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Tata pericolosa per l'ambiente?

Pubblicato: 13 gen 2008 da lumachina

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Tata automobile indiana low cost

I progetti di vendere automobiline a basso costo (le Tata Nano) agli indiani sta suscitando varie reazioni tra alcuni gruppi di ambientalisti. C’è chi si chiede quale impatto ecologico avrebbero quelle auto sul resto del pianeta e chi vorrebbe evitare di motorizzare l’India dove, attualmente, circolano solo 7 auto ogni mille abitanti.

Le città indiane non sono state costruite pensando di riservare spazi adeguati alle macchine, ma questo non è un problema che interessa molto chi vende macchine. Ratan Tata scarica i problemi derivanti dal suo business sul governo indiano “deve esserci maggiore investimento nei trasporti pubblici e maggiore investimento nelle infrastrutture”.

Questo caso specifico è un esempio dei problemi di sviluppo sostenibile, dove si tratta di decidere del benessere, della sua distribuzione e delle conseguenze degli stili di vita. E’ giusto negare agli indiani la possibilità di “svilupparsi” in senso automobilistico perché il resto del mondo teme i gas di scarico di un miliardo di macchinine? E’ morale, d’altra parte, sapendo quanti morti provoca il traffico permettere che i nostri errori si ripetano altrove? Esistono altre soluzioni?

Prima di rispondere a queste domande credo sia necessario definire meglio il benessere che, credo, quasi tutti concordiamo debba essere equamente distribuito. Benessere, secondo me, è stare in salute, provvedere ai bisogni del proprio nucleo affettivo, lasciare il mondo meglio di come l’abbiamo ricevuto. Io non conosco gli indiani che in questi giorni stanno pensando di comprare una Tata, spero solo che sappiano riconoscere la differenza tra bisogni reali e desideri indotti dalla pubblicità.

» Tata Nano a hit with middle class at pre-launch on The Economic Times
» Allarme Independent: «Il mondo può permettersi la Tata Nano? Sole24Ore
» In piazza contro la Tata Nano rivolta per l’auto da 1700 euro su Repubblica

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11 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di ice

    ice

    13 gen 2008 - 12:36 - #1
    2 punti
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    come quando le coscienze ambientaliste di noi Italiani furono strumentalizzate contro il nucleare per poter agevolare il gas russo (ex PCI), il gas Libico (ex PSI), le sette sorelle (ex DC) e chiusero la centrale emiliaana di Cà Orso e il vicino centro ricerche dove l’Italia erede di Fermi portava avanti le ricerche piu avanzate sul nucleare (e quei ricercatori furono assorbiti in parte dagli atenei in parte emigrarono in Svizzera…)

    adesso si dà contro la Tata xchè il modello di auto che fa solo il suo lavoro e non è anche uno status cozza con gli interessi delle case automobilistiche che ci vendono l’idea dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei
    con l’effetto che le nostre strade sono piene di auto da oltre 2 tonnellate che portano in giro al max 80Kg di carne (e se sono di più non sono 2 persone, ma le feste di natale….)

  • Berto85

    13 gen 2008 - 12:49 - #2
    1 punto
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    La motorizzazione di massa dell’India sarà sicuramente un problema ma potrà essere anche l’opportunità di ripensare il concetto di auto. Di recente anche in europa si ritorna a parlare di city car e di riduzione dei pesi e dagli ingombri ed il successo di auto come mini, smart e 500 e l’avvento dei nuovi piccoli propulsori turbo a benzina (che possono sfruttare efficacemente il metano) vanno in tale direzione.

  • Profilo di ice

    ice

    13 gen 2008 - 18:23 - #3
    2 punti
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    le auto che potrebbero da subito sfruttare efficacemnte il metano sono i veicoli commericali che nel sottoscocca hanno abbondante spazio per stivare le bombole

    se solo i produttori di auto si decidessero a proporre vetture turbo iniezione diretta di metano, perche la multipla bipower con un passegero ha meno spunto del mio furgone Ducato con pieno carico e un 1.900TD…

