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L'abero di Natale originario era una quercia

Pubblicato: martedì 11 dicembre 2007 da lumachina

Coltivare alberi di Natale per l'economia delle aree marginali. Foto Orin Optiglot“La tradizione di ornare un albero sempreverde in occasione del Natale è originaria della Germania del VII secolo, dove gli abitanti erano soliti addobbare le querce con pietre colorate che, col passare del tempo, vennero sostituite con ghirlande di fiori, nastri e frutti colorati.” Questo leggo in un comunicato della Coldiretti, confermato dalla wikipedia che racconta di come l’albero di capodanno venisse decorato con fiori di carta e frutta (mele, noci e datteri).

Quindi, volendo fare i tradizionalisti, perché non tornare alle querce e perché non chiamarle albero del solstizio o querce di capodanno?
Le querce sono alberi un po’ più adatti degli abeti ad essere trapiantati in pianura, dove vive la maggior parte di noi.

Coldiretti ribadisce l’ecologicità delle coltivazioni di alberi di Natale dicendo che “mantenere il terreno lavorato significa garantire la capacità di assorbire la pioggia in profondità prima di respingerla verso valle evitando i pericoli delle frane”. Ecco…, aggiungerei che una naturale copertura arborea garantisce davvero naturalmente lo smorzamento della pioggia, mentre il “tenere il terreno lavorato” in molte coltivazioni della Toscana si traduce in arature facili per il trattore, ovvero allineate dalla cima alla base della collina, che facilitano il dilavamento del terreno alla minima pioggia. Le arature sane sarebbero parallele alle curve di livello, come da tradizione millenaria, ma i trattori non sempre riescono a lavorare in pendenza, quindi si sacrifica il suolo al profitto.

Il giro d’affari sugli alberi di Natale e’ stimato sui 140 milioni di Euro proprio dalla Coldiretti che, ovviamente, scoraggia l’uso di alberi di plastica.

» Coldiretti, consigli per albero salva ambiente e tradizione

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1 commento

Commenti dei lettori

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  • Profilo di chube

    chube

    11 dic 2007 - 12:31 - #1
    2 punti
    Up Down

    Concordo con Lumachina nel dire che la “movimentazione” come paventata da Coldiretti rappresenta un danno all’ambiente. Può avvantaggiare il drenaggio diretto dell’acqua (in questo caso l’impoverimento delle falde è colpa della cementificazione e prelievo sconsiderati) ma l’impoverimento di biodiversità è totale ed irreversibile. Lasciare porzioni di terreno non coltivato è l’unico modo per mantenere il territorio.

    Per quanto riguarda l’adornare gli alberi, la soluzione sarebbe utilizzare le varietà locali, non ha senso un abete in pianura ma anche una betulla in montagna. Inoltre far viaggiare alberi per centinaia di chilometri è sempre antiecologico.

    Ma perchè invece di comprare un’albero da tenere in vaso in città, alimentando un mercato il cui impatto non è indifferente, non si adornano gli alberi che ci sono già in città? Se ognuno, magari un condominio concordasse di abbellire l’albero in cortile oppure nella strada di fronte, non sarebbe più bello? Magari senza la profusione di luci a cui siamo abituati ma con decorazioni fatte in casa con scarti riciclati? I soldi risparmiati potrebbero essere investiti per regalare un coperta calda ed un pasto a chi è meno fortunato e non si può permettere un tetto per festeggiare.

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