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Oggi presentato il rapporto finale dell'IPCC sui cambiamenti climatici

Pubblicato: 17 nov 2007 da viviana

Commenti dei lettori

Uscito il Rapporto Finale IPCC Oggi a Valencia l’IPCC, il comitato delle Nazioni Unite per i Cambiamenti climatici, presenta il rapporto finale sui cambiamenti climatici. Un documento che ribadisce quanto detto nei tre precedenti resi pubblici durante l’anno, ovvero, che il cambiamento del clima è in atto e che l’uomo ne è la principale causa. In particolare, in questa sintesi finale l’IPCC vuole portare idee e consigli per il futuro, soprattutto per le misure da adottare alla scadenza del famoso Protocollo di Kyoto nel 2012, che sarà anche il tema della Conferenza Mondiale sul Clima di Bali il prossimo mese.

Dunque il rapporto ci ricorda che le emissioni di gas-serra in atmosfera sono aumentate del 70% e che grazie “a noi” la temperatura media della terra aumenterà tra 1,8°C e 4°C. E che tutto questo provoca lo scioglimento di poli e ghiacciai, l’espansione degli oceani, il rischio di estinzione per il 30% delle specie viventi.

In alcune zone si allargheranno i deserti e aumenterà la siccità, in altre aumenteranno eventi estremi e alluvioni, in entrambi i casi le riserve idriche e i raccolti saranno messi a dura prova. Le zone costiere e le piccole isole sono a rischio, e nei prossimi decenni si stima che 200milioni di persone diventeranno profughi per cause ambientali.

E quindi che si fa? Andiamo oltre i dati e parliamo di azioni di mitigazione e di adattamento, di misure che i governo possono adottare per fare qualcosa. Andiamo oltre Kyoto, investiamo in efficienza energetica e diminuzione degli sprechi. Riduciamo le emissioni ma investiamo anche in agricoltura e riforestazione. Cooperiamo attivamente con i Paesi in via di sviluppo, che subiscono maggiormente i danni di questa situazione pur non avendone quasi colpa.

E ricordiamoci che anche noi facciamo parte delle azioni di mitigazione, con le nostre scelte quotidiane.

Via|Ansa.it

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18 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di alemari1986

    alemari1986

    17 nov 2007 - 19:22 - #1
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    Vedo che non c’ è una gran differenza tra questo rapporto e quelli passati. I loro contenuti sono noti fino alla noia da parte di chiunque si interessi minimamente di clima. Come al solito, poi, l’ IPCC non si preoccupa minimamente di divulgare oltre al resto il livello di attendibilità delle sue ricerche. Nè accenna a pubblicazioni scientifiche valide almeno quanto le sue, seppur ben diverse riguardo al contenuto. Piuttosto che dilungarmi, comunque, vorrei essere informato se qualcuno sa di una eventuale risposta dell’ IPCC alle accuse di sostenere “ciarlatanerie” spacciandole per oro colato; accuse, ricordo, “interne” ed “esterne”. Qualcuno ne sa di più?

    Riguardo al fatto di “Cooperiamo attivamente con i Paesi in via di sviluppo, che subiscono maggiormente i danni di questa situazione pur non avendone quasi colpa”, sono d’ accordo sul fatto che occorra cooperare e aiutare chi sta peggio. Tuttavia vorrei ricordare che non sempre i paesi sottosviluppati “non hanno colpa per i loro problemi”. Alcuni di questi hanno governi corrotti del tutto indifferenti al bene della popolazione e spesso in guerra con altri paesi. La maggior parte dei soldi va spesa quindi in armi e non nella costruzione di infrastrutture, in investimenti per l’ agricoltura e altre cose simili.

  • Bio7

    17 nov 2007 - 21:39 - #2
    -2 punti
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    parole sante.. e tu ecoblog quando inizierai a parlare cosi invece che dire le cose a metà??

  • Profilo di alemari1986

    alemari1986

    17 nov 2007 - 22:34 - #3
    -1 punto
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    Rispondo a Bio7.
    Cose a metà? Potresti spiegarti meglio?

