
Debora Billi rinomata blogger, famosa per il suo ottimo blog sul picco del Petrolio ha lanciato un nuovo progetto: Crisis? What Crisis?.
Il blog si basa sul principio apocalittico per il cui il mondo sarebbe sull’orso di una crisi sistemica che in realtà è già cominciata. Ovviamente alla base di questa concezione c’è l’idea che il picco petrolifero sia come una tessera di un domino che cadendo si porta dietro l’intero sistema su cui si regge la nostra realtà politica e sociale.
Ora, non c’è dubbio che questa visione si basi su dati concreti (e spaventosi), ma ciò non toglie che il pensiero “apocalittico” è, e sarà sempre sbagliato, anche ad eventuale apocalisse avvenuta. Anzitutto perchè è sempre vero che il pessimista spera il peggio e teme il meglio.
Poi, chi pratica il pensiero negativo espone il proprio ragionamento al rischio dell’autoindulgenza o peggio ancora fornisce cittadinanza al finto catastrofismo che cela la pigrizia e la meschinità.
Con questo non voglio dire che non ci si debba occupare delle crisi (al contrario) o che si debba praticare l’ottimismo oltranzista. Voglio solo dire che il futuro è oscuro per definizione e che quando ci se ne occupa bisogna limitarsi a dipingere scenari sulla base dei soli dati, senza mai farsi coinvolgere dalle emozioni, euforiche o disforiche che siano.
eymerich73
23 gen 2008 - 13:56 - #1Non credo che definire il “pensiero apocalittico” sbagliato di per sè sia una valida confutazione delle sue affermazioni e meno che mai lo sarà se poi l’apocalisse avviene davvero.
Invece, ammesso di esserne in grado, bisognerebbe rispondere ai dati con i dati se si vuole essere credibili.
Il blog di Debora Billi è credibile proprio per questo, come giustamente viene riconosciuto nel post
Inoltre il pensiero negativo dei “pick-oiler” è in realtà molto positivo, visto che si fa spesso promotore di nuovi stili di consumo; basta farsi un giro sul sito dell’ASPO per averne prova.
eugenio
23 gen 2008 - 15:04 - #2eymerich73 > Non volevo criticare Petrolio ne’ tanto meno l’Aspo, ma il pensiero apocalittico in generale. Piu’ che altro per sottolinearne gli errori costitutivi.
prendi questa affermazione che trovi nel secondo post di Crisis:
“C’è un’aria strana, come un’attesa di qualche fenomeno improvviso che farà precipitare una situazione già precaria.”
Capisci che il futuro fa sempre paura, a cosa serve prefigurare il peggio? E anche se avvenisse, che ne abbiamo guadagnato?
Io credo che focalizzare l’attenzione della crisi sia meno efficace che focalizzare l’attenzione sul cambiamento.
eymerich73
23 gen 2008 - 16:54 - #3Beh, ok! Ma nei post del nuovo blog si legge anche “…vogliamo anche capire cosa si può fare a livello individuale o collettivo per prepararsi a momenti di crisi…”
Io non penso che la parola crisi debba spaventare, invece mi piace molto l’approccio al concetto di crisi come di un premessa per prepararsi al cambiamento.
Perchè se poi il cambiamento arriva repentino e noi, invece che prepararci (leggi fare ricerca e sviluppo, cambiare stili di vita, promuovere l’economia sostenbile, decrescita ecc..) ci siamo scornati fra opinionismi di apocalittici e integrati allora ci sarà da piangere, e pagheranno i più deboli.
alemari1986
23 gen 2008 - 23:05 - #4Il blog si basa sul principio apocalittico per il cui il mondo sarebbe sull’orso di una crisi sistemica che in realtà è già cominciata.
