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Secondo Legambiente il nucleare non conviene

Pubblicato: 06 nov 2007 da viviana

Commenti dei lettori

Secondo Legambiente il nucleare non conviene Legambiente oggi, a due giorni dal ventesimo anniversario del referendum sul nucleare, ha presentato un dossier di riassunto sull’energia atomica nel mondo oggi. E ha lanciato il messaggio che il nucleare non conviene.
Al di là dei rischi che tutti conosciamo legati al fatto che, comunque sia, si parla di materiali radioattivi pericolosi e attivi per lunghissimo tempo, pare proprio che economicamente puntare sul nucleare non sia poi così un grande investimento.

Al momento attuale nel mondo ci sono 439 centrali in attività per una potenza totale di oltre 370mila MW. Al primo posto gli USA con 104 impianti, seguiti dalla Francia che con i suoi 59 produce il 78% del fabbisogno energetico nazionale (e anche un po’ di quello italiano). Ma il nucleare, dicono e assicurano ambientalisti e non, è in declino.

Oltre l’Italia con il referendum del 1987, anche Germania e Spagna stanno disinvestendo. Nell’Unione Europea solo la Finlandia ha in cantiere un nuovo reattore, degli altri paesi nessuno. Questo perchè costano, costa costruirle e rispondere a tutti i requisiti di sicurezza, costa la materia prima, costa produrre l’energia, costa proteggere gli impianti da eventuali attacchi terroristici, costa stocare le scorie e costa smantellarle. Se da noi dicono che non è così è perchè ci sono sussidi o perchè lo Stato si fa carico delle spese di dismissione degli impianti, negli Stati Uniti dove l’investimento è totalmente privato non ne costruiscono di nuove dal 1970.

Non dimentichiamoci poi che l’Uranio è una risorsa limitata e scarsa quanto il, se non più del, petrolio. Quindi si tratta di investire un sacco di soldi per non risolvere il problema e rimandarlo.
Si certo, il nucleare ci “risolverebbe” in parte il problema delle emissioni di CO2, e si dice che il nucleare ad oggi sia molto sicuro. Non si può negare che questo non sia vero, ma non si può nemmeno negare che ad oggi nessun paese al mondo abbia risolto in modo definitivo e sicuro per le generazioni a venire il problema delle scorie prodotte negli impianti (ad oggi sono 250 mila le tonnellate di rifiuti radioattivi in attesa da qualche parte di stocaggio definitivo). Come a dire, risolviamo un problema creandocene un altro.

Vi rimando al sito di Legambiente per guardare il dossier e leggere degli incidenti nucleari più gravi della storia.

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31 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di da88

    da88

    06 nov 2007 - 14:19 - #1
    2 punti
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    Anche una centrale a carbone è costosa da costruire, mantenere, smantellare e bonificare, in più per tutto il ciclo vitale inquina pesantemente e lascia grandi quantità di ceneri tossiche.
    Inoltre il deposito per le scorie radioattive deve essere costruito che ci siano le centrali o meno, perchè i rifiuti li produciamo comunque!!!

  • Commento #2 (-4 punti) - 06 nov 2007 - 14:19 - Apri commento
  • Larry (bannato)

    06 nov 2007 - 14:24 - #2 (nascondi)
    -4 punti
    Up Down

    toh, mi pareva che gli Inglesi stessero costruendo 4 nuove centrali nucleari… ci sono mondi e realtà parallele evidentemente!

  • Profilo di tamags1000

    tamags1000

    06 nov 2007 - 14:56 - #3
    0 punti
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    Non sono così sicuro che le centrali nucleari possano essere così poco convenienti, altrimenti i vari paesi che le hanno per quale motivo le tengono “accese”?
    In Italia, dopo il referendum del ‘87 causato dall’isteria collettiva per un incidente avvenuto in una centrale russa che dichiarare pessima a livello di sicurezza è più che ottimistico, si è abbandonata l’idea del nucleare. Ma dovremmo pensarci veramente.
    Io, lo ammetto, sono molto spaventato dal nucleare, se dovesse succedere un incidente grave come quello di Chernobyl sarebbero cacchi amari. Ma il fatto è proprio questo: le centrali degli altri paese europei sono qui a 2 passi!! se anche succedesse qualcosa a loro, noi ne verremmo investiti quasi certamente. A questo punto quasi quasi conviene farsi la centrale in Italia, abbiamo quasi lo stesso rischio di esposizione a radiazioni per incidente, ma se non altro non compriamo energia dall’estero e, soprattutto, magari riusciamo ad usare un po’ meno petrolio.

