Sono anni che la Campania vive sommersa di rifiuti. Campani, ora che avete le prove che la soluzione non vi verrà data dall’alto, ora che avete visto che a bruciare plastica si sprigiona diossina, mi sento di dirvi che l’unica soluzione percorribile sia quella di autogestirvi, eliminando il problema alla radice. Campani, smettete di comprare plastica e smettete di produrre i rifiuti che vi sommergono.
Rifiutate gli imballaggi che poi, bruciando, vi accorceranno la vita. Boicottate le ditte che per vendervi anche la pubblicità aggiungono plastica alle confezioni. Rifiutate il sacchetto della spesa di plastica del supermercato (voi pagate per fare pubblicità al punto vendita). Rifiutate la bottiglia di plastica dell’acqua. Comprate la frutta con sacchetti di carta o mater-b. Esigete dai commercianti l’abolizione degli imballaggi inutili.
Campani, voi potete dare l’esempio a tutt’Italia, proprio voi che siete stati portati al limite dell’umana sopportazione potete ribaltare la situazione. Ognuno di voi che ha perso la voce a furia di presidiare la discarica del suo comune strapiena di balle può ancora mormorare un “no-grazie” a chi vi vende rifiuti facendovi credere di averne bisogno.
Campani, abbiate il coraggio, la forza e l’orgoglio di togliere la “materia prima” a chi sui rifiuti guadagna illecitamente, indifferente alle vostre sofferenze. Campani, smettete di produrre rifiuti, noi siamo con voi. Facciamo il tifo per voi. Dateci un buon esempio da seguire!
Le foto della gallery vengono da Maiorfoto, che sta documentando le iniziative di protesta popolare e diffonde cartoline di auguri “speciali” da Aversa.
raccolta dei rifiuti, una montagna di ecoballe
Nirvene
02 gen 2008 - 07:52 - #1Articolo pessimo, completamente fuori dalla realtà.
A ragionare con i buoni propositi o con i nobili idelai non si va da nessuna parte, meglio un sano e corretto pragmatismo.
Lumachina
02 gen 2008 - 08:22 - #2Nirvene, quanti altri anni di pragmatismo con la m. fino al collo ti servono prima di decidere che, forse, le soluzioni che ti hanno proposto non funzionano?
harlock
02 gen 2008 - 08:29 - #3Il consumatore fa il mercato. il mercato produce rifiuti. Non è una novità.
Mi spieghi Nirvene perché l’articolo è pessimo, io lo trovo profondamente giusto (a parte quel “leggero” tono da “udite udite”, non me ne volere lumachina).
Giusto l’altro giorno un servizio di un Tg parlava di questa cosa allucinante: in un quartiere di AVERSA il parroco ha creato un’isola ecologica e invitato le proprie pecorelle a fare la raccolta differenziata: Funziona. del resto se funziona in tutta Italia…..
Ora le cose sono due:
- la politica campana è incapace di gestire il problema
- la gente se ne f.tte e delega il problema.
Le due cose insieme fanno il gioco della mafia e dell’alta incidenza di tumori nelle zone interessate.
bello sarà il 2008 se anche solo un problema sarà risolto.
oneopes
02 gen 2008 - 09:52 - #4la campania in ogni caso manda in germania i rifiuti riciclabili e dalla germania arrivano in campania quelli non riciclabili.
Aprire gli occhi e affermare che l’Italia è un paese alla deriva e da terzo mondo se non peggio è troppo difficile?
non c’è alcuna speranza che questa nazione guarisca.
gianfalco
02 gen 2008 - 11:06 - #5A furia di sentirsi dire che la monnezza può essere una ricchezza, se la tengono stretta.
Ne è convinta anche la sindaca Iervolino.
