Molte specie commerciali di pesce si stanno esaurendo. Spesso Ecoblog ha parlato del caso del tonno rosso ma l’allarme è molto generalizzato e, a parere della Fao, nel futuro andrà sempre peggio. Secondo l’organizzazione nel 2030, quando gli abitanti della Terra saranno molti di più di oggi, ci vorranno 37 milioni di tonnellate di pesce in più all’anno per mantenere gli attuali livelli di consumo ittico.
In particolare, oggi consumiamo 48 milioni di tonnellate di pesce derivante dall’acquacoltura, ma fra poco più di 20 anni ce ne serviranno 85 milioni. Si tratta di un settore molto produttivo dal punto di vista economico: la pesca d’allevamento a partire dal 1970 è cresciuta a ritmi dell’8,8 per cento contro il 2,8 per cento della zootecnia.
La soluzione proposta è quella di ricorrere all’acquacoltura, quella sostenibile però. C’è il problema dell’inquinamento derivante dagli scarichi degli allevamenti, del benessere dei pesci, ecc… Ne avevamo parlato insieme al prof Tibaldi di Slow Food in un’intervista intitolata proprio “Quanto è sostenibile l’acquacoltura?”. Mi chiedo però quanto sia sostenibile il nostro modello di consumo ittico. La Fao infatti parla della necessità di incrementare l’offerta di pesci di 37 milioni di tonnellate “per mantenere gli attuali livelli di consumo”. Secondo me dovremo agire anche su questi oltre che rendere sempre più sostenibile la l’acquacoltura o la cattura in mare. Un primo passo potrebbe essere quello di evitare le specie a rischio e sostituirle con altre.
Via | Fao
vhemt
20 nov 2007 - 09:12 - #1Un’altra soluzione sarebbe ridurre la popolazione volontariamente, disincentivando chi fa più di un figlio e pagando chi non ne fa.
I risultati si vedrebbero in 10 anni.
Ma il consumismo ha sempre vinto e vincerà.
stever
20 nov 2007 - 09:58 - #2…come in Cina ? :-)
spirito
20 nov 2007 - 10:29 - #3ma un articolo sulla caccia alle balene dei giapponesi per presunti motivi scientifici (che tra l’altro sono curioso di conoscere) allargate ora anche alle rarissime megattere?
alemari1986
20 nov 2007 - 13:05 - #4Rispondo a vhemt.
Infatti! Il consumismo ha sempre vinto e sempre vincerà. Come il piacere di dire sciocchezze! Quello che sostieni, secondo me, non è una soluzione, ma il peggior modo di non porsi per niente il problema! Ma certo! Meno bambini sulla terra, più pesci nel mare! Complimenti!
BMW
20 nov 2007 - 13:24 - #5anche secondo me la sovrapopolazione è un grande problema… cmq penso che se non sarà l’uomo a risolverla ci penserà da sola la natura!
capracotta
20 nov 2007 - 13:25 - #6Un primo passo potrebbe essere quello di evitare le specie a rischio e sostituirle con altre.
Già, questo dovrebbe essere il minimo!
Credo che l’acquacoltura sia un’ottima soluzione, anche dal punto di vista economico.
alemari1986
20 nov 2007 - 13:43 - #7Rispondo a BMW.
Non so se la sovrapopolazione sia un problema; in un certo senso ovviamente sì, ma grazie a Dio non è ancora un problema OGGI. Alcune previsioni affermano che nel 2050 la terra dovrebbe arrivare a contenere sulla sua superficie circa 9 miliardi di individui. Però affermano anche che intorno a quella cifra questo fenomeno dovrebbe trovare un suo equilibrio. I maggiori incrementi demografici si avranno nei paesi in via di sviluppo, dove però è prevista anche una crescita della ricchezza pro capite e del benessere. Anzi, osservando oggi la crescita della popolazione in questi paesi si può affermare che è in parte una conseguenza proprio del raggiungimento di un miglio tenore di vita. Quello che in sostanza è avvenuto anche da noi. E’ un fatto che oggi i paesi più ricchi siano anche quelli più maggiormente popolati; questo perché hanno subìto anche un incremento della capacità di produrre e di moltiplicare le risorse di cui abbisognavano, molte delle quali addirittura vengono poi esportate.
