
Come si fa a produrre energia in luoghi molto poveri e isolati dalla rete elettrica? E’ come l’uovo di Colombo: è semplice, ma ci vuole un’idea geniale.
Come quella di Shawn Frayne, 28 anni, che è stato folgorato dalle immagini dei ponti oscillanti sin da quando frequentava le scuole medie. Avete presente quei lunghi ponti americani che, prima di crollare, oscillano paurosamente come degli elastici? Ecco, quelle immagini lì.
E fu così che il giovane Shawn, ipnotizzato dalle vibrazioni aeroelastiche (aeroelastic flutter) un giorno si disse: perché non usare quelle vibrazioni per produrre energia elettrica? La lampadina gli si accese visitando un villaggio di pescatori haitiano, nell’isola di Petit Anse. Là la rete elettrica non arrivava e per scuole e case si usavano generatori a diesel o kerosene. “Non è possibile” pensò Shawn, e fu così che inventò un eolico senza turbina e a bassissimo costo. Una tecnologia eolica che costa 10 volte meno dell’eolico tradizionale e che è da 10 a 30 volte più efficiente delle migliori microturbine.
Il problema del mini eolico attuale infatti è che non si può restringere la turbina all’infinito: sotto i 50 watt l’attrito causato dai vari componenti delle turbine è eccessivo. Ci sono però molte situazioni, frequenti nei paesi in via di sviluppo, dove il mini eolico farebbe davvero comodo. Come in quelle case con una lampadina e una radio di Petit Anse.
L’idea di Shawn allora è questa: prendere un tessuto e metterlo in tensione come fosse una corda di violino. Il tessuto, esposto al vento, oscillerà come quei ponti di cui si diceva prima. Si otterrà una vibrazione ad alta frequenza da trasformare in elettricità. Come? E’ qui la genialata. Ad ognuno dei due estremi del tessuto vengono posizionati due piccoli magneti rotondi, attratti l’uno dall’altro e separati solo dal tessuto stesso. Le due calamite oscillano all’interno di due bobine di rame e si ottiene così energia elettrica.
Ora Shawn ha perfezionato la sua invenzione, che adesso ha questo aspetto ed è deciso a diffonderla là dove serve. Shawn ha fondato un’impresa, la Humdinger, che sta valutando l’applicazione della sua idea anche su larga scala (con una cinghia enorme). Essendo il processo molto efficiente, non si esclude infatti che l’invenzione possa essere usata per produrre grandi quantitativi di energia.
Ma l’uso che per il momento sembra più promettente riguarda il risparmio energetico nei grandi edifici. Nelle condutture dell’aria di edifici di nuova concezione possono infatti essere inseriti centinaia di piccoli sensori senza fili che rilevano dati come la temperatura e l’umidità e li spediscono al sistema di regolazione termica per ottimizzare i consumi. Il problema è che tutti questi sensori oggi usano batterie. Domani potrebbero sfruttare l’aria delle condutture per auto-alimentarsi.
Lo dicevo io tempo fa che “le grandi idee sono sempre semplici, perché la semplicità è una grande idea”. E infatti costruire un piccolo Windbelt, che tiene accesi 2 LED ed una radio, costa da $1 a $5.
» Il video dove Shawn Frayme spiega la sua idea su Popular Mechanics
» Windbelt Micro-wind, 10 Times Cheaper Wind Energy!! su jetsongreen (ci trovate anche il video dove Shawn spiega l’applicazione di Windbelt per il risparmio energetico negli edifici)
» Microwind Generator: 30X More Efficient and Cheaper! su ecogeek
rutto
03 nov 2007 - 01:00 - #1ottima invenzione, peccato che e’ stata fatta nel paese demone, che superinquina e non pensa all’ecologia…. quindi per favore non postate queste notizie che potrebbero entrare in collisione con l’immagine del grande male che hanno, prtando a seri problemi di identita’….
p.s.ironico [nel caso qualcuno non l’avesse capito…]
Bio7
03 nov 2007 - 09:02 - #2rutto prima del paese demone ce ne sono due usa e euro
Proust...