    Nel lungo termine, comunque, io auspico un mondo in cui OGNI TETTO di OGNI CASA abbia un pannello da 2,5 Kw ogni 4 persone, comprese le industrie (con quei bei capannoni con tanta superficie…), va la che i problemi energetici si risolvono!

    saluti

  • Profilo di Figura Quattro

    Figura Quattro

    06 nov 2007 - 15:21 - #4
    -3 punti
    Up Down

    Quoto tamaqs1000, c’e’ da contare poi che anche se l’uranio (una delle materie prime usate nelle centrali nucleari) è si una quantità “finita” (ovviamente) ma la resa è ENORMEMENTE superiore a qualsiasi altro combustibile. Basterebbe per produrr energina per (letterelemente) migliaia di anni. Che faremo poi, beh ci penseranno i figli dei nosrti figli dei nostri filgi… ecc ecc…

  • Profilo di Zak

    Zak

    06 nov 2007 - 15:51 - #5
    4 punti
    Up Down

    Che il nucleare abbia tanti problemi, che non si abbia ben chiaro il quadro completo delle conseguenze, che… ecc… ecc… sono tutte cose vere.
    Ma che non sia economicamente conveniente mi sembra una corbelleria. Se poi aggiungiamo considerazioni strategiche oltre a quelle economiche poi il discorso non sta in piedi.

    Diciamo invece una cosa: il prezzo del petrolio e’ modulato tanto da non rendere conveniente la costruzione e lo sfruttamento di altri tipi di energia. In questi tipi rientra il nucleare, ma vi rientrano anche il solare, l’eolico e le biomasse.

    Quella di Legambiente mi semba un’affermazione che viste le premesse pretestuose e parziali su cui e’ fatta possa indebolire una posizione legittima (il fatto che io non la condivida non le toglie legittimita’).

  • Profilo di _viviana_

    _viviana_

    06 nov 2007 - 15:54 - #6
    1 punto
    Up Down

    @figura quattro

    leggo sul rapporto di Legambiente che “l’uranio fissile altamente radioattivo che, al ritmo di consumo attuale, è disponibile solo per qualche decennio”

    e nell’allegato, un articolo dal Financial Times del 2005, si spiega meglio:
    “L’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica lo scorso anno disse che “la questione chiave è quanto a lungo possono durare le risorse nucleari” e che le risorse convenzionali di uranio conosciute sono sufficienti per durare solo 85 anni ai tassi del 2002 per i tipi di reattori più comuni, e poco più a lungo per gli altri tipi.”

    Se qualcuno volesse leggersi il rapporto me lo dica che glielo mando (non è ancora on line mi pare ma lo sarà)

  • Profilo di ciquta

    ciquta

    06 nov 2007 - 16:56 - #7
    6 punti
    Up Down

    @larry:

    Ti pare male, anzi malissimo.
    L’inghilterra non stà costruendo nessuna nuova centrale, nè ha deciso di costruirne, il parlamento l’ha ribadito anche quest’anno:
    http://www.guardian.co.uk/nuclear/article/0,,2013618,00.html

    Di più: negli ultimi 7 anni hanno chiuso 4 centrali, e altre 2 sono in fase di decommisionamento. il prossimo anno ne verrà spenta un’altra, poi un’altra ancora nel 2010.

    Come al solito, chi sproloquia di nucleare non ne sa un capzo…

  • Bali

    06 nov 2007 - 17:02 - #8
    0 punti
    Up Down

    La Romania sta costruendo una centrale con investitori italiani, e se ne parlerà anche nell’incontro con Bersani previsto in questi giorni…
    Intanto noi compriamo l’energia dalla Francia, e immagino a quel muro antiradiazioni che qualora dovesse succedere qualcosa ad una centrale francese non colpirebbe l’italia, siamo cosi distanti e cosi protetti…
    o sbaglio??

