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Indennizzare le famiglie vicino i termovalorizzatori

Pubblicato: 13 gen 2008 da silvia

Commenti dei lettori

rifiuti_smeerch “In Italia ci troviamo di fronte a forti difficoltà da parte di tante comunità ad accettare la costruzione di impianti di valorizzazione termica”. Questo il tema al centro dell’intervento di Vittorio Prodi, parlamentare europeo e membro delle Commissioni ENVI, INTRE, CLIM nel corso della presentazione ha Roma da parte di Nomisma di una ricerca sulle potenzialità e i vantaggi del CDR-Q, ovvero del Combustibile Derivato dai Rifiuti di Qualità.

In particolare, Prodi avanza una proposta: compensare il “danno temuto” di questi impianti, ovvero “quello di un aumento dell’inquinamento atmosferico per la comunità a breve distanza dell’impianto (pochi chilometri)”. Il parlamentare Ue propone di mitigare altre fonti di inquinamento come “le fiamme libere del gas usate per le cotture dei cibi”. Si tratta di un’attività che emette CO, CO2, aldeidi e ossidi di azoto.

“Una proposta di indennizzo potrebbe – prosegue – essere quello di fornire parte della elettricità prodotta dall’impianto stesso per sostituire le fiamme libere con la cottura elettrica. La situazione di impianti di termovalorizzazione più cottura elettrica è certamente più accettabile della situazione della fiamma libera come inquinante intramurale senza impianto. Ancora migliore sarebbe se la comunità potesse essere allacciata al teleriscaldamento, con ulteriore eliminazione degli scarichi domestici e condominiali degli impianti di riscaldamento”.

In pratica Prodi propone di indennizzare le comunità a cui si chiede si sopportare gli svantaggi delle vicinanza di un termovalorizzatore. Secondo il parlamentare gli italiani non si fidano della classe politica “per quanto riguarda la correttezza di analisi e il sottostante sospetto che possano essere interessi personali o di gruppo a motivare scelte infrastrutturali”. Ecco perché è necessario “dimostrare autorevolezza, trasparenza e credibilità” per riuscire a “dimostare che il conto dei vantaggi e degli svantaggi è positivo anche dal punto di vista ambientale”.

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18 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di ice

    ice

    13 gen 2008 - 12:30 - #1
    6 punti
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    non voglio aprire un plame politico, ma se fossimo un paese cicvile i commissari straordinari che si sono succeduti negli ultimi anni col solo compito di risolvere l’emergenza rifiuti dovrebbero essere portati in tribunale xchè restituiscano tutti i soldi percepiti, e anche quelli sicuramente spesi per foraggiare gli amici con la formula della consulenza

    il problema è che non siamo un paese civile….

  • Profilo di Marco-TO

    Marco-TO

    13 gen 2008 - 12:40 - #2
    1 punto
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    Ma sì, sono d’accordo, aumentiamo le possibilità che mi venga un tumore, che vi siano delle malformazioni nei neonati, i soldi pagano tutto, no?
    Ma questi dove vivono, su Saturno?
    Oltre a tutti gli aspetti economici e sanitari, bruciare i rifiuti è una stupidata.
    Diminuire i rifiuti alla fonte, farne meno, quelli che si fanno riciclarli. Già oggi si potrebbe arrivare al 90% di riciclo completo.

    Segnalo Paul Connet in Italia per una serie di conferenze-dibattiti.
    Lunedì 21 gennaio, Auditorium Città Studi, corso G.Pella 2B, Biella, Ore 21.
    Mercoledì 23 gennaio, cinema Petrarca, via Petrarca 7, Settimo Torinese (TO), ore 20.30.