  • Profilo di _viviana_

    _viviana_

    19 nov 2007 - 11:28 - #4
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    @alemari1986
    Alcune precisazioni.
    Riguardo ai Paesi in via di sviluppo, quello che dici è giustissimo, è comunque innegabile che non sono loro i responsabili dell’aumento del 70% delle emissioni di CO2 in atmosfera causati da traffico, riscaldamento, produzioni industrali etc etc. Non sto parlando delle “economie emergenti”, loro saranno al centro della discussione del “post-kyoto”.
    Altra precisazione: si è vero questo rapporto non aggiunge nulla agli altri 3, infatti è la sintesi finale dei tre precedenti più concentrato sulle misure di mitigazione, oggetto del WG3.
    Ultima precisazione, l’attendibilità delle loro ricerche è spiegata nel primo rapporto, dove si parla di modelli e di scenari di previsione (3, uno “blando, uno medio e uno peggiore). I dati che vengono comunicati a mezzo stampa sono quelli dello scenario medio, definito statisticamente il più attendibile.

  • Profilo di alemari1986

    alemari1986

    19 nov 2007 - 13:34 - #5
    -2 punti
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    Rispondo a viviana.
    Molto giusto e molto vero. Lo scenario medio è effettivamente più attendibile DEI TRE, come tu dici. Resta comunque il problema dell’ attendibilità E BASTA. E’ un fatto che fonti altrettanto autorevoli dell’ IPCC contestino le sue conclusioni. Che dire degli scienziati che non sono d’ accordo sulle PREVISIONI dell’ IPCC né sugli obbligatori “RIMEDI”?

  • Profilo di _viviana_

    _viviana_

    19 nov 2007 - 20:59 - #6
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    @alemari1986

    Ti rispondo genericamente dicendo “non scordiamoci del principio di precauzione”, secondo il quale, in parole molto povere, fino a che abbiamo dei dubbi sull’innocuità di una sostanza, di una azione etc, non dovremmo intraprenderla e essere cauti per tutelarci, mentre si continua a studiare per provare che quella cosa non fa male.

    Ovvero, parlando di clima, fino a che qualcuno non mi dimostrerà che aumentare le emissioni di CO2 in atmosfera non fa male ma anzi FA BENE, io continuerò a essere cauta, ad usare i mezzi pubblici e le lampadine a basso consumo e a fare tutto ciò che posso perchè chi può faccia qualcosa a livello nazionale e internazionale, e via dicendo.

    Non credo che comunque interrogarci sugli effetti dei nostri modelli di sviluppo e fare qualcosa per ridurre l’inquinamento atmosferico ci faccia poi così male, anzi! Potrebbe venirne fuori qualcosa di buono, tipo aria più pulita, meno malattie, meno risorse sprecate, tecnologie per permetterci di godere delle comodità che abbiamo raggiunto un po’ più a lungo della durata del petrolio… Che male fa?

    Quindi sinceramente e personalmente, a me questi scienziati perplessi non mi convincono, perchè non mi stanno convincendo del contrario.

  • Profilo di alemari1986

    alemari1986

    20 nov 2007 - 00:53 - #7
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  • Profilo di alemari1986

    alemari1986

    20 nov 2007 - 12:33 - #8
    -2 punti
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    Rispondo a viviana.
    Beninteso, riguardo alle iniziative che hai citato, ossia “usare i mezzi pubblici e le lampadine a basso consumo” e via dicendo, io sono perfettamente d’ accordo. Su questo non vedo proprio problema! Quello che mi rende perplesso è invece una eccessiva ESTREMIZZAZIONE di queste iniziative, come quelle che potrebbe comportare, ad esempio, un’ applicazione più rigorosa del protocollo di Kyoto, un documento per cui esiste una dichiarazione scientifica internazionale in cui si afferma che anche rispettandolo alla lettera, le variazioni sul clima globale saranno praticamente impercettibili. Visto quanto ogni iniziativa in quel senso potrebbe costare in termini di denaro pubblico, posti di lavoro, ecc.

    “Non credo che comunque interrogarci sugli effetti dei nostri modelli di sviluppo e fare qualcosa per ridurre l’inquinamento atmosferico ci faccia poi così male, anzi! Potrebbe venirne fuori qualcosa di buono, tipo aria più pulita, meno malattie, meno risorse sprecate, tecnologie per permetterci di godere delle comodità che abbiamo raggiunto un po’ più a lungo della durata del petrolio… Che male fa? ”

    Nulla, infatti. Su questo io sono pienamente d’ accordo con te! Ripeto, sono solo le estremizzazioni, molto spesso non (ancora) confermate dalla scienza, che non vanno prese alla leggera.

    “Quindi sinceramente e personalmente, a me questi scienziati perplessi non mi convincono, perchè non mi stanno convincendo del contrario”.