Forse bisognerebbe spiegarglielo meglio…
davo
02 gen 2008 - 11:30 - #6Anche su un altro blog si son chiesti: ma chi è che brucia i rifiuti in campania? i residenti? non sanno che la combustione rilascia nell’aria che loro respirano sostante altamente tossiche? Oppure se non solo loro chi è? e se son loro, perchè invece di bruciarli così, alla c***o di cane, non li lanciano nel cortile dei loro sindaci e governanti? In televisione ho visto con nessuna meraviglia che le strade dove abitavano questi personaggi erano tutte ripulite dai rifiuti, ma io non credo che qualcuno finalmente abbia osato buttare monnezza in casa di questa gente.
Io non so, per il calcio si è capaci quasi di fare una rivoluzione, ai diritti invece sembra che molti rinuncino facilmente, di questi a pochi gliene frega qualcosa. Fate sentire ai piani alti che ci siete, altrimenti non riuscirete a risolvere la situazione.
harlock
02 gen 2008 - 11:54 - #7davo, ti sei risposto da solo:
in Italia per il calcio si fa una guerra, per il resto (lavoro, diritti, ecologia) in pochi se ne c.ccano il c…o.
scusate la finezza ma non stiamo parlando di fiori e stelle
primo
02 gen 2008 - 12:09 - #8La pubblica amministrazione conta fino a un certo punto, dopo è la gente che deve tirarsi su le maniche e darsi da fare.
Se il ciclo di riciclaggio dei rifiuti nella nostra provincia funziona e ci permette di riciclare il 75% dei rifiuti che produciamo è perche è la gente che si è data da fare tantissimo, molto spesso anche di propria iniziativa, se i comuni sono riusciti a creare un sistema che funziona è perchè le persone hanno sempre collaborato a ogni iniziativa.
Da noi ci sono gli ecocentri che aprono alle 9.00 e alle 8.30 c’è già la coda di macchine fuori che fa la fila per portare i propri rifiuti, già raccolti in modo differenziato.
A queste persone nessuno gli ha detto di andare, ci vanno da soli e non si sognerebbero mai di fare cumuli di rifiuti per strada, per una questione di cultura, altro che scaricare la colpa ai politici.
marco Beninati
02 gen 2008 - 14:06 - #9Scendere in piazza e chidere la differenzazione dei rifiuti no eh?!
Si scende in piazza solo per il calcio! Che Schifo, napoletani svegliatevi!!!
Mino Giunti
02 gen 2008 - 18:15 - #10SE FOSSI BERTOLASO…
Ho il forte dubbio che Bertolaso, con i pieni poteri che gli sono stati
conferiti non avesse altre soluzioni , per evitare epidemie durante la
prossima estate, che realizzare manu militari discariche in tutta la
Campania.
Provo ad ipotizzare un percorso alternativo, in sintonia con quanto
elaborato dagli amici delle Assise di Napoli.
La loro riflessione , che condivido, è che i rischi sanitari
attribuibili all’emergenza rifiuti campani sono riconducibili alla
presenza di scarti organici putrescibili, particolarmente abbondanti
negli scarti alimentari dei campani.
Oggi in Campania ogni anno sono prodotti 2,9 milioni di tonnellate di
rifiuti urbani, di cui 880.000 tonnellate sono costituite da umido
putrescibile ( in prevalenza scarti di cibo).
In Campania la raccolta differenziata è ferma al 10% . Il resto,
quando è raccolto, dopo essere trititurato e setacciato in quelli che
dovevano essere impianti di bioessiccazione, diventano eco-balle
accatastate per essere incenerite nei futuri inceneritori e come tali
valgono oro quanto pesano.
Bertolaso, con la sua scelta di aprire nuove discariche con l’aiuto
dell’esercito, cerca di superare in questo modo l’emergenza estiva per
arrivare all’avvio dell’ inceneritore di Acerra, previsto a settembre.
Riteniamo che sarebbe stato più opportuno negli interessi dei
contribuenti e cittadini campani avviare scelte più virtuose.
