Sarà il petrolio a 100$, sarà l’anniversario dei 20 anni dal referendum. Fatto sta che si torna a discutere se creare o meno centrali nucleari in Italia.
In questi venti anni non si sono risolti i problemi per quanto riguarda le scorie, passi avanti sono stati fatti per la sicurezza. Lasciando da parte questi due aspetti, per il semplice fatto che se ne parla già bastanza, vorrei segnalare un fatto altrettanto grave ma di cui si parla poco: le centrali vanno ad uranio, che però sta già finendo.
Nel mondo si produce il 7% di energia attraverso centrali nucleari. Mantenendo le cose così come stanno avremmo disponibilità di uranio per qualche decennio. Basti pensare che il 40% dell’uranio attualmente utilizzato proviene dallo smantellamento delle testate nucleari Russe. In Italia non abbiamo uranio a sufficienza per poter soddisfare la nostra fame di energia, gran parte del combustibile usato in Europa proviene appunto dalla Russia.
Iniziare a costruire una centrale oggi significherebbe che rimarrebbe a secco appena pronta.
Via | ASPO-Italia
spirito
08 nov 2007 - 10:40 - #1sta storia che non c’e’ piu’ uranio non sara’ per caso la stessa della fine del Petrolio di cui parlano dagli anni 70?
Zak
08 nov 2007 - 11:05 - #2Iniziamo a dire che la questione per il rifiuto del nucleare e’ politica, e non tecnica. Dare giustificazioni etcnico-economiche basate sul poco o sul nulla non e’ edificante.
La questione Uranio non e’ “semplice” come quella petrolifera. L’Uranio e’ uno dei metalli piu’ diffusi in natura; il grosso problema e’ che e’ conveniente estrarlo solo quando si trova in concentrazioni di almeno lo 0,05% (e non e’ poco). Se la concentrazione e’ inferiore non e’ che non sia possibile, ma non e’ COVENIENTE. L’estrazione di uranio da giacimenti con queste caratteristiche e’ possibile che abbia gia’ avuto il suo picco (la produzione e’ molto alterata dalle forniture di uranio proveniente dallo smantellamento delle testate atomiche, quindi non credo ci sia un quadro chiaro).
Qualora il prezzo si alzi sufficientemente, quella percentuale minima scendera’ ancora, e l’Uranio disponibile aumentera’ di molto (potremmo ritrovarci dei giacimenti in casa! cosa che fra l’altro e’ sostenuta, a mio avviso senza troppi fondamenti, dai no-TAV).
Altro grosso problema delle centrali attuali: l’uranio ottenuto va “arricchito”, e il processo di arricchimento mi restituisce solo il 12% circa del materiale di partenza (e mi lascia il famigerato “uranio impoverito”). Su questo punto pero’ in Canada ci sono dei reattori che funzionano con l’uranio non arricchito, e questo di fatto moltiplica per 8 l’attuale produzione! (e non so quante delle scorie potranno essere riutilizzate).
Il tutto poi non considerando i reattori a FUSIONE che sono attualmente allo studio.
Come dire: attenzione a fare certe affermazioni sull’onda del facile entusiasmo del “piantare un chiodo” sulla bara del nucleare :)
ciquta
08 nov 2007 - 12:04 - #3Zak, le scelte politiche sono una conseguenza di quelle economiche, che c’entrano eccome, visto che il nucleare non è l’unica alternativa proponibile.
Se crediamo che ricorrendo al nucleare risparmieremmo sull’energia ci sbagliamo di grosso, sarà invece un’ulteriore e gravosa zavorra sulla nostra competitività.
chube
08 nov 2007 - 12:12 - #4@Zak: puoi motivare le tue affermazioni? Specialmente per il tuo commento sui no-TAV non sottovaluti la pericolosità di sostanze come l’uranio e l’amianto anche in minima concentrazione? Qualche dato in più sulle centrali non arricchite ed il loro effettivo rendimento sarebbe molto interessante.
Vorrei osservare che c’è differenza tra una pratica economicamente ed energeticamente conveniente. Nel primo caso un giacimento viene abbandonato o non sfruttato perché il suo rendimento complessivo non porterà sufficienti utili nell’esercizio previsto, il secondo caso riguarda il costo energetico per la sua estrazione e lavorazione. Nello specifico è mia opinione che al di sotto di una certa soglia di concentrazione non è conveniente estrarre uranio perché l’energia che se ne ricaverà non compensa quella consumata nel suo ciclo industriale. Come per le sabbie bitumose contenenti enormi quantità di idrocarburi, anche l’uranio resterà disperso e non utilizzabile.
Per quanto riguarda i reattori a FUSIONE, da quanto se ne parla? 20-30-40 anni ed ancora oggi sono uno studio sperimentale. Mi chiedo se l’umanità stia perdendo l’ultimo treno perché in attesa di una chimera.
