Andrea Musso: illustratore e fumettista al servizio degli animali

Andrea Musso con CalogeroQuesta settimana ho avuto il piacere di scambiare due parole con Andrea Musso, vignettista e fumettista per la rivista "Quattro Zampe", disegnatore per la LAV e per il portale di Licia Colò Animalieanimali.it. Ho chiesto ad Andrea come riesca a vivere disegnando gatti tutti i giorni: eccovi la sua intervista.

Ciao Andrea, qual'è il tuo rapporto con gli animali domestici?
Sono da sempre amante degli animali, da piccolo mi raccontano che li abbracciavo per strada. Mia mamma faceva fatica a controllarmi e trattenermi. D'altronde è lei che mi ha trasmesso questo naturale feeling con gli animali, è lei che allevava un topolino sotto la gonna della sua bambola preferita... di nascosto da mia nonna chiaramente. Fin da piccolo mi rivedo nelle foto sempre insieme al cane dei miei nonni, un grosso pastore tedesco di nome Tobruk. Era il mio baby sitter in pratica, mi stava dietro tutto il pomeriggio quando a 7 anni andavo in giro, mi arrampicavo e e giocavo in campagna dai nonni. Non mi pongo quindi nemmeno la domanda, se non avessi animali attorno sarei triste.

In famiglia poi abbiamo sempre recuperato animali abbandonati o feriti, la nostra gatta Piccola era nella spazzatura a soli 6 giorni di vita. E' sopravvissuta per miracolo e aveva un carattere favolosamente strano. Altri gatti li abbiamo salvati e poi gli abbiamo trovato una famiglia. Non si contano i passerotti e i rondoni salvati, a volte qualche rapace notturno. Per fortuna vicino a casa mia c'è il parco acquatico del Po e quindi loro sanno poi cosa fare.

Ora che ci penso anche le mie fidanzate alla fine avevano sempre una grande passione per gli animali, credo fosse una costante naturale che mi porta a cercare chi condivide la mia passione. La mia compagna infatti è anche lei molto amante dei gatti, ne abbiamo 4 in casa e fra giardino e cantina altri 20 che formano la colonia di casa di cui si occupa mio "suocero"... anche lui gattaro. Questa volta so che ho trovato la donna giusta per me, anche perché la sua gemella è veterinaria!

Te lo auguro! ...e con i selvatici?
Vicino a Novi Ligure, dove viviamo, ci sono alcune valli veramente belle e verdi verso la Liguria. Non è difficile vedere cervi, volpi, lepri, cinghiali e tassi... giusto per concludere e rispondere alla tua domanda... il rapporto con gli animali selvatici è ottimo, adoro osservarli. Loro cercano di non saltare in mezzo alla strada in piena notte (capita) e io non li mangio.

Ok, passiamo alle domande di lavoro: come sei diventato fumettista?
Credo quando mio padre mi ha regalato un piccolo pennarellino nero dal tratto sottile e pulito, come quelli che uso ora per disegnare, ed io non riuscivo a smettere di leggere due enormi libroni che erano in casa... ero ai primi anni delle elementari e passavo pomeriggi con Mafalda e i Penuts. Li leggevo e poi li ricalcavo o cercavo di ridisegnarli. Ripensandoci è stato in quei momenti che la passione per il disegno mi ha invaso. Forse ho avuto qualche dubbio quando alle medie vedevo che non ero bravissimo, però la passione c'era e quindi il liceo artistico mi ha poi formato veramente.

L'idea però non è mai stata quella di fare il fumettista, adoro i fumetti autoriali e alcune serie italiane ma sapevo che era troppo restrittivo puntare solo al fumetto. Così ho scelto la "Brera" del ventesimo secolo, l'Istituto Europeo del Design di Milano. Mi hanno accettato e ho frequentato diplomandomi come grafico e illustratore. Questo è esattamente quello che faccio oggi da più di 10 anni, prima in varie agenzie di
pubblicità, poi come freelance.