Lo stesso Bertolaso poteva ( può?) imporre a tutti i Comuni della
Campania ordinanze per promuovere obbligatoriamente il compostaggio
domestico.
In questo modo, in pochi mesi, quantitativi importanti di scarti
putrescibili possono essere sottratti al ritiro e allo smaltimento.
Questa scelta è particolarmente efficace in Campania in quanto, le
famiglie sono numerose ( media tre componenti), si pranza
frequentemente in famiglia, si consumano più verdure e quindi si
producono più scarti compostabili. Inoltre sia nella periferia di
Napoli e ancor più nel resto della regione, le case hanno a
disposizione orti e giardini e in generale il compostaggio è in
sintonia con la cultura contadina del popolo campano non ancora del
tutto dimenticata.
Se il 20% delle 1,8 milioni di famiglie campane si converte al
compostaggio domestico, anche grazie a generosi sconti attivati dai
rispettivi Comuni, ogni anno 63.000 tonnellate di umido potrebbero
essere rapidamente tolte dalle strade campane.
Bertolaso, potrebbe anche obbligare la ristorazione, i mercati
ortofrutticoli, la grande distribuzione a fare la raccolta
differenziata dell’umido da raccogliere con sistemi Porta a Porta,
anch’essi resi obbligatori.
In questo modo è ragionevole pensare si possa, nel giro di alcuni mesi,
intercettare il 50% della produzione industriale di umido pari a
220.000 tonnellate/anno.
Questi quantitativi sono compatibili con la capacità di trattamento dei
dieci impianti di compostaggio programmati per la Campania.
Bertolaso potrebbe chiedere di accelerare la loro realizzazione e nelle
more ha due soluzioni: obbligare gli impianti di compostaggio di altre
regioni ad accettare l’umido raccolto in modo differenziato e
realizzare con procedure semplificate, in ogni comune campano impianti
di compostaggio in tunnel. Questo tipo di impianto è una variante del
sistema di compostaggio a cumulo a cielo aperto, ma con maggiori
garanzie ambientali e maggiore efficenza del trattamento, grazie
all’insufflazione di aria.
I vantaggi sono i tempi ridotti di installazione, la possibilità di
realizzare piccoli impianti nella prossimità dei luoghi di utilizzo del
compost, un efficace controllo di emissioni maleodoranti.
Per garantire l’accettabilità di questi impianti Bertolaso può
garantire che ogni impianto tratterà solo gli scarti dei residenti dei
reciproci comuni e la loro gestione potrebbe essere coadiuvata dalle
locali aziende agricole che potranno utilizzare gratuitamente il
compost prodotto.
Un’altra iniziativa che Bertolaso potrebbe attivare è quella di
aumentare la raccolta differenziata finalizzata al riciclo.
Per raggiungere il 30% di raccolta differenziata potrebbe essere
vincente la scelta di obbligare la grande distribuzione campana a fare
raccolta differenziata dei propri imballaggi e di mettere a
disposizione dei clienti, all’uscita, opportuni contenitori dove i
clienti possono riporre gli imballaggi di terzo livello delle merci da
loro acquistate, tanto per capirci tutti gli imballaggi che servono
solo a far pubblicità al prodotto e a tener insieme più confezioni.
Un altro obbligo che Bertolaso dovrebbe imporre alla grande
distribuzione, è quello di mettere all’ingresso un banchetto dove i
clienti possono conferire gli imballaggi utilizzati ( bottiglie di
plastica, lattine, cartoni..) portati direttamente da casa.
Al banchetto potrebbe esserci un ex disoccupato che pesa gli scarti ed
aziona una di quelle bilance usate nei supermercati per auto-stimare il
costo della frutta acquistata, in questo caso attrezzata per valutare
il prezzo dei materiali conferiti in base al peso e ai corrispondenti
contributi del Consorzio Nazionale imballaggi. Il bollino erogato dalla
bilancia con il valore degli scarti conferiti viene dato al cliente il
quale potrà scalare l’ammontare dalla nuova spesa. Un modo per fare
tutti contenti e che potrebbe incentivare la raccolta di lattine in
giro per la città, visto il loro elevato valore.