Già, ma sta di fatto che saranno 400 anni e più che la gente dice di trovarsi di fronte ai primi segnali ben riconoscibili di una “crisi” non meglio identificata. Ha ragione eymerich73 a dire che “ammesso di esserne in grado, bisognerebbe rispondere ai dati con i dati se si vuole essere credibili”, sempre esigendo che i dati siano giusti. Comunque sia, di fronte a frequenti e diffusi allarmismi da pre-apocalisse constatabili in quasi ogni pagina di storia, finora non è mai avvenuto un cambiamento così radicale e negativo da poter essere legittimamente chiamato “apocalisse”. Il che, ovviamente, non significa che non possa accadere, ma soltanto che oggi dovrebbe essere automatico un certo scetticismo e una sana inclinazione al dubbio e alla cautela. Purtroppo così non è. In questo senso, comunque sia, secondo me eugenio ha perfettamente ragione. Riguardo al blog di Debora Billi, personalmente penso che sia tutto meno che “credibile”, a fronte dei dati su cui si basa che potranno anche essere credibili. Per esempio, si legge che:
Qualcuno sostiene che si tratti di senso di colpa, per l’esagerato spreco e consumo di risorse degli ultimi decenni; altri pensano che stiano venendo al pettine i disastri che abbiamo combinato nell’ambiente;
Che oggi (come negli ultimi anni) lo spreco sia molto diffuso, è innegabile, ma è un fatto che “negli ultimi decenni” le “risorse” siano sempre aumentate o si siano mantenute a livelli pressoché stazionari. Le forniture dello stesso petrolio, per esempio, solo assai recentemente hanno iniziato a subire un decremento.
Se il concetto di “crisi” è quello di “premessa per prepararsi al cambiamento”, allora il mondo si trova sempre in crisi, dal momento che cambia in continuazione. I suoi cambiamenti, inoltre, non sono necessariamente “in fase”, ossia un cambiamento può iniziare quando un’ altro è già iniziato e quando un’ altro ancora si è già manifestato molto chiaramente. Ma a parte questo, vorrei sapere da eymerich73 perché la “decrescita” dovrebbe essere qualcosa a cui dovremmo “prepararci”.
luca-spazio
24 gen 2008 - 10:26 - #5Boh, io sono un assiduo lettore di petrolio e vedo di riassumere qui i dati che farebber pensare all’inizio imminente di una crisi, non sono peró esperto economista, essendo ingegnere, per cui tutto ció che diró potrá essere usato contro di me…
1) Problema economico, il mercato attualmente si basa su denaro che non esiste. Tutto é debito. Finché chi non riesce a pagare siamo io e te, il mercato é a posto, fa soldi ed anche se perde poche migliaia di €/$ pazienza. Ma se un’economia (US?) ad un certo punto dice (come sta iniziando a dire col fatto di abbassare costantemente i tassi d’interesse) purtroppo non possiamo pagare piú, cosa succede? Miliardi di $ che spariscono dai conti delle banche, per cui dalle nostre tasche…hai presente l’Argentina?
1)bis Qual’é il modo migliore di far ripartire un economia? Lavoro, montagne di soldi, diminuzione demografica…una bella guerra, piú grande e meglio é…vedi dopo 9/11, crisetta economica da cui gli US si tengono a galla provando guerre a ripetizione, non certo per il terrorismo…quello é per noi poveri mortali.
2) Il nostro mondo si basa sul petrolio, bada bene non sul petrolio in se, ma sul petrolio a basso prezzo. Tutto é petrolio, non solo la benzina che fa muovere l’automobilina sotto casa, ma pure l’automobilina stessa é fatta di “petrolio”, la strada e fatta di “petrolio”, quello che mangi é “petrolio” in larga parte (concimi, fertilizzanti, macchine sempre piú efficaci), il lavoro é “petrolio”, la tua sulute é “petrolio” (tutti i farmaci della medicina ufficiale…certo se ti fai curare dallo stregone di famiglia…). Se il petrolio aumenta di prezzo (legge di mercato) perché il mercato ne vuole sempre di piú ogni cosa diventerá piú cara, sempre di piú e non ci sará piú una Cina che fornisce il mondo di prodotti a zero costo, perché gia in Cina le industrie Cinesi vengono spostate in Africa, dove la manodopera costa meno.
3) Il mondo é sovrappopolato, entro una 20ina d’anni (e per i prossimi 80) saremo intorno ai 10 miliardi, per ora ci si riesce a dar da mangiare a tutti (???tutti???), ma se dovesse succedere una delle due cose di cui sopra?
