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Piccioni viaggiatori: i messaggeri che non perdono mai la strada di casa

Dall’antico Egitto ai recenti conflitti in Medio Oriente i colombi sono stati insostituibili veicoli di informazioni

Un recente studio del geofisico statunitense Jon Hastrum pubblicato sul Journal of Experimental Biology ha gettato una nuova luce sulle straordinarie capacità d’orientamento dei piccioni. Il Columbus livia è infatti capace di percorrere 1000 chilometri in un giorno e, se portato in qualsiasi luogo, riesce a ritrovare la strada di casa grazie a una vera e propria “bussola interiore” che va, naturalmente, addestrata allo scopo.

Si tratta di una capacità che è nota agli uomini da circa 5000 anni, da quando i volatili venivano utilizzati come messaggeri nei centri oracolari della Sumeria, dell’antico Egitto e della Grecia. I centri oracolari erano dei veri e propri snodi dell’informazione che potevano fungere anche da stazioni intermedie di un messaggio che, magari, viaggiava su due o più staffette. Qualcosa di simile al telegrafo inventato, però, nell’Ottocento.

Anche Giulio Cesare, nella campagna di Gallia, utilizzò questi messaggeri, mentre in epoca medievale, in alcune zone d’Europa,  l’allevamento fu consentito solamente agli aristocratici. Nel 1871 i parigini, assediati dalle truppe prussiane, comunicarono all’esterno solamente con i messaggi affidati ai colombi.

I colombi sono legati a doppio filo anche alla storia del giornalismo. Si dice che Julius Reuter, quando fondò l’agenzia di stampa Reuters usasse i piccioni viaggiatori come messaggeri “postali” fra le varie sedi della sua agenzia. Nei primi due decenni del Ventesimo secolo i piccioni ebbero, per esempio, un ruolo fondamentale nel fornire ai giornali le notizie in tempo utile, prima della chiusura dei quotidiani.

In Italia lo sport colombofilo – con gare che prevedono il rientro alla colombaia dei piccioni partecipanti – è nato fra Toscana ed Emilia nell’ultimo quarto del XIX° secolo. La Federazione Colombofila Italiana è stata fondata nel 1902 e conta numerose società distribuite su tutto il territorio nazionale.

Fondamentali, per non dire risolutivi, in alcune battaglie della Seconda Guerra Mondiale, ben 32 piccioni viaggiatori hanno ottenuto una medaglia al valore dal 1943 a oggi. L’eroina più celebre è Mary of Exeter, un piccione femmina che fu ferito per ben quattro volte durante la Seconda Guerra Mondiale durante il trasporto di messaggi top secret fra Gran Bretagna e Francia.

Alcuni di questi volatili – fra cui il soldato 2709, un piccione arruolato nella Guerra del ’15-’18 – sono sepolti nel Animals in War Memorial Fund che sorge a Londra, nei pressi di Hyde Park.

 

Durante i periodi di tranquillità possiamo utilizzare messaggeri, telegrafi, telefoni, segnalazioni con bandiere e i cani ma quando si accende la battaglia e la situazione si fa caotica con mitragliatrici, artiglierie e i gas dobbiamo affidarci ai piccioni. Quando i soldati si perdono o rimangono accerchiati dal nemico in località sconosciute possiamo contare soltanto su comunicazioni affidabili. Le otteniamo solamente con i piccioni. Ci tengo a dire che essi, nel loro lavoro, non ci hanno mai tradito

spiegò il generale Fowler, capo del dipartimento comunicazioni dell’esercito britannico durante la Seconda Guerra Mondiale. Durante la battaglia della Marna tutti i 72 piccioni riuscirono a portare a termine le loro missioni consegnando 78 messaggi, nell’offensiva sulle Argonne 442 piccioni portarono 403 messaggi.

Sono storie che stridono con l’immagine iconica della colomba come simbolo della pace.

Un uso distorto del ruolo di messaggeri dei piccioni è stato fatto durante la guerra in Iraq, conflitto nel quale i volatili venivano utilizzati come sensori animali per verificare l’eventuale utilizzo di armi chimiche da parte di Saddam Hussein.

Qualcuno ipotizza che nell’era di Internet, visti i precedenti di fughe di notizie come nel caso di Wikileaks, i colombi torneranno a essere preziosi messaggeri di notizie. Non solo in campo bellico ma in tutti quei settori nei quali un’informazione vale oro. È la storia a dirlo. Nell’Ottocento, prima che si diffondesse il telegrafo, la famiglia Rothschild riuscì a imporsi sui mercati finanziari grazie alle colombaie poste sui tetti delle proprie sedi distribuite su tutto il territorio europeo. Una volta si lanciavano colombe, ora si lanciano Opa. Anche in economia il romanticismo appartiene al passato.

Via I Pigeon Control Resource Centre

Foto © Getty Images

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