    ma si vede che le 7 sorelle spingono più del compagno Putin……

  • davo

    13 gen 2008 - 18:37 - #4
    2 punti
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    “E’ morale, d’altra parte, sapendo quanti morti provoca il traffico permettere che i nostri errori si ripetano altrove? Esistono altre soluzioni?”
    In realtà noi anche sapendo che stiamo sbagliando, perseveriamo. E ci permettiamo di dare lezioni anche se noi non abbiamo imparato dai nostri errori. O non vogliamo imparare. La tendenza è continuare a crescere economicamente. Se “la causa del riscaldamento globale è stata trovata nelle azioni dell’uomo” si parla di uomo occidentale, gli indiani hanno contribuito con poco e niente.
    In ogni caso ho dubbi sul fatto che l’auto verrà acquistata da centinaia di milioni di persone. 1500-2000 euro nostri non sono lo stipendio indiano mensile.. ma annuale. Vediamo anche se la solidarietà con i lavoratori indiani vincerà sull’acquisto di un nuovo status simbol di mobilità da “ricchi”.
    Intanto in cina tra qualche mese verranno banditi i sacchetti di plastica sotto un certo spessore (non riciclabili), da noi invece se non sbaglio la data è 2010 più o meno. Darci una mossa noi mai, eh? Ah già scusate noi costruiamo inceneritori.

  • Profilo di itr83

    itr83

    13 gen 2008 - 22:13 - #5
    3 punti
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    “Io non conosco gli indiani che in questi giorni stanno pensando di comprare una Tata, spero solo che sappiano riconoscere la differenza tra bisogni reali e desideri indotti dalla pubblicità.”

    Ma secondo te per una famiglia indiana che vive in un paese e si sposta viaggiando in moto in 4 o 5 questa macchinetta sarebbe solo un bisogno indotto dalla pubblicità?
    immagino poi che in tutta l’India sia servita capillarmente da efficenti mezzi pubblici………………
    Noi, pur con dei palesi limiti di efficienza, possiamo usufruire di bus, tram metropolitana, treni, aerei, taxi, ecc. abbiamo negozi di alimentari dappertutto da cui rifornirci comodamente, insomma è troppo comodo per noi dire che si può fare a meno dell’auto perchè ragioniamo in base alla situazione di un paese ricco con molti servizi che in certi posti si sognano!
    poi non stiamo parlando di un Suv di lusso lungo 5m, questa vettura è una scatoletta con un motore da 30cv che ha la velocità massima limitata a 70 all’ora che permette a 4 o 5 persone di spostarsi al riparo dalle intemperie, insomma fa lo stretto indispensabile.
    Prima di parlare di bisogni superflui, riguardiamoci le immagini dei treni indiani con le persone sedute sui tetti dei vagoni o in piedi sui respingenti………

  • Profilo di Lumachina

    Lumachina

    14 gen 2008 - 00:35 - #6
    1 punto
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    itr83, io davvero non conosco uno per uno gli indiani e davvero non sento di avere il diritto di dire se hanno o no bisogno di una Tata. Se i treni sono stracolmi allora aggiungere qualche vagone non mi sembra inutile. Sono stracolmi per far guadagnare al massimo il gestore delle ferrovie o per altri motivi? Il problema mi interessa e se siete stati in India e avete visto con i vostri occhi la situazione, sono interessata ad ascoltarvi.

    Il bisogno di tantissimi indiani è spostarsi in sicurezza e comodità, quali sono i mezzi che permetterebbero alla maggior parte degli indiani di soddisfare il loro bisogno?

  • Profilo di ice

    ice

    14 gen 2008 - 01:31 - #7
    0 punti
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    cara Lumachina:
    in India vivono quasi 1 miliardo di persone
    le città medie sono megalopoli da milioni di persone
    l e aziende non sono tanto elastiche quando hanno milioni di potenziali dipendenti e gli indiani si fanno turni lavorativi lunghini
    aggiungi tanta distanza da coprire….e che in un giorno ci sono 24 ore
    p.s. girano in rete video in cui x le strade si formano ingorghi con solo motocicli…..
    L’india pur avendo un livello di civiltà elevato non ha il dirigismo Cinese
    e in India ex colonia britannica esiste da sempre la proprietà privata…. =interessi che vogliono essere difesi e non sono disposti a piegarsi al “bene collettivo”

    in CIna precettano miliooni di lavoratori, espropriano intere vallate per fare bacini x dighe idroelettriche
    qui in Italia non riusciamo a fare una strada o un nuovo tracciato di ferrovia……..
    cosa pretendi dagli Indiani!?!?!?!?!?!
    Che in 10 anni si dotino delle infrstrutture che noi non siamo riusciti a farci in 50 e allo stesso tempo rispettino la proprietà privata?!!?!?!?