Anche senza concetto di picco del petrolio che complica solo le cose perché dicendo che il petrolio é finito (nel senso di limite, non che i pozzi sono secchi) porterá inveitabilmente al punto 2 con gravi complicazioni sul punto 3, inquanto ció che mangiamo é “petrolio”. E se leggi su un qualunque giornale che hanno scoperto un mega pozzo di petrolio a) chiediti paragonandolo al consumo mondiale quanti min. di autonomia sto pozzo da… b) se i barili stimati sono effettivamente quelli che se ne possono estrarre (infatti oltre n certo limite non si puó andare e sto limite oltre che economico e geologico é fisico, non posso consumare piú di un barile di petrolio per produrne uno…e giá per produrre petrolio bisogna consumarne concetto di EROI)
4) Sulla terra l’unica sostanza che puó produrre allo stesso tempo macchine/cibo/benessere ed energia é il petrolio. Nient’altro. Nucleare, Ecolico, Solare…producono solo energia elettrica. E nessun materiale (eccetto i materiali radiattivi) ha una densitá di energia pari al petrolio.
A questo punto basta fare 1+1 e sperare che nonfaccia 2, come dici? 1+1=2? nooo allora siamo/saremo presto (quanto presto? non so, peró direi che io che ho 29 anni lo vedró) nei guai…
luca-spazio
24 gen 2008 - 10:35 - #6PS il concetto guai é relativo al punto 1bis, ovvero un bella guerra mondiale per il controllo delle risorse energetiche. Cosa che potrebbe effettivamente succedere nel caso in cui non ci mettiamo in testa un concetto di decrescita. Cioé vivere con meno, abituarci ad essere meno “petrolio” dipendenti in ogni campo, par decrescere l’economia in modo che non sia una macchina impazzita che ha in testa solo “gaudagno-contro-tutti”. Perché la crescita non puó essere infinita, perché ci sia crescita, qualcosa deve decrescere in un sistema chiuso come la Terra. E se tutte le nazioni crescono, crescono, crescono, ad un certo punto serve una guerra per decidere chi dei due deve crescere piú dell’altro (a meno di non mettersi daccordo e crescere a spese di un terzo sfigato piú piccolo….presente guerra fredda? il terzo sifgato erano europa, Asia ed Africa, ma ora il terzo sfigato chi sarebbe? l’Iran??? Ma mi facci il piacere)
egoLogic
24 gen 2008 - 11:50 - #7l’ottimista crede che questo sia il migliore dei mondi possibili, il pessimista sa che l’altro ha ragione….
alemari1986
24 gen 2008 - 13:44 - #8Rispondo a luca-spazio.
Perché “il modo migliore di far ripartire un economia” sarebbe una “diminuzione demografica” o “una bella guerra, piú grande e meglio é”? Secondo me tutto ciò affosserebbe l’ economia, non la risanerebbe.
entro una 20ina d’anni (e per i prossimi 80) saremo intorno ai 10 miliardi, per ora ci si riesce a dar da mangiare a tutti (???tutti???), ma se dovesse succedere una delle due cose di cui sopra?
Ogni tanto torna il ritornello “il mondo é sovrappopolato”. MA CHI L’ HA DETTO, PERCHE’, COME SI FA A STABILIRLO!
