Valentina Pisani e l'arte di riciclare: niente si distrugge, tutto si trasforma

arte riciclo
Per la serie vivere di ecologia, vi segnaliamo un'intervista di Pinkblog a Valentina Pisani, un'artista che la pinkie Missunderstanding ci presenta con parole bellissime:

[...] un talento che dona agli oggetti una seconda vita; un’artista che scova l’anima impolverata delle cose in disuso e la fa rivivere in creazioni originali; un’ecologista che riusa, ricicla e ricrea. Valentina è un architetto, ma dal 2000 si occupa di eco-arte: l’atto creativo si ispira ed utilizza l’oggetto-rifiuto delle discariche, ormai giunto alla fine della sua vita, e gli offre un’altra funzione, un futuro diverso, l’opportunità di ricominciare una nuova vita… Le sue opere nascono, quindi, come idea di trasformazioni, sono oggetti in trasformazione, o trasformati.

Insomma, questa artista parte dall'idea che dovrebbe avere ognuno di noi prima di gettare alcunché: gli oggetti "inutili", non sono rifiuti, ma materia che deve trovare una nuova collocazione, una seconda vita. Tutto ciò che è rifiuto è un male per l'ambiente, ma può tramutarsi in risorsa. Valentina Pisani cerca dunque negli oggetti buttati questo potenziale misconosciuto.
Un lavoro interessante, che per Valentina è la quotidianità: lo si capisce bene da quello che dice.

Dove nascono le tue opere?
Non ho un laboratorio e non amo stare al chiuso, ma la mia casa è rappresentativa della mia arte… La mia “fabbrica” o “cassonetto house” in Piazza Vittorio a Roma è il luogo che meglio esprime il concetto di riuso ecoartistico: lampade, mobili, pavimentazioni sono il risultato di questo progetto. Il mio mondo e il mio ambiente, la mia fabbrica densa di creatività è talmente particolare che alcuni registi hanno deciso di girarvi alcune scene dei loro film: Verdone lo ha scelto per “Ma che colpa abbiamo noi” e Veronesi per “Manuale d’amore”.

L'intervista completa a Valentina Pisani si trova qui.

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