  • Profilo di ciquta

    ciquta

    06 nov 2007 - 17:06 - #9
    0 punti
    Up Down

    @figuratre:
    E’ la stessa aiea che parla di riserve di uranio limitate ad 30/40anni, non greenpeace.

    E senza considerare che oggi il nucleare copre il 6% del fabbisogno energetico mondiale, se dovesse aumentare si ridurrebbe ancor di più.
    Il tutto per una materia prima che è distribuita ancor peggio del petrolio.
    Non sarà un caso se l’uranio negli ultimi 6 anni è salito del 1900% (millenovecentopercento).

    Aspetta, so cosa stai per dirmi: stai per attaccare con la solfa del torio, delle autofertilizzanti e delle fate turchine…
    Ma le autoferitilizzanti sono un esperimento ad oggi FALLITO, non sono un realtà.
    Lo saranno, forse, un domani. Forse.
    Intanto ci sono 440 centrali che continuano a bruciare una quantità di uranio parecchio inferiore alla produzione.

  • Profilo di Fabio A.

    Fabio A.

    06 nov 2007 - 17:07 - #10
    1 punto
    Up Down

    Bali,

    infatti tale costruzione è fortemente criticata, anche perché la tecnologia usata è antica ed usata dalle peggiori centrali sovietiche.

  • Profilo di ciquta

    ciquta

    06 nov 2007 - 17:13 - #11
    2 punti
    Up Down

    @zak

    Secondo te il MIT dice corbellerie, o semmai sono più corbellerie quelle di cui sproloquiano a sproposito tipi come Casini? Il mercato liberalizzato che c’è in alcuni paesi dove il nucleare langue anche nonostante gli incentivi, anche quello mente?

    Bisogna prendere con un pò di senso critico le affermazioni del primo avventore.
    Ovvio che chi le centrali le ha già, ha convenienza a sfruttarle, non a chiuderle.

    Ma entrare oggi nel nucleare sarebbe un suicidio economico per l’italia (così come lo sarebbe non fare niente, beninteso…).

  • Profilo di spidernik84

    spidernik84

    06 nov 2007 - 17:14 - #12
    3 punti
    Up Down

    Onestamente, ce la vedete una centrale nucleare in Italia, gestita e mantenuta da noi italiani? Non per sparare sul tricolore, lungi da me, ma la prima immagine che mi viene in mente è quella di Homer Simpson addormentato sulla console di controllo con la ciambella in bocca. O si assumono dipendenti altamente specializzati, motivati e addestrati, o si rischia grosso. Non si tratta di treni senza manutenzione che al peggio non partono, ma di impianti altamente sensibili a qualsiasi anomalia, anche in presenza di controlli di sicurezza ad alta ridondanza.
    Altro problema: le ecomafie già si fregano le mani all’idea di prendersi “cura” dei rifiuti speciali.

    No, per me è infattibile, più per questioni puramente gestionali/amministrative che tecniche.

  • lamberto

    06 nov 2007 - 19:18 - #13
    1 punto
    Up Down

    Si tratta come al solito di dare fiducia a questa o quella previsione ma tali sono: previsioni.
    Qual’è la più attendibile? 30 o 40 anni di riserve di uranio o 85.
    Che differenza fa? Come già è stato detto: si sposta solo il problema più in là, non lo si risolve.
    Penso che nessuno abbia i “veri” dati e siamo di volta in volta sottoposti a pressioni mediatiche per evidenti interessi economici (vedi titolo recente della prima pagina di “Libero”). Personalmente ritengo che il nucleare sia una chimera e mi è bastato Chernobyl per decidere.
    Il nucleare per quanto mi riguarda e per quelle che sono le informazioni che ho cercato di reperire, non è una strada praticabile e sono pure preoccupato per la “selva” di centrali che circondano l’Italia.
    Per quanto riguarda l’economicità: si sono trascurate motivazioni diverse che spesso esulano dal puro costo, che muovono da motivazioni diverse e si ritrovano sotto le voci “guerra” “minaccia” “ricatto internazionale” etc….; nello scenario internazionale attuale, possedere la tecnologia nucleare non è una cosa secondaria.