Rispondo a capracotta.
Sono pienamente d’ accordo con te!
Gino36
20 nov 2007 - 14:46 - #8alemari1986, secondo te i paesi più ricchi sono quelli maggiormente popolati?
Il Bangladesh, 147Milioni di abitanti su 147.000Km2 è uno dei paesi più poveri al mondo se non il più povero.
Australia, 20 milioni di abitanti su 7.600.000Km2 è tra i paesi più ricchi al mondo, 14° per pil procapite.
Canada, 33 milioni di abitanti su quasi 10.000.000 Km2, 7° PIL procapite.
India, 1.100.000.000 di abitanti su 3.300.000 km2, 123° per PIL procapite.
I paesi ricchi attuali non lo sono perchè molto popolati, ti ho mostrato con pochi semplici esempi che la tua convinzione è errata, ma per un insieme di ragioni storiche, di presenza di risorse, di cultura (non nascondiamoci che alcune religioni fsavoriscono uno stato di arretratezza e di sottosviluppo perchè tendono ad ostacolare lo sviluppo sociale irrigidendo la società).
Il pianeta già ora non è in grado di assicurare a quasi 7 miliardi di persone livelli di vita accettabili, non parliamo poi degli standard di vita occidentali. Semplicemente non ci sono abbastanza risorse per tutti c’è poco da fare. Indiani e Cinesi non potranno mai arrivare ad avere livelli di motorizzazione quali si vedono in europa, giappone o nordamerica. Non c’è abbastanza carburante per alimentare una tale massa di auto e questo vale anche per gli altri settori.
Il fare meno bambini (che tu trovi così assurdo) è invece la via da seguire, diciamo meglio sarebbe perchè il concetto di decrescita è qualcosa di alieno alla mente della maggior parte delle persone e dei politici. Nel nostro paese la via della decrescita della popolazione, l’avevamo imboccata, purtroppo il gap naturale viene colmato dagli immigrati quindi siamo al punto di partenza.
Come giustamente detto da BMW, a regolare la popolazione su livelli sostenibili, come per qualunque specie animale (e noi non facciamo eccezione) ci penserà la natura.
Sarebbe più facile e saggio farlo in maniera dolce, diminuendo le nascite, temo avverrà in maniera tutt’altro che dolce nei purtroppo “classici” modi tipo guerre, carestie, ecc.
geppe67
20 nov 2007 - 15:46 - #9alemari1986 ti puoi indignare finchè vuoi ma quello sarà il futuro dell’umanità, se vuole sopravvivere.
nascite controllate e geneticamente selezionate: vuoi o non vuoi ci stiamo incamminando verso questo scenario e personalmente non ci trovo nulla di male.
è bene che l’uomo impari a controllare sè stesso
alemari1986
20 nov 2007 - 16:35 - #10Rispondo a Gino36.
Ho sbagliato a scrivere; giustamente “i paesi più ricchi sono quelli maggiormente popolati” è un’ assurdità, come hai dimostrato. Volevo dire che in tutti i paesi ricchi c’ è moltissima gente, per cui l’ implicazione “molte persone implica povertà” non è valida.
“Il pianeta già ora non è in grado di assicurare a quasi 7 miliardi di persone livelli di vita accettabili”.
Non dire “il pianeta”. Il pianeta non sarebbe stato capace di sostenere la vita neanche della metà di quanti siamo adesso, se l’ uomo non fosse intervenuto. L’ uomo è capace di moltiplicare le risorse che la natura gli mette a disposizione. Pensa ai rendimenti dei terreni agricoli. 100 anni fa erano un tot, oggi come oggi questo tot è decuplicato, e anche di più. Tutto ciò solo in quei paesi che hanno vissuto lo SVILUPPO. Per sviluppo intendo soprattutto lo sviluppo economico, che porta con sé anche quello culturale, scientifico, sociale.