  • Profilo di Vitol

    Vitol

    13 gen 2008 - 13:00 - #3
    3 punti
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    Vittorio Prodi ha ragione. Gli Italiani non si fidano della classe politica che eleggono. Dai tempi dell’Unità d’Italia si è succeduta una quantità di scandali e di rivelazioni di collusione tra speculatori e politica impressionante: scandalo Tabacchi; scandalo Banca Romana; futura colonia eritrea acquistata dalla compagnia naval-fallimentare Rubattino; guerra di Libia sollecitata dagli investitori vaticani; Grande Guerra sostenuta dall’industria pesante in formazione; istituzione dell’IRI da parte di Mussolini per salvare le decotte imprese industriali e prevenire il pericolo di insurrezioni di sinistra; bonifiche e guerre coloniali finanziate in vano dallo Stato per impedire la riforma agraria; aggressioni predone della Etiopia-Spagna-Albania-Grecia-Yugoslavia-Urss negli anni’30-40 ancora con il sostegno dei grandi industriali; il saccheggio del Paese negli anni del boom edilizio ed autostradale; scandalo Lockheed; spartizione del Mezzogiorno tra mafie, potentati politici ed industriali conniventi; scandalo P2 rivelante legami tra poteri industrial-massoni e politica; scandalo Ambrosiano-veneto che scoperchiò i comuni interessi della finanza vaticana, della partitocrazia italiana e della Mafia; Tangentopoli; casi Cirio, Parmalat, Bond argentini; scandalo coinvolgente il governatore dell Banca d’Italia Fazio ed il suo entourage politico-finanziario; scandalo Banco di Lodi; leggi ad personam e ad impresam del passato governo. Queste sono le prime vergogne d’Italia che mi vengono in mente e sono costate un patrimonio di risorse, di opportunità mancate e soprattutto di vite umane.
    Dopo tutto ciò bisogna chiedersi: se dietro Nomisma ci sono i Prodi brothers, dietro Nomisma chi c’é? Un giorno non troppo lontano ci sarà un Giovanni De Gennaro o un generale Carlo Jean che imporranno con il patriottico esercito l’edificazione di un gradevole inceneritore in un degradatissimo sobborgo di una città italiana?
    Perdonate la lunghezza di questo intervento ma viene dal cuore. E dalla mente.

  • Profilo di da88

    da88

    13 gen 2008 - 16:10 - #4
    1 punto
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    Vitol dopo quello che hai scritto, purtroppo tutto corretto, sei ancora vivo?? Non hai notato persone che ti seguono??? :O :o ;D

  • Profilo di Vitol

    Vitol

    13 gen 2008 - 16:59 - #5
    2 punti
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    @ da88
    Ancora no, ma se noterete la mia assenza nelle prossime settimane potrei essere in vacanza coatta.
    Greetings from Guantanamo!

  • Profilo di Fabio A.

    Fabio A.

    13 gen 2008 - 18:54 - #6
    2 punti
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    Vitol,

    gli Italiani non si fidano, vero, ma comprare la fiducia con i soldi si chiama corruzione, al mio paese. Se non ci si fida non è certo perché non si ha un vantaggio economico dalle scelte fatte, ma piuttosto perché è ormai comprovato che tali scelte vanno esclusivamente nella direzione di far rimpinguare le casse di pochi privati a scapito della nostra salute e delle nostre tasche.

    Stiamo assistendo in questi giorni ad un bombardamento mediatico, ogni canale televisivo trasmette ad ogni ora del giorno e della notte uno spot sugli inceneritori.

    Ma esistono alternative, per la miseria, che sono più sensate da ogni punto di vista: minor costi di costruzione e mantenimento, minori tempi di costruzione, minore o nullo impatto ambientale, bilancio energetico positivo (a differenza degli inceneritori, che l’hanno negativo), etc…

    Ma NESSUNO ne parla.

    Chiedo ad ecoblog, per cortesia, di pubblicare almeno un articolo su tecnologie come il Trattamento Meccanico-Biologico!