Da altrettanto tempo disegno per la rivista per ragazzi della LAV, Piccole Impronte, regalando loro un po' del mio lavoro perché possano trasmettere l'amore e il rispetto degli animali ai bambini di oggi. Anche grazie ai molti disegni fatti per loro ho potuto collaborare con Licia Colò e il suo sito (animalieanimali.it) e oggi con QuattroZampe Magazine, la rivista dove sono uscite le vignette mensili che ora illustrano il mio calendario.

In tutto questo lavoro ho avuto occasione per disegnare per la pubblicità e l'editoria sperimentando vari stili e generi, per questo dico che la parte relativa ai fumetti è per me una relativa novità. Mi sento però più a mio agio disegnando per "accompagnare" un testo o un racconto e quindi, forse, un fumettista vero e proprio non lo sono.

Riesci a vivere di questo lavoro?
Con il mio lavoro di grafico e illustratore si, mi sono anche tolto alcune soddisfazioni disegnando per una grande azienda il gelato con il biscotto che tanti di noi mangiano tutte le estati (vi do un suggerimento... ci sono due gatti!), ho illustrato un libro di ricette per un grandissimo cuoco toscano, realizzato loghi, illustrato fiabe, pubblicato in Giappone e USA.
Mi ritengo quindi fortunato soprattutto perché le lunghe ore al computer o al tavolo da disegno non mi pesano affatto, ho tante idee e tanti stimoli. Devo anche ringraziare i miei genitori che, anche con qualche dubbio, hanno accettato un figlio che facesse un lavoro "strano" e non l'architetto.
Se poi mi stufassi... posso sempre andare in giro per il mondo a fare il "madonnaro" (come suggerivano sempre alcuni famigliari).

Quanta parte della tua vita professionale e' riservata agli animali e quanta a lavori grafici diversi (loghi, per intenderci)?
Dunque, il mattino gatti, il pomeriggio cani e volatili... scherzo! ;-)
Non saprei fare una divisione netta, una giusta alternanza che mi permette di variare e rigenerare l'interesse per il mio lavoro. Spesso prediligo lavori dove, come nel packaging, posso realizzare disegni e grafica senza una reale divisione del lavoro. In questi lavori forse raggiungo i risultati migliori grazie al fatto che, già nelle prime bozze, schizzo i disegni insieme alla grafica, al logo e all'impostazione generale del lavoro. Non riesco a non fare prima tutto a mano, questo forse è il mio segreto.

Così alcuni disegni di orso hanno personalizzato dei prodotti per la conservazione del freddo e pic-nic, poi piano piano sono piaciuti così tanto, anche ai clienti esteri, che l'azienda mi ha commissionato il restiling grafico di tutti i loro prodotti. Ora orsetti e altri animali hanno dato un volto simpatico a tanti oggetti quotidiani e girano per il mondo, questo tipo di rapporto è quello che mi permette di lavorare bene.

Mi è capitato poi veramente di fare lavori per catene di lavanderie, agenzie di investigazione, gioiellerie, produttori di yogurt, aziende di trasporto o multinazionali del farmaco. Quasi sempre però sono stati lavori con il coinvolgimento dei miei disegni.

Con quali committenti ti sei trovato meglio?
Quelli professionali come grandi agenzie di pubblicità che sanno bene cosa vogliono e hanno alti standard qualitativi. In generale con quelli che sanno veramente osare e uscire fuori dal coro, con questi clienti ho realizzato i lavori migliori, si sono fatti consigliare e hanno avuto ottimi risultati. Chi resta troppo conformista di solito osserva questi esempi di lavori che hanno una scintilla dentro ma poi, spesso, non sanno scegliere nella stessa direzione.
Dimenticavo... i migliori dal punto di vista umano, anche se sono poi i più difficili da accontentare, sono i bambini che in varie occasioni hanno avuto modo di fare richieste veramente ardue.

