Recuperare il caldo fumo dei camini industriali e’ il modo più conveniente per risparmiare energia e diminuire le emissioni. A dirlo e’ il Worldwatch Institute.
Ad esempio, recuperando calore da 47.500 camini statunitensi che disperdono fumi ad una temperatura superiore ai 260 gradi Celsius, si otterrebbero 50.000 MW di energia. Abbastanza da poter spegnere metà delle centrali atomiche statunitensi. Questo calcolo e’ stato fatto dalla Recycled Energy Development, una società che offre di abbinare una turbina a vapore ai camini industriali, per convertire l’energia termica in energia elettrica.
L’investimento si ripaga in 3-4 anni. Fino ad oggi sono stati in pochi a prendere in considerazione questa idea perché i rifiuti sono visti come cose dannose di cui disfarsi a basso costo, non come risorse, inoltre in alcuni Stati USA e’ difficile per una industria che produca più energia di quanta ne consumi rivendere il surplus alla rete.
» Clean Energy’s Best-Kept Secret: Waste Heat Recovery
Proust...
22 nov 2007 - 09:49 - #1e si, la cogenerazione è una gran cosa!
260°C non sono tantissimi, fare vapore in alta pressione non è uno scherzetto, ma comunque avranno fatto i loro calcoli e se lo dicono vuol dire che un modo di sfruttarli ci sarà…
giusto anche che non ci sia “facilità” nel vendere la corrente in eccesso, se non fosse così non mi meraviglierei che qualcuno aprisse “false” industrie per lucrare sulla corrente del proprio camino o che comunque non ci sarebbe più la tendenza a diminuire le emissioni
+fumo=>+calore=>+corrente=>+ soldi
triste ma verosimile…
Zak
22 nov 2007 - 10:34 - #2L’idea e’ buona, ma e’ GIA’ sfruttata. Non so come siano messi negli stati uniti, ma in Europa questo principio e’ gia’ utilizzato. Ci sono ancora margini di diffusione, ma per esempio la FIAT gia’ lo fa, e anche molte industrie lombarde.
@Proust: per fortuna il tuo timore, alla prova dei fatti, e’ assolutamente infondato. Senza contare che in ogni caso risparmierei le emissioni per la produzione in caldaia di quelle calorie che recupero, e che i ritorni economici possono essere destinati a tecnologie che abbattono gli inquinanti anche se non diminuisco i fumi.
Proust...
22 nov 2007 - 11:00 - #3Zak: questo mi conforta ;-)
concordo sull’impiego della cogenerazione in Italia (ed Europa in generale), da noi, che che se ne dica, le industrie funzionano bene dal punto di vista ambientale.
p.s. salutami Bea :D
ClaudioB
22 nov 2007 - 13:51 - #4Far uscire da un camino fumi a 260° serve a disperdere in aria in alto i fumi, che probabilmente contengono sostanze inquinanti.
Si usava una volta, credo che da noi ora sia vietato.
Se recuperi energia, inevitabilmente raffreddi questi fumi, per cui ti ritrovi in mano anche un sacco di rumenta da smaltire.
Credo che le aziende che hanno queste ciminiere si guarderanno bene dal recuperare energia raffreddando i fumi…
Zak
22 nov 2007 - 14:48 - #5@claudio: devi considerare che energia = soldi, e fare soldi da quello che a prima vista sembra uno scarto non assolutamente valorizzabile… beh, non e’ una brutta cosa. Il punto e’: quanto costa l’energia? Deve costare veramente poco produrla con metodi tradizionali o bisogna essere veramente poco lungimiranti (o mancare di infrastrutture) per non recuperarla.
@proust: ti salutero’ bea ;)
Berto85
22 nov 2007 - 19:51 - #6Io comunque prima di spegnere le centrali nucleari, spegnerei delle vetuste centrali a carbone, anche perchè altrimenti non ci sarebbe nessun vantaggio in termini di Co2 emessa.
Zak
23 nov 2007 - 10:13 - #7@berto: tutti i torti non li hai, ma non si puo’ ridurre l’inquinamento alle sole emissioni di CO2 (e non sono nuclearofobo)
dukenukem
24 nov 2007 - 14:43 - #8Quasi tutte le fabbriche di nuova costruzione utilizzano questo principio, in particolare le acciaierie. Conviene spegnere le centrali a carbone, evitando di emettere co2, le centrali nucleari già costruite conviene utilizzarle finchè sono sicure, poichè il danno ormai è fatto(scorie).