  • Profilo di ciquta

    ciquta

    13 gen 2008 - 20:26 - #7
    3 punti
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    Che ipocrisia…
    se i termovalorizzatori fossero davvero quelle miniere di energia, ricchezza e salute che quasi tutti i politici cercano di descrivere, perchè pagare indennizzi? Al massimo dovrebbe pagare chi ce l’ha difianco a casa, o dovrebbero pagare i tedeschi per avere la nostra monnezza con la quale diventano ricchi. Ma che dico ricchi, ricchissimi! :D

    E come mai gli stessi partiti politici che prima indicavano l’esempio della Germania ora si oppongono così energicamente all’esportazione in altre regioni della spazzatura?!?

    Andassero tutti questi a farsi friggere…

  • Profilo di Vitol

    Vitol

    13 gen 2008 - 22:11 - #8
    3 punti
    Up Down

    @ Fabio A.
    Credo che siamo della stessa opinione ma che io debba puntualizzare ciò che ho detto. Il mio non era un discorso basato sull’utilitarismo delle scelte dei cittadini ma una semplice riflessione sui misfatti compiuti nel nome degli Italiani - prima sudditi e poi cittadini - e spesso nel nome del loro benessere, che assieme giustificano la diffidenza verso il potere ufficiale.
    Questo pensiero non va neanche ribaltato in uno sterile vittimismo poiché il Paese ha vissuto a lungo in condizioni di sovranità limitata, grazie alla quale i gruppi di potere hanno gestito la res publica in senso assolutamente autoreferenziale.
    Credo che oggi abbiamo maturato un senso civico maggiore che in passato ma questo è ancora decrescente a mano a mano che si scende nello stivale (lo dico con profondo rammarico, io sono nato e vivo nella provincia di Bari); ciò spiega perché la propaganda delle lobbies abbia una tal facile presa, perché la gerarchia partitocratica sia inamovibile ed irresponsabile e, infine, perché la società civile si mobiliti solo per opporsi e non sostenga progetti preventivi come quello che tu propugni ed io sottoscrivo. Temo inoltre che la generosità che andremo a dimostrare verso la regione Campania peggiorerà le nostre condizioni di vita e destabilizzerà ulteriormente la nostra economia a tutto vantaggio degli speculatori: si potrebbe innescare un pericoloso effetto domino poiché molti indotti, certamente qui in Puglia ma anche in altre regioni meridionali, sono quasi colmi, in questo modo si vanificherebbe quel processo non ancora compiuto di passaggio alla raccolta differenziata integrale a vantaggio della edificazione degli inceneritori. Certo, le cose potrebbero andare diversamente e si potrebbe accelerare il processo virtuoso ma ho forti dubbi e credo con Sofri nella eterogenesi dei fini.

  • sara v.

    13 gen 2008 - 23:35 - #9
    -1 punto
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    Rispondo a Fabio A.
    Non sono un’esperta sugli effetti sulla salute dei termovalorizzatori, si sentono in giro informazioni molto discordanti. Sembra però che prevalgano quelle che tranquillizzano, dicendo che emettono un’aria più pulita di quella di città(non so che città…).
    Ma il punto principale è il bilancio energetico negativo, come dici tu. Infatti mi sembra uno spreco estrarre petrolio, raffinarlo, trasformarlo per produrre plastica destinata ad essere bruciata poco dopo. Già non è gran che utilizzare olio combustibile nelle centrali! Stesso discorso per la carta. Mi sono indignata sentendo che a Napoli “è necessaria la raccolta differenziata per poter incenerire meglio i rifiuti”! E il riciclo, dov’è andato a finire?
    Non dico che gli inceneritori non debbano esistere affatto, e sono favorevole al miglioramento di quelli esistenti. Perchè ci sono rifiuti che proprio non si possono riciclare, come quelli sanitari. Ma sono solo una piccola parte delle tonnellate di spazzatura che produciamo!
    Altra cosa, mi sembra che in Italia non si faccia nulla per ridurre i rifiuti alla fonte. Alla gestione degli imballaggi pensano i consorzi, formati anche dai produttori(sic!), che non avranno molto interesse a produrne meno. Poi si vede la pubblicità della tetrapak che “protegge la bontà e l’ambiente”. Ma come?! Non mi risulta che siano imballaggi riciclabili nè biodegradabili, e quanti cartoni di latte e succhi di frutta si buttano ogni giorno? Rendendo le discariche delle miniere inutilizzabili di alluminio.
    Il ministro dell’ambiente dovrebbe iniziare a fare scelte radicali, non solo a parole.

