“Dopo i primi nove mesi del 2007 con bollette in calo, è molto amaro dover registrare e comunicare gli ultimi aumenti (per l’elettricità e il gas, ndr), dovuti essenzialmente all’ondata internazionale del caro-petrolio”. A parlare è Alessandro Ortis, presidente dell’Autorità per l’Energia che commenta così l’annuncio del nuovo balzello del 2008 per le famiglie italiane: +3,8% per la bolletta elettrica e un +3,4% per il gas nel primo trimestre del nuovo anno.
Due le cause principali: la prima riguarda le alte quotazioni internazionali del petrolio, aumentato in 12 mesi di oltre il 55%; la seconda l’eccessiva dipendenza energetica dell’Italia dall’estero per il petrolio e il gas. L’Autorità però mette le mani avanti e precisa che: “Di fatto l’aumento sarebbe stato superiore se non fossimo riusciti a ridurre ulteriormente le componenti tariffarie per trasporto, distribuzione e misura”. Si tratta di tariffe che incidono per circa il 20% in bolletta e sulle quali il garante ha approvato per il periodo 2008-2011 nuovi livelli di prezzi che determineranno una riduzione degli stessi dell’1% per l’anno a venire.
Nel comunicato dell’Autorità si cerca di attutire il colpo della notizia della stangata energetica con l’annuncio dell’arrivo del “Bonus sociale”: “renderemo – ha aggiunto Ortis - operativo in pochi mesi il nuovo meccanismo deciso dal Governo per il ‘bonus sociale’, teso a rendere meno onerose le bollette per le famiglie più bisognose, e che abbiamo richiesto ulteriori miglioramenti della qualità dei servizi. Noto infine che in altri paesi europei sono stati annunciati aumenti del gas del 4% in Francia, di quasi il 6% in Germania con punte del 10% in Spagna”.
Via | Autorità per l’Energia
Sandro kensan
30 dic 2007 - 14:21 - #1Che si pretende? Il petrolio è finito e questo è il minimo che possa succedere.
Fabio A.
30 dic 2007 - 19:56 - #2Eppure il dollaro, con il quale si paga il petrolio, continua a scendere rispetto all’euro. Eppure le compagnie continuano a fare utili da favola.
skyvisual
31 dic 2007 - 04:04 - #3Per quanto difficile la situazione non può che peggiorare.
Come dici giustamente, Sandro, il petrolio è finito.
L’impatto peggiore sarà sulle coltivazioni. Il riscaldamento e l’industria hanno alternative. Il settore alimentare, inteso come cereali, frutta, verdura assai meno.
Si rischia una catastrofe umanitaria colossale.
Ma, ripeto, all’italiano medio questo importa assai poco. Meglio pensare al cenone di fine anno ed allo zampone.
E poi pensiamo alle cose serie, e non ai soliti catastrofismi: dove sono andati i Vip per Capodanno??
alemari1986
31 dic 2007 - 15:47 - #4Rispondo a skyvisual.
Si rischia una catastrofe umanitaria colossale.
Non ti sembra di esagerare? L’ Italia è un paese assai dipendente dai combustibili fossili, più di quanto una modesta intelligenza permetterebbe, ma per moltissimi altri paesi il costo del petrolio non incide in misura così rilevante sulle bollette. Tali nazioni sono ben più avanti dell’ Italia nella gestione di un’ esistenza senza petrolio, quindi l’ eventualità di una “catastrofe umanitaria colossale” mi sembra solo un vuoto allarmismo completamente privo di giustificazioni sufficienti
Alchimista
04 gen 2008 - 15:52 - #5Tutta colpa de caro petrolio? Caz.zate grandi come una casa, visto che il petrolio sulle borse internazionali si paga in dollari e poichè l’euro ha ormai un valore doppio rispetto al biglietto verde, in europa i costi della materia prima, sia essa greggio o gas, dovrebbero essere dimezzati!!! E invece continuano a salire, inesorabilmente!!! Perchè quelle gran facce da stron.zi dei ministri dell’economia, degli esteri e dell’ambiente non intervengono a tal proposito?