
L’aquilone e’ grande come un campo da tennis e riesce a contribuire alla trazione di un portacontainer di 130 metri, facendo risparmiare il 20% del carburante, ovvero 1.500 euro al giorno.
A costruire il mercantile e’ stata la società tedesca Beluga Shipping di Brema, che propone aquiloni adatti anche a superyacht e pescherecci. Le dimensioni dell’aquilone variano tra i 160 e i 5.000m² e la beluga Shipping sostiene che praticamente qualsiasi nave potrebbe essere equipaggiata con uno di queste enormi vele trainanti. Considerando che il 90% del commercio internazionale avviene via nave, se questi supporti venissero adottati se ne potrebbe avere un gran beneficio.
Avevamo parlato di SkySail alla presentazione del prototipo, che partirà in questi giorni dalla Germania, alla volta della California, per il viaggio inaugurale.
Il tutto si guida come un parapendio, con un sistema automatizzato che controlla le funi e le adegua alla forza del vento. Il pilota ha una leva con cui ordina alla vela di muoversi a destra o a sinistra. Il lancio e il recupero sono anch’essi automatizzati, con un palo telescopico che funge da supporto e l’operazione dura tra i 10 e i 20 minuti. Ovviamente, non e’ possibile andare direttamente controvento, a meno di zigzagare di bolina (cosa che un mercantile evita, visto che ha i motori diesel).
Lo studio della propulsione eolica skysails e’ stato finanziato dalla Comunità Europea attraverso il programma Life.
Via | Yacht&Sail
» Pronto a salpare il primo eco-mercantile a vela su Newton
Aleo
02 nov 2007 - 19:50 - #1Col petrolio a quasi 100 $ magari si inizia ad usare un po’ il cervello…
da88
02 nov 2007 - 21:06 - #2Aleo…non c’è bisogno del cervello basta il vento!!
A parte lo scherzo; ricordo che quando ero piccolo, sfogliando l’enciclopedia che c’era in casa, tra i futuri mezzi di trasporto ecologici c’erano dei moderni velieri mercantili; che questo dell’articolo sia il primo passo verso un ritorno della navigazione a vela?
monnezza differenziata
02 nov 2007 - 22:38 - #3La nave nella foto però non è un portacontainer nè è lunga 130m, ad occhio non sarà più lunga di 65-70m..
Mah… mi sembrano un pò ottimisti, questi della skysails, cmq, un altro problema è quello dell’inquinamento acustico, si potrebbe ricorrere alla tecnologia militare, ossia rinchiudere i diesel navali e i diesel per i servizi ausiliari in box insonorizzati, e usare nafta a basso o nullo contenuto di zolfo.
stever
03 nov 2007 - 09:28 - #4Sarò ignorante ma perchè mettere un aquilone (neppure molto grande) per risparmaire carburante ? non era meglio dotare la nave di normalissime vele di cui oggigiorno si sa tutto (come si usano, rendimenti, materiali…) compreso come andare controvento.. centinaia di anni fa addirittura erano l’unico “motore” di enormi galeoni zeppi di tonnellate di merce …adesso abbiamo anche il motore come ausilio: mi sembra il massimo ! altro che 20% ottimistico !
BMW
03 nov 2007 - 15:07 - #5Classico esempio di idiozia ecologista!!! se si vuole sfuttare il vento per ridurre i consumi xke nn mettere un albero con una vela? Per me chi ha proposto questo progetto ha qualche problema!!!
senza nome
05 nov 2007 - 09:37 - #6Si basa su un dato di fatto abbastanza noto (a parte ad un paio di soggetti qua sopra…); c’e’ piu’ vento, con maggiore forza e costanza ad un altezza maggiore che non al livello del mare.
L’ottimo e’ avere la vela (attaccata all’albero o a volo libero come aquiloni e simili) ad una altezza tra i 200 ed i 300 metri; ovviamente non e’ il caso in esame, ma comunque poter avere la vela ad una altezza maggiore di quella data dall’albero e’ un passo avanti.
Rispetto ad una vela ad albero, si puo’ ottenere una trazione equivalente con una metratura minore che si trovi ad una altezza maggiore.
senza nome
05 nov 2007 - 09:39 - #7Inoltre non scordiamoci del fatto che per molte navi aggiungere un acquilone davanti significa solo rinforzare il punto di trazione in testa alla nave mentre se si volesse mettere gli alberi, sarebbe necessario ripensare a buona parte della struttura.
stever
05 nov 2007 - 10:30 - #8si ma nell’articolo e nella foto non si parla di un’altezza di qualche centinaio di metri ! quindi…
senza nome
05 nov 2007 - 19:58 - #9stever WROTE:
> si ma nell’articolo e nella foto non
> si parla di un’altezza di qualche centinaio
> di metri ! quindi…
quindi:
1) prima dei prodotti industriali si fanno prototipi
ma soprattutto
2) guarda sul sito del produttore… vedi un po’ a che distanza si trova la vela
Roberto58
08 mar 2008 - 20:00 - #10Una vela non è la stessa cosa di un aquilone, a parte l’altezza a cui vola rispetto a una vela ci sono anche altri fattori che non avete preso in considerazione. L’aquilone sviluppa la sua forza per via del vento apparente che crea muovendosi in cielo ad una velocità superiore a quella del vento reale. Un aquilone di 160 mq che si muova ad una velocità di 60 kmh quindi sviluppa una trazione pari o superiore ad una velatura di oltre 2000 mq, e risolve il problema strutturale che occorre per montare una velatura del genere su un cargo, abbassandone di conseguenza i costi relativi. L’idea è interessante se non fosse che è nata nel lontano 1826 e da allora non ha mai trovato sviluppi se non a mezzo stampa come curiosità e mai applicata. Trovo peculiare una cosa, che ci debba essere un operatore che la guidi per tutto il tempo a destra e sinistra (mantenedola in movimento) senza distrazioni di sorta. Basterebbe una distrazione da poco o un salto di vento improvviso perchè la vela cada in mare e si perda tutto il vantaggio acquisito. Forse ricorrere a un mezzo totalmente automatizzato darebbe piu risultati. Anche se piu costoso sarebbe piu affidabile adottare una o piu vele di concezione moderna. Il progetto cosi com’è non lo trovo fruibile.