  • Profilo di glorfindel

    glorfindel

    14 gen 2008 - 01:46 - #10
    3 punti
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    Indennizziamo le famiglie vicino ai termovalorizzatori, certo…
    A nessuno viene in mente che la maggior parte di coloro che abitano nei pressi di quelle zone, vivono in case abusive che non dovevano essere costruite?
    Il problema di Napoli non è l’immondizia, ma la totale mancanza dello Stato e di qualsiasi legge. In questi giorni a Napoli i nodi stanno venendo al pettine, molto semplicemente.

    Ma chi ha derubato lo Stato una volta costruendo abusivamente, lo ha derubato una seconda col condono, e adesso lo deruberà (ci deruberà!) per la terza volta con gli indennizzi.

    Allora sì che Napoli avrà risolto i propri problemi…

  • Profilo di Marco-TO

    Marco-TO

    14 gen 2008 - 10:02 - #11
    3 punti
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    In Italia si producono 540 Kg di rifiuti all’anno pro-capite. Nel 1995 ne facevamo 100 Kg in meno.
    Come vivevamo nel 1995? Peggio di adesso? Questo lo chiamate progresso o spreco?
    Nei nostri rifiuti domestici vi è:
    30% di frazione umida (diventa un ottimo compost)
    30% di carta
    12-13% di plastica
    10% di vetro
    10% di lattine in alluminio o acciaio

    Rimane il 10% di indifferenziato che nella peggiore delle ipotesi dovrebbe andare in discarica.
    Ogni anno perciò dovrebbero andare in discarica in tutta Italia, circa 3 milioni di tonnellate di rifiuti (sempre il 10% del totale).
    Oppure si potrebbero bruciare nei cementifici, che a meno non possiamo farne per il momento del cemento.
    Gli inceneritori NON servono.

    Per chi fosse curioso dell’aspetto sanitario, quello economico abbiamo ampiamente discusso, consiglio di vedere questo video della dottoressa Gentilini dell’ISDE - International Society of Doctors for the Environment, di cui vi è anche la sede italiana. (http://www.isde.it)
    La dottoressa Patrizia Gentilini è esperta delle tematiche tumorali legate agli inceneritori, gli studi epidemiologici durati anni sulle popolazioni che vivono intorno agli inceneritori ci sono all’estero ed anche in Italia. Qui un video che vi esplicherà il tutto
    http://video.google.it/videoplay?docid=5036343201869101344

  • Profilo di Naima

    Naima

    14 gen 2008 - 10:50 - #12
    1 punto
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    Per Sara V. : La Coop vende le sue lenzuola dentro imballaggi di tetra pak riciclato;quindi, questo materiale è potenzialmente riciclabile,anche se non so come facciano, visto che nello smistamento domestico finisce per forza nell’indifferenziato!

  • Sdb75 - BLOG D.P.

    14 gen 2008 - 12:28 - #13
    0 punti
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    La raccolta differenziata davanti a tutto!!!