Le forniture di petrolio stanno diminuendo, ma gradualmente; non è che domani tutto il mondo va a piedi! Certo, le cose pian piano cambieranno, ma non vedo perché dovremmo finire “nei guai”. Il tuo ragionamento, secondo me, è quanto di più lontano sia dall’ 1 + 1. Non è che le nazioni si stanno crogiolando nell’ indifferenza per l’ imminente fine del petrolio. Secondo te in tutto questo discorso la ricerca scientifica e tecnologica non entrano per niente? Non si può escludere certamente un conflitto per le risorse energetiche (dal momento che è già accaduto e sta accadendo) ma è proprio per il fatto che i combustibili fossili si stanno esaurendo, che moltissimi paesi stanno puntando all’ autosufficienza energetica. Inoltre, non vedo perché la “decrescita” dovrebbe impedire lo scatenarsi di conflitti, visto che oggi ci sono paesi sottosviluppati (crescita zero) comunque in guerra per ragioni economiche e politiche. Che significa “vivere con meno”, che dobbiamo diventare tutti San Francesco? Tu dici che “Perché la crescita non puó essere infinita, perché ci sia crescita, qualcosa deve decrescere in un sistema chiuso come la Terra”, ma non significa niente; ciò che decresce non deve avere la stessa velocità e consistenza di ciò che cresce! Non è la crescita quello che conta, ma la VELOCITA’ della crescita. Un esempio? La Cina sta “crescendo” molto velocemente e in maniera molto consistente; Gli USA puntano a “crescere”, ma la loro è una crescita molto più “lenta” di quella cinese, e le due non sono paragonabili.
luca-spazio
24 gen 2008 - 17:16 - #9Guerra=soldi, da che mondo e mondo, non solo perché si conquista un territorio e quindi le sue ricchezze, ma perché si distrugge qualcosa che poi va ricostruito e nel frattempo tutte le societá tecnologiche fanno affari d’oro (aerei, carrarmati, satelliti, navi, eletttronica,sistemi di difesa…). E lo sempre stato e lo sará sempre. Naturalmente poi lo si maschera da guerra al terrorismo, da guerra al cattivone di turno, di guerra di difesa (preventiva), di questione di orgoglio nazionale, di chi ha gli zebedei piú grandi etc, in modo che la gente vada al massacro col sorriso sulla bocca e contenta di farlo, mentre chi di dovere se ne arricchisce. Naturalmente si rischia, ma chi non risica non rosica…
Il mondo é sovrappopolato perché 1 giga di persone vive con ogni ben di Dio ed il resto muore di fame. E quel resto che muore di fame ed ogni giorno aumenta di quantitá (perché noi che stiamo bene di figli non ne facciamo) cresce acquisendo la nostra cultura e tecnologia, percui vorra la sua fetta di benessere uguale a quella che hai tu/io/la gente che normalemnte ci sta intorno. Per ora noi ce la passiamo bene, ma comunue siamo al limite delle risorse agro/alimentari e l’acqua soprattutto l’acqua incomincia a diventare un lusso pure per noi italiani (sebbene io ormai non sia piú sul suolo italico).
Sono perfettamente daccordo sul fatto che bisogna rendersi autonomi energeticamente, ma la questione é che il petrolio é energia in ogni sua forma, non solo quella che esce dal contatore in casa, é calore, é movimento, é salute, é cibo, é innovazione tecnologica! Se il prezzo del petrolio aumenta tutto ció aumenta e la cosa succede in assoluto, non per l’inflazione di programma per cui oggi costa 1€ e ne guadagno 10, domani costa 1.5€ e ne guadagno 15, ma domani costa 1.5 ed io guadagno 5.
Vivere con meno non vuol dire come S. Francesco sebbene l’esempio sarebbe ottimo. Non mi fai cadere nel tranello, vivere con meno vuol dire, ti compri un televisore e quello ti tieni, ti compri un cellulare e finche non si rompe te lo tieni, ti compri una macchina e finché va, te la tieni.
Purtroppo tutto ció sarebbe da fare in teoria, ma cosí facendo tutto il sistema economico collasserebbe, per cui ti venderanno una qualcosa con rottura definitiva programmata a 3 anni ed 1 gg (tanto per non essere piú in garanzia).
La Terra infine, come ci hanno insegnato Galileo e Cristoforo Colombo ed altre persone dalla testa fina é una sfera (in realtá ellissoide di rotazione, insomma un po’ a pera come insegnano a scuola). Nemmeno tanto grande il diametro é solo 12456 km di diametro (piú o meno quello che faccio in macchina in un anno) con circa 5 km di aria respirabile (piú o meno la metá di quello che faccio ogni giorno per andare e tornare dal lavoro, in bicicletta naturalmente). Ovvero é limitata.Limitata e piccola!
