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Scioglimento dei ghiacci artici: un'animazione confronta il 2007 con i dati storici

Pubblicato: lunedì 05 novembre 2007 da Matteo Razzanelli

Questa animazione - basata su osservazioni compiute dai satelliti della NASA - propone un paragone della superficie minima dei ghiacci artici misurata nel 2005 con quella osservata nel 2007. Queste superfici vengono poi confrontate a loro volta con la superficie minima media registrata fra il 1979 ed il 2007 (l’area in verde mostrata alla fine dell’animazione).

Via | DeSmogBlog

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3 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di alemari1986

    alemari1986

    05 nov 2007 - 15:31 - #1
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    Sì, il filmato è molto istruttivo e molto interessante, ma non spiega PERCHE’ il volume dei ghiacci artici varia così consistentemente. Nel ‘79 c’ erano più ghiacci di quanti ce ne sono di solito, e da allora sono via via diminuiti fino ad oggi, in cui ce ne sono di meno del solito; però non so dire se questo cambiamento sia lento o rapido. Quando gli scienziati capiranno PERCHE’ è così, ossia qual’ è la causa, o le cause, di questi fenomeni, allora ci sarà davvero una svolta in questi studi. In fondo cambiamenti simili sono sempre avvenuti: nel corso della sua lunga storia, la terra ha perso per ben 4 volte le calotte polari, niente ghiaccio al polo nord e niente al polo sud, e per ben 4 volte le ha rifatte, ben prima che comparisse l’ uomo. Addirittura ci fu un tempo in cui città come Praga o Vancouver facevano parte dei poli.

  • Profilo di tamags1000

    tamags1000

    06 nov 2007 - 12:44 - #2
    1 punto
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    Sì, però avveniva in centinaia se non migliaia di anni (così come il processo inverso). Qui si parla di 30 anni!! e negli ultimi 2 anni la cosa è drasticamente peggiorata.
    Quanto al perchè, non è che ci vogliano decine di scienziati:
    se metti un pezzo di ghiaccio in un’acqua salata che sta sotto una certa temperatura, questo si mantiene. Se la temperatura dell’acqua aumenta, anche solo di pochissimo, questo si scioglie. A volte basta talmente poco per modificare radicalmente una condizione fisica…
    Un po’ come avviene per un carico di rottura su un vetro posto in orizzontale. Fino a qualche secondo prima teneva su,per ipotesi, 10kg. poi arrivi con 1 grammo in più eee…PATACRACK!!…il vetro va in frantumi. Ecco, esiste (secondo me) un equilibrio simile ai poli. Basta un piccolissimo cambiamento eee… SQUAGL !!!!..
    il problema è che il vetro lo possiamo cambiare, invece qua la vedo dura rimediare..

    saluti

  • Profilo di alemari1986

    alemari1986

    06 nov 2007 - 14:28 - #3
    0 punti
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    E’ prorpio questo il punto: non sappiamo se dobbiamo rimediare a qualcosa! Certo, gli episodi “estremi” che citavo sono avvenuti parecchio tempo fa, milioni di anni fa. Però tali cambiamenti non sono avvenuti di botto; sicuramente i poli hanno conosciuto delle fasi intermedie in cui, non so quanto rapidamente, il volume dei ghiacci si riduceva o aumentava. E queste fasi intermedie avrebbero potuto essere molto simili a quanto vediamo oggi. La domanda è “si tratta di un fenomeno naturale o l’ uomo influisce”? Non possiamo escludere che si tratti del normale ciclo naturale, proprio perché è già successo in passato che i ghiacci si riducessero o aumentassero da soli. Ma non possiamo neanche escludere il contrario. Poi, “se l’ uomo influisce, quanto”?. Non possiamo tirare conclusioni finché non conosceremo con una approssimazione molto buona il reale impatto che avrebbero i nostri interventi. Il fatto è che è vero che si parla di 30 anni, ma è anche vero che in questi 30 anni il volume dei ghiacci è inizialmente partito da un valore superiore al normale, poi è cominciato a scendere. Però che cosa è successo prima? Mi spiego; se il fenomeno in questione avesse sempre presentato variazioni molto piccole, allora di fronte a cambiamenti più consistenti, come quelli che abbiamo visto, sarebbe difficile escludere l’ intervento di fattori esterni al normale ciclo naturale. Se il polo nord fosse sempre stato coperto da ghiacci in percentuali molto elevate, fin da quando esiste, allora sì che la causa di questa riduzione di volume sarebbe più probabile da ricercare in qualcosa che ha “cambiato le carte in tavola”. Se invece il fenomeno presenta una certa periodicità, ossia subisce variazioni di diversa consistenza ogni diversi tot di tempo, allora è più ragionevole pensare che l’ aumento del volume dei ghiacci e poi la sua successiva riduzione sia il semplice manifestarsi di questa periodicità. La storia sui poli insegna proprio questo. Non solo che, dal momento che il clima globale cambia sempre, i poli hanno sempre subito processi di cambiamento a loro volta, ma che tali cambiamenti sono stati anche, talvolta, estremamente radicali. Tra l’ altro, il fatto che si siano verificati quest’ ultimi, aumenta di molto la probabilità che si siano verificati i primi, ossia quelli “meno consistenti”, diciamo, del tipo di quelli odierni.

    Sono d’ accordo che “a volte basta talmente poco per modificare radicalmente una condizione fisica”, ma “modificare”, seppur radicalmente, non significa per forza “peggiorare”. Ce lo conferma la natura stessa, che spessissimo nel corso della sua storia ha modificato se stessa molto “radicalmente”.

    Secondo me su questa faccenda ci sono molte più domande che risposte.

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