  • Profilo di gabibbo

    gabibbo

    06 nov 2007 - 23:09 - #14
    -1 punto
    Up Down

    posso dire che mi stupirei se legambiente dicesse il contrario? è il loro business opporsi al nucleare, attendersi una posizione diversa sarebbe come attendersi parole buone sul cattolicesimo da parte di un testimone di Geova…

    comunque, suggerirei di leggere un po’ dei contributi al dibattito che vengono un’altra campana: l’associazione Galileo 2001, che riunisce un bel po’ di cattedratici favorevoli al nucleare.

    Mettono on line dei poderosi ma leggeri libri sul tema… per chi volesse…
    http://www.galileo2001.it/ (in fondo alla home trovate i libri)
    I COSTI DELLE SCELTE DISINFORMATE: IL PARADOSSO DEL NUCLEARE IN ITALIA
    http://www.galileo2001.it/materiali/pubblicazioni/galileo2001_paradossonucleare.php
    Galileo 2001
    a cura di Franco Battaglia e Angela Rosati

  • Profilo di Bricke

    Bricke

    07 nov 2007 - 00:13 - #15
    1 punto
    Up Down

    Se le attuali centrali le stanno mandando riciclando le testate missilistiche potete ben immaginare a che punto stiano le scorte di uranio.

    A dimenticavo, in Italia uranio ce né poco, quindi cmq dovremmo andarlo a comprare da qualcun altro, bel passo avanti.

    http://aspoitalia.blogspot.com/2007/11/aspo-italia-sullenergia-nucleare.html

  • Profilo di ciquta

    ciquta

    07 nov 2007 - 00:40 - #16
    4 punti
    Up Down

    Gabibbo, semmai è il contrario.
    E’ legambiente semmai a non avere interessi economici riguardanti il nucleare (anzi…), mentre l’istituto galileo e in particolarmodo il buffo prof Brodaglia sono nototriamente dei prezzolati a libro paga dei peggiori ceffi dell’informazionismo nostrano.

    Chiunque abbia un bricolo di spirito critico si accorge che si contraddice in continuazione.
    Ovunque si sia azzardato, su internet, a frequentare forum popolati non esclusivamente da una platea di lobotomizzati ha rimediato delle figure di mèrda inenarrabili.

    Del resto uno così come sarebbe mai potuto arrivare ad ottenere fama e denaro, se non vendendosi (cosa che peraltro ha già fatto in passato su altre questioni)? Di certo non con la sua mediocre professionalità… ;)

  • ivano

    07 nov 2007 - 02:33 - #17
    0 punti
    Up Down

    Non ho letto il rapporto di Legambiente, ma quello di Greenpeace sì… il nucleare è finanziato per sostenersi e le esternalità negative (lo smaltimento delle scorie ma a anche problemi di fuoriuscita di materiale nucleare incontrollato) sono a carico della collettività.
    Una cosa però è più importante e che emerge dal rapporto di Greenpeace, il nucleare potrebbe non servire se coniugassimo come strategia di politica-energetica l’efficienza ed il risparmio energetico con la diffusione delle energie rinnovabili in modo spinto. Credo che il nucleare, indipendentemente dai costi (che sono comunque elevati) e dall’energia che potrebbe produrre (non certo all’infinito e non tutta è popi convertita in elettricità), sia una scelta politica e sociale che noi, come cittadini europei, dovremmo prendere… ricordo come del fotovoltaico non sia capace di autopagarsi, ma con l’incentivo statale è ok, una scelta giusta e lungimirante, ma una scelta politica, non di costi da sostenere…

  • Profilo di Zak

    Zak

    07 nov 2007 - 10:14 - #18
    1 punto
    Up Down

    (@chiquita, ma non solo)
    Il punto e’ che parlare di energia in termini puramente economici e’ fuorviante. Il bisogno di energia e’ talmente radicale in una societa’ come la nostra che il problema e’ prima di tutto politico, non economico.
    Dal punto di vista strettamente economico nulla e’ economicamente vantaggioso tranne il petrolio, tant’e’ che tutte le produzioni di energia non fossile sono piu’ o meno incentivate, all’avvio.
    Non sto quindi dicendo che sia meglio il petrolio o il nucleare o chissa’ cosa. Ne faccio una questione di metodo. Un’affermazione del tipo “il nucleare non e’ conveniente” e’ al meglio parziale, e piu’ usabile contro l’eolico o il solare che contro il nucleare stesso.
    Le considerazioni economiche sono necessarie, da farsi, ma dovrebbero essere le ultime (ovvero alla fine del discorso devo valutare se i soldi ce li ho o meno), poiche’ il vero punto e’ strategico.

