Sei pessimista sull'umanità?

Si può essere ecologisti e allo stesso tempo pensar bene dell'homo sapiens sapiens? Credo che l'ecologista o comunque chi in generale si preoccupa della salute del nostro piccolo pianeta, sia una persona molto particolare. Mi ci hanno fatto pensare i commenti al post "Marchiarsi a fuoco in UK".

Quel post infatti ha scaturito una discussione interessante e a mio avviso molto bella (che vi invito a leggere se avete tempo da perdere), dove emerge una visione pessimista sulla razza umana. Credo si tratti di un fenomeno fisiologico: noi abbraccialberi vediamo l'altra faccia della medaglia delle azioni umane e cioè la tendenza dell'uomo a distruggere il pianeta su cui vive. Questa considerazione ha portato alcuni commentatori del post a concludere che l'uomo andrebbe frenato e salvato da sé stesso, che è un pericolo e che la razza umana è molto peggiore degli altri animali perché capace di cattiveria e di mettere a rischio l'ecosistema.

Personalmente, ho una visione molto più positiva dell'uomo, credo che il libero arbitrio di cui l'uomo è dotato non possa essere un qualcosa che esiste solo "a fin di male" e che l'ecosistema vada salvaguardato, ma che per salvaguardarlo non si possa dire che sarebbe meglio se l'uomo non esistesse. Penso che l'uomo debba scegliere di rispettare la natura, ma che non si possa smettere di credere che il libero arbitrio dell'uomo porti con sé anche un qualcosa di meraviglioso che - ricordiamocelo - è frutto della natura stessa.

Mi pare però di essere in minoranza fra gli ecologisti e quindi pongo a tutti questo ecodilemma, per vedere se questa mia sensazione è corretta.

» Gli altri post della serie EcoDilemma.

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