

Perdita di aree verdi in Italia Foto elaborata da Luca Venerdì scorso L’Unità ha pubblicato un interessante articolo sulla cementificazione in Italia.
I dati Istat evidenziano una riduzione di ben 224 mila ettari di aree verdi all’anno.

Vittorio Emiliani, presidente del Comitato per la Bellezza, snocciola i dati Istat elaborati, dai quali risulta che in quindici anni sono stati erosi 3 milioni e 663 mila ettari che, giusto perché ci si possa rendere conto delle dimensioni del problema, corrispondono grosso modo alla superficie del Lazio e dell’Abruzzo assieme!

I dati inoltre mostrano che su 28 milioni di case, più del 20% (ben 6 milioni) sono seconde e terze case e, secondo il Rapporto stilato dal Comitato, si tratterebbe di speculazione edilizia specialmente in zone turistiche costiere e montane di pregio come le valli toscane, marchigiane ed umbre.

La maglia nera in questa poco invidiata competizione spetta alla Liguria che in 15 anni ha edificato la metà del territorio libero; la situazione del Sud non sembra molto rosea con Calabria e Campania che seguono rispettivamente al secondo ed al terzo posto, anche se dati certi non è possibile averne per la percentuale elevata di abusivismo.

Bei tempi gli anni ‘60 quando l’Italia aveva ben 12 milioni di ettari verdi in più.

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10 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di chube

    chube

    30 ott 2007 - 14:10 - #1
    3 punti
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    Purtroppo è in atto un’escalation edilizia. Nella mia città stanno sorgendo sempre nuovi quartieri e zone industriali metre parchi cittadini vengono cancellati, gli alberi sulle strade abbattuti ed appezzamenti prima agricoli divengono edificabili come per magia. Sembra che il progresso si basi sul cemento, l’acciaio ed il suv e non sulla società come dovrebbe essere. La casta politica ha un’enorme responsabilità a riguardo, per compiacere a gli amici/elettori ogni abuso è lecito. Tutto avviene di nascosto e poi si presenta il conto ai cittadini.
    Difendere quel poco di verde che rimane è un fastidio. Solo qualche retrogrado che sostiene l’utilità della natura e si accontenta dell’utilitaria protesta. Gli altri sono presi dalle mode dettate dai mezzi d’informazione, dalle difficoltà sempre maggiori a stare al ritmo del progresso, dalle facili comodità e smette di pensare.
    Poi una mattina ti svegli, scopri che anche la natura vuole la sua parte, i tuoi luccicanti gingilli sono spazzati via da un vento un po più forte, da una pioggia più intensa ed in quel momento non ti resta che lo smarrimento, la disperazione, la rabbia ed impotenza di chi ha svenduto il proprio mondo.

  • Profilo di Luca M

    Luca M

    30 ott 2007 - 15:20 - #2
    3 punti
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    Come non darti ragione?!

    La situazione non è molto rosea.
    Speriamo che prima o poi le amministrazioni se ne accorgano, in fondo anche loro (e soprattutto i loro figli) vivono nelle stesse città che tutti noi critichiamo.

    Saluti

  • Profilo di spidernik84

    spidernik84

    31 ott 2007 - 01:08 - #3
    1 punto
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    In Franciacorta non ce la passiamo meglio: dove abito io spuntano case come funghi. Giusto un mese fa hanno aperto 3 cantieri contemporaneamente. Le ville con parco e i campi lasciano il posto a complessi residenziali da 30 / 40 appartamenti cadauno.
    Uno schifo, ancora una volta.

  • GiancarloD

    31 ott 2007 - 10:51 - #4
    0 punti
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    “La situazione non è molto rosea.
    Speriamo che prima o poi le amministrazioni se ne accorgano, in fondo anche loro (e soprattutto i loro figli) vivono nelle stesse città che tutti noi critichiamo.”

    Quanta ingenuità: è ora di svegliarsi!

    Scrivo dalla Liguria capofila di questa poco onorevole classifica:
    non è vero che qui la situazione “non è molto rosea” ma è invece assolutamente disperata; si costruisce di tutto e di più su di un territorio di per sè già molto fragile e ristretto.

    “Seriamo che prima o poi le amministrazioni se ne accorgano”
    Accorgersi di cosa?
    Qui sono assolutamente conniventi in quanto non si parla di abusivismo ma di scandalose licenze concesse per connivenza a gruppi di palazzinari privi del minimo senso del pudore quando si tratta di far soldi per sè massacrando il territorio di tutti.

    Dei figli, sopratutto di quelli degli altri, non gliene potrebbe fregare di meno.

    Al peggio con i soldi fatti distruggendo il territorio i propri figli li mandano in Svizzera.