“Semplicemente non ci sono abbastanza risorse per tutti c’è poco da fare. Indiani e Cinesi non potranno mai arrivare ad avere livelli di motorizzazione quali si vedono in europa, giappone o nordamerica. Non c’è abbastanza carburante per alimentare una tale massa di auto e questo vale anche per gli altri settori”
Il fatto è che una “risorsa” non è necessariamente “costante nel tempo”. L’ uomo nel corso della sua storia è stato capace di aumentare moltissimo le risorse a sua disposizione. Senza contare che poi una risorsa è tale solo in un determinato periodo storico. Per esempio, 200 anni fa il petrolio non era una risorsa in quanto non era stata messa a punto la tecnologia per estrarlo e raffinarlo. Idem le energie rinnovabili. Per il futuro è la stessa cosa! Cose che oggi non sono risorse, lo diventeranno in un futuro prossimo o più lontano. Non lo affermo io, lo afferma la storia e il buonsenso! In agricoltura, per esempio, la scienza ha saputo garantire la produzione di tonnellate di derrate alimentari in più. I paesi che dispongono di certe tecnologie, per esempio gli USA, esportano tutto quel cibo, mentre se non “bastassero le risorse” dovrebbe importarlo togliendolo magari a paesi più poveri! Quindi, secondo me, il tuo discorso è campato per aria in quanto fai di tutta l’ erba un fascio. In India e in Cina, vedrai tra qualche anno milioni e milioni di autoveicoli, molti più di quanto ce ne siano ora; ci puoi scommettere.
Riguardo al carburante, è ragionevole pensare che la scienza saprà mettere a punto, nel futuro, altri tipi di carburanti con nuove tecnologie, come ha innumerevoli volte fatto in passato! Ci sono tantissimi paesi che investono miliardi di dollari in questo campo di ricerca!
Il fare meno bambini (che tu trovi così assurdo) è invece la via da seguire, diciamo meglio sarebbe perchè il concetto di decrescita è qualcosa di alieno alla mente della maggior parte delle persone e dei politici. Nel nostro paese la via della decrescita della popolazione, l’avevamo imboccata, purtroppo il gap naturale viene colmato dagli immigrati quindi siamo al punto di partenza.
Il “fare meno bambini”, a prescindere da quello che “potrebbe portare di bene”, ci rende invece, tra le altre cose, più deboli rispetto a popoli come quello arabo e quello cinese, che sta aumentando di numero a dismisura! Quindi se non vogliamo lasciare il nostro paese a queste persone (non che io abbia qualocosa contro di loro)…
Nei paesi europei o in nord-america, per esempio, i bambini hanno la fortuna di crescere in ambienti più protetti e sani che in altre parti del mondo. Possono essere istruiti e nella vita potranno poi dedicarsi alla risoluzione dei problemi che comporta la vita stessa! I bambini sono una risorsa, sono il futuro! Nel nostro paese la “via della decrescita della popolazione” effettivamente è stata imboccata, ma l’ Italia non è esattamente il paese dei furbi!
Come giustamente detto da BMW, a regolare la popolazione su livelli sostenibili, come per qualunque specie animale (e noi non facciamo eccezione) ci penserà la natura.
Allora, se “ci penserà la natura”, perché dovremmo preoccuparci di “fare meno bambini”?
Sarebbe più facile e saggio farlo in maniera dolce, diminuendo le nascite, temo avverrà in maniera tutt’altro che dolce nei purtroppo “classici” modi tipo guerre, carestie, ecc.
Certo! Sarebbe più facile! Ma perché nessuno si chiede “se sarebbe giusto oppure no”? Ho l’ impressione che questa domanda sia rimasta senza risposta. Tu che ne pensi?
alemari1986
20 nov 2007 - 16:49 - #11Rispondo a geppe67.
Io vorrei sapere su che base SCIENTIFICA asserisci che il futuro dell’ umanità sia la “sovrapopolazione”. Oggi sulla terra chi può dire che siamo in troppi? Chi lo può dimostrare rigorosamente? Le ragioni che mi inducono a non essere d’ accordo con le tue “previsioni”, o meglio “profezie”, sono MOLTO SUCCINTAMENTE espresse nella mia risposta a Gino36. Ma è un discorso che andrebbe approfondito.