    Poi bisognerebbe iniziare ad evitare l’aquisto di prodotti troppo confezionati! Basta acque anche in bottiglie “mono dose” da 125ml, 100gr di biscotti in scatole che pesano più di loro, patatine che si “perdono” nei loro sacchetti, piccoli elettrodomestici in enormi confezioni di cartone e polistirolo tanto grandi da poter imballare anche dei frigoriferi…

  • Profilo di cattivik

    cattivik

    14 gen 2008 - 12:54 - #14
    1 punto
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    Vedo dai diversi commenti che sulla questione dei termovalorizzatori c’é una notevole discordanza di opinioni.
    Ciò é sicuramente dovuto alle innumerevoli informazioni che circolano sull’argomento. Tutte riportano risultati di illustri e quotati ricercatori e ai miei occhi di inesperto sull’argomento tutte sembrano egualmente valide.
    Come fare allora a capire chi ha ragione? Di chi fidarsi?
    Forse la soluzione più ovvia é anche quella più semplice, quella che a scuola ci hanno sempre negato: copiare.
    Dato che in Italia non sembra esserci un ente super partes con le idee chiare, di cui ci si possa fidare e che non sia implicato in intricati complotti politico-mafiosi-economico-piduisti-massoni, allora dobbiamo guardare all’estero.
    Non ha più senso cercare di fare i primi della classe sulle teorie ambientaliste quando a livello pratico l’unico risultato delle politiche ambientali nazionali sono le sanzioni che ormai mensilmente ci arrivano dalla Comunità Europea e le cui conseguenze guarda caso non ricadono mai sui reali responsabili.
    È ora di aprire gli occhi e umilmente copiare da quelle nazioni che fanno del rispetto della natura e dell’uomo un tema principale della loro politica; nazioni che da decenni sono state in grado fare convivere l’alta tecnologia, l’industrializzazione, la tutela dell’ambiente, la qualità della vita e il rispetto della persona.
    Se analizziamo bene questi parametri tra le maggiori nazioni industrializzate, la scelta oggettiva ricadrà sugli stati scandinavi e non potremo fare a meno di notare che qui troviamo un uso diffuso di energia da fonti rinnovabili (principalmente idroelettrico ed eolico) abbinato a centrali atomiche, uso di carburanti ecologici (etanolo) e soprattutto, per riallacciarmi al tema, un avanzato sistema di raccolta differenziata affiancato da termovalorizzatori ottimizzati per la produzione di calore per i sistemi di teleriscaldamento.
    Ora, dato che gli scandinavi vantano un sistema sociale ed una coscienza ecologica unici al mondo, basta visitare una zona anche altamente industrializzata e densamente urbanizzata per rendersi conto dei risultati che hanno raggiunto.

    Ultima nota: a Milano il tetra pak dato che è riciclabile va messo nei contenitori per la carta.

  • Profilo di Fabio A.

    Fabio A.

    14 gen 2008 - 17:52 - #15
    2 punti
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    Da rifiuto a risora. Una presa di posizione

    Le vicende di questi ultimi giorni, le montagne di spazzatura che ingombrano, insieme alle strade, la vita di migliaia di cittadini campani, colpevoli, per la stragrande maggioranza, di cercare solamente di vivere una vita civile, esigono doverosamente una riflessione, una forte presa di posizione e una considerazione.

    La riflessione
    E’ fin troppo lampante, e ruota attorno ad una considerazione, triste e tragica allo stesso tempo: si è percepita, clamorosamente, la mancanza dello Stato. Nel territorio, nel tessuto sociale, nelle Istituzioni. Quasi una sconfitta definitiva. Ci si chiede con rabbia perché in Italia si debba sempre arrivare allo stato d’emergenza per prendere decisioni, il più delle volte dettate, purtroppo, dall’emergenza. E l’emergenza non si gestisce. Il più delle volte la si affronta, la si prende di petto, con misure straordinarie, che servono a restituire la normalità, ma non a risolvere i problemi.

