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Il messaggio nella bottiglia di GreenPeace

Pubblicato: 16 nov 2007 da pentolaccia

Commenti dei lettori

L’appuntamento è per la prossima conferenza delle Nazioni Unite a Bali in indonesia. L’obiettivo è quello di realizzare un video sul clima con l’aiuto di appassionati ambientalisti di tutto il mondo. Chi volesse partecipare non deve far altro che produrre il proprio video e postarlo in risposta al video di Greenpeace su Youtube. Alla fine i migliori verranno montati in un unico filmato che verrà presentato direttamente a Bali. Cari ecoblogger finalmente un’iniziativa su cui potete sbizzarrire la vostra creatività!

Le uniche regole a cui ci si deve attenere per partecipare a questa iniziativa (che ricalca la simpatica idea già usata da google per celebrare gmail) sono:

  • Prendere una bottiglia e muoverla in modo “creativo” dalla sinistra alla destra dello schermo
  • includere un messaggio sul clima, un consiglio ecologico, un immagine di qualcuno o qualcosa minacciato dal clima o fare voi stessi qualche azione per l’emergenza climatica nel clip: ma occhio a non farlo troppo lungo. Clip veloci di pochi secondi saranno più facilmente inseribili nel montaggio finale
  • Postate il vostro video su youtube come risposta al post ufficiale
  • Diteci dove il vostro video è stato girato usando l’opzione “date and map” di youtube, così il vostro video apparirà nella mappa globale
  • iscriversi alla newsletter di greenpeace (se non lo avete ancora fatto) per scoprire il risultato finale del montaggio
  • dirlo a tutti gli amici che avete per diffondere l’iniziativa

Per ulteriori dettagli ecco qui il link alla pagina ufficiale dell’iniziativa sul sito internazionale di GreenPeace
buon lavoro

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5 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di giona

    giona

    16 nov 2007 - 10:27 - #1
    1 punto
    Up Down

    Bellissima idea! Posto il mio messaggio nella bottiglia oggi stesso!

  • Profilo di giona

    giona

    16 nov 2007 - 15:33 - #2
    1 punto
    Up Down

    Ecco il mio video response:
    http://www.youtube.com/watch?v=ZkdKJDe1zbs

    Spero che vi piaccia. Fatto in mezz’ora.

  • Profilo di alemari1986

    alemari1986

    16 nov 2007 - 15:53 - #3
    -2 punti
    Up Down

    “L’obiettivo è quello di realizzare un video sul clima con l’aiuto di appassionati ambientalisti di tutto il mondo”

    Beh, è una bella iniziativa, ma non sarebbe meglio servirsi dell’ aiuto di scienziati attivi oggi nella ricerca scientifica sui fenomeni climatici? Il video sarebbe senz’ altro più attendibile.

    “…un immagine di qualcuno o qualcosa minacciato dal clima o fare voi stessi qualche azione per l’emergenza climatica”

    Parlare di “emergenza climatica” mi sembra un pò esagerato, in tutta sincerità”.

    Rispondo a giona.
    Perché per combattere l’ “emergenza climatica” occorrerebbe mangiare meno carne?

  • Profilo di giona

    giona

    16 nov 2007 - 18:04 - #4
    0 punti
    Up Down

    Ovviamente Greenpeace fa molte azioni dirette per il clima. Sopratutto in questo periodo, per esempio:
    http://www.greenpeace.org/italy/news/blitz-wec-conti
    http://www.greenpeace.org/italy/news/nucleare-wec
    http://www.greenpeace.org/international/news/Palm-oil-blockade071115
    Soltando per citare gli ultimissimi giorni.

    E si basa su moltissimi rapporti scientifici, riportati e citati in una miriade di documenti, per esempio:
    http://www.greenpeace.org/international/campaigns/climate-change/science

    Questo e’ un video per mostrare ai delegati a Bali che sempre piu’ persone chiedono “Real Action”. Sicuramente Greenpeace sta organizzando molte altre cose per la conferenza su livelli diversi.

    Sulla carne:
    la produzione della carne richiede un consumo di energia e di spazio agricolo di gran lunga superiore rispetto al consumo di vegetali

  • Profilo di alemari1986

    alemari1986

    17 nov 2007 - 00:26 - #5
    -2 punti
    Up Down

    Rispondo a giona.
    Ho letto quanto scritto sui siti che hai messo. Per quanto riguarda il terzo, si tratta di ciò che al solito si afferma sul riscaldamento globale e che si è soliti dare per buoni. Però devo ammettere che i toni dell’ articolo sono più equilibrati, meno “catastrofisti” di quelli a cui siamo abituati. Quello che però non viene riferito (come al solito) è un minimo accenno al fatto che tutto ciò costituisca solo una parte del DIBATTITO sui fenomeni climatici . Non viene fatta menzione di tutti gli scienziati che non sono d’ accordo sul fatto che la terra abbia “la febbre”, e neanche che la CO2 sia responsabile di variazioni climatiche NELLA PERCENTUALE CHE INDICA L’ ARTICOLO. Per esempio, è scritto che

    if current trends continue

    se questo trading divesse continuare. Ora, questa apparentemente semplice considerazione è invece importante e non va sottovalutata. Se siamo a marzo e le temperature iniziano a salire, è ovvio che “se questo trading dovesse continuare la terra potrebbe risentirne” ma è tutt’ altro che scontato che si verificherà proprio questo. Infatti arriva prima o poi settembre e le temperature invece di continuare a salire, guarda un pò, scendono. Quì vale storicamente e statisticamente una cosa simile. La terra ha sempre avuto periodi di caldi e freddi spesso in breve tempo e in maniera del tutto discontinua. Questa è solo un’ osservazione che si potrebbe fare in questo discorso. Quando l’ articolo dice che

    “The scientific understanding of climate change is now sufficiently clear to justify nations taking prompt action.”

    non dice la verità, in quanto i risultati scientifici sul clima sono ancora troppo diversi, quasi contraddittori, per poter parlare di “consenso”. Pure quando anni fa gli stessi sostenitori di greenpeace predicavano il “cambio di rotta” per evitare il tanto temuto “raffreddamento globale”, sbandieravano il “consenso scientifico” che invece, SE c’ era, si è clamorosamente sbagliato, dal momento che oggi gli allarmi puntano sul fronte opposto. Proprio per evitare che una storia simile si ripeta, mi pare quantomai opportuno attendere pazientemente che la comunità scientifica si esprima più uniformemente verso una posizione più netta. Anche se sarà difficile, visto che comunque Greenpeace dovrà anche fare il suo “mestiere”.

    Ho visto che poi l’ articolo fa menzione della “deforestazione”. E’ opportuno ricordare a questo proposito che oggi come oggi in molte aree del globo questo fenomeno è nettamente migliorato; anzi, c’ è stata una vera e propria inversione di tendenza grazie a precisi piani di rimboschimento. Ma è un discorso che andrebbe approfondito.

    Riguardo alla carne, temo di dover proporre la classica uscita “e allora?”. Quindi che facciamo, non mangiamo più la carne? E poi è sicuro che per avere carne occorre sacrificare una fetta maggiore di terreno rispetto che alle colture? Anche solo in Italia, a me pare di vedere ai lati di autostrade e ferrovie grandi campi di questo o quello, ma molti meno animali.