Il movimento Carectomy, sin dallo statuto - Removing cars from people - si caratterizza per un approccio “radicale” alla questione della mobilità, caratteristico della realtà ambientalista statunitense, in cui l’assenza del settore pubblico (nella scuola e nella sanità, oltre che nei trasporti) ha prodotto un contesto spaziale e sociale a tutto vantaggio dell’individualismo sia motoristico che comportamentale. Questioni sensibili anche da noi.
Benvenute dunque le riflessioni sugli effetti sociali, oltre che economici, della dipendenza dalle auto e dal petrolio. La prima riguarda i possibili effetti benefici che il petrolio a 100 $ (e la benzina a 4$/gallone) può avere sui comportamenti dell’americano medio e prende ad esempio l’Europa mentre, altrove, viene ricordato come, oltre ai ‘classici’ inquinamento acustico ed atmosferico, specialmente in Europa, vi siano delle valide alternative per ridurre l’ingombro delle auto.
Ribadendo che “le auto ci rendono meno felici” (vedi in proposito Vittime della strada, incidenti e gas di scarico) si cita la città di Muenster in Germania che, avendo realizzato una ottima rete di trasporti pubblici e ciclabile, permette ai suoi cittadini di vivere benissimo senza l’automobile privata. Le 72 persone della foto possono essere trasportate da 72 bici, occupando 90 metri quadri, oppure da 60 macchine occupando 1000 metri quadri (occupazione media nel traffico urbano di un’auto ogni 1,2 persone), o da un bus di 30 metri quadri.
Guardando a casa nostra, dove le ultime statistiche non sono confortanti, ci appelliamo al buon senso, poiché persino il pulitissimo tram soffre di una tenace opposizione, a Roma per la difesa dei sanpietrini, mentre a Firenze è oggetto di referendum.
Via | Carectomy ed Eco dalle Città
» $4 per Gallon Gas a Good Thing? on Carectomy
» Bicycling in Muenster, Germany
» Amt für Stadtentwicklung, Stadtplanung, Verkehrsplanung - Stadt Münster
ice
24 gen 2008 - 16:27 - #1lo ripeto sempre…..assurdo usare auto da 2tonnellate e oltre per portare in giro i nostri miseri 80kg di carne
mi danno fastidio anche i bisontici autobus da 50 posti x 400.000E che girano vuoti dalle 9 alle 12 e nuovamente dalle 15 alle 18
ma sul tram sono scettico
nelle grandi città italiane ho spesso visto tram doversi fermare di fronte a auto in doppia fila…..
preferisco la metro:
può convivere perfettamente con aree pedonali,
ha un minor inquinamento acustico,
è priva di incroci a terra, quindi non è influenzata dal traffico automobilistico, inoltre
dà riparo dagli agenti atmosferici siano essi freddo/pioggia/caldo
non capisco a volte come tracciati che passano per vecchie necropoli siano visti come un limite piuttosto che non come un opportunità
una bella teca di vetro e via
tanto lo sappiamo benissimo che bassissima affluenza di visitatori abbiano certi scavi…mentre metterli dietro una teca di vetro lungo la metro li porterebbe agli occhi di tutti, cittadini e turisti
Caiofabricius ROMA
24 gen 2008 - 17:27 - #2L’orecchio dimentica , l’occhio no.
Foto grandiosa, da utilizzare intensamente.
TRAM E BICI
ROMANI FELICI
Pare facile, ma facile nun è,
mò ch’è scomparso puro il 3 !
E li moderni 2 ed 8
sò gajardi commodi e veloci
ma se ‘na vorta l’anno fanno ‘n botto
tutti a baccajà, falsi e feroci.
Assomijà all’Europa sò paroloni,
ma poi de pijaà er tram nun sò bboni
e tutti a criticà, a rompe li cojoni.
Ma ‘sta cura der fero è cosa vera ?
Pè portà l’8 a Termini ‘na chimera!
famo ‘na’artra fabbrica de S.Pietro?
Uolter che stai a fa, ‘na marcia ’ndetro?
Fratello Tram, Sorella bici
Stamo aspettà de diventà felici,
ma a forza d’aspettà semo ‘nvecchiati
e a Roma guarda’n’pò i tempi nun sò cambiati
maghine e motorini belli spaparanzati,
Li sordacci veri, li sordacci tanti
nun vanno ar tramme né alli pedalanti,
in giro nun se vedono rotaie nove
nè piste n’dove la bici sicura se po’ move.
Li sordacci veri, li sordacci tanti
‘nvece vanno a li parcheggi massacranti
de sacro Pincio e der Quirinale colle
pè fa cuntente le maghinate folle.