  • metz

    07 nov 2007 - 10:31 - #19
    0 punti
    Up Down

    E’ ridicolo, mi pare su questo blog qualche mese fa si diceva che c’erano tantissime centrali in costruzione nel mondo (47?), vuoi che fossero ovunque tranne dove ce n’è bisogno, europa e stati uniti??

  • Profilo di louie

    louie

    07 nov 2007 - 12:12 - #20
    1 punto
    Up Down

    tanto poi se costruisci un campo eolico legambiente ti rompe perchè deturpi il paesaggio!!!!! perchè non inventano una centrale che va a me.rda? l’italia ne è piena!!!

  • Profilo di gabibbo

    gabibbo

    07 nov 2007 - 12:32 - #21
    0 punti
    Up Down

    “…chiunque abbia un minimo di spirito critico…”rifletterà sul fatto che non c’è fonte di energia che non sia finanziata pesantemente dalla fiscalità generale per rendere i chilowatt prodotti accessibili.
    Lo sono le centrali a gas (spacciate per rinnovabili), lo sono i termovalorizzatori, lo sono l’eolico e il solare, lo è il nucleare.
    La differenza quindi non sta in questo, ma nella disponibilità da parte di una società a guardare i numeri e a decidere smettendola di cullarsi belle illusioni.
    SE decidiamo che dobbiamo abbandonare il fossile come fonte di elettricità (chi per motivi ecologi, chi, come me, per motivi geopolitici), dobbiamo trovare una fonte di energia che sia altrettanto elastica:
    - che consenta di aumentare e diminuire la produzione in ogni istante, seguendo la richiesta
    - che sia prevedibile nella disponibilità (chissà quanto sole/vento ci sarà oggi in Italia?)
    - che sia “scalabile” secondo le esigenze (serve più energia? aggiungi una centrale)

    Io sono A FAVORE di ogni misura di risparmio energetico.
    In primo luogo perché sono intrinsecamente un taccagno, in secondo luogo perché lo spreco, la distruzione di risorse, è una vergogna della nostra (in)civiltà.
    Ma per quanto si riuscisse a risparmiare ci sono due verità:
    La dematerializzazione delle attività umane comporta sempre di più il passaggio dagli uomini alle macchine, che consumano energia, quindi in prospettiva servirà sempre più energia per rispondere ai nuovi bisogni della nostra società.
    Per quanto si risparmi, prima o poi ci si deve fermare: lo stesso concetto di risparmio implica che ci sia un consumo, il motore a movimento autonomo perenne NON esiste, e se anche esistesse servirebbe energia per costruirlo…
    E quindi il risparmio non basta: servono fonti di energia.

    Io sono A FAVORE della ricopertura delle case italiane con pannelli fotovoltaici.
    Mica perché sono verde, ma perché è giusto produrre l’energia dove la si consuma.
    Questo metodo però ha dei limiti pesanti.
    L’irradiazione è sostanzialmente “statistica” e non direttamente prevedibile.
    L’efficienza di questi pannelli decresce rapidamente negli anni: una centrale (a gas, petrolio, nucleare) produce 100 all’inaugurazione e più o meno 100 il giorno della dismissione, il pannello solare no…

    Io sono A FAVORE dell’eolico, e spero presto che questi promettenti esperimenti di microgenerazione di cui abbiamo visto sul blog producano dei risultati.
    Ma per questa fonte valgono le stesse osservazioni fatte per il fotovoltaico.
    E in più c’è un pesante problema di compatibilità ecologica (questi sistemi fanno rumore) e architettonica (siamo in Italia, non nel deserto dell’Arizona…)