Un’altra idea che suggeriamo a Bertolaso è quello di concordare con gli
edicolanti campani la possibilità che presso il loro chiosco, quando si
va a comprare il giornale, si possa conferire, in un opportuno
contenitore, il quotidiano del giorno prima che sarà ritirato
giornalmente dagli operatori ecologici o da una cooperativa . Un
servizio a favore dei clienti che toglie loro il fastidio di tenere i
giornali usati a casa.
Se in questo modo si riescono a raggiungere gli obiettivi minimi
previsti, dall’attuale emergenza rifiuti campana si potrebbero
sottrarre 900.000 tonnellate di rifiuti, avviati alla raccolta
differenziata , 63.000 tonnellate grazie al compostaggio domestico,
220.000 tonnellate di umido e di scarti verdi da avviare al
compostaggio industriale.
Resterebbero 1,7 milioni di tonnellate di scarti indifferenziati.
A questo punto Bertolaso ha due scelte, entrambe praticabili.
La prima scelta è quella di imporre il trattamento degli scarti
indifferenziati presso impianti per il trattamento meccanico biologico
di scarti indifferenziati operanti fuori regione e che
complessivamente hanno una capacità di trattamento non utilizzata di
oltre 3 milioni di tonnellate all’anno.
Poichè nessuno vuole trattare i rifiuti che vengono dalla Campania,
temendo infiltrazioni camorristiche nella qualità dei rifiuti stessi,
Bertolaso può garantire la qualità di questi scarti, ricorrendo al
trasporto con mezzi e personale dell’esercito.
La seconda soluzione è quella di sequestrare gli impianti MBT
realizzati i Campania e affidarli alla conduzione di personale più
qualificato con l’obiettivo di raggiungere il massimo livello di
biostabilizzazione e di riduzione di massa.
Gli impianti MBT ossidano biologicamente la frazione più biodegradabile
dei rifiuti e pertanto eliminano per sempre i rischi sanitari degli
scarti putrescibili, rischi che invece sono destinati a protrarsi negli
anni se si utilizza la discarica.
Ricordiamo che gli impianti MBT realizzati in Campania sono stati
autorizzati per trattare 3 milioni di tonnellate di scarti
indifferenziati all’anno.
Edoardo Ciardiello
02 gen 2008 - 20:31 - #11Cosa ne pensate delle cartoline, vi è piaciuto questo modo di denunciare quello che sta succedendo da noi?
Forse siamo riusciti ad attirare un po di attenzione
visto che le hanno fatte vedere al tg5 e la7 ci ha fatto una breve intervista
Le manifestazioni per la differenziata ci sono state, almeno ad aversa, ho postato qualche foto anche qui, solo che non sono state pubblicate.
Cmq appena risolvo i prob. con il pc le finisco di pubblicare nell’archivio di www.maiorfoto.com
Fabio A.
02 gen 2008 - 22:21 - #12A Marco Beninati, che si chiede perché i Campani non scendano in piazza a chiedere la raccolta differenziata: lo fanno! Non tutti, ma lo fanno!
Il 31 dicembre, mentre c’era chi era a casa a preparare il cenone della sera, chi andava in giro a godersi la bella giornata di sole… c’era anche chi partiva da piazza Cavour, Napoli, con sacchetti di differenziata al seguito e megafono per cantare le informazioni alla gente, per tentar di far CAPIRE che la gente ha non solo il diritto, ma anche e soprattutto il dovere di reclamare che i loro sacrosanti diritti vengano tutelati e che i comportamenti benefici per la cittadinanza intera vengano incentivati.
