San Daniele VS Prosciutto di Parma a colpi di tecniche genetiche

Prosciutto San Daniele al taglioUna pioggia di euro per tirare su il carattere e affinare la qualità al Prosciutto di San Daniele. Obiettivo? Non solo un lifting, ma una vera e propria iniezione della migliore qualità di carne suina per affrontare il mercato nazionale e straniero, prendendo un po’ di quote al Prosciutto di Parma.

Affilano i coltelli in Friuli Venezia Giulia e alimentano le casse degli allevatori con 320mila euro. Il progetto di filiera, tra i primi in Italia, parte dalla qualificazione genetica dei suini nati e allevati in Friuli Venezia Giulia, al fine di valorizzare la produzione attraverso l'eccellenza del San Daniele, ma anche con un occhio alla filiera della carne fresca.

Ideatore del progetto l'assessore regionale alle Risorse agricole, Enzo Marsilio che nel corso di un incontro con allevatori, Consorzio prosciutto di San Daniele e rappresentanti di categoria ha chiarito che per l'attuazione degli interventi, 120mila euro serviranno per la convenzione biennale con l'Ineq di San Daniele e per le attività di controllo della Dop; mentre 200mila euro per cinque anni saranno utilizzati per il piano di qualificazione genetica.

Per la valorizzazione e la promozione del settore suinicolo regionale, l'Ersa (agenzia regionale per lo Sviluppo rurale), ha presentato al ministero delle Politiche agricole un progetto con cui si chiede un contributo di 500mila euro, "finanziamento - spiega Marsilio - già concesso dal ministero con decreto del 24 dicembre 2007".

Via | Alice News

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