I boschi del Cansiglio sono un gioiello, preservato dalla necessità di legname della Serenissima Repubblica di Venezia e minacciato dalla “necessità” di sciare dei turisti della domenica.
L’alpinista scrittore Toio de Savorgnani mi spiegava che: “la regione Veneto, attraverso l’assessore ai Parchi Silvestrin, ha espresso pubblicamente più volte l’intenzione di istituire la Riserva Naturale Regionale del Cansiglio, ma l’assessore De Bona (incaricato dei “Trasporti a fune” ovvero degli impianti di risalita) ha inserito il collegamento attraverso la Palantina nel nuovo Piano Neve, ancora in versione preliminare, ma il messaggio è ben chiaro. Se il collegamento tra Pian Cavallo e Colindes in Alpago-Cansiglio non è ancora stato fatto è soprattutto grazie alla nostra mobilitazione, per l’aver saputo tenere alta l’attenzione dell’opinione pubblica anno dopo anno.”
Nel 1987, anno della prima marcia in difesa del Cansiglio, erano in sette più un cane, l’anno dopo erano 2.000. Sono passati 20 anni e la gente continua a camminare nel bosco, mentre gli alberi continuano a sparire.
Eccovi il racconto della marcia scritto da una partecipante.
Domenica 11 Novembre una silenziosa moltitudine si è inoltrata a piedi nell’antico bosco del Cansiglio. L’incontro e la partenza erano fissati a Pian Canaie. Il sentiero saliva docile e costante lungo il pendio della montagna, attraverso il bosco di faggi dalle alte colonne bianche e dalle cime color oro. Il fruscio di mille passi lenti e costanti, sul
tappeto di foglie secche ci ha accompagnato mentre raggiungevamo la casera Palantina.
Associazioni ambientaliste, gruppi, singoli e famiglie si sono riuniti ed hanno formato un cerchio attorno alla casera per testimoniare con la loro presenza il forte dissenso che proviene da chi ama la montagna verso i nuovi progetti turistici che interessano la conca del Cansiglio.
Un ingente finanziamento stanziato dalla regione Veneto, alimenterà i progetti che intendono collegare le piste da sci del Pian Cavallo con l’Alpago. Impianti di risalita, parcheggi e tutto ciò che potrà rendere funzionale la zona, a scapito della salvaguardia del suo prezioso equilibrio ambientale.
Siamo saliti a forcella Palantina e poi giù verso il Pian Cavallo in Friuli. Una ferita enorme taglia la montagna, le ruspe lavorano incessantemente per portare a termine le nuove piste. La montagna sembra gridare il suo strazio da quell’enorme fenditura sul suo fianco.
Dall’alto possiamo vedere sul versante opposto la silenziosa conca del Cansiglio, bordata dall’antica foresta che la cinge come una calda coperta. Una culla dove trovano riparo varie specie animali e vegetali, e che la fantasia, stimolata da sempre dal fascino di questi luoghi, ha popolato di folletti ed aguane. Per far sì che la magia di questo luogo
incontaminato venga salvata dalle mani avide dell’industria del turismo, Ecoistituto Veneto, esponenti di molte sezioni CAI di Veneto e Friuli, di WWF, Legambiente, Italia Nostra, LIPU, Mountain Wilderness e molti amanti della montagna si sono incontrati l’11 Novembre e continueranno a vigilare sulla salvaguardia della foresta.
[ Elena Turchetti ]
» Bollettino delle attività in difesa del bosco: Cansiglio.it
AXE
21 nov 2007 - 08:53 - #1il cansiglio ha anche una rilevanza storica, si può considerare la prima area protetta al mondo, avendo la repubblica di venezia fatto divieto assoluto di tagliare gli alberi senza l’autorizzazione del senato di allora.
Nirvene
21 nov 2007 - 10:43 - #2Al solito i veneziani di un tempo erano molto piu accorti e lungimiranti dei loro discendenti e degli italiani in generale.
Certo, capisco la necessità di sviluppare il turismo, mercato con potenzialita notevoli specie nella mia regione, il Veneto, che gia adesso e la prima in Italia, ma io inviterei, chi di dovere, di prendere in analisi varie alternative per salvaguardare il Cansiglio, investendo perche questa riserva diventi un ulteriore polo di attrazione turistica, invece che puntare sull’alternativa certo piu facile degli impianti sciistici ma che sono solo sfruttabili per un limitato periodo temporale.
Oltretutto la mia amata regione e gia stat abbastanza devastata per i miei gusti, e ora di cambiar politica per preservarne la bellezza.
chube
21 nov 2007 - 12:36 - #3Il Bosco del Cansiglio è considerato dalla tradizione cimbra locale un luogo magico. Abitato da fate (Anduane) e creature incantate è raccontato da Toio de Savorgnani in Cansiglio nostra Signora (del quale se ne può leggerne un brano qua). Si tratta di una tra le mie mete preferite per passeggiare nei boschi e devo ammettere, anche se fondamentalmente scettico, che la sensazione di irrealtà permea questo territorio. Non è facile da rappresentare a parole ma in esso si percepisce la saggezza primordiale di un luogo antico il cui valore trascende la sola tutela ambientale.
La difesa di questo territorio, da sempre tutelato è soprattutto simbolica. Contrapposizione tra chi è consapevole del legame tra uomo e natura e chi in essa vede solo una risorsa da sfruttare.
Per integrare quanto detta da AXE e Nirvene vorrei sottolineare che oltre il Cansiglio pure il Montello (per i suoi boschi) e la Laguna erano tutelati dalla Serenissima. Questo per il semplice e pragmatico motivo di consentire la sostenibilità dell’impatto umano sul proprio territorio sia nel presente che nel futuro. Un aspetto che la classe politica ed industriale attualmente non considera oppure nel migliore dei casi pone dopo il proprio tornaconto.
ps: Una piccola divagazione sulle politiche ambientali del passato per dire che la coscienza ambientale veneta nel ‘500 era molto più progredita di quella attuale. Ne è esempio la regolamentazione delle valli da pesca (dove il termine valle deriva dal latino vallum che significa: argine o protezione) per le quali oltre a rigidi vincoli nella realizzazione (erano prevalentemente “mobili” in legno per consentirne la rimozione in casi di maree eccezionali e mitigare il fenomeno dell’acqua alta), gli affittuari erano responsabili della manutenzione e del rispetto della laguna, per il quale rispondevano di persona. Nel ‘900 si sono utilizzate come discariche abusive di rifiuti industriali…