Piú o meno equivale al vetrino da biologo in cui ci si mettono le coltivazioni batteriche. Prendi un batterio lo metti in un angolo, ne prendi un altro e lo metti nell’angolo opposto, caspita che ben di Dio esclamano i due batteriucci pensando all’illimitatezza del loro mondo mangiano e crescono, crescono, crescono, si moltiplicano per generazioni, finché cosa succede? Beh si inontra il nemico, oibó non siamo soli sulla Terra esclamano i piccoli batteri, alla frontiera sono ancora pochi per cui la crescita inizia a diminuire, ma ce n’é, non tutte le risorse sono state consumate, i batteri crescono, ma sempre conminor impeto ed iniziano i primi battibecchi…t’ho visto hai rubato la mela da mio giardino, no sei tu che hai parcheggiato sul mio posto, ma ancora si mangia per cui di guerre manco a parlane.Ma quando le risorse davvero scarseggiano, quando non c’é piú posto che fanno sti batteri?Iniziano a soffocarsi uno con l’altro, iniziano a guerreggiare per le risorse, finché la metá uno dei due batteri sparisce e l’altro é ridotto alla metá……
Poi per quanto riguarda l’autosufficienza energetica, sei sicuro/a che sia davvero autosufficienza? pensi davvero che l’Italia possa permettersi di costruire qualcosa di autosufficiente nel senso di “Statale”? Se le grandi multinazionali fiutano l’affare non sará certo autosufficienza…l’unica cosa che son cero é che non sara sufficiente a loro quello che gli darai per pagare la bolletta!
Ed é quest ala bolla che fará esplodere tutto, che non esiste piú un padrone, esistono solo le multinazionali, che non hanno testa, non esiste un ersponsabile, tutto é mercato, io sono pagato dal gruppo thales, ma chi é sto gruppo? chi é a capo? nessuno ovvero tutti, é un mostro che decide da se, che esiste per diritto divino, tanto anche chi decide é stipendiato Thales per cui oggi é qui, domani é la…
alemari1986
25 gen 2008 - 00:32 - #10Rispondo a luca-spazio.
Sulla guerra sono d’ accordo con buona parte di quanto hai detto, ma di guerre ce ne sono sempre state, e nessuna di esse ha mai causato l’ apocalisse, nessuna di esse ha mai impedito all’ uomo di ricominicare, per intenderci; certo, non si può escludere (purtroppo) che una guerra simile possa avere luogo in futuro, ma questo non significa che sia probabile.
Il mondo dal punto di vista della fame non è sovrappopolato proprio per niente. Il rapporto su “Popolazione, ambiente e sviluppo” curato dal Dipartimento degli Affari Economici Sociali dell’ ONU, spiega che tra il 1900 e il 2000 a un aumento della popolazione di 4 volte ha fatto riscontro UN AUMENTO DA 20 A 40 VOLTE DEL PRODOTTO INTERNO LORDO (PIL) MONDIALE, “permettendo al mondo non solo di sostenere l’ aumento della popolazione, ma anche di migliorarne notavolmente il livello di vita” (pag.11). Poi non è vero affatto che “siamo al limite delle risorse agro/alimentari”, come tu dici; anzi, con l’ introduzione delle più moderne tecnologie in agricoltura e in allevamento, con le biotecnologie non c’ è mai stato un periodo nella storia dell’ uomo in cui abbia potuto gocere di tanta abbondanza, varietà e sicurezza di cibo! L’ acqua che sta diventando un “lusso”, addirittura, non riesco proprio a capirla; semmai oggi si sta pian piano diffondendo la consapevolezza della sua immenza importanza, mentre anni e decenni fa la si sprecava molto più indifferentemente di adesso.
A fronte di una parte della popolazione mondiale che ha una più che sufficiente disponibilità alimentare (che sta aumentando, considerando che negli ultimi decenni molti paesi sono usciti dal sottosviluppo) restano molte persone ancora impossibilitate ad una sala alimentazione, è vero. Ma il principale motivo non è lo sfruttamento di paesi come il nostro, BENSI’ IL SOTTOSVILUPPO; questi paesi poveri hanno spesso governi corrotti e incapaci, guerre intestine e ignoranza; ecco perché crepano di fame.Pensa a molti paesi dell’ Africa e dell’ Asia. IL CHE VUOL DIRE CHE LA SOLUZIONE E’ CHE CI VUOLE PIU’ SVILUPPO, E NON MENO! “.