    E questo pone il punto: anche il giorno in cui avessimo ricoperto di pannelli fotovoltaici tutto il Paese, avremmo ancora bisogno di energia, possibilmente di origine NON fossile.
    E resta solo l’energia nucleare.
    Pratica, comoda e pulita e sicura.
    Certo, costruire una centrale nucleare costa un sacco di soldi.
    Ma costa anche costruire una diga. Costa anche ricoprire i tetti d’Italia.
    E ci sono le scorie nucleari.
    Sì è vero, ma ci sono siti che potrebbero ospitarle per i prossimi ventimila anni in tutta sicurezza, perché in aree storicamente NON a rischio sismico (persino in Italia, incredibile vero?), in modo da non essere un pericolo ne per gli umani dei prossimi secoli, ne per gli animali che ci succederanno quando ci saremo estinti.
    E si esaurirà nei prossimi ottant’anni.
    E chi se ne frega!
    In ottant’ani siamo passati dalla civiltà contadina alle passeggiate sulla luna. Pensate alla tecnologica mediamente disponibile nel 1927 e pensate a quella odierna. Fra ottant’anni (ammesso e non concesso che l’uranio si esaurisca davvero) avremo altri strumenti, e avremo consentito al genere umano di crescere grazie alla disponibilità di grandi quantità di energia.

    L’energia è il nostro motore, dalla scoperta del fuoco alla commercializzazione del segway ogni attività umana ha bisogno di energia.
    L’energia ci ha dato vita, benessere, libertà dalla fatica e dalla miseria, è nostro dovere di esseri umani garantire la sopravvivenza della nostra civiltà attraverso la disponibilità di tutta l’energia che serve.

  • Profilo di gabibbo

    gabibbo

    07 nov 2007 - 12:40 - #22
    0 punti
    Up Down

    Ah, Ciquta,
    il vezzo di ritenere che solo gli altri siano “dei prezzolati” la dice lunga sull’incultura politica e civile che ci circonda.
    Volendo potremmo porci delle domande.
    Di cosa vive Legambiente?
    Quali carriere accademiche, amministrative e politiche si costruiscono con le rendite di posizione dei temi ambientali?
    Luigi Einaudi, in una delle sue tante “prediche inutili” osservava come basti costituire un ufficio, un’organizzazione, un ente, perché questo non si limiti a occuparsi dei motivi per i quali è stato costituito, ma inizi a cercare di crescere e trovare nuovi motivi di sopravvivenza e di espansione, un po’ come l’una tantum sulla benzina per la guerra d’Abissinia: finita la guerra, l’una tantum è divenuta una delle tanti voci di entrata per lo Stato, e per gli enti è la stessa cosa.
    È probabile che Galileo 2001 prenda dei soldi da qualcuno, ma questo non risponde alle domande che questa associazione pone sul tema dell’energia.
    Tra i soci di quell’associazione c’è Silvio Garattini: il “Mario Negri” (l’organizzazione da lui guidata) vive esclusivamente di contributi privati, di industrie, spesso farmaceutiche: questo rende meno pressante la necessità di ricerche farmacologiche avanzate come quelle condotte dall’Istituto? No.

    Ognuno porta degli interessi, devono essere chiari, e chi valuta le proposte avanzate da ciascun gruppo deve sapere valutare le proposte in sé, sennò si torna alla superstizione.

  • Profilo di gabibbo

    gabibbo

    07 nov 2007 - 13:51 - #23
    1 punto
    Up Down

    Ooops! “In ottant’ani…” :-)

  • Aleo

    07 nov 2007 - 20:04 - #24
    2 punti
    Up Down

    Si sa l’ItaGlia è sempre stata un paese lungimirante, che sciocchi i francesi, gli americani, i giapponesi e via dicendo…

  • Profilo di louie

    louie

    07 nov 2007 - 21:04 - #25
    2 punti
    Up Down

    grande gabibbo!!!!!!!!!!! diciamo la verità se non era per cernobyl noi italiani non avremmo mai chiuso le centrali nucleari. solo che all’epoca c’era tanta paura e molti votarono per la chiusura, fu infatti uno dei pochi referendum che ha raggiunto il quorum, peccato che il referendum conteneva varie domande, che poi si son rilevate armi a doppio taglio

    http://www.zonanucleare.com/questione_scorie_italia/referendum_nucleare_1987.htm

  • Profilo di ciquta

    ciquta

    08 nov 2007 - 00:28 - #26
    0 punti
    Up Down

    Louie, se leggessi quel che torvi oltre il tuo naso scopriresti che legambiente è assolutamente a favore dell’eolico, le proteste le ha fatte quando i parchi sono stati bloccati.