  • Profilo di Luca M

    Luca M

    01 nov 2007 - 10:46 - #5
    1 punto
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    @Giancarlo
    non so quanto sia dovuto a semplice ignoranza (in Italia rimangono indietro di almeno 5-6 anni, se non di più) o a “guadagni privati”.
    Ti assicuro che all’interno dei comuni o delle provincie di informazioni ne girano assai poche e, spesso, pure datate.

    Certo che la classe politica italiana non aiuta a costruire un processo evolutivo.

  • Le priorità italiane

    06 nov 2007 - 03:06 - #6
    0 punti
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    […] Un’ultima nota sulla risposta “l’Ambiente” formulata da Volontà popolare: per un pubblico environmentally conscious, ridurre il problema ambientale - italiano e non - alle sole emissioni di CO2 è molto riduttivo. In Italia, ad esempio è forte il problema della cementificazione (come sottolineato qui, qui e qui) e dell’inquinamento (un esempio è qui). Ciò nonostante, ho deciso di non ampliare la formulazione della risposta per non falsare l’esperimento. […]

  • agobit

    19 ott 2008 - 12:59 - #7
    0 punti
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    Reduce da un viaggio in Toscana ho constatato che anche lì il territorio è sempre più cementificato. Se fino agli anni 60-70 del novecento si era in parte salvato, ciò era dovuto alla sapiente scelta dal Granduca, alla fine del Settecento, su parere dell’Accademia dei Georgofili di non permettere l’industrializzazione estensiva, e di mantenere la funzione “rurale” del territorio. Oggi si tratta di fare veri e propri piani di salvaguardia, creare agenzie regionali con ampi poteri per la difesa del territorio, piani regolatori ecc. Ma il discorso deve estendersi anche allo studio di un progetto di salvaguardia del territorio sui tempi lunghi. A questo proposito l’impostazione dei cosidetti “verdi” è completamente da respingere. Costoro non hanno fatto nulla per ridurre l’antropizzazione eccessiva, vera origine del disastro ambientale. Non hanno mai ipotizzato una politica “demografica” dei territori, combattendo l’immigrazione clandestina e il fenomeno della sovrappopolazione. Al contrario hanno spesso ribadito la politica dell’accoglienza e si sono spesso uniti ai piagnistei sul supposto “invecchiamento” della popolazione e alla mancanza di forza lavoro. Se vogliamo salvare quel poco che resta di territorio verde in Italia dobbiamo quindi contrastare l’eccessiva antropizzazione con una politica di controllo delle nascite (e non con incentivi alle famiglie prolifiche!) e di contrasto alla immigrazione incontrollata.

  • Profilo di Luca M

    Luca M

    20 ott 2008 - 14:06 - #8
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    Concordo con la tesi sull’eccessivo sviluppo e sul controllo delle nascite (sia italiane che straniere però!). Boccio clamorosamente il benchè minimo pensiero xenofobo. Quello che è stato evidenziato (il degrado) non riguarda l’immigrazione ma un sistema insostenibile che deve essere smontato dalle base. Non bisogna confondere gli effetti prodotti con le vere cause che non dipendono di certo dall’immigrazione.

    Più in generale, da quello che posso vedere e sentire in giro, l’accettazione di una persona è tanto più gradita quanto è sostanzioso il conto in banca. Cominciamo a distruggere questo modo di pensare prima di tutto.

    Saluti

  • agobit

    05 gen 2009 - 13:59 - #9
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    La xenofobia non c’entra per nulla. Si tratta di rispetto per le leggi: ho parlato di immigrazione clandestina, cioè illegale. Non ho nulla contro i flussi controllati e regolati dalle leggi. Però non bisogna girare intorno ai problemi, il primo e più importante è la riduzione della natalità tra cittadini italiani e immigrati. Incentivare le famiglie con un solo figlio, favorire la contraccezione. Poi ci sono anche le questioni politico-economiche come la necessità di una minore propensione ai consumi, più attenzione al risparmio, maggiori investimenti in agricoltura. Anche la città va rivista secondo un diverso concetto architettonico e un diverso rapporto con il territorio.

  • Profilo di Luca M

    Luca M

    05 gen 2009 - 14:15 - #10
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    Concordo. Però risulta nei fatti difficile, vuoi per una visione clericale che vieta nei fatti l’uso di anticoncezionali, vuoi per una visione economica che vieta ogni forma di riduzione dei consumi. Quello da te proposto è giusto e corretto. Serve la volontà politica per farlo…purtroppo manca, perchè la politica cerca solo voti e soldi. Da qui l’impossibilità di pianificare in tempi oltre i 5 anni, non c’è l’interesse per farlo.