    Vorrei ricordarti che gli scienziati non ti dicono di inquinare, devastare l’ ambiente e altre cose del genere! Ti dicono soltanto i risultati delle loro ricerche. Per esempio, oggi la ricerca sulle energie rinnovabili si fa in tutto il mondo e nessuno scienziato ti dirà mai che non serve e che è tempo sprecato! Mentre, per il protocollo di Kyoto, ti dicono che non sono ancora in grado di avere una comprensione abbastanza profonda del clima per poter essere sicuri di poter fare qualcosa per “controllarlo”. Lo dimostra il fatto che ci sono pubblicazioni scientifiche che dicono cose quasi antitetiche su uno stesso argomento. Ma questo non vuol dire che possiamo infischiarcene e arrivederci! Riguardo a questo specifico aspetto della natura, dobbiamo solo attendere di conoscerlo più a fondo. Infine vorrei farti una domanda; tu dici che questi scienziati non ti convincono perché non ti stanno convincendo del contrario; ti sei informata su quanto sostengono?

  • Profilo di alemari1986

    alemari1986

    20 nov 2007 - 12:49 - #9
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    Rispondo a viviana.
    Riguardo al “principio di precauzione”, cito questo documento in cui è spiegato abbastanza chiaramente come esso sia spesso dannoso e deleterio per l’ ambiente stesso, in virtù del fatto che è “malposto”; come tale, quindi, costituisce una pericolosa guida per le nostre azioni. Ti consiglio vivamente di leggerlo. Ti chiedo solo di non bollare quanto stia dicendo subito come una “sciocchezza”, ma di leggere attentamente e dirmi cosa ne pensi. Puoi anche leggere solo la parte relativa ai fenomeni climatici, benché siano discussi altri temi, ma è utile leggere anche l’ introduzione.

    http://www.galileo2001.it/materiali/pubblicazioni/galileo2001_precauzione.php

    ciao.

  • Profilo di _viviana_

    _viviana_

    20 nov 2007 - 18:04 - #10
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    lo leggerò sicuramente
    grazie per la segnalazione

  • Profilo di _viviana_

    _viviana_

    20 nov 2007 - 18:05 - #11
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    lo leggerò sicuramente
    grazie per la segnalazione

  • Profilo di clayco

    clayco

    22 nov 2007 - 10:21 - #12
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    GLI SCOPI POLITICI DELL’IPCC

    Molti scienziati tra cui R.Lindzen affermano che i dati dell’IPCC sono raccolti in modo errato, sono elaborati dai computer con modelli climatici non attendibili, e che il solo scopo dell’IPCC è politico: ed è quello di trovare una buona scusa, per cercare e realizzare, fonti energetiche diverse da quelle derivate dai combustibili fossili, e che una menzogna se viene ripetuta dai media all’infinito, diventa una verità per l’opinione pubblica. (convegno “il mercato del catastrofismo” 2007)
    Una buona scusa fu inventata dagli Angloamericani per attaccare l’Iraq, ed era quella delle armi di distruzione di massa, quindi le buone scuse effettivamente si inventano.
    Altri scienziati hanno parlato di scopi politici dell’IPCC e sono il professor C. Landsea, e il professor J. Christi. Entrambi erano scienziati dell’IPCC e si sono dimessi.
    Il primo perché il suo rapporto sui cicloni che escludeva la CO2 tra le cause scatenanti fu ignorato, e usci invece un rapporto falsato, il secondo perché dichiara apertamente che i modelli e le conclusioni dell’IPCC sono manipolate.
    Il professor C. Landsea ha dichiarato: , parte di questa lettera è stata inserita nel capitolo Articoli, con la lettera di dimissioni del professor J.Christi.