Nascite controllate e geneticamente modificate sono solo un aspetto di un discorso molto complesso riguardante la bioetica. Il fatto che “ci stiamo incamminando (…)” non significa niente. Per ora tutto ciò rappresenta innovazioni in certi campi di studio che vanno approfondite e comprese a fondo da parte di chi è competente in materia. Spetterà alle generazioni future e al loro discernimento stabilire cosa sia meglio per l’ uomo e cosa no. Noi però non possiamo assolutamente permetterci OGGI di prendere iniziative come quelle per le quali non vedi “nulla di male” sulla base di “timori” che potrebbero essere benissimo ingiustificati. Non ti rendi conto delle enormi strumentalizzazioni che potrebbero subire certe iniziative? Noi dobbiamo fare solo una cosa: capire. Prima si capisce, poi si agisce, non il contrario!
stever
20 nov 2007 - 16:56 - #12n Cina è (o era) vietato avere più di un figlio e allora poichè i maschi erano più produttivi quando nasceva una femminuccia veniva soppressa ! :-(
alemari1986
20 nov 2007 - 17:01 - #13Rispondo a stever.
Non fatico a crederlo. Ma la Cina non è esattamente il paradiso terrestre dei diritti umani (né di quelli ambientali, aggiungerei).
alemari1986
20 nov 2007 - 17:02 - #14Rispondo a stever.
Non fatico a crederlo. Ma la Cina non è esattamente il paradiso terrestre dei diritti umani (né di quelli dell’ ambiente, aggiungerei).
geppe67
20 nov 2007 - 17:29 - #15@ alemari1986
“prima si capisce, poi si agisce”
è proprio qui che ti sbagli: molti scienziati, anche di paesi cosiddetti civili, stanno facendo ricerche sfregandosene dei problemi etici, religiosi, morali.
il primo che riuscirà a garantire la possibilità di scegliersi il figlio che si vuole, sarà assalito dall’umanità (verso la quale, come avrai capito, nutro poca fiducia) e i governi dovranno prenderne atto.
quanto al fatto che siamo già troppi su questa terra non lo dico io ma fior fiore di scienziati (c’era un articolo anche ieri sul Corriere)
alemari1986
20 nov 2007 - 19:35 - #16Rispondo a geppe67.
Molti scienziati di PAESI CIVILI stanno facendo ricerche sul DNA, sulle cellule staminali e sulle malattie genetiche. Il fine, come spero tu possa comprendere, è salvare vite umane e capire sempre di più come funziona il corpo umano. Quali sarebbero i problemi etici, religiosi, morali? Ti sarei grato se mi facessi degli esempi. Che sperimentano su topi da laboratorio? Allora tu come procederesti nella sperimentazione di farmaci? Useresti le persone come facevano i nazisti? Rendiamoci conto invece del bene che queste ricerche possono apportare all’ umanità e, perché no, anche a piante ed animali. Il fatto che gli scienziati si disinteressino dell’ etica e facciano chissà cosa nei loro laboratori in dispregio della natura è, secondo me, solo quello che pensa gente disinformata e del tutto non conscia di ciò in cui consiste il loro lavoro. Gente accompagnata da giornalisti “imbrattacarte” che cercano solo di colpire i lettori con inquietanti e altisonanti titoloni sulle “clonazioni” e su chissà quale rivoltante esperimento genetico! Io ammetto di non poter comprendere sufficientemente il loro lavoro, anche se riconosco la sua enorme importanza e le sue potenzialità per il futuro. Perché non lo ammetti anche tu? Perché non cerchiamo di saperne di più sulla scienza DA FONTI SCIENTIFICHE invece che da giornali in materia di scienza classifficabili solo come “spazzatura”, magari anche di partito (qualunque esso sia)? Davvero pensi che l’ obiettivo degli scienziati sia “garantire la possibilità di scegliersi il figlio che si vuole”?
Ho capito che nutri poca fiducia nell’ umanità! Permettimi di darti il mio parere, per quello che vale. Credi davvero che questa sfiducia sia l’ atteggiamento migliore che puoi assumere? Credi davvero che servirà a qualcosa? Vorrei ricordare che l’ uomo vive e sbaglia perché non è perfetto, ma è ancora capace di rimediare ai suoi errori; errori che oggi in parte sta già risolvendo, anche se è un processo che dovrà continuare.