Dato il tipo di manifestazione e la platea alla quale si è rivolta… direi che è andata più che egregiamente. Eravamo una 20ina, o poco più, armati di alcune centinaia di volantini e di un nuovo acquisto dal quale molto difficilmente ci separeremo, data la sua valenza: un egregio megafono di manifattura cinese!
Abbiamo sperimentato varie forme di comunicazione, dalla più classica declamazione di slogan, passando per volantinaggio-pressing, fino ad inseguimenti a suon di megafono che ci ha aiutato a fare domande perentorie dai toni dissacranti che hanno ben colto l’attenzione dei passanti.
Faceva rabbia vedere ragazzini (ma anche molti adulti) totalmente disinteressati al problema, gettare i volantini in terra (!!) ma era rinfrancante e liberatorio apostrofare tali persone come meritavano - usando sempre atteggiamenti educati, sia chiaro - con la otenza del megafono, mettendole virtualmente alla berlina di fronte alla gente: gli ignoranti, gli incompetenti, gli ignavi e gli imbecilli si devono sentire tali, e gli altri devono percepirli come tali, perché solo così potranno o cambiare o essere emarginati, piuttosto che essere ritenuti “normali”. I pazzi sono loro, non noi.
Abbiamo anche capito che i luoghi ideali dove fare “volantinaggio impegnato” sono le metropolitane: lì la gente ha tempo (specialmente a Napoli, eheh) mentre aspetta che arrivi il treno, od anche mentre è in viaggio, di leggere i volantini. Stiamo infatti progettando di ripetere quest’evento almeno una volta al mese, ma preferibilmente più spesso, concentrandoci molto sulle metropolitane e funicolari: era uno splendore vedere le facce dei viaggiatori nella funicolare che ho preso al ritorno dalla manifestazioncina, si poteva leggere nei loro volti sbigottimento misto a senso di colpa, nel leggere il volantino.
Seminando seminando, prima o poi qualcosa crescerà!
Qui potete leggere le impressioni delle altre persone e visionare delle foto: link.
Qui c’è il volantino che distribuivamo: link.
harlock
03 gen 2008 - 08:26 - #13Edoardo #11, le foto parlano da sole ma non è qui il pubblico che deve scoprire l’indecenza…già lo sapevamo, il problema discariche-in-strada-in-campania non è purtroppo una novità nè un fuoco di paglia e già da precedenti post l’argomento è stato affrontato a fondo.
Cmq ripeto le foto sono magnifiche nella loro semplicità: sbattere in faccia alla gente (virtualmente) un sacchetto di monnezza magari serve a far nascere quel senso di indignazione costruttiva che ora sembra annegato da una forma di rassegnazione. Avere poi l’eco dei Tg (la7 vi ha dedicato “ampio” respiro, l’ho notato) non guasta. Visto che ovviamente gente buona ce n’è a Napoli come a Milano magari è solo questione di sca.zzo perchè cominci a muoversi qualcosa.
La gente decide, la politica attua, dovrebbe attuare.
tanastinardi
03 gen 2008 - 13:03 - #14si cmq se tutte le volte che provano a fare un termoconvertitore e cmq qualche impianto di smaltimento bloccano ferrovie strade e atustrade perchè inquina troppo poi bruciano i rifiuti per le strade alla fine ve lo meritate -_-’
Fabio A.
03 gen 2008 - 14:16 - #15Ancora con ’sta storia dei rifiuti bruciati… Ma com’è che nella testolina di parecchie persone non riesce ad entrare il concetto che chi brucia i rifiuti non sono le stesse persone che protestano contro l’inceneritore?
Gli inceneritori non solo inquinano, ma non servono a smaltire i rifiuti! Sono totalmente inutili, ed esistono alternative non inquinanti, meno costose e sicure per l’ambiente.
Informatevi!
Primo
03 gen 2008 - 22:36 - #16Vero, l’inceneritore non è la soluzione.