    L’IPCC è un organo dell’ONU dove la grande maggioranza dei paesi rappresentati appartiene al terzo mondo. Il protocollo di Kyoto redatto dopo i rapporti catastrofisti dell’IPCC, di fatto avvantaggia enormemente i paesi in via di sviluppo, perché non hanno limitazioni nelle emissioni, e possono scegliere fonti energetiche poco costose ma inquinanti. Questa politica sta già creando enormi spostamenti di capitali dall’occidente ai paesi in via di sviluppo, dove l’energia costa e costerà sempre meno, e dove non ci sono limiti alle emissioni. La stessa linea politica, sinergica a questa, è quella del WTO che vuol spacciare all’opinione pubblica dell’occidente, il fatto che la globalizzazione sia: libero mercato in libera concorrenza. Come può l’Italia competere con paesi dove gli imprenditori possono sfruttare gli operai come animali, senza nessuna tutela della vita, della sicurezza e della dignità? Come può l’Italia competere con paesi che hanno costi energetici decisamente più bassi, ottenuti con il carbone, senza nessun rispetto per l’ambiente, e senza nessuna limitazione nelle emissioni, né di CO2 né di smog? E senza limitazione alla deforestazione? Non è libera concorrenza, ma concorrenza estremamente sleale, e ci si deve vergognare di permetterlo!
    La CO2 è una leva politica per ottenere un riequilibrio tra i paesi del mondo.
    Il presidente dell’IPCC, l’indiano Rajendra Pachauri, ha ritirato, assieme ad Al Gore, il premio Nobel per la pace, e sostiene le tesi, dell’IPCC cioè: la CO2 è la causa del riscaldamento e questo porterà catastrofi e inondazioni.
    In termini politici si potrebbe interpretare, maliziosamente, come un appello agli imprenditori occidentali, del tipo:se restate in occidente andrete incontro a costi di miliardi di dollari o di euro per ridurre le emissioni, se invece venite a produrre nei paesi emergenti, ad esempio in India, non avrete nessuna limitazione!.
    Il vicepresidente dell’IPCC invece è il russo Yuri Izrael e sostiene che il protocollo di Kyoto non ha fondamenti scientifici e che i modelli climatici dell’IPCC si sono rivelati errati. In termini politici si potrebbe interpretare, maliziosamente, così:la Russia ha un economia che si basa sulla vendita di gas e petrolio all’Unione Europea, che invece per colpa del protocollo di Kyoto sta effettuando scelte energetiche dannose alla Russia, come: risparmio energetico, carbone pulito e nucleare. Questo per i più furbi, per gli altri l’eolico, il solare e la bioenergia . Di fatto il protocollo di Kyoto danneggia la Russia, quindi non ha fondamenti scientifici!

    L’Italia in questo gioco mi sembra un birillino travolto dalle palle del biliardo, o meglio dalle ecopalle, giocate dagli altri, e stanno vincendo la Cina e l’India.

    “L’urgenza di salvare l’umanità è quasi sempre il dito dietro cui si nasconde l’urgenza di dominare l’umanità” H. Mencken

    Greenpeace, una multinazionale che ha un bilancio da milioni di dollari, ha finanziato in larga misura la candidatura di Al Gore, il film documentario “una scomoda verità”, e i concerti live earth. La sfida politica tra Al Gore e Bush, fu in realtà tra ambientalisti e petrolieri. Una disputa per il potere, e la CO2 fu uno strumento di lotta.

    Il ministro dell’ambiente A. Pecoraro Scanio ignorando completamente il parere di migliaia di scienziati che affermano che il protocollo di Kyoto non avrà nessuna efficacia, e rappresentando solo una piccola parte degli italiani, ha dichiarato che gli imprenditori italiani devono abbassare le emissioni di CO2 secondo, i dettami del protocollo di Kyoto, “senza se e senza ma”.
    Gli imprenditori e gli allevatori dovrebbero intentare una causa collettiva, Class action, chiedendo il rimborso al ministero dell’ambiente, di tutti i soldi spesi inutilmente per abbassare le emissioni… “senza se e senza ma”!……
    Negli anni 70 la CO2 fu accusata di essere la causa del raffreddamento del pianeta, e alcuni scienziati ipotizzarono un’imminente glaciazione dovuta all’aumento delle emissioni; negli anni 80 e 90 la CO2 fu accusata di essere la causa della siccità e della desertificazione, gli scienziati dell’IPCC ipotizzarono aumenti della temperatura e del livello dei mari mai avverati; negli ultimi 2 anni dopo l’aumento di alluvioni, di tifoni, e di inondazioni la CO2 è ritenuta responsabile dell’aumento di intensità piovosa.
    Nel 1971 l’americano Stephen Schneider sosteneva che la CO2 avrebbe abbassato la temperatura di 3,5°C entro il 2000, nel suo ultimo rapporto, l’IPCC conferma uno studio fatto dallo stesso scienziato S.Schneider, secondo cui nel 2100 le temperature a causa della CO2 saliranno di 4,2°C mediamente e di 12°C ai poli.
    Ma queste tracce di CO2 nell’atmosfera, non vi sembrano un capro espiatorio, buone per ogni stagione?