Riguardo alla sovrapopolazione, cercherò di trovare e leggere l’ articolo a cui ti stai riferendo, a meno che tu non sia così gentile da trovarlo in rete, se c’è, e metterlo qui. Così ne discuteremo PUNTO PER PUNTO, analizzandolo anche sulla base dei dati SCIENTIFICI che ho a disposizione, e di cui non mancherò di riferire le fonti, naturalmente.
alemari1986
21 nov 2007 - 16:42 - #17Rispondo a geppe67.
Non sono riuscito a trovare l’ articolo del corriere a cui ti riferisci. Ho trovato però questo:
http://www.corriere.it/cronache/07_ottobre_26/onu_inquinamento_rapporto.shtml
Immagino che gli argomenti di cui si parla in questo trafiletto siano molto simili a quelli affrontati nell’ articolo a cui ti riferivi. Inoltre sono pronto a scommettere che i TONI dell’ articolo sono pressoché identici. Comunque sia attendo una tua conferma o una tua smentita. Dunque, è scritto:
“Secondo il recente studio tre sono le cause che maggiormente mettono in pericolo la vita sul nostro pianeta: il riscaldamento climatico, il progressivo aumento numero delle specie in via d’estinzione e la rapida crescita della popolazione”
Per motivi di tempo, vorrei evitare di dilungarmi sul riscaldamento globale e sulla scomparsa delle specie, dal momento che ci stiamo riferendo solo alla sovrapopolazione. Si legge:
“come stimano alcune proiezioni scientifiche, la popolazione umana raggiungerà gli 8 miliardi e 10 milioni di abitanti nel 2050. Negli ultimi venti anni, la popolazione mondiale infatti è aumentata di 1,7 miliardi di persone, passando da 5 a 6,7 miliardi di abitanti. «La popolazione umana adesso è così numerosa che l’ammontare delle risorse di cui ha bisogna per sopravvivere è superiore a quelle che la Terra riesce a produrre» afferma Achim Steiner, direttore esecutivo dell’Unep.
In sé e per sé questa affermazione di Steiner non è errata errata. La terra DA SOLA non avrebbe potuto provvedere a TUTTI I BISOGNI UMANI, neanche se ospitasse metà persone di quelle presenti oggi. Quello che però Steiner non dice, o che comunque il trafiletto omette, è che da un bel pò l’ uomo ha AGITO SULLA QUALITA’ E SULLA QUANTITA’ DELLE RISORSE CHE LA TERRA GLI METTE A DISPOSIZIONE. Concentriamoci anche solo su un aspetto di questo discorso: il cibo. Questo costituisce un processo MILLENARIO di relazione con la terra e di studio delle sue dinamiche, fin dai tempi in cui nacque l’ AGRICOLTURA. Anche le tecniche agricole più semplici e rudimentali costituiscono un potenziamento della facoltà naturale di produrre cibo (ma non solo). Un esempio? Il semplice spargimento del LETAME sui terreni agricoli costituisce una MODIFICA al normale ciclo di crescita nauirale, dal momento che non mi risulta di aver mai sentito parlare (grazie a Dio) di PIOGGE DI LETAME! Eppure il letame, è risaputo, è un ottimo fertilizzante e consente, naturalmente per quello che può, di aumentare il raccolto. Nonostante gli innumerevoli esempi che si potrebbero fare in questo senso, la filosofia di base è sempre la stessa. L’ uomo ha la CAPACITA’ di aumentare la qualità e la quantità di ciò che potrebbe prendere direttamente dalla natura SENZA PASSAGGI INTERMEDI! Ora, figuriamoci i progressi che possa aver subito l’ agricoltura oggi, con l’ impiego delle più ritrovate tecnologie e soprattutto con l’ impiego futuro delle più moderne BIOTECNOLOGIE. Tutto ciò è dimostrato dal fatto che paesi immensi e “affollatissimi” come gli USA, invece di IMPORTARE DERRATE ALIMENTARI come vorrebbe la logica del “le risorse si stanno esaurendo”, guarda un pò, le ESPORTANO!