    Non sarà facile, in una terra martoriata, quasi completamente rovinata dalle infiltrazioni, tossiche e dei liquami nelle proprie falde e nel sottosuolo, e da quelle camorristiche nel suo tessuto sociale, ritornare alla normalità. Allo Stato, oggi, si chiede solamente una cosa: di intervenire concretamente; e di ripristinare la legalità. Governo e Ministero dell’Interno; forze armate; forze dell’ordine; Istituzioni; Amministrazioni locali. Ognuno deve fare la propria parte. Non sgomberare semplicemente le montagne di spazzatura. Sgomberare definitivamente la criminalità organizzata, toglierle ossigeno e la terra sotto i piedi, ripristinando la legalità e restituendo dignità, condizioni sociali e lavoro alle persone per bene, ai milioni di cittadini che attendono solamente quello, di ritornare a fare una vita normale, da cittadino in e di uno Stato democratico presente e vicino.

    La presa di posizione
    E’ quella che, inevitabilmente, dobbiamo prendere tutti noi, Amministratori, cittadini, società civile, sensibili alle problematiche ambientali e a conoscenza dei problemi e delle soluzioni praticabili e concrete che ruotano attorno al mondo dei rifiuti, facilmente strumentalizzabile ad uso e consumo delle grandi multinazionali, delle “municipalizzate” della criminalità organizzata e di una larghissima fetta di classe politica semplicemente ignorante o ipocrita.

    In questi giorni, ascoltando i servizi dei telegiornali, i cosiddetti “talk show” serali presenziati da ospiti variegati, comodi nei loro divani, una informazione falsa (o falsa informazione) e faziosa ha incredibilmente, scandalosamente fatto passare un messaggio enormemente fasullo.

    Lo stato di emergenza della Campania, le immagini e i reportage che arrivano dalle strade di Pianura, di Pozzuoli e della sterminata periferia napoletana, hanno trasmesso agli italiani la classica immagine del rifiuto. Quella cioè per cui, trasformandosi in monnezza’ sia un qualcosa da buttare, da espellere, da far sparire. Da bruciare. Ed ecco che la parola magica, termovalorizzatore, ha preso campo, nell’immaginario collettivo, come la bacchetta magica, la soluzione per tutti i mali. Il rifiuto, la monnezza? Li bruciamo, e tutto si risolve.

    Falso! Sbagliato! Un ciclo dei rifiuti moderno, completo, rispettoso dell’ambiente ed economicamente vantaggioso è quello che vede il rifiuto come una risorsa, ed usa un sistema di raccolta e gestione con il metodo “porta a porta”, che raggiunge risultati del 70-80% di differenziata, portando dunque in discarica, una moderna discarica costruita secondo le normative europee, che non “corrompe“ i suoli ed accoglie solamente la parte cosiddetta tal quale del ciclo del rifiuti, opportunamente trattata ed essiccata, il 20-30% della raccolta. Risultato: viene stravolta, e gradualmente dimenticata, la vecchia immagine della discarica come luogo di scarico della monnezza; la sua durata si triplica rispetto all’attuale; il suo impatto ambientale e il suo costo di gestione diminuiscono proporzionalmente.

    Ecco dunque che il termovalorizzatore, anzi, l’Inceneritore, mostro antieconomico, generatore di tumori e produttore di scorie e ceneri altamente tossiche e pericolose, dall’enorme costo di smaltimento e di stoccaggio, viene “scaricato” naturalmente nella discarica di un passato che tutti vogliamo, dobbiamo dimenticare.

    La valanga di dati scientifici, le tabelle, le ricerche mediche, nei canali tradizionali e soprattutto nella Rete, sono a disposizione di tutti. Anche di una informazione nazionale tragicamente colpevole, che non ha fatto il proprio dovere deontologico. Mettiamola così:
    a) un giornalista, con la “g” piccola, alle prese con i tempi del suo giornale e la urgente messa in onda del servizio, ha subito a disposizione la “pappa pronta”: apre lo sportello dell’inceneritore, e… voilà, il servizio è fatto, l’articolo è pubblicato, i colpevoli sono trovati, i rifiuti smaltiti. E il territorio? E i cittadini? E la loro salute? Il prossimo programma, il prossimo servizio, la prossima intervista al politico “…amante del verde e del proprio territorio…” di turno.;
    b) il giornalista con la “g” grande, si informa, perde del tempo dietro dati e tabelle, esegue raffronti, sente tutti gli attori in gioco, e pubblica il suo pezzo, effettua il suo servizio. Di cronaca, con fatti, dati e riscontri. Ed una semplice domanda, rivolta ai fautori delle “magnifiche sorti e progressive” dei termovalorizzatori/inceneritori: “…ma lei, ci abiterebbe, con la sua famiglia, nei pressi di questi impianti?”. Tutto qui…

