Dal World Forum di Davos le strategie per salvare il Pianeta Terra

Da sinistra: Amid Karzai presidente dellâAfghanistan, Pervez Musharraf Presidente del Pakistan e  Fakhruddin Ahmed Primo ministro del BangladeshUn ponte tra i potenti e la gente comune, lanciato attraverso youtube con la domanda: “ Se le nazioni, le imprese o gli individui, potessero compiere una singola azione nel 2008 per rendere il mondo un posto migliore, quale sarebbe il tuo parere?”.

Questo il filo rosso dell’attuale edizione del World Economic Forum Annual Meeting 2008 - The Power of Collaborative Innovation - che si tiene fino a domenica 27 gennaio a Davos, in Svizzera e che mette a confronto bella gente e autorità: il segretatrio genarle dell'Onu, Ban Ki-Moon, il premier britannico Gordon Brown, Il Nobel Al-Gore, il Presidente Musharaff, la regina di Giordania, Rania, il leader degli U2 Bono, il presidente di Microsoft Bill Gates, il presidente nigeriano Umaru Musa Yar'Adua, il presidente di Cisco John Chambers che attraverso il dialogo cercano strategie per aiutare il Pianeta Terra.

Dal canto suo zio Bill Gates, attraverso la Fondazione che gestisce con la moglie Melinda, ha versato 306 milioni di dollari per aiutare l’agricoltura e i piccoli agricoltori in Africa. “Se siamo sinceri nella nostra volontà di porre fine alla fame estrema e alla povertà nel mondo, dobbiamo esserlo altrettanto nell'agire per trasformare l'agricoltura dei piccoli agricoltori, molti dei quali sono donne. E' necessario migliorare la qualità dei semi, dei suoli, creare nuovi mercati ed allargare l'accesso ai mercati- ha detto Gates nella conferenza stampa di presentazione della sua iniziativa- Ma la produttività non è tutto. A un contadino serve ben poco produrre di più se poi non può vendere il surplus. Il nostro approccio vuole includere tutta la catena agricola”.

Nella pagina dedicata alle interviste troverete i pareri di tutti i partecipanti che sono tra gli altri: Chad Holliday, CEO, DuPont; Randall Stephenson, Chairman and CEO, AT&T; Carlos Ghosn, President and CEO, Renault-Nissan; Jeff Joerres, CEO, Manpower: Insomma quelli della “stanza dei bottoni” delle aziende e multinazionali più importanti del pianeta.

Infine, mi sono guardata la mappa del cambiamento climatico sul sito della Davos Climate Alliance e l’Italia è uno dei paesi che rischia un’ innalzamento della temperatura tra i 2,5 e i 5 gradi, bell’indicato da un’inquietante colore violetto! La cosa più interessante è che nel sito è proposto un sistema per calcolare le nostre emissioni di C02 e il sistema di compensarle. Usatelo gente, usatelo!

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