Ci sono province in varie regioni d’Italia in cui si arriva a una percentuale di riciclaggio dei rifiuti superiore al 75%, e fra pochi anni probabilmente riuscirano ad arrivare all’85%: significa che su centinaia di tonnellate la maggior parte vengono riciclate e solo quel poco che resta che proprio non si può riciclare viene incenerito.
L’inceneritore va bene per finire quel poco che resta, ma non si può usare per incenerire tutti i rifiuti, anche perche per ogni tonnellata di rifiuti che viene bruciata ne vengono rilasciate circa 3 di CO2.
Ogni settimana a casa nostra produciamo sacchetti interi di rifiuti e questo non ci piace per niente, ma almeno li consegnamo raccolti in modo differenziato e sappiamo che verranno per buona parte riciclati, e questo ci da molto sollievo.
debborahh
04 gen 2008 - 20:24 - #17forse la risposta a tutto e’ il ( tmb ) trattamento meccanico
biologico.
Antonio Santoro
13 gen 2008 - 19:02 - #18Ho 22 anni e sono di Melito: quanto mi piacerebbe vedere la gente che fa la raccolta differenziata, un’isola ecologica davvero funzionante ed all’avanguardia, una gestione comunale della raccolta che confluisca nell’isola di cui sopra accennato, programmi seri di smaltimento per rifiuti speciali (ingombranti, quali divani, frigoriferi, mobili ecc..) e invece mi tocca vedere il piazzale nei pressi del cimitero del mio comune inondato di rifiuti, per la maggior parte già “inceneriti” e tutte e dico TUTTE le mattine, la gente in fila per buttare 3, 4, 5 sacchetti di immondizia per terra, dove capita: non ne posso più.
La mia soluzione? Andare via, lontano da qui, il più possibile: dove potrò fare la raccolta differenziata e non essere deriso, indossare il casco sul motorino e non essere deriso, mettere la cintura in auto e non essere deriso, poter camminare per le vie del mio paese senza avere la PAURA che nessuno mi torca un capello. La mia città è senza futuro, mi dispiace, ma non credo più a nulla e a nessuno.
frank rossi
07 lug 2008 - 06:47 - #19PROGETTO
(COMPOSTIAMOCI BENE)
CIAO SONO FRANK……
GUARDA QUESTI DUE VIDEO,ASCOLTA LE PAROLE.
LEGGI ATTENTAMENTE E FAI GIRARE QUESTA MIA IDEA,
UN DOMANI VOGLIO GUARDARE I MIEI FIGLI CON ORGOGLIO,
E NON SENTIRMI DIRE PAPA’ TU COSA….FACEVI??
RICORDATE CHE DISINFORMARE E’ IL MIGLIOR MODO PER COMANDARE,
SE TUTTI NOI FACCIAMO GIRARE QUESTE NOTIZIE QUALCUNO POTREBBE CAMBIARE IDEA,
SE QUALCUNO CAMBIA FORSE IL MONDO PUO’ CAMBIARE,
NON POSSO IMMAGINARE CHE LA FINE DEL MONDO
ARRIVI PER COLPA DEI NOSTRI RIFIUTI,
STANNO SUCCEDENDO COSE GRAVI CHE NON SAPREMO MAI,
LA NOSTRA TERRA E’ PIENA DI SCORIE RADIOATTIVE E RIFIUTI TOSSICI
SI APRONO SOLO DISCARICHE, E NON SI TROVANO SOLUZIONI PER ZONE RISULTATE CANCEROGENE,
POSSIAMO INIZIARE CON POCO,MAN MANO LA CULTURA DEL RICICLO ENTRERA’ NEL SISTEMA,
BISOGNA FARE IL COMPOSTAGGIO DOMESTICO, QUESTA E’ LA SOLUZIONE PER L’INIZIO DI UNA NUOVA VITA.