Figura Quattro
08 nov 2007 - 12:40 - #5Vorrei aggiungere una cosa, è possibile utilizzare anche il torio per produrre energia. E il torio è largamente presente in grandi quantità.
Zak
08 nov 2007 - 14:58 - #6@chiquita: se le scelte politiche sono conseguenza di molte cose, ANCHE delle considerazioni economiche, ma non solo. Se cosi’ fosse potremmo andare a casa. Il nucleare come zavorra economica mi sembra una posizione non troppo difendibile, basta pensare all’esempio della Francia, la cui bilancia dei pagamenti non e’, fra le altre cose, gravata da una bolletta energetica come la nostra.
Il fatto che si tirino in ballo molti pseudomotivi per cui il nucleare non andrebbe bene mi fa pensare che dopotutto questa convizione forte contro il nucleare non ci sia piu’.
Onestamente, io non sono contro il nucleare, ma trovo che rifiutarlo per motivi “politici” (uso questo termine nel senso piu’ positivo, piu’ alto, non voglio dargli una connotazione negativa) sia un diritto sacrosanto di una collettivita’, la quale pero’ deve assumersi le responsabilita’ di questa scelta coraggiosa e non nascondersi dietro un dito. E per dito intendo “non e’ economico” “lo rifiuta pure l’inghilterra/la germania/altri” o motivazioni simili.
@chube: per una descrizione tecnica del CANDU ti rimando a Wikipedia: http://en.wikipedia.org/wiki/CANDU ; mi permetto pero’ di fare notare come il non dover ricorrere all’uranio arricchito permette di saltare a pie’ pari il processo di arricchimento, il che significa niente piu’ esafluoruro di uranio (sostanza tossica come poche altre, personalmente ho piu’ paura di un incidente in un impianto di arricchimento che in un reattore) e niente piu’ uranio usabile per armamenti nucleari.
Il reattore a fusione e’ in costruzione in Francia, il progetto europeo si chiama ITER. La costruzione dovrebbe terminare fra 8 anni, fra 9 verra’ prodotto il primo plasma e nel 2025 verra’ dotato di un mantello per la produzione autonoma di trizio (curiosamente, prima di quella data il trizio verra’ prodotto da un reattore CANDU)
Ad essere piu’ pericoloso fra uranio e amianto e’ soprattutto l’amianto. E no, non li sottovaluto, esprimo la mia perplessita’ sulla coincidenza del trovarli proprio li’. Non ho visto gli studi del caso, e quindi mi riservo il diritto di essere molto scettico, e qui mi fermo altrimenti vado OT :)
Mi associo comunque alla tua distinzione fra economicamente ed energeticamente conveniente. La prima e’ una convenienza contingente, dettata dalle convenzioni umane, la seconda e’ assoluta, dipendente al limite dalle possibilita’ tecnologiche (fino ad un massimo insuperabile, pero’). L’estrazione dell’uranio e’ ECONOMICAMENTE conveniente fino a una concentrazione dello 0,05% Per quanto riguarda la convenienza energetica, l’energia nucleare e’ potenzialmente cosi’ tanta che il margine per essere conveniente e’ molto.
geppe67
08 nov 2007 - 15:12 - #7ragazzi, non sono un esperto come molti di voi, ma un paio di cose vorrei dirle:
1) ho sempre ritenuto che l’abbandono del nucleare fu una scemenza (20 anni fa votai a favore) perchè le centrali termoelettriche che mi fumano a qualche km da casa creano molti più danni;
2) a questo punto non so se i mld di euro che servirebbero per nuove centrali non sarebbe meglio investirli in ricerca per fonti alternative;
3) mi auguro però, con il petrolio a 98$, che una decisione, qualunque essa sia, sia presa il più presto possibile, anche a rischio di sbagliare
stever
08 nov 2007 - 15:40 - #8ma è vero che nel mondo il 60% dell’uranio usato nelle centrali atomiche proviene dalle testate nucleari russe dismesse ?
I russi hanno il gas, l’uranio e anche il petrolio !
brizio
08 nov 2007 - 15:58 - #9ora mi chiedo se avrebbe comunque un senso ricominciare a costruire centrali a fissione (perchè di questa tipologia si tratterebbe) che sarebbero pronte, se tutto filasse liscio, tra 20 anni…
in effetti viene da pensare che tutte quelle risorse potrebbero essere impegnate meglio hic et nunc!
Figura Quattro
08 nov 2007 - 17:11 - #10geppe67, il referendum di 20 anni fa non fu per abolire il nucleare, ma solo per “inibirlo” per 5 anni.
ciquta
08 nov 2007 - 17:18 - #11@Zak
Ho citato l’aspetto economico perchè è quello sui cui insistono certi politicanti (sia di dx che di sx) per imbrogliare il parco buoi, mentre invalidità di questo discorso è palesemente smentita dai fatti. E la politica l’hai tirata in ballo tu, non io.