Riguardo all’ energia, è proprio perché non si vuole essere schiavi del petrolio che tutti i paesi del mondo stanno puntando all’ autosufficienza energetica! Ma l’ aumento del costo di tutto il resto non è un fenomeno destinato a durare in eterno! E comunque non riesco a capire il collegamento con le (solite) grandi multinazionali. Capisco che grandi affari possono portare a grandi contrasti, ma non vedo perché tutto ciò debba sfociare in una catastrofe! Riguardo all’ Italia, come al solito non sta facendo nulla, ma non bisogna mai giudicare il resto del mondo da quello che uno vede e sente fare in questo paese.
Sui televisori e cellulari, hai pienamente ragione e sono d’ accordo con te. Un pò di moderazione nell’ acquistare le cose non farebbe male, specie oggi.
Sul fatto che la terra sia limitata, è innegabile, ma è anche vero che l’ uomo ne popola una frazione tutto sommato molto piccola. Guarda che tutt’ oggi è urbanizzato appena l’ 1% delle terre emerse, e anche considerando che una parte di queste è inabitabile (60 milioni di kilometri quadrati su 150) la percentuale di territrorio abitata dagli uomini resta minima. Anzi, prendendo come parametro il livello mesio di spazio e di vita dei cittadini statunitensi, abbiamo che all’ intera popolazione mondiale basterebbe appena il 15% del territorio abitabile degli USA ( Robert L. Sassone, “Handbook on Population”, American LIfe League Inc. 1994 pp. 40-45).
luca-spazio
25 gen 2008 - 12:57 - #11Ultimo commento poi basta!:) Tanto non voglio convincerti e comunque pure a Cassandra non le si voleva dar credito (e poi alla fine é stata pure accusata di portar rogna…). Ognuno viva come vuole se non succede niente e per migliaia di anni l’uomo volerá sempre piú in alto, in una crescita infinita, saró il piú contento, ma lasciami dire che non ci credo, da ingegnere non ci posso credere.
“UN AUMENTO DA 20 A 40 VOLTE DEL PRODOTTO INTERNO LORDO (PIL) MONDIALE” -> bisognerebbe vedere quanto di questo aumento sia “reale” o frutto di giochi di prestigio di valuta, comunque é innegabile che l’uomo occidentale via oggi meglio di quanto viveva negli anni 50 per abbondanza di cose. Che poi molte di quelle cose siano inutili vien da se. Che viva anche molto piú stressato dalla corsa sempre piú affannosa al successo ed all’aumentare della propria “efficienza” pure quello é innegabile.
“anzi, con l’ introduzione delle più moderne tecnologie in agricoltura e in allevamento, con le biotecnologie non c’ è mai stato un periodo nella storia dell’ uomo in cui abbia potuto gocere di tanta abbondanza, varietà e sicurezza di cibo” -> Appunto, mai ne ha goduto e son daccordo, forse aumenterá lievemente per qualche anno ancora, ma poi fará plateau e scenderá perché quello che mi racconti é tutto frutto del petrolio, aumenta il petrolio aumenta il cibo (non so se ti sei accorto, ma il grano é un po’ d’anni che aumenta in maniera vertiginosa) se poi il cibo lo si modifica per farlo diventare un surrogato del petrolio, allora la crisi diventerá ancora piú sistematica (prezzo del mais duplicato, da noi non é che ce ne cale particolarmente, ma per i Messicani che vivono di quello….).