E si nimmanco a Giulio er tosto Papa Re
la divina strada in pace je lassate
vò proprio dì che le ‘ntenzioni sò fanfare,
e pè er ciclista saggio solo mazzate
lui ch’avea creduto che in bici annare
fusse pè Roma la soluzione,
mejo ‘na vera rivoluzzione
e ‘nvece s’aritrova solo a disperare
che er tram e la biga in fonno sò cazzate
AVE caiofabricius VALE
montezumo
24 gen 2008 - 19:44 - #3una citta’ da 50.000 abitanti libera dalle auto e con emissioni zero.i re del petrolio credono al sole…
http://www.masdaruae.com/
Lorenzo22
25 gen 2008 - 01:37 - #4Io vivo negli Stati Uniti. A proposito delle scuole, le scuole elementari e medie in USA sono spesso pubbliche e soprattutto c’è un autobus che preleva gli scolari a casa e li riporta a casa dopo la scuola. Questo in Italia ce lo scordiamo. In Italia le mamme devono portare i figli a scuola… in macchina !
stever
25 gen 2008 - 09:21 - #5…ed immagino che negli USA ci siano anche molti grandi fabbriche che se ubicate fuori dai normali servizi pubblici abbiano autobus privati che prelevino i dipendenti in alcuni punti della città e li porti diligentemente a lavoro, invece in Italia s’impone un pendolarismo che quando non è treno-carro-di-bestiame (e magari il treno arrivasse dappertutto) è traffico ed obbligo a prendere l’auto a partire dalla città per andare fuori con costi puri, sociali e di salute.
Marco-TO
25 gen 2008 - 09:55 - #6Sul Metrò ho solo qualche dubbio sul costo complessivo delle opere. Lo scavo di una linea dura anni con notevoli disagi anche in superficie.
Mi chiedo perché siano spariti i filobus, almeno qui a Torino.
Hanno il vantaggio del tram in quanto elettrici ma non i costi di infrastruttura data la mancanza dei binari e degli scambi.
Penso a Bogotà capitale della Colombia, 7 milioni di abitanti. Da alcuni anni hanno un sistema con linee di superficie che funziona benissimo a sentire i relatori in alcuni convegni. L’hanno chiamata TransMilenio.
alessandro calzati
25 gen 2008 - 13:26 - #7Io sono bolognese ma vivo a Venezia da una quindicina d’anni. Sono nato e cresciuto in una città dove auto e moto sono oggetti di culto, dove tuttora muoversi con un mezzo proprio è segno di distinzione e motivo di orgoglio, mentre i mezzi pubblici (autobus, neanche tanti e sempre imbottigliati nel traffico) sono considerati roba da anziani, poveri o sfigati.
Io a Venezia sto benissimo. Si vive a piedi e quando serve c’è una rete di trasporti (vaporetti) che ovviamente non si incrocia mai con la viabilità pedonale e che ovviamente non ha problemi di traffico. Ovviamente Venezia è una città piccola, per cui spostarsi a piedi non è affatto un problema.
La progettazione urbana in Italia dal dopoguerra ad oggi è sempre stata fondata sull’idea di mobilità individuale e questo è andato di pari passo con la trasformazione del territorio, rivalutando terreni agricoli che venivano resi edificabili. Non è questa la sede per trattare della storia dell’Italia contemporanea, ma è chiaro che non c’è mai stato l’interesse verso la tutela del territorio, verso la creazione di un sistema di trasporti pubblici realmente efficiente e competitivo.
Tutto questo contro l’interesse della gente, che poi a colpi di pubblicità e di film americani è stata convinta che “auto è bello”, che è meglio vivere a decine di km dal posto di lavoro, che la distanza fisica tra le persone genera benessere.
Mi pare che questo modello sociale/economico/urbano stia collassando.
Chissà perchè la maggioranza delle persone preferisce frequentare aree pedonalizzate, centri storici; non a caso i centri commerciali e gli outlet sono pensati come piccoli “villaggi” pedonalizzati. E tutti si lamentano dei costi di carburante, assicurazione, acquisto e manutenzione delle automobili.
Le nuove tecnologie informatiche aiuteranno a risolvere buona parte dei problemi che finora sono stati risolti con la mobilità veicolare: accesso all’informazione, telelavoro, relazioni sociali, acquisto di beni e servizi.
Intendiamoci, quando proprio serve (avendo famiglia) per gli spostamenti più difficili noleggio un’auto (scegliendo quella che più mi fa comodo: station wagon, utilitaria, berlina, sportiva…), per il resto ci spostiamo sempre a piedi o con vaporetti, autobus, treni, aereo.
Le mie spese di trasporti sono ovviamente molto contenute: non devo “mantenere” un’automobile (se non due, come capita in quasi tutte le famiglie italiane).
Vivere senza auto si può e si sta anche molto bene: è il futuro che dobbiamo garantire ai nostri figli.