In Canada, nello Stato dell’Alberta, ci sono sabbie bituminose, ovvero giacimenti di petrolio che, con l’attuale livello di prezzi, stanno diventando appetibili. BP vorrebbe estrarre quel petrolio e progetta di investire un miliardo e mezzo di sterline (2 miliardi di euro) per attrezzare una zona di pozzi grande 140.000 Km quadrati.
Greenpeace ha fatto i conti in tasca alla BP facendo notare che per estrarre petrolio dalle sabbie bituminose si emette 4 volte più CO2 che con l’estrazione da un pozzo di petrolio “normale”: 125 Kg invece di 29. Le emissioni collegate all’apertura dei pozzi impedirebbero al Canada di rientrare nei limiti stabiliti dal protocollo di Kyoto. Per quantificarle, hanno calcolato 140 milioni di tonnellate di Co2 all’anno, ovvero il doppio di quelle emesse da tutte le auto e tutti i camion circolanti oggi in Canada.
Estrarre un barile di petrolio dalle sabbie bituminose richiede dai 3 ai 5 barili di acqua, che in uscita dagli stabilimenti, e’ talmente tossica che bisogna tener lontani gli uccelli con dei cannoni ad aria.
Secondo l’associazione ambientalista questo sarebbe “il più grande crimine contro l’ambiente della storia.”
» “Il più grande crimine ambientale della storia” su La Stampa
» Greenpeace threatens BP over Canada plans on The Guardian
» Greenpeace greets opening of Alberta legislature with message: Stop the Tar Sands from Greenpeace
spirito
13 dic 2007 - 10:13 - #1domanda forse sciocca
ma l’acqua non puo’ essere depurata una volta uscita?
skyvisual
13 dic 2007 - 11:04 - #2In Canada stanno istruggendo foreste immense. Il rapporto tra energia usata per prelevare e “ripulire” il petrolio dalle sabbie e quella che si ricava dal petrolio prelevato è quasi di 1 ad 1, da quello che ho letto in giro 0,2-0,3 netti.
Se i dati sono veri solo un demente insisterebbe in un progetto simile.
Bisogna fermare quei pazzi prima che il danno ambientale diventi irreversibile..
chube
13 dic 2007 - 11:29 - #3@spirito: certo che si può, ma quanta energia è necessaria per fare questo? Dove mettiamo i fanghi tossici ottenuti dalla depurazione? Il paradosso è che per estrarre petrolio dalle sabbie si consumerebbe più energia di quanta se ne ricaverebbe, aumentando significativamente le emissioni di gas serra. A questo punto è più conveniente usare direttamente quest’energia.
@skyvisual: concordo. Ma osservo che loro lo fanno perché economicamente conveniente, tutto il resto non conta per le multinazionali. Forse siamo noi dei pazzi a metterci in coda alle pompe di benzina per fare il pieno, non si guarda più neanche il prezzo e questo i petrolieri lo sanno benissimo.
Oberon
13 dic 2007 - 13:31 - #4Il costo del barile si impenna, ora diventa conveniente distruggere delle aree incontaminate per estrarre il petrolio dalla sabbia, roba da pazzi. E questo è solo l’inizio, chissà un giorno troveranno il petrolio sotto le vostre case e inizieranno a trivellarvi in cantina, chi lo sa?
Boicottiamo la benzina, sforziamoci ad andare in bicicletta ragazzi, oppure utilizziamo il trasporto pubblico, non c’è soluzione… siamo noi i consumatori ed il motore economico del sistema, nel nostro piccolo lo siamo un pò tutti. Non possiamo aspettare che il cambiamento venga dall’alto, perchè le multinazionali hanno sempre e solo da guadagnarci nello sfruttare delle risorse e farcele usare in massa. Il cambiamento deve avvenire dal basso, da noi.
It energy » Shell chiude il settore fotovol
14 dic 2007 - 09:19 - #5[…] La concorrenza nel settore fotovoltaico dice, per bocca del presidente di Solarcentury Jeremy Leggett, che Shell stava minando la reputazione del settore. In particolare alla conferenza sul clima in corso a Bali non ha senso sottoscrivere dichiarazioni di buoni intenti mentre con l’altra mano si sta pianificando l’estrazione delle sabbie bituminose dal Canada (di cui parlavamo a proposito della concorrente BP). Insomma, se le grandi sorelle non cambiano radicalmente atteggiamento nei confronti del loro core business le operazioni nelle rinnovabili continueranno ad essere solo greenwashing di facciata. […]
skyvisual
14 dic 2007 - 10:23 - #6Sì è evidente che la gente non spende in modo razionale ma si fa condizionare dalle mode. Tutt’oggi se parli di metano chiunque fa conti sul tipo “mi conviene?”, come se inquinare il 35% del normale sia una quastione di convenienza e basta. Il bello è che conviene sempre, a prescindere.
Infatti in questi giorni giravo normalmente….
E normalmente faccio il pieno con gli spiccioli.
Penso che oramai il metano vada usato per l’autotrazione e che con i sistemi elettrici si possa riscaldare abbinandoli al fotovoltaico.
E i petrolieri guadagnerebbero assai meno…
hfghjgfjjfjf
16 ott 2009 - 15:46 - #7w greenpeace!!!!!!!!!!!!!!!!!! Abbasso le multinazionali