John McNeill al Festival delle Scienze di Roma

Professor John R. McNeill. Fonte: Georgetown UniversityIl 15 gennaio, nell'ambito del Festival delle Scienze di Roma si è tenuta la lectio magistralis di John McNeill, professore di Storia ambientale all'Università Georgetown ed autore di Qualcosa di nuovo sotto il sole. McNeill ritiene che già 8000 anni fa, durante il Neolitico, i livelli di anidride carbonica iniziarono lentamente ad aumentare, a causa del diffondersi dell'agricoltura e dell'allevamento, mentre dal 3000 A.C. la coltivazione del riso aumentò l'immissione di metano nell’atmosfera, prodotto dalla decomposizione vegetale nell'acqua delle risaie.

La prospettiva di lungo periodo adottata da McNeill permette di cogliere il significato ambientale e sociale della continua avanzata delle società di agricoltori-allevatori a scapito dei cacciatori-raccoglitori. La lezione di McNeill si è concentrata poi sulla storia recente, mettendo l'accento sulla pericolosa volontà dell'uomo a dominare sull'ambiente. Secondo McNeill, esistono due fattori fondamentali per spiegare la storia ambientale dell'ultimo secolo: la crescita della popolazione e la diffusione dei sistemi energetici, entrambi "imputabili" a dei singoli inventori.

L'aumento della popolazione mondiale è attribuibile alla crescita della produttività agricola, che è stata a sua volta possibile dalla sintesi dell'ammoniaca da parte del chimico Fritz Haber, alla base dei fertilizzanti industriali. A Thomas Midgley, cui McNeill attribuisce il poco invidiabile primato di aver avuto il maggior impatto sull'atmosfera di qualunque altro organismo nella storia della terra (avendo inventato sia il piombo per la benzina che il freon dei frigoriferi) si deve invece lo sviluppo dei carburanti per i trasporti.

McNeill considera popolazione ed energia i fattori-chiave per spiegare i problemi del nostro tempo, caratterizzato da livelli di consumo insostenibili. Prima del petrolio, infatti, la forza muscolare, umana ed animale, era la sola disponibile per compiere lavori pesanti ed è solo con l'avvento delle macchine che l'uomo ha iniziato a sognare di poter plasmare il territorio che lo circonda per produrre di più, andare più veloce ecc.

Dagli anni ’60 in poi, infine, l’energia a poco prezzo ha reso possibile, con le motoseghe ed i caterpillar, la rapida deforestazione di vaste aree del globo (per legname ed agricoltura), ha creato le industrie di fertilizzanti, pesticidi e delle macchine agricole che, con le attuali reti di trasporto, permettono ai prodotti alimentari dei campi di arrivare sulle tavole di tutto il mondo. Purtroppo, McNeill ritiene che, ad oggi, né il movimento ambientalista, né gli sforzi legislativi, abbiano avuto un impatto significativo sul rapporto tra l’uomo e la biosfera, poiché la tendenza umana al controllo sulla natura è ancora troppo forte.

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