    eclissati

  • Profilo di ciquta

    ciquta

    08 nov 2007 - 00:47 - #27
    0 punti
    Up Down

    Metz, di centrali in costruzione non ce ne sono nemmeno la metà di quelle che dici tu.
    Ci sono in tutto 24 reattori, di cui solo 3 in occidente, dopo che da due decenni non se ne vede uno.
    E il tutto mentre molti di più hanno chiuso o stanno chiudendo.
    Non conviene più entrare nel nucleare, tantomeno in italia.

    Se invece che sparare i numeri della tombola…..

  • Profilo di ciquta

    ciquta

    08 nov 2007 - 00:50 - #28
    -1 punto
    Up Down

    Gabibbo, alla prima perifrasi hai già collezionato tre càzzate, come speri che io prosegua col resto del papiro?

    Tu, larry, figurazero, metz, louie e altri spesso intervenuti a sproposito su questo tema siete solo in grado di collezionare dei castroni clamorosi, come ho fatto notare già troppe volte.

    Si fa presto a sproloquiare, invece che informarsi.
    A trovare scorciatoie per concludere la trattazione di una meteria simile, invece che ad approcciarla col giusto metodo.
    Ad autoproclamarsi esperti dell’ultim’ora per aver letto un articoletto di regime scritto da un chimico che confonde l’anidride carbonica col carbonio.
    Sono proprio quelli come te i buoi del parco che subiscono le ondate emotive. Nell’87 avresti sicuramente votato per il no, garantito al limone…

    Andate a farvi friggere, sono stanco della vostra mediocrità.

  • Profilo di gabibbo

    gabibbo

    09 nov 2007 - 22:33 - #29
    1 punto
    Up Down

    io nel 1987 HO votato per il NO a quell’idiota referendum, e circa la mediocrità, uno sceglie la propria, tu hai la tua.

  • barch

    12 nov 2007 - 01:25 - #30
    0 punti
    Up Down

    l’avevo già scritto….anche in un blog “ecologista” sono quasi più quelli che lo sostengono il nucleare!

    Ma vorrei fare un discorso generale…
    Oramai….con il tempo che corre anche i verdi non sanno più che dire….sono rimasti solo tre punti come unici appigli contro il nucleare
    - i costi
    - le scorie
    - combustibile

    a) costi
    Se i costi sono proibitivi come solo in Italia si dice allora certo che dobbiamo essere proprio deficienti visto che siamo l’unico paese che non ce l’ha e quello che paga l’energia elettrica più di tutti! Idiozia

    b) scorie
    è un falso problema…le scorie sono poche e possono essere trattate e controllate in sicurezza. Il combustibile esausto può essere riprocessato e recuparare il combustibile per i reattori veloci di IV generazione.

    c) combustibile
    Che ha un minimo fatto studi tecnici sa che c’è differenza tra riserve e risorse. Gli 85 anni dovrebbero riferirsi alle riserve…le risorse sono molto di più (per la differenza documentatevi sennò diventa troppo lungo il post).
    Tralascio poi i reattori autofertilizzanti ed il riprocessamento del combustibile già esausto come detto sopra…che aumentano le prospettive di qualche ordine di grandezza!!!

    Una considerazione vista la manifestazione di ieri. Chi è favore del nucleare non è a sfavore del solare!! il solare ci deve essere, cosi come l’eolico, e tutto quello che serve….ma smettiamola di dire scemenze…in uno stato come l’Italia serve….

  • jakke

    02 apr 2008 - 23:19 - #31
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    Basta parlare di nucleare!! L’uranio c’è per altri 30-40 anni, per costruire una centrale ce ne vogliono 10, il costo è sbalorditivo e sarebbe impossibile senza finaziamenti statali cospiqui……leggetevi l’intervista a repubblica di Rubbia sapientoni!!!

    http://www.repubblica.it/2007/03/sezioni/ambiente/energie-pulite/rubbia-solare/rubbia-solare.html

    nucleare si nucleare no è un falso problema