    La considerazione
    La scelta del Governo, oltre ad arrivare colpevolmente in ritardo, senza adottare i doverosi provvedimenti sulle Istituzioni locali, Regione Campania e Comune di Napoli in primis, e scaricare ingiustamente addosso, in modo indiretto e velato, al Ministro Pecoraro Scanio la responsabilità di tale disastrosa situazione, lascia molti dubbi circa la sua effettiva applicabilità.

    Scaricare, dopo anni di assenza sul territorio e migliaia di miliardi gettati via attraverso una gestione commissariale di un emergenza assurta a “status” cancerogeno, la gestione e la risoluzione del problema, in un tempo stabilito, agli enti locali, appare una decisione per lo meno avventata, visto che si parla di un territorio quasi completamente in mano alla criminalità organizzata. La prospettiva è quella di avere, alla scadenza dei fatidici quattro mesi, decine di Commissari prefettizi da mandare nei Comuni e nei Consorzi…

    Avremmo sperato in una seria politica rivolta alla realizzazione di un moderno, fattibile Piano industriale, che poggi su una massiccia e preventiva campagna di informazione e partecipazione verso i cittadini, volto a realizzare un sistema integrato di gestione della risorsa rifiuto attraverso il metodo “porta a porta”, con la costruzione e messa in opera, attraverso bandi costruiti ad hoc, attuati, controllati e gestiti direttamente dal Governo, di moderni impianti per la selezione e lo smistamento della componente differenziata e per la produzione di compost di qualità dalla componente organica, da riutilizzare nei terreni avvelenati da anni di scarichi abusivi. Insieme all’individuazione di un nuovo sito regionale per lo stoccaggio della componente indifferenziata, opportunamente trattata, non comportante nessun danno ambientale.

    Parliamo di fantascienza? Proclamiamo una rivoluzione? No, niente di tutto questo. Parliamo di progetti già realizzati, concreti ed economicamente vantaggiosi, per il territorio, l’ambiente e le casse pubbliche. Realizzati in migliaia di altre realtà nel mondo: dall’Austria alla Danimarca; da San Francisco a Novara; da Asti a Montebelluna; da Colorno a Monsano, passando per Melpignano, Capannori e le altre decine di Amministrazioni e Sindaci italiani che stanno gestendo la risorsa rifiuto senza problemi, in sintonia con il territorio e, soprattutto, con il loro mandato civico a servizio dei cittadini, e nel rispetto dello Stato e della Costituzione.

    Gianluca Fioretti
    Sindaco di Monsano
    Presidente “Associazione nazionale dei Comuni Virtuosi”

  • Profilo di sara virgili

    sara virgili

    14 gen 2008 - 23:13 - #16
    1 punto
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    Per Naima. Perchè mai se il tetrapack è riciclabile a casa finisce per forza nell’indifferenziato?

  • Profilo di alemari1986

    alemari1986

    15 gen 2008 - 13:47 - #17
    0 punti
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    Concordo pienamente con Cattivik.

  • Profilo di sara virgili

    sara virgili

    17 gen 2008 - 15:11 - #18
    1 punto
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    Da quello che ho letto su Newton n° 11 di nov 2006, in generale il tetrapack non è riciclabile, ma ci sono alcuni comuni attrezzati per farlo. Ma per la maggior parte finisce ancora in discarica.