Infine, e poi concludo, sto Robert Sassone dove vive? Io mi sento oppresso in Costa Azzurra (dove vivo), mi sentivo oppresso a Lucca dove ho vissuto e pure a Genova dove son nato, ora che 7G persone stiano tutte nel 15% della superficie emersa degli US….beh….forse….vivendo in loculi….poi anche se 1% é urbanizzato quant’é la percentuale di terre coltivate o adibite a pascolo? secondo me si arriva sufficientemente vicino al 50%….ed il resto…io lo lascerei com’é…
Se mi rispondi di nuovo, vedró che posso tirar fuori, ma ormai il pensiero l’ho sviscerato tutto e mi pagano per disegnare satelliti, non per discutere su un blog!;) E’ stato comunque divertente!A bientot!
alemari1986
25 gen 2008 - 14:08 - #12Rispondo a luca-spazio.
Tanto non voglio convincerti e comunque pure a Cassandra non le si voleva dar credito (e poi alla fine é stata pure accusata di portar rogna…).
Sulle cose su cui siamo d’ accordo, non hai bisogno di convincermi, e sulle cose su cui non siamo d’ accordo non puoi farlo, visto che ho parlato sulla base di dati, a meno che non mi dimostri che quei dati non sono attendibili.
se non succede niente e per migliaia di anni l’uomo volerá sempre piú in alto, in una crescita infinita, saró il piú contento, ma lasciami dire che non ci credo, da ingegnere non ci posso credere.
E io meno che mai ci posso credere da matematico. Comunque non ho detto che l’ uomo vivrà una “crescita infinita” (concetto un pò troppo vago), ma semplicemente che bisognerebbe dare un taglio a tutti gli allarmismi che ogni tanto tonrano a diffondersi tra le persone, perché (come dimostra la storia) non sono scientificamente giustificati. Per esempio, bisogna ricordarsi che le “crescite” vanno quantificate, bisogna vedere la loro CONSISTENZA e la loro velocità, e soprattutto occorre ricordarsi che le cose non durano in eterno, e se lo fanno non sono necessariamente costanti (anzi quasi mai, a dire il vero).
UN AUMENTO DA 20 A 40 VOLTE DEL PRODOTTO INTERNO LORDO (PIL) MONDIALE” -> bisognerebbe vedere quanto di questo aumento sia “reale” o frutto di giochi di prestigio di valuta
Può darsi, ma oggi molti paesi che 40, 50 anni fa erano oppressi da un sottosviluppo spaventoso, oggi sono paesi ricchi e industrializzati, o si stanno sviluppando molto rapidamente. Pensa alla Cina o alla Korea del sud (oggi uscita definitivamente dal sottosviluppo) o all’ India (una volta era il paese delle carestie, oggi esporta derrate alimentari in Africa e in Medio Oriente).
Che viva anche molto piú stressato dalla corsa sempre piú affannosa al successo ed all’aumentare della propria “efficienza” pure quello é innegabile
Sì, ma vanno fatte due considerazione (in breve) 1) quello che conta davvero, è il bilancio vantaggi e svantaggi. Ricchezza e progresso hanno ovviemente svantaggi e un prezzo, come tutto al mondo. Ma i vantaggi sono EVIDENTI se paragoniamo la società “occidentale” (che non è più solo tale, oramai) a quella dei paesi sottosviluppati e poveri, dove regna la miseria, l’ ignoranza, l’ indifferenza per i diritti umani. Le popolazioni di questi paesi hanno ben altre ragioni di “stress” rispetto alle nostre, non ti pare? 2) Questa frenesia della “corsa sempre piú affannosa al successo ed all’aumentare della propria “efficienza” ” (che hai ragione, è innegabile) non è per forza una conseguenza del progresso e del benessere. Io per esempio, ma sono sicuro che in questo blog ce ne sono tanti altri, mi vanto di condurre una vita tutto sommato modesta, odio lo spreco, non sono minimamente contagiato dalle follie consumistiche che dilagano attualmente. Tutto sta nel mettersi a ragionare e capire che la nostra ricchezza e il nostro benessere (che molti non apprezzano, tra l’ altro) non costituiscono una buona scusa per NON USARE IL CERVELLO!