03 nov 2007 - 11:29 - #3bello, sfrutta la frequenza di risonanza del nastro per creare movimento.
il problema è che la frequenza di risonanza è una condizione particolare, dal punto di vista fluidodinamico il vento crea dei “microvortici” a valle del nastro che si distaccano ad intervalli di tempo precisi, dipendenti dalla velocità del vento. Questi microvortici staccandosi sottopongono il nastro ad una forza pulsante che, se ha la giusta frequenza, può mandare in risonanza il nastro, ma è una situazione molto particolare.
nel video si vede che funziona col ventilatore, ma se dovesse funzionare col vento normale quindi molto più lento, non credo che vedremmo il nastro oscillare.
il microeolico a turbina per quanto abbia costi elevati, garantisce produzione di energia con venti che variano dalla “bavetta” all’uragano, questo ha un range sicuramente più limitato, al limite puntuale.
è vero però che la frequenza di risonanza di un oggetto semplice come un nastro teso si può variare cambiando la tensione del nastro stesso…spero che funzioni perchè sarebbe davvero un’ottima cosa!
Matteo Razzanelli
03 nov 2007 - 12:40 - #4@Proust
l’invenzione ha ricevuto il premio 2007 Brakthrough Award di Popular Mechanics e finanziamenti privati sufficienti a fondare un’impresa. In più l’invenzione funziona con venti a velocità molto bassa. Con un vento a 10 miglia orarie l’efficienza è superiore di 30 volte all’efficienza di una turbina… quindi credo proprio che la tensione del nastro sia giusta per funzionare anche con venti debolissimi.
pentolaccia
03 nov 2007 - 13:13 - #5presto è in arrivo (trovate una segnalazione sul sito dell’invenzione) un kit per autoprodursi il proprio generatore
http://www.humdingerwind.com/kits.html
Matteo Razzanelli
03 nov 2007 - 13:25 - #6@pentolaccia: si ho visto, che bello!
Proust...
03 nov 2007 - 13:26 - #7si si Matteo non metto in dubbio che funzioni con venti debolissimi, il Takoma Bridge è venuto giù con 10 m/s di vento.
ogni struttura, dal ponte romano alla casa ipertecnologica, dalla diga al castello di sabbia, ha una frequenza di risonanza che è idealmente “puntuale”, prima e dopo le oscillazioni sono minori, più ci si allontana dalla condizione ideale meno oscilla. salendo con la frequenza della forzante si arriva anche all’assenza di oscillazioni.
Paradossalmente, il Takoma bridge non sarebbe venuto giù con venti da uragano.
Se sono riusciti ad allargare il range di vento nel quale persistono le vibrazioni, tanto di cappello!
solo non è una cosa così facile come sembra a prima vista, il “ventolone” di una normale turbina è concettualmente molto più semplice :-)
Windbelt: mini eolico a basso prezzo « Wolf
03 nov 2007 - 14:44 - #8[…] » Il video dove Shawn Frayme spiega la sua idea su Popular Mechanics » Windbelt Micro-wind, 10 Times Cheaper Wind Energy!! su jetsongreen (ci trovate anche il video dove Shawn spiega l’applicazione di Windbelt per il risparmio energetico negli edifici) Fonte:http://www.ecoblog.it/ […]
Matteo Razzanelli
03 nov 2007 - 17:24 - #9@ Proust, beh il ventolone sarà pure molto più semplice, ma, come dice Shawn, genera anche molto più attrito.
rutto
03 nov 2007 - 22:19 - #10Bio7
infatti mi riferivo al primo che hai menzionato…hai visto dove e’ stato inventato?
Catrame
05 nov 2007 - 08:35 - #11Lodevole.
mini eolico
17 gen 2008 - 12:12 - #12Vi segnalo questo link: mini eolico
vpsolar
30 gen 2008 - 14:46 - #13www.vpsolar.com
simonemuscas
15 feb 2008 - 10:37 - #14Chi ha detto che gli Stati Uniti sono un paese demone da un punto di vista ambientale ha senza dubbio ragione, però non dimentichiamo che gli Americani sono quelli che investono di più in ricerca ed innovazione…ben vengano le innovazioni siano esse da paesi demoni o meno, l’importante siano utili alla risoluzione dei problemi mondiali..