Emergenza rifiuti, manifestazione a Napoli di Legambiente

Logo manifestazione Legambiente Contro l’emergenza rifiuti in Campania Legambiente scende in piazza con una manifestazione prevista sabato 19 a Napoli, alle ore 14,30 in Piazza Carità. Una protesta che contiene tanti “no” ma anche con un lato ottimista e propositivo. Da una parte il rifiuto dell’essere schiavi delle ecomafie, del delegare il futuro a una “classe politica incapace di decidere e agire”, del soccombere ai “localismi amorali” e di vivere nel “degrado e nell’illegalità diffusa”.

Dall’altra parte Legambiente propone delle soluzioni: impianti di riciclaggio e compostaggio e poi “l’ammodernamento di tutta la filiera impiantistica a partire da politiche di riduzione dei rifiuti, di raccolta differenziata spinta, fino al riciclo delle materie prime-seconde e al recupero energetico, implementando corrette pratiche di gestione e coinvolgendo i cittadini”.

Nei giorni scorsi insieme a Eco dalle Città l’associazione lanciato un’altra iniziativa invitando i cittadini a produrre due chili in meno di spazzatura: “Se nelle prossime settimane tutti gli italiani risparmiassero alle proprie discariche 2 kg degli oltre 500 chili di spazzatura che producono in un anno si diminuirebbe la pressione complessiva sulle discariche di ben 120 mila tonnellate di rifiuti, ossia una quantità paragonabile a quella che ha messo in ginocchio la Campania Differenziamo come non abbiamo mai fatto e riduciamo per quanto possibile i nostri rifiuti. E’ una dimostrazione di solidarietà civile e soprattutto una prova che sappiamo e possiamo fare di meglio di quanto fatto finora”.

La parte che più mi piace nella nota che promuove la manifestazione di sabato è il punto su alcune delle buone pratiche in tema di rifiuti che hanno caratterizzato la Campania. Legambiente ricorda infatti che: nella regione sono oltre 140 i comuni che differenziano con percentuali intorno al 35% e in alcuni casi al 90%; sono oltre 4mila i kmq di aree protette nella regione; “numerose aziende campane, capaci di costruire e gestire impianti di riciclaggio, tecnologicamente avanzati, sono costrette, paradossalmente, ad importare materie prime-seconde (contenitori in plastica, vetro, carta e cartone) da fuori regione per far funzionare a regime i loro impianti”.

Anche noi di Ecoblog abbiamo parlato di casi in cui la regione ha fatto da buon esempio agli altri in tema di rifiuti: come per la gestione della raccolta differenziata di Mercato San Severino o dell’azienda casertana Erreplast che ricicla bottiglie in plastica PET per produrci di tutto, o ancora del Club dei Comuni virtuosi della Campania.

Via | Legambiente
Foto| Legambiente

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