  • Profilo di stever

    stever

    14 gen 2008 - 09:29 - #8
    1 punto
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    dicono che il prezzo sia basso non solo per la spartanizzazione delle caratteristiche tecniche ma soprattutto per lo sfruttamento particolarmente spinto (salari) degli operai che la producono…verità o no ?
    Perchè in questo caso cambia tutto come giudizio !

  • Carneade 2

    14 gen 2008 - 10:32 - #9
    0 punti
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    Che bravi i ricchi occidentali: vanno col SUV a comprare il giornale dietro l’angolo ma non vogliono che gli indiani si motorizzino perchè altrimenti inquinano….

  • Profilo di harlock

    harlock

    14 gen 2008 - 11:07 - #10
    0 punti
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    Carneade, solitamente i ricchi occidentali pensano solo alle cromature del loro SuV, e niente più.
    Altri occidentali invece guardano criticamente il nostro piccolo mondo malato e ne deducono matematicamente che motorizzare milioni di persone non potrebbe essere una buona cura per un paese come l’India che è già abbondantemente incasinato a livello di salubrità dell’aria e dell’acqua.

    Piuttosto la Tata farebbe bene a dire se è in grado o meno di dar seguito al progetto EOLO alias mdi (l’auto ad aria compressa) o a costruire pulmini a metano per il car sharing e magari pagare meglio i propri operai.

    Dovrebbero cogliere l’opportunità di mostrarci che loro non seguono le nostre scelte folli in tema di motorizzazione, che non calpestano la dove altri hanno già sporcato.

    ma si sa che l’uomo è un ‘animale stuido che non impara a non fare gli stessi sbagli del suo vicino.

  • Profilo di Naima

    Naima

    14 gen 2008 - 11:18 - #11
    2 punti
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    Io la macchina non ce l’ho e per non sbagliare non ho nemmeno mai voluto prendere la patente;ovviamente questo mi ha richiesto,mi richiede e presumibilmente mi richiederà qualche sacrificio in più. Non sto cercando facili consensi e naturalmente ho avuto necessità nella mia vita di appoggiarmi a qualcuno proprietario di automobile (per fare un esempio molto banale,fare un trasloco con i mezzi pubblici non è esattamente il mio sogno nel cassetto!).Il mio obbiettivo però,è quello di non cedere alla pigrizia e all’abitudine,ad usare la macchina non per necessità,ma perchè “oggi non mi va di camminare”,”oggi fa freddo”,”oggi piove”,”oggi sono di fretta” etc.etc
    é facile intuire che in tempi stretti,quell’”oggi”,diventa un “sempre” per nulla necessario!
    In India ci sono stata l’ultima volta 20 anni fa,avevo 7 anni e accompagnavo i miei genitori in un viaggio di lavoro. Non mi ricordo moltissimo,mi ricordo però bene che già allora le macchine (quasi tutte vecchissime e scassate)c’erano eccome e l’aria a Delhi era quasi irrespirabile.Del resto questo è merito di noi occidentali che schifosamente vendiamo i nostri scarti tecnologici ai paesi più poveri,con la conseguenza di inibire il loro sviluppo, dandogli una falsa idea di benessere e dandogli anche in mano strumenti che sono ancora meno di noi pronti ad usare.
    Insomma ,come sempre la colpa è nostra,che prima induciamo volontariamente gli altri ad imitarci per trarne profitto e poi quando questo si verifica ci terrorizziamo,(a ragione!!),perchè solo allora ci rendiamo conto di quello che potrebbe accadere. Penso che l’automobilina sì,l’automobilina no,sia un falso problema. Il vero problema è la nostra schifosa economia,il nostro schifossimo egoismo,il nostro schifoso e criminale menefreghismo per la vita,l’ambiente e il pianeta.
    Mi scuso moltissimo per la lunghezza eccessiva,ma come ho sentito dire a molti altri,è venuto dal cuore.