    “Dobbiamo presentare scenari temibili, rilasciare dichiarazioni semplificate e drammatiche e dare poco spazio ai dubbi che possiamo nutrire. Ognuno di noi deve decidere il giusto mezzo tra l’efficacia e l’onestà”

    Stephen Schneider (non e un omonimo, è proprio lo stesso scienziato)

    da Processo alla CO2: assolta per non aver commesso i fatti

  • Profilo di clayco

    clayco

    22 nov 2007 - 12:16 - #13
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    Non so perchè questo pezzo non è stato inserito nel commento di prima

    Il professor C. Landsea ha dichiarato:( sono stato molto deluso quando, dopo aver dimostrato la manipolazione delle scienze climatiche e invocato l’intervento autorevole dell’IPCC, la direzione della stessa IPCC ha sminuito le mie preoccupazioni… Personalmente non posso in buona fede continuare a contribuire a questo procedimento che ormai ritengo motivato da agende pre-concette e scientificamente infondate) parte di questa lettera è stata inserita nel capitolo Articoli, con la lettera di dimissioni del professor J.Christi.

  • Profilo di alemari1986

    alemari1986

    22 nov 2007 - 15:32 - #14
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    Rispondi a Clayco.
    Hai scritto che “la CO2 è una leva politica per riequilibrare i paesi del mondo”. Vorrei sapere se puoi citarmi dei siti e/o dei libri per saperne di più. Riguardo al resto che hai scritto sull’ IPCC, su Lindzen, su Christy e sulla CO2 che prima “congela il pianeta poi lo fonde”, sono d’ accordo con te. Ho espresso infatti in miei passati commenti opinioni simili sugli stessi argomenti, anche se penso che la questione debba essere approfondita.

  • Profilo di clayco

    clayco

    23 nov 2007 - 10:40 - #15
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    vai sul sito dell’instituto Leoni www.brunoleoni.it nei focus troverai molti doc di Lindzen, e Stagnaro, nello stesso sito cerca il blog energia, entra e cerca Kyoto.
    Cerca gli scritti di F.Battaglia sono nell’archivio de “IL Giornale” ma trovi qualcosa anche in www.legnostorto.com, entra nel forum e cerca F Battaglia, o KTOTO, O kYOTOPOLLI, O PECORARO SCANIO, O salve sono un ghiacciaio che sta crescendo.
    I libri di FBattaglia.
    Gli atti dei congressi ” il mercato del catastrofismo” e “emergenze planetarie”2007
    Il libro da cui è tratto gli scopi dell’IPCC che è ” Processo alla CO2:assolta per non aver commesso i fatti” ed iculano (PV)

  • Profilo di alemari1986

    alemari1986

    23 nov 2007 - 12:07 - #16
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    Rispondo a Calyco.
    Grazie per le segnalazioni. Se ti può interessare, ti segnalo a mia volta questo sito, che forse già conosci o hai sentito nominare, con moltissimo materiale riguardo all’ ambientalismo e alla pseudoscienza, con articoli anche di Tullio Regge. Ciao!

    http://www.galileo2001.it/

  • Profilo di clayco

    clayco

    23 nov 2007 - 17:55 - #17
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    Si conosco. Se sei interessato all’argomento leggiti quest’altro capitolo del processo alla CO2 purtroppo i grafici non vengono, cercali!. ti segnalo anche gli articoli di F.Battaglia su anno zero e porta a porta dei gustosi teatrini