STO REALIZZANDO UN VIDEO PER FARE IL COMPOSTAGGIO DOMESTICO,IN MODO FACILE E SUPER ECONOMICO,
CERCO PERSONE PER FARE ESEMPI NELLE PIAZZE,TUTTI QUELLI INTERESSATI POSSONO FARSI AVANTI,
BASTA POCO,GAZEBO,RETE METALLICA,FOGLI,TV,DVD,E TANTA BUONA PAZIENZA,VI SPIEGHERO’ TUTTO,
INIZIATE CON GLI ASSESSORI,SPIEGANDO IL PROGETTO,SI CHIAMA ‘COMPOSTIAMOCI BENE’
SE I VOSTRI COMUNI LA RITENGONO UNA GIUSTA CAUSA POSSONO AIUTARCI CON PICCOLI FONDI,
NON FACCIO QUESTO PER SOLDI…..MA DELLE SPESE CI SARANNO.
I COMUNI BUTTANO SOLDI PER TORNEI,FESTE E ALTRO…100,200 EURO SEMBRANO POCHI MA SAREBBERO UTILI PER UN FUTURO MIGLIORE.
I NOSTRI PICCOLI PAESI POTREBBERO AUTOGESTIRSI SENZA DITTE ESTERNE,
IN SVIZZERA QUESTO SISTEMA DA ANNI E’ UNA FONTE DI GUADAGNI
P,S CON 1 SEMPLICE DOMANDA AL VOSTRO COMUNE ,
CI SONO RISPARMI DAL 20% AL 50% DIPENDE DAL COMUNE,
SE I CITTADINI ADERISCONO AL PROGETTO,IL VOSTRO COMUNE POTREBBE EVITARE CONTRATTI
CON GROSSE DITTE ADDETTE AL RITIRO DI MATERIALE UMIDO,
IL NEMICO DI MUCCHI DI SPAZZATURA MALEODORANTE DIPENDE DAL NOSTRO SCARTO DI UMIDO,
PANE SECCO,DOLCI,BUCCE,FONDO DI CAFFE’ E ALTRO,
TUTTO QUESTO POTREBBE DIVENTARE CONCIME PER I NOSTRI FIORI E PIANTE,
TUTTO QUESTO DIPENDE DALLA NOSTRA BUONA VOLONTA’,NOI TUTTI SIAMO STUFI
DI ESSERE PRESI DI MIRA DALLE TV E DAI GIORNALI,
IL COMPOSTAGGIO DOMESTICO E’ UN PROCESSO NATURALE PER RICAVARE DEL BUON TERRICCIO
DAGLI SCARTI ORGANICI DI CUCINA E DI GIARDINO
BASTA POCO,UNA RETE METALLICA RIVESTITA CON TESSUTO,VIENE MESSA IN GIARDINO,OPPURE IN 1 PICCOLA AIUOLA
AGGIUNGENDO FOGLIE SECCHE POCHE MANCIATE DI TERRA E BAGNANDOLO
DOPO IL PERIODO INDICATO DALLE ZONE E DAI PRODOTTI VIENE MESSO IN SACCHETTI
E RIMANE NEL TEMPO CONCIME UTILE,PUO’ ESSERE CONSERVATO SENZA PROBLEMI DI ODORI,
RICORDATE NULLA SI CREA NULLA SI DISTRUGGE,
SE IN PASSATO NON CI SONO STATI AMMINISTRATORI IN GRADO DI RISOLVERE IL PROBLEMA
ORA E’ IL NOSTRO TURNO,AMIAMO LA NOSTRA TERRA,
QUESTI VIDEO NON SONO I MIEI,MA SE IL PROGETTO RIESCE FAREMO QUALCOSA DEL GENERE,
MANIFESTAZIONI COSI NON SONO STATE MAI FATTE NEL SUD.
FRANCESCO ROSSI
GUARDA I VIDEO CON
ATTENZIONE.
COMPOSTAGGIO DOMESTICO (1)
http://www.youtube.com/v/d5-R7gIjeGI&hl=it&fs=1′>