Stazione scientifica polare a zero emissioni

pubblicato: mercoledì 28 novembre 2007 da lumachina in: Artide e Antardide Rinnovabili

stazione sceintifica belga a energia rinnovabile

Il governo del Belgio ha dato mandato alla IPF (International Polar Foundation) di progettare e costruire una base scientifica funzionante interamente con energia rinnovabile.
La Princess Elisabeth Antarctica e’ la prima (e spero non resti a lungo unica) stazione di ricerca polare a zero emissioni.

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La stazione sarà costruita sul nunatak di Utsteinen. Un nunatak e’ un picco di roccia resistente all’erosione che emerge da un ghiacciaio. La posizione e’ stata scelta per la sua ventosità e per la disponibilità di neve leggera, da usare come fonte di acqua. Il 75% dell’acqua sara usato almeno due volte,

La Princess Elisabeth Antarctica sarà equipaggiata con 8 turbine eoliche per sfruttare i venti (media mensile di 20 km/h). L’acqua calda sara prodotta con 22 m2 di pannelli solari termici e sull’edificio troveranno posto anche 109.5 m2 di pannelli fotovoltaici. Altri 270 m2 di pannelli saranno messi a terra e aiuteranno ad accumulare energia per l’inverno, durante l’estate.

L’edificio e’ stato studiato per mantenere il calore all’interno. Le finestre, tanto per dare un’idea sono composte, partendo dall’esterno, da tre strati di vetro incollati tra loro che compongono lo strato esterno del primo “doppio vetro”. Interposto ai vetri c’è una pellicola speciale che riflette il calore. Seguono 400 mm di aria e un secondo doppio vetro, anch’esso con pellicola riflettente.

La cerimonia di inaugurazione si e’ svolta a Bruxelles, alla presenza del Principe Filippo del Belgio, presidente (onorario) dell’IPF. Dopo qualche giorno di esposizione al pubblico la base e’ stata smontata, caricata in container e spedita via nave in Antartide, dove sarà rimontata tra gennaio e febbraio 2008.
La base diventerà operativa nel 2009, dopo i lavori di allestimento degli interni (che si prevede dureranno un anno).

Potete farvi una visita virtuale e panoramica su www.antarcticstation.org

PS, Le foto della stazione Princess Elisabeth su Inhabitat sono chiamate queen-elizabeth. Non trovate strano che i belgi dedichino la loro base ad una regina straniera?

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Commenti dei lettori

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  • Profilo di rutto

    rutto

    28 nov 2007 - 02:31 - #1
    2 punti
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    amo questo tipo di iniziative, per il semplice fatto che sono assolutamente logiche. E’ uno spreco di energia (e soldi) portre carburante (che inquina l’ecosistema del posto) fino in antartide.
    Spero che le altre basi costruite li seguino l’esempio intelligente di questa iniziativa.

    Poi certo, non mi aspetto che lo faccia anche la base italiana, visto che le hanno appena tagliato i fondi per la ricerca… ( questo non mi e’ nuovo…dove l’ho sentito prima? mah……)

  • Profilo di ciquta

    ciquta

    28 nov 2007 - 11:19 - #2
    2 punti
    Up Down

    Tra l’altro le comunità isolate hanno anche notevoli problemi (e costi) di approvvigionamento.
    Utilizzare le rinnovabili è la cosa più logica da fare anche in ottica strettamente economica.

  • Profilo di Mars25

    Mars25

    29 nov 2007 - 13:03 - #3
    1 punto
    Up Down

    Sono pienamente daccordo con voi ma non posso non esprimere la mia tristezza riguardo al fatto che a commentare questa notizia siamo solo in tre. A dimostrazione dello scarso interesse che queste importantissime tematiche suscitano.

  • Profilo di alemari1986

    alemari1986

    04 dic 2007 - 13:48 - #4
    -1 punto
    Up Down

    Rispondo a Mars25.
    Non credo che ci sia “scarso interesse per queste importantissime tematiche”; se vai a vedere altre discussioni su argomenti simili, ne troverai molte che non sono affatto brevi.

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