Ti hanno mai fatto richieste "strane", tipo "fammi il ritratto del gatto in stile fiammingo" o "disegna il mio canarino come fosse un supereroe"?
Le richieste strane le ho avute da parte dei bambini, di cui parlavo, quando a qualche manifestazione ho dato la disponibilità per disegnare "live". Disegnare un cane o un gatto che sono a casa e il bambino mi descrive non è in realtà difficile come sembrerebbe, basta farli raccontare e alla fine il risultato, mi dicono, "è uguale"! Sono meno ferrato su "Pokemon" e altri personaggi dei manga o dei cartoon che oggi hanno conquistato i bambini. Lo ammetto... mi sono dovuto preparare e documentare. Sono "belve" e se ti fai trovare impreparato "fiutano la paura". ;-D

Nel lavoro le richieste più strane non sono quelle che si potrebbe immaginare, tipo — voglio una cicogna che guida l'autobus — o — fammi il disegno di un tulipano che sorride, non troppo sensuale pero'.... —.
La vera disperazione arriva con il creativo della domenica che chiede un "un soggetto leggero ma serio, che comunica la novità ma sia riconoscibile dal nostro target, fresco e attivo, elegante ma non snob".
Questo è quello che terrorizza ogni disegnatore o grafico, il cliente che non sa cosa vuole e non sa nemmeno spiegartelo. :-)

Gatto Calogero originaleCalogero e' un gatto in carne ed ossa o e' solo un fumetto?
Secondo te? (vedi la foto)
Eccolo in tutta la sua bellezza!

Lo diresti mai che era stato buttato nella spazzatura a tre mesi perché aveva i funghi? La mia fidanzata l'ha visto e non ha saputo resistere, lui era già bello e ruffiano come pochi, così ha inclinato la testa facendo gli occhi grossi ed era già a casa. Da gran generoso ha "regalato" funghi a tutti, si spaventava per ogni cosa ed era molto aggressivo. Come un piccolo "guappo" ti assaliva se lo guardavi direttamente negli occhi.
Poi con tanto amore (e qualche ciabattata) è diventato buonissimo, con quel suo neo strano sul muso è rimasto fifone ma molto desideroso di coccole. Quell'estate cui la LAV mi ha chiesto di disegnare per il loro calendario volevo fare 12 gatti diversi, poi ho iniziato a disegnare lui e le mille situazioni buffe in cui si caccia. Così è nato il Calogero a fumetti.

Poi piaceva così tanto che sono arrivati quaderni, agende, blocchi, biglietti d'auguri, altri calendari e tutto quello su cui poteva comparire. Alla fine non poteva certo mancare nelle mie vignette per QuattroZampe!

Come vorresti si sviluppasse la tua carriera?
Vorrei che non mi mancassero mai gli stimoli, vorrei che le possibilità offerte da internet e dalle nuove tecnologie mi permettessero sempre più collaborazioni interessanti, anche se magari lontane geograficamente. Già oggi non appena il disegno è asciutto "vola" tramite l'email fino in redazione o da un cliente a centinaia di chilometri da me. Il disegno è un linguaggio internazionale e non ho avuto problemi lavorando anche per l'estero, mi piacerebbe poter ampliare queste occasioni e confrontarmi con culture differenti.

Andrea, uno dei link che mi hai mandato e' pieno di schizzi a matita di musicisti...
Da alcuni anni la mia passione per la musica, anche se non so suonare, mi ha portato a riempire la mia moleskine di schizzi e disegni vari durante concerti di classica in abbazie, jazz nei club e di ogni genere per strada. Non sapendo suonare sono affascinato dalla facilità con cui lo fanno i musicisti, inoltre disegnare mi permette di concentrarmi sulla musica.
Così il mio taccuino si è riempito di ricordi e, recentemente, mi è stato chiesto di partecipare alla mostra che verrà organizzata a Parigi nel 2008 Detour: the moleskine city notebook experience. Dopo New York e Londra altri architetti, scrittori, designer, illustratori e creativi come Renzo Piano, Fukasas e Lou Reed verranno esposti... o meglio, verranno messi in mostra i loro taccuini personali con cui lavorano e su cui appuntano idee e ispirazioni.

Devo dire che sono onorato dell'invito e affronterò questa occasione con la spontanea incoscienza dei miei schizzi, l'unico modo per stare vicino a certi "mostri sacri". Per i curiosi alcune pagine della mia moleskine sono già visibili su Flickr.

Wow!!! Che emozione! Andrea, grazie, buon lavoro e auguri per il calendario e tutti i tuoi progetti!

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