la rapida crescita demografica sono le cause principali del gran numero di animali estinti o in via d’estinzione. Secondo le cifre presentate dall’Unep circa 30% degli anfibi, il 23% dei mammiferi e il 12% degli uccelli rischiano di scomparire
Quello che quì non viene detto, però, è che il grande incremento demografico non è previsto IN OGNI SINGOLO METRO QUADRATO DEL PIANETA! E’ un fenomeno che riguarderà (e già riguarda in parte) solo alcuni paesi, che solitamente vengono detti IN VIA DI SVILUPPO. Cosicché tutti i problemi che a questo incremento sono legati, non sono diffusi dappertutto, ma riguardano solo quelle singole aree. Questa considerazione è FONDAMENTALE, in quanto assume una certa OVVIETA’. Mi spiego: siccome in questi paesi il tenore di vita sta salendo, c’ è più igiene, più benessere, meno malnutrizione, lotta alle malattie, ecc. Tutti questi fattori incidono OVVIAMENTE più o meno intensamente sulla MORTALITA’ (infantile, adolescenziale, ecc.). Per cui questo incremento demografico è una CONSEGUENZA del RAGGIUNGIMENTO DI UN CERTO BENESSERE. Tutto ciò, ora, è avvenuto esattamente anche da noi. E anche da noi (da noi intendo in quei paesi ormai richi e eviluppati) c’ è stato, in quel periodo, uno sfruttamento più intensivo delle risorse naturali, con poca o scarsa attenzione all’ ambiente. Tuttavia, una volta raggiunta una certa ricchezza, è stato possibile impiegare ingenti capitali, oraa disponibili, per la PULIZIA dell’ ambiente in cui vivevamo (e in cui viviamo tuttora), il che implica la messa in vigore di precise e severe norme sulla tutela dell’ ambiente, il rimboschimento, il ripopolamento di habitat, ecc. Naturalmente da noi questo processo è ancora in corso e continuerà anche in futuro. I paesi in via di sviluppo, che sono ancora alle fasi precedenti, hanno però il vantaggio di avere vicino paesi già ricchi e industrializzati, che possono aiutarli ad ACCELERARE il loro sviluppo e il loro benessere. E’ per questo che il loro sviluppo ci appare così rapido e ingente, così come rapido e ingente è PER ORA lo sfruttamento delle loro risorse. Si tratta però di un fenomeno non destinato a crescere smisuratamente, ma a trovare un suo equilibrio una volta raggiunto un livello sufficiente e soddisfaciente di SVILUPPO. Che porta con sé anche una maggior ATTENZIONE ALL’ AMBIENTE, è bene sottolinearlo! Infatti oggi i paesi più RICCHI E SVILUPPATI sono 1) I PIU’ PULITI e 2) I PIU’ SEVERI E ATTENTI IN FATTO DI SALVAGUARDIA AMBIENTALE. Al contrario, è nei paesi sottosviluppati e poveri che si registrano i maggiori danni all’ ambiente! Un esempio? Il BRACCONAGGIO! In molti paesi dell’ Africa è, purtroppo, una piaga diffusa, ma l’ Africa è un continente con MOLTA NATURA e POCO SVILUPPO! In Canada, invece, la legge è molto chiara riguardo alla tutela degli orsi polari, per esempio; questi animali infatti non so se abbiano mai conoscuto cacciatori o affini, eccetto che nei periodi di sovraffollamento.
“mentre il Brasile ha fatto notevoli sforzi per combattere la deforestazione”
ERA ORA che qualcuno lo dicesse!
«La vita sulla Terra potrebbe essere più semplice se non ci fossero questi tassi di crescita demografica. Ma costringere le persone ad avere meno figli è una soluzione semplicistica. La cosa migliore sarebbe accelerare il benessere dell’umanità e usare più razionalmente le risorse che il pianeta ci offre».
Finalmente! Qualcosa di sensato si legge anche sui giornali, allora! Detto questo, mi scuso per essere stato un pò lungo. I discorsi che ho fatto andrebbero approfonditi e la questione non può ovviamente esaurirsi quì, ma si tratta di osservazioni che DEVONO ESSERE PRESE IN CONSIDERAZIONE! Aspetto di conoscere la tua opinione su tutto ciò.
Ciao.