Ma sono molti altri i motivi per cui sono assolutamente contraro a questa soluzione, sopratutto per l’italia.
Ci potrei compilare dei tomi, e non sui soliti 3-4 argomentini del càzzo che ripete a pappagallo figura4menomeno, ma su molte altre questoni di cui non avrà nemmeno idea.
“Pseudomotivi” mi sembrano di più i tuoi, che prima additi come corbellieri quelli che ti portano a conoscenza del fatto che economicamente non converrebbe affatto, poi con le spalle al muro prendi a dire che tutto sommato non è poi così importante l’aspetto economico e bal bla bla…
Squalificare come “corbellerie” la trattazione economica sull’energia nucleare significa non conoscere nemmeno la fondamentale bibliografia del caso, tipico di chi percorre la logica al contrario: prima sposare una causa, poi eventualmente trovarci delle motivazioni, però dopo.
O magari sul tuo conto mi posso sbagliare (non me ne frega niente), ma “pseudomotivi” saranno quelli di altri se permetti (e anche se non permetti), non certo quelli di uno come me che da anni ha sempre parlato a ragione veduta su questo argomento, mentre i tuoi amici continuano solo a collezionare castroni sesquipedali uno dietro all’altro.
“Pseudomotivi”……. ma vai a fare un giro, và…
spirito
08 nov 2007 - 18:35 - #12far rifunzionare le nostre 5 centrali e’ tecnicamente impossibile?
da quello che mi ricordo alcune sono ancora in funzione anche se non producono piu’ energia o sbaglio?
ciquta
08 nov 2007 - 19:15 - #13@Spirito
Le centrali chiuse in virtù del referendum sono soltanto 2: una che produceva pochissimo e oggi avrebbe comunque già chiuso.
E l’altra, la più grande, se fosse stata spenta oggi soddisferebbe l’1,5% scarso del fabbisogno energetico italiano (sempre nella migliore delle ipotesi).
In compenso ci costa 150mila euro al giorno, solo per stare chiusa. Pensa se funzionasse…
Questo anche per rispondere a quelli che favoleggiano che senza referendum oggi l’italia sarebbe a cullarsi sugli allori, ma ovviamente loro non lo sanno. Loro hanno sentito casini in TV e battaglia sul giornale, tanto gli basta per aver capito tutto…
Bricke
08 nov 2007 - 19:16 - #14@Spirito Il picco del petrolio è stato raggiunto nel 2006 come preventivato. Questo non significa che sia finito, ma solo che la produzione calerà anzichè salire come ha fatto adesso.
@Zak E’ vero è una questione di convenienza. Se l’energia costerà così tanto da rendere usabili altri giacimenti di uranio renderà appetibili anche tante altre risorse, rinnovabili comprese
Le centrali a FUSIONE NON esistono. Giusto continuare la ricerca.
I proiettili all’uranio impoverito sono nati proprio per sfruttare quello scarto al posto del tungsteno cinese.
@Stever si i russi hanno un sacco di cose, anche se non le sfruttano adeguatamente.
@Figura Centrali al Torio non esistono, per il momento.
Zak
08 nov 2007 - 19:47 - #15@chiquta: a napoli diremmo “parlammo e nun ce capimm’”. La politica l’ho tirata in ballo io, e’ vero, e ribadisco il concetto. Dal punto di vista economico rinunciare al nucleare e’ stato un suicidio, ma la decisione e’ valida perche’ politica. Pur essendo favorevole all’utilizzo di energia nucleare, le decisioni che riguardano la collettivita’ devono essere politiche, prima che economiche, ed e’ proprio su questo fatto che la rinuncia al nucleare ha una sua validita’. Di conseguenza gli aspetti economici della questione dovranno essere considerati solo dentro a un nuovo dibattito politico sulla questione, non per bypassare questo dibattito (almeno in teoria, in un paese ideale).
Quindi si’, esprimo le mie forti perplessita’ sulle affermazioni sulla non convenienza economica del nucleare, ma comunque riconosco la subordinazione delle considerazioni economiche di fronte a quelle politiche, anche se mi vedono contro.
Ti pregherei inoltre di non scadere nel triviale.
Se hai poi altre argomentazioni piu’ dettagliate ti pregherei di condividerle.
@Bricke: non esistono ANCORA, e’ vero, ma esiste il progresso tecnologico; secondo te il progetto ITER di cui ho parlato che cos’e'? :)
In ogni caso si’, un aumento del costo dell’energia rendera’ convenienti altri tipi di fonti, fra cui le rinnovabili. Pero’ l’oggetto della discussione era il nucleare.
