I piccoli rifiuti che non smaltiscono mai



Oggi un mio amico mi ha mostrato questa foto che, in effetti, fa riflettere. Che un bicchiere di plastica impieghi fino a mille anni per smaltirsi è un dato che viene citato spesso. Ma che un chewing-gum (o cicles, come la chiamiamo a Bologna) impieghi 5 anni a degradarsi, è per me una notizia preoccupante. Non solo perché ammetto che ne ho sputacchiate più d’una in giro per parchi e giardini pubblici, ma anche perché ho la malsana abitudine di deglutirle. A giudicare dai tempi di smaltimento in natura, infatti, non devono essere proprio un toccasana per il nostro organismo… Un’altra cosa su cui invece si è forse troppo permissivi è il capitolo cicche. Due anni di agenti atmosferici per far scomparire un filtro sono tanti e non c’è volta in cui andando in montagna non mi capiti di incontrare alpinisti e free climber che ingannano la tensione fumando e spegnendo le sigarette alla base delle pareti. Eppure basterebbero solo sei euro per aggiudicarsi questo posacenere portatile in ottone su eBay.
Un altro dato non scontato è quello relativo ai fazzoletti di carta: 3 mesi. A questo proposito un altro mio amico mi ha persuaso a prendere una buona abitudine. Quando si è in montagna e bisogna seguire il richiamo della natura andando dietro il classico albero, ho imparato che è buona prassi dare fuoco alla carta igienica con un accendino. Occhio però a mantenere l’incendio controllato, non sia mai che date fuoco ad una riserva naturale e poi diate la colpa a Ecoblog…

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