Appunto, mai ne ha goduto e son daccordo, forse aumenterá lievemente per qualche anno ancora, ma poi fará plateau e scenderá perché quello che mi racconti é tutto frutto del petrolio, aumenta il petrolio aumenta il cibo (non so se ti sei accorto, ma il grano é un po’ d’anni che aumenta in maniera vertiginosa)
Sì, ma il tuo discorso è solo una parte della realtà. Secondo te perché negli ultimi anni sono aumentate a dismisura i terreni coltivati con le biotecnologie (Africa e America, specialmente)? Perché garantiscono raccolti maggiori e migliori senza il bisogno di importare da altri! E’ chiaro che attualmente l’ aumento del costo del petrolio fa aumentare quello di molte altre cose, ma non è un fenomeno destinato a durare per sempre! Anche soltanto per il fatto che un bel giorno il petrolio sarà praticamente esaurito! La scienza, e la biotecnologia in particolare, magari in futuro permetterà ai messicani di coltivarsi da soli un tipo di mais che assicuri ingenti raccolti; non solo non possiamo escluderlo, ma una cosa del genere è anzi abbastanza probabile!
quant’é la percentuale di terre coltivate o adibite a pascolo? secondo me si arriva sufficientemente vicino al 50%….ed il resto…io lo lascerei com’é…
Non so la percentuale precisa, ma non ha importanza, visto che per definizione di “terre coltivate o adibite a pascolo” esse non sono urbanizzate, per cui la densità demografica in quelle aree è molto più bassa che in altre! Riguardo al “resto”, probabilmente si farà come auspichi, visto che si tratta di deserti, giungle, montagne e altri ambienti tutt’ altro che ospitali.
luca-spazio
25 gen 2008 - 17:54 - #13Behmi ero ripromesso di finirla, ma non resisto!:) Sarebbe divertente andare al bar a discutere un po’…via blog perde un po’…
Solo per dirti che sono d’accordissimo con te su numerosi punti pur non avendo cosí fiducia nella tecnologia, ma soprattutto non avendo fiducia nell’economia che sfrutta la tecnologia per fare soldi. Come sarebbe bello tutti si remasse nella stessa direzione per assicurarci un futuro luminoso. Purtroppo quello che vedo in campo economico é che l’unica regola é fare soldi.
Per quello cito le multinazionali, ma percaritá non con un intento denigratorio, come si fa sovente, riempiendosi la bocca con questo termine. Avrei potuto benissimo usare Spa. Insomma tutte quelle aziende senza padrone, in cui l’unico obbiettivo é “rispondere agli azionisti”, e l’unico modo é portando profitto a discapito di tutto il resto. Come sarebbe bello se l’unica azienda possibile fosse la no-profit, percui non serve fare profitto, ma far stare bene chi lavora ed il mondo.
Oggi su petrolio hanno riportato di una “fantomatica” lettera interna Shell in cui si prevedono 2 scenari per il futuro, uno in cui tra difficoltá (economiche) remando tutti insieme si arriverá ad un futuro luminoso ed uno che combattendo uno contro l’altro (per accaparrarsi le migliori risorse) si arriverá ad un futuro luminoso. Tale lettera non si sa se esista davvero, ma sul sito Shell se ne parla comunque.
Tutto sta nella domanda
Cosa conviene al mondo economico? Quale delle due strade é quella che chi decide (secondo me non é certo chi siede in parlamento e se ne é avuta una straordinaria dimostrazione ieri) reputerá migliore?
Comunque il mio invito e farti vedere sia su crisis che petrolio (ma pure su ecoalfabeta su cui non scrive mai nessuno ed aspoitalia.blogspot.it) che nonostante siano a volte “gabbie di matti” hanno contributi davvero molto interessanti non coperti dal “giornalismo” (tra viroglette, eprché non credo che quello che si fa soprattutto in italia sia vero gironalismo) ufficiale. In piú hanno bisogno di tutti, non solo dei catastrofisti che aspettano l’armageddon, ma pure di persone serie ed equilibrate che fanno proposte per vivere meglio come Ugo Bardi che ti potra rispondere con dati piú di quanto possa fare io.
Comunque questi siti sono li per fare informazione e per cercare di fare qualcosa insieme per non cadere nell’errore o per farsi trovare pronti a qualsiasi evenienza. Sinceramente li trovo molto meglio di quelli che parlano di economia o di macchine ed anche molti siti di notizie (come TgCom).