Zak
08 nov 2007 - 19:55 - #16@bricke: dimenticavo, il torio non e’ usato nelle centrali, ma il torio 232 viene usato per produrre uranio 233 (vi si trasforma se bombardato con i neutroni); vi sono dei reattori che utilizzano il torio 232 come materia fertile e l’uranio 233 come materia fissile
spirito
08 nov 2007 - 20:52 - #17@ ciquita
ho fatto una breve ricerca su internet e le centrali in italia dovrebbero essere 4
Centrale di Latina
Centrale di Trino Vercellese
Centrale di Caorso
Centrale del Garigliano
e quella di garigliano risulta chiusa addirittura dal 78
MarcoBau
08 nov 2007 - 23:39 - #18Investire sulle rinnovabili no eh?
ciquta
09 nov 2007 - 11:57 - #19@spirito
Appunto: erano 4; 2 han chiuso per le loro càzzate, le altre 2 sono state invece chiuse per il referendum, altrimenti avrebbero continuato.
Tu hai chiesto se è possibile riaprirle: come t’ho detto una è obsoleta ed ha un taglio piccolissimo, l’altra comunque produrrebbe l’1,5% del nostro fabbisogno (in realtà anche meno…).
Rivalutare il suo ruolo costerebbe più malidipancia che benefici, anche perchè oramai ha 43anni e non durerà in eterno.
Intanto, per colpa di chi non l’ha voluta smantellare definitvamente, dobbiamo continuare a sborsare 150mila euri al giorno per tenere in piedi il baraccone.
ciquta
09 nov 2007 - 12:52 - #20@zak
per validità della rinuncia politica cosa intendi?
Che ci sono altre cose più importanti dell’aspetto economico? Sono d’accordissimo.
Oppure intendi che è più saggia una motivazione dettata da interessi politici che speculano sul consenso del parco buoi abbindolandolo con fasulle motivazioni economiche?
Ben diverso…
alfista_
10 nov 2007 - 20:57 - #21http://video.google.it/videosearch?q=fusione+fredda
Bricke
11 nov 2007 - 11:35 - #22@ZAK
Non sono un esperto, considero Ugo Bardi tale che ha risposto:
“Quello che ha fatto questo commento, probabilmente ha fatto un po’ di confusione, forse è colpa mia quando ho detto “centrale a torio”. Ovviamente il Torio è solo la sorgente dell’ U233 che è il nucleo fissile. Comunque, è anche vero che l’U233 non esiste in pratica in natura, per cui si può dire che il torio è il combustibile. Comunque, il processo non mi risulta essere utilizzato in pratica. C’è chi dice che è promettente e chi dice che ci sono degli enormi problemi. Al solito, vale la prima legge dell’ingegneria, se non ci provi, non saprai mai se funziona.”
Se vuoi avere maggiori info chiedi a lui commentanto il suo post:
http://aspoitalia.blogspot.com/2007/11/aspo-italia-sullenergia-nucleare.html
Vi leggerò con piacere :)
Nucleare in Italia? Non conviene! « La Tana
25 nov 2007 - 16:55 - #23[…] Nucleare in Italia? Non conviene! 25 11 2007 Centrali nucleari in Italia? Conviene o no? A prescindere da ogni giudizio in merito (io sono ovviamente contrario), si può dire che in effetti non conviene! Perchè? Da come si legge su ecoblog.it, il motivo principale risiede nel fatto che anche l‘uranio necessario per mandare avanti le centrali è in esaurimento!!! Ne basta solo per pochi decenni, e poi di nuovo crisi energetica! Si legge sul sito: “Nel mondo si produce appena il 7% di energia attraverso centrali nucleari. Mantenendo le cose così come stanno avremmo disponibilità di uranio per qualche decennio. Basti pensare che il 40% dell’uranio attualmente utilizzato proviene dallo smantellamento delle testate nucleari Russe. In Italia non abbiamo uranio a sufficienza per poter soddisfare la nostra fame di energia, gran parte del combustibile usato in Europa proviene appunto dalla Russia“. […]
Lucy66
09 apr 2008 - 23:51 - #24Ovviamente contraria al nucleare, ma anche a qualsiasi fonte energetica che “rapiniamo” da altri Paesi.
Non ci pensate mai, ma quando guidate l’auto, dovete ringraziare gli abitanti di Iraq, Venezuela, Arabia Saudita… che non protestano, se anche andiamo a “trivellare” i loro suoli. Se ci scaldiamo, dobbiamo ringraziare uomini che lavorano a meno 50 gradi in Sibaria. Per una volta, possiamo pensare a una fonte energetica tutta nostra? Il solare. Un grazie agli studiosi dell’ENEA e a tutti coloro sche scoprono energie alternative (energia dall’acqua) ma, chissà perchè…alle soglie del 2009 si parla ancora di Nucleare!