    IL FUTURO DELL’ENERGIA

    In Italia molte scelte sull’energia, non sarebbero state accettate dall’opinione pubblica, se non ci fosse stata la teoria dei gas serra a renderle plausibili. Ad esempio il ministro dell’ambiente A. Pecoraro Scanio ha previsto un piano da 100 milioni di euro per l’energia solare. Purtroppo l’energia solare costa dalle 10 alle 20 volte in più rispetto al metano, che non è inquinante.
    In previsione c’è anche la costruzione di una serie di 5 centrali elettriche solari a sali, dal costo di miliardi di euro. E’ il progetto Archimede, voluto dal ministro ed elaborato dal premio Nobel Carlo Rubbia. (-clima news 2007) Si tratta di una tecnologia vecchia di 30 anni, che consiste nel concentrare i raggi solari, con degli specchi, su un cilindro dove scorrono delle soluzioni saline, non ha mai dato risultati economicamente vantaggiosi.
    Gli ambientalisti quindi stanno di fatto bloccando, o ostacolando, la costruzione dei rigasificatori, anche se il paese non ha la certezza di soddisfare i fabbisogni di metano e di energia del prossimo inverno. Il metano si può trasportare solo in forma liquida, con le navi metaniere, quindi servono i rigasificatori per riportarlo alla forma gassosa. Sono impianti molto economici, non inquinanti, e molto sicuri. E’ dal 1930 che non si verifica un incidente nelle migliaia di rigasificatori sparsi per il mondo. Il blocco dei rigasificatori non ha motivazioni scientifiche, è solo un’attività politica, per rendere indispensabile un investimento colossale sulle centrali solari, che non avrà mai una convenienza economica.
    La Germania, che ha approntato un piano energetico per i prossimi 100 anni, sta investendo, oltre che sull’eolico e sul biogas, sulle centrali a carbone pulito, che è la fonte di energia meno costosa. Inoltre la Germania, la Francia e la Gran Bretagna, oltre al carbone possono usufruire dell’energia nucleare, dopo il carbone, la meno costosa.
    Il costo energetico in Europa è molto più basso dell’Italia e la differenza nel tempo sarà sempre maggiore. L’Enel calcola che il carbone pulito potrebbe abbassare il costo dell’energia del 30%.
    La tecnologia americana del carbone pulito detta clean coal, permette di abbassare del 99% le emissioni di smog, il cosiddetto particolato pm10.
    Sempre negli USA si sta sperimentando una centrale a carbone, ad emissioni zero. I fumi sono filtrati con il sistema clean coal, e poi utilizzati per la coltivazione di alghe, contenute in sacche esposte al sole, che riciclano calore dai fumi caldi e dall’acqua di raffreddamento della centrale. Si stanno sintetizzando delle varietà ogm di alghe da utilizzare in seguito come foraggio zootecnico o come biomasse da fermentare.
    La tecnologia tedesca, più costosa, detta oxyfuel permette di sequestrare anche la CO2, comprimendola fino allo stato liquido, per immetterla in seguito in depositi. I tedeschi sono quindi all’avanguardia nel raggiungere l’obiettivo di energia pulita a basso costo, e ad emissioni zero.
    L’Italia, o meglio i verdi di A. Pecoraro Scanio che pur essendo una piccola rappresentanza degli italiani, ricattano il governo, invece hanno scelto il costosissimo solare, che ci porterà fuori del mercato dell’energia e da qualunque competizione industriale.
    Un rapporto dell’Enel stima in 30 miliardi di euro, il danno economico che l’Italia ha subito nel rinunciare al nucleare. Il danno sarà ancora maggiore nei prossimi anni.
    Il ministro A. Pecoraro Scanio ha affermato al TG1 delle 20 del 5/11/2007, in risposta alla proposta dell’onorevole G.Casini di investire in centrali nucleari, che il nucleare è il sistema energetico più costoso del mondo.

    Figura 1

    Non è corretto! Nella fig. 22 si vede la comparazione tra i costi dell’energia ottenuta con: gas, carbone coal, nucleare.

    Figura 2

    Nell’ultimo grafico i costi vengono suddivisi tra costi iniziali di impianto, costi di gestione e costi di combustibile, il nucleare ha i costi di impianto più alti, soprattutto il nucleare di 4° generazione, ma conviene comunque, e di molto nei costi dei KW.
    Inoltre un calcolo comparativo dei costi dell’elettricità è stato recentemente fatto dalla Fondation Robert Schuman. Sul prezzo, l’elettro-nucleare può essere battuto solo dal carbone. Se si tenesse però conto del costo della CO2 prodotta che già nel 2005 era sul mercato “nero” di 23 euro la tonnellata la vincerebbe. Veniamo alla pericolosità. Secondo l’Università dell’East Anglia, tenendo conto di tutto ad esempio dei morti nelle miniere per ogni miliardo di Kw/h/anno, il nucleare provoca 8 vittime, il gas 85 e il carbone 342. Entro il 2020, saranno costruite 100 centrali, concentrate in sei paesi: Cina (33), Russia (28), India (20), Giappone (13), Corea del Sud (9) e USA (4-6). Altre 150 lo saranno nel decennio successivo. Gli americani stanno costruendo centrali nucleari di 4° generazione considerate estremamente sicure anche dai più scettici sul nucleare.
    Il Norditalia è circondato da paesi con centrali nucleari, ce ne sono 57 in Francia, 5 in Svizzera, e 1 in Slovenia. L’Italia importa circa il 20% del proprio fabbisogno di energia elettrica da questi paesi, con i quali condividiamo il rischio nucleare, ma non i guadagni.
    Finché dovremo competere con paesi dai costi energetici molto più bassi dei nostri, perché ottenuti dal nucleare e dal carbone, non saremo mai competitivi, scegliere in questo momento storico, l’energia solare, significa uscire definitivamente da qualunque mercato.
    Ricordo che gli allevatori italiani devono competere con quelli del Nord Europa che pagano l’energia dal 30% al 70% meno di noi. Come è possibile? In questi paesi l’energia costa meno perché è ottenuta con il carbone o con il nucleare, e viene fornita agli allevatori completamente detassata.Dal capitolo farine di carne vietate solo in U.E.

    Purtroppo per gli allevatori, il ministro dell’agricoltura durante lo scandalo della mucca pazza, era A. Pecoraro Scanio, un avvocato, animalista, e vegetariano. Gli allevatori anziché essere tutelati e protetti dallo sciacallaggio dei mass media, si sentirono dire che somministrare la carne ai bovini era contro natura. L’ambientalista dei verdi non era certo ministro per le sue competenze, ma solo per un ricatto di poltrone tra partitini, che pur avendo piccole percentuali, sono in grado di far cadere un governo. Ebbene il ministro, non fece assolutamente niente, per gli allevatori.
    Perché il ministro dell’agricoltura non è espresso dal mondo produttivo agricolo o della filiera agroalimentare, che da soli contribuiscono al 30% del PIL nazionale?
    Perché il vegetariano animalista A.Pecoraro Scanio non l’hanno fatto ministro del tesoro o delle finanze? Forse perché da sempre questi ministeri sono gestiti da economisti, non solo competenti, ma esperti del settore. Perché mai gli allevatori hanno dovuto subire un ministro dell’agricoltura vegetariano e animalista?, contrario sia agli allevamenti di animali da carne sia alla zootecnica industriale.
    E attualmente perché mai le scelte energetiche del paese, cioè il nostro futuro, devono essere affidate, o comunque influenzate da un fanatico ambientalista, e non affidate al ministro competente che è L. Bersani, ministro dell’industria,
    favorevole sia al carbone pulito che al nucleare di 4° generazione

  • Profilo di alemari1986

    alemari1986

    25 nov 2007 - 12:14 - #18
    -2 punti
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    Rispondo a clayco.
    Sono al corrente di molto di quanto hai detto, specie riguardo alle convenienze e non-convenienze in fatto di energia. Spesso e volentieri però, parlando di questi temi, molte persone hanno espresso (legittimamente, sia ben chiaro) opinione diverse, insistendo per esempio sulla non-convenienza attuale del nucleare in Italia, e quindi sulla sicurezza, sul problema delle scorie, sui costi spropositati, ecc. Quello che però mi rende personalmente favorevole, sempre riguardo a questo singolo tema, al nucleare in Italia, è il fatto che praticamente tutti i paesi industrializzati hanno detto “sì” a questo tipo di tecnologia, anche se in misure diverse, il che gioca moltissimo a favore del nucleare. Alcuni poi hanno parlato del fatto che oggi le centrali non si stanno costruendo più in molti dei suddetti paesi, che hanno sempre avuto bisogno di finanziamenti “integrativi”, se vogliamo, da parte dello stato, e altre cose del genere. Io non ho potuto fare a meno di riconoscere che si tratta, in fondo, di obiezioni legittime, e quindi non ho insistito. Anche perché, riguardo all’ energia nucleare, ne so molto di più dal punto di vista SCIENTIFICO che economico.

    Riguardo al solare, o meglio al fatto di voler contare soprattutto sul solare, come ripetuto a perdita di fiato da Pecoraro Scanio, sono molto scettico e sono d’ accordo con te.

    A livello di sicurezza, avevo letto da qualche parte infatti la tua classifica della “pericolosità” del nucleare in confronto all’ utilizzo del carbone, ecc. Condivido tutto quanto!

    Riguardo al fatto che in Italia gli ambientalisti imperino, più che in altri paesi, che vuoi che ti dica…siamo in Italia.