Continuiamo il nostro viaggio esplorando i tetti verdi londinesi. Oggi vedremo un tetto inerbito con i Sedum. A questo genere di piante appartengono specie di climi caldi e asciutti e con terreni sciolti, non necessitano di irrigazione ed inoltre resistono abbastanza bene al freddo.
Negli impianti di Sedum viene generalmente utilizzata l’argilla espansa con spessore di 5-7 cm, sotto la quale è possibile disporre uno strato di materiale assorbente per creare una scorta d’acqua oppure delle strutture a “bicchiere” che fungono da piccoli serbatoi utili alla pianta nel periodo estivo, in cui sono frequenti piogge intense seguite da caldo.
Ma torniamo a noi e al nostro caso di studio: il tetto verde in questione risale al 1999; le specie scelte per l’intervento sono: Sedum album, S.acre, S.reflexum, S.spurium, S.pulchellum, S.sexangulare, S.hispanicum, S.kamtshaticum e Saxifraga granulata.
A distanza di 4 anni, nel 2002, si è notata una coperture uniforme su tutto il tetto e la presenza di alcune specie ruderali come la Stellaria media e, in alcune zone, anche dei muschi.
Notiamo quindi come sia più semplice gestire questo tipo di impianto rispetto al precedente, sia in termini di bisogno irriguo, sia in termini di manutenzione (è necessaria di tanto in tanto una scerbatura manuale).
Questo grazie alle caratteristiche ecologiche delle piante appartenenti al genere Sedum che sono senza dubbio le specie più ampiamente utilizzate, in Inghilterra e non, per il verde pensile estensivo.
Via | Urban Habitats
Mario Deto
16 mag 2010 - 21:12 - #1Peccato che siano parecchio bruttini d’inverno (o almeno finchè sono in dormienza), e che tendano a coibentare più di quanto dissipino calore. Però d’estate sono molto belli.
Utilizare graminacee cominque sarebbe molto più rinfrescante, specie in una miscela con macro e micro terme (Tipo Cynodon + Lolium & poa).
Riciclando l’acqua piovana con un sistema a serbatoio posto sotto i vasi si potrebbe poi farla confluire e riutilizzarla per altro oltre all’irrigazione.
luca-m
17 mag 2010 - 15:39 - #2Hai dato un’occhiata agli altri articoli sui tetti verdi del blog? Sempre in questa serie, in cui si elencano alcune esperienze inglesi. Ti consiglio di cliccare su link relativo a “tetti verdi londinesi” che trovi nelle prime righe del post!
L’idea del riutilizzo dell’acqua piovana è un’ottima cosa e penso che prossimamente diventerà un nuovo obbligo, specialmente per le regione con clima più caldo..comunque è un’ottima osservazione.
Ciao!!
Mario Deto
17 mag 2010 - 20:40 - #3Ho letto ora gli altri articoli, le esperienze ingesi a quanto pare, sono state un successo parziale, a causa dei problemi di alghe all’impianto. D’altra parte un po di manutenzione è comunque indispensabile.
Ribadisco comunque che il sedum non ha un effetto rinfrescante, al contrario di altre graminacee o infestanti erbacee perenni. Restano comunque tutti gli altri effetti di una tappezzante succulenta, come il trattenimento del terreno e la scarsa richiesta d’aqua.
Per caso avete anche degli articoli sui parcheggi drenanti inerbiti?
Sono una soluzione molto più pratica per lo stoccaggio di acqua piovana, oltre a ridurre la cementificazione, il riflusso delle acque e rinfrescare la zona.
Costano meno in manutenzione e sono edificabili in quache giorno.
Conosco gente che neè molto soddisfatta (chiedo scusa per l’ot)
luca-m
17 mag 2010 - 22:16 - #4Sì in effetti, l’effetto rinfrescante non è dato dalla pianta in sé e per sé, quanto da un minore riscaldamento del tetto dovuto alla struttura, tuttavia la caratteristiche della pianta la rendono adatta per impianti con manutenzioni praticamente nulle: cresce poco e si adatta bene al clima sopportando temperature al di sotto dello zero..diciamo che è un buon compromesso! =)
Purtroppo al momento non abbiamo un post in merito ai parcheggi drenanti…ma chissà che qualche succosa notizia non compaia all’orizzonte (se hai tu stesso del materiale da cui partire inserisci il link nei commenti, ne teniamo in considerazione!). ;-)
Mario Deto
07 giu 2010 - 19:53 - #5Ora come ora articli non ne ho, ma conosco personalmente un amica che lavora ad una ditta che li produce, usando anche griglie plastiche di materiale riciclato su cui poggia tappeto erboso o substrato da seminare.
Non so se posso postare il link che potrebbe sembrare pubblicitario quindi se hai un po di tempo ,ti basta cercare con google “geoflor” e “parcheggio inerbito drenante”.
Spero di non aver infranto qualche regola, ma penso che contattando la ditta produttrice siano ben lieti di rispondere.
luca-m
08 giu 2010 - 20:30 - #6Ok, grazie per le info..vediamo cosa possiamo fare. Al momento sono piuttosto occupato, chiedo se qualcuno può essere interessato a scrivere in merito..mi raccomando seguici..anche su facebook ;-)