Dopo aver già parlato del problema, presentandovi la campagna dell’associazione Fundação SOS Mata Atlântica, oggi vi mostriamo questo simpatico manifesto del WWF dove, allegato allo “slogan shock” informativo
Ogni minuto in tutto il mondo scompaiono 15km quadrati di foreste.
troviamo un’immagine decisamente curiosa…..
Avevamo già segnalato questa campagna sulle pagine di questo blog, qualche mese fa, come notizia. Ve la riproponiamo adesso, contestualizzandola (ed in alta risoluzione) nella neonata rubrica sulla comunicazione pubblicitaria ambientale.
Allo stato attuale gli scienziati ci dicono che non si possono più trovare al mondo ecosistemi incontaminati. Tra quelli irreversibilmente compromessi, le foreste e le giungle sono sempre state maggiormente esposte (come si sottolineò in più di un commento al precedente post) a devastazioni scellerate per fini di speculazione edilizia e agricola.
In particolare sul banco degli imputati per tali nefandezze, finiscono i governi di stati come Brasile e Indonesia (paese col triste primato del più alto tasso di deforestazione al mondo), colpevoli di incentivare e favorire politiche per la riconversione di territori boschivi in piantagioni utili alla produzione di materie prime per i “famosi” bio carburanti.
La campagna, commissionata dal WWF dall’agenzia pubblicitaria danese Uncle Gray per portare l’attenzione sul problema della deforestazione incontrollata, veicola il messaggio (decisamente inquietante) tramite uno spunto ironico.
Non si tratta infatti della “solita” campagna di denuncia shock. Siamo difatti di fronte ad un bell’esempio di come la comunicazione sociale stia pian piano integrando (anche per contaminazione dei settori commerciali) la vecchia filosofia dello “shock a tutti i costi” con i più raffinati e efficaci stilemi ironici: una risata, per quanto l’argomento sia dissacrante, permette di raggiungere una maggiore efficacia comunicativa rispetto al puro e semplice shock (provare per credere).
PS:Per fortuna non hanno voluto aggiungere un bel falò nel punto di atterraggio dello sfortunato uomo della giungla.
clicca sull’immagine per vederla ingrandita…
per un maggior approfondimento sulla comunicazione della campagna visitate il post parallelo su designer blog
gli altri post della rubrica ecopubblicità
abba
02 nov 2007 - 09:10 - #1http://www.ecoblog.it/post/3560/15-km-quadrati-di-foresta-al-minuto
già postato!
alemari1986
04 nov 2007 - 16:50 - #2E’ vero, in certi paesi non ci sono severe norme sulla regolamentazione del taglio degli alberi e sul rimboschimento. Quasi sempre si tratta di paesi molto più “squilibrati”, diciamo, dei paesi europei o di quelli nord-americani. Paesi in via di sviluppo e in cui l’ amministrazione centrale è più debole che da noi. Speriamo che il raggiungimento di un maggiore benessere spinga questi paesi a rimediare ai danni che hanno provocato all’ ambiente, come è avvenuto da noi. Quello che però mi rende sempre un pò scettico su queste notizie, è che il WWF e simili associazioni esagerano alle volte i dati a loro disposizione e non parlano mai di notizie buone in materia di deforestazione. Citerò degli esempi. Lester Brown, fondatore del WorldWatch Institute, ha detto che in “76 nazioni tropicali (…) 11 milioni di ettari di foreste vengono abbattute ogni anno”. Egli però omette di riferire che l’ estensione delle foreste in queste zone varia da due a tre miliardi di ettari, a seconda di come vengano definite le foreste, se “aperte” o “chiuse”. Il suo dato, se corrisponde al vero, è vicino quindi allo 0,6% del totale. Ciò significa che il 99,4% delle altre foreste tropicali sono integre. Certo, non è che con questo il problema è risolto e arrivederci, ma ora abbiamo la giusta dimensione del fenomeno, che non è ancora eccessivamente preoccupante. Oppure, è noto che da qualche anno corrono incontrollate e terribili storie sulla deforestazione in Brasile. Potrebbe essere vero, per esempio, quanto affermato dal WWF, secondo cui nel 1989 è stata tagliata in Brasile una superficie di foresta pari a quella della Svizzera. Ma la Svizzera entra nella foresta Brasiliana ben 138 volte, il che significa, se è vero, che nel 1989 il Brasile ha tagliato meno dell’ 1% delle sue foreste. Si tratta, tra l’ altro, di una quantità che è inferiore alla crescita annua delle foreste brasiliane, secondo statistiche. Tutto ciò, ripeto, non può e non deve far pensare che la deforestazione non sia un problema, ma vorrei sapere perché alcune cose vengono strombazzate ai